L’Annunciazione di Bernardo Rossellino a Empoli

Da: The Sculpture of Bernardo Rossellino and his Workshop

Anne Markham Schulz

L’Annunciazione nel Museo della Collegiata, Empoli

Princeton University Press, New Jersey, 1977

Traduzione Paolo Pianigiani – Andreina Mancini

Rivista dall’Autrice

Le statue della Vergine Annunziata e dell’Arcangelo Gabriele (fig. 33) furono commissionate dalla compagnia della SS. Annunziata per l’altare del loro oratorio nella chiesa eremitana di S. Stefano a Empoli. Il contratto fu assegnato a Bernardo il 2 agosto 1447. Venne fissato un termine di quattro mesi per l’esecuzione delle due statue, ognuna della dimensione di due terzi della grandezza naturale. Le figure furono approvate dal Ghiberti, ma nel 1458 la compagnia era ancora in debito con Bernardo.

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La presentazione degli atti del Convegno su Caravaggio

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Santagostino, Empoli – Sabato 11 Giugno 2016.

Prentazione degli Atti del Convegno

“Da Caravaggio, il San Giovanni Battista Costa e le sue copie”

svoltosi a Empoli nell’aprile del 2015

Riprese e foto di Alena Fialová


INDICE della pubblicazione, edita a cura di Walfredo Siemoni, per la Misericordia di Empoli.

Composizione e stampa: Nuova Ige Empoli

 

Nicole R. Myers: Caravaggio’s  St. John the Baptist in the Nelson-Atkins Museum of Art

Maria Cristina Terzaghi: Il San Giovanni Battista e i Caravaggio Costa. Novità e riflessioni

Angela Cerasuolo: La copia del San Giovanni Battista di Caravaggio del Museo di Capodimonte: studio tecnico ed intervento di restauro

Valfredo Siemoni: Giovanni Marchetti collezionista di Caravaggio

Cristina Gnoni Mavarelli: Il restauro del San Giovanni Battista della chiesa di Santo Stefano.

Conservazione e ricerca

Sandra Pucci: Note tecniche sul restauro di San Giovanni in preghiera. Chiesa di S. Stefano degli Agostiniani, Empoli

Anna Pelagotti (Art-Test): Sopra e sotto la pittura: i risultati delle indagini scientifiche

Roberta Lapucci: Spunti di lettura tecnica e iconografica sui San Giovanni Battista del Caravaggio

Marco Masseti: La “pelle” del Santo. Le specie zoologiche nell’iconografia tradizionale di San Giovanni Battista

Gianni Papi: Riflessioni sui dipinti di Caravaggio per Ottavio Costa, sulle copie e sulla nuova Giuditta di Giuseppe Vermiglio

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Gli atti del Convegno un anno dopo

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A distanza di un anno dal Convegno “Da Caravaggio, il San Giovanni Battista Costa e le sue copie”, che si tenne a Empoli, nella Chiesa conventuale di Santo Stefano degli Agostiniani, sono stati pubblicati gli Atti, e saranno presentati sabato prossimo 11 Giugno nella stessa Chiesa che gli empolesi chiamano “Santagostino”, con la partecipazione di alcuni relatori e la presentazione dell’evento da parte di Bruno Santi.

Come si ricorderà il Convegno fu ideato da Walfredo Siemoni e promosso dalla Misericordia di Empoli.

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Osaka 1970, l’Expo. C’era anche un Masolino empolese…

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Nel 1970 si svolse a Osaka la prima vera apertura dell’Oriente all’Europa. L’Expo. Lo visitarono in massima parte i giapponesi, me la presenza dei padiglioni dei principali paesi del mondo fu di eccezionale livello. L’Italia partecipò con un bellissimo progetto dello Studio Valle, realizzato in acciaio e vetro.

Un altro padiglione, progettato da Renzo Piano, illustrava i fasti delle industrie italiane. Continua a leggere

I filmati del Convegno “Da Caravaggio il San Giovanni Battista Costa e le sue copie”

Programma Giornata di Studio Caravaggio

Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani

Empoli

11 Aprile 2015

Mattino

Il saluto delle Autorità:

Il Governatore della Misericordia di Empoli, Pierluigi Ciari

L’assessore alla Cultura del Comune di Empoli, Eleonora Caponi


L’introduzione al Convegno da parte del moderatore, Bruno Santi

L’introduzione ai lavori, Mina Gregori

Nicole R. Meyers, Associated Curator European Painting and Sculpure del Nelson-Atkins Museum di Kansas City

Maria Cristina Terzaghi dell’Università Roma 3

Angela Cerasuolo della Soprintendenza di Napoli e della Reggia di Caserta

Walfredo Siemoni Organizzatore del Convegno e Responsabile incaricato dalla Misericordia di Empoli della tutela e della promozione dei Beni Artistici della Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani

Cristina Gnoni Mavarelli della Soprintendenza di Firenze e Funzionario responsabile di zona, prima parte. Seconda parte 

Sandra Pucci, Restauratrice

Anna Pelagotti di Art -Test Firenze

Pomeriggio

Roberta Lapucci della Università Americana Studio Art Centers Internationals, SACI, di Firenze

Marco Masseti della Università di Firenze

Conclusioni di Bruno Santi

Il Convegno e le foto. Gli scatti di Marcantonio Perugino…

Ormai i nostri lettori ci sono abituati. Gli eventi che seguiamo vengono riportati quanto più fedelmente possibile con articoli, presentazioni, rassegna stampa, filmati. Rimangono così nel tempo e possono essere visti e consultati da chi, nel futuro, volesse per avventura averne notizia e contenuti. Arrivano sempre immancabili le foto. Questa volta l’evento era di quelli importanti. Caravaggio e i Caravaggeschi. Marcantonio ce lo racconta così.

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La presenza di Art-Test al Convegno di Empoli sul “San Giovanni nel Deserto” e le sue copie

Ancora un quiz, Caravaggio ad Empoli?

Il Caravaggesco di Empoli durante le analisi nel laboratorio di Art-Test a Firenze

Il Caravaggesco di Empoli durante le analisi nel laboratorio di Art-Test a Firenze

Sabato 11 aprile 2015 la Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani di Empoli  ospiterà la giornata di studi “Da Caravaggio. Il San Giovanni Battista Costa e le sue copie” moderata dal Prof. Bruno Santi.
Questo soggetto ebbe una grande fortuna, in Italia e all’estero. Ci sono almeno 8 versioni conosciute di buon livello, con diverse e controverse attribuzioni. Quali artisti hanno realizzato le varie versioni? Qual è la storia della semi-sconosciuta versione empolese? Questo dipinto, confluito nel patrimonio della chiesa di Santo Stefano grazie alla donazione di monsignor Marchetti nel 1823 e quasi illeggibile prima del restauro, si trova in un edificio che vanta una storia antica: fu eretto nel corso del Quattrocento per la confraternita degli Agostiniani, fin dal Medioevo presenti sul territorio empolese. Tra i nomi illustri di artisti che vi lavorarono troviamo infatti Masolino e Starnina ( i cui affreschi ci sono giunti in forma di frammento o sinopia), Cigoli e Cresti detto il Passignano. Ma il nome piu’ altisonante è quello di Caravaggio, legato alla Cappella della Purificazione dove si trova il San Giovanni Battista. Originale o copia? Il simposio sarà l’occasione per presentare gli studi ed i risultati del recente restauro, diretto dalla Dottoressa Maria Cristina Gnoni Mavarelli della SBAPSE di Firenze Pistoia e Prato ed affidato a Sandra Pucci, insieme agli esiti, che non possiamo anticipare, della campagna diagnostica, comprendente analisi dei materiali e riflettografia affidata ad Art-Test.

Vi aspettiamo numerosi Sabato 11 aprile dalle ore 9.30 presso la Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani di Empoli. L’ingresso è libero. Save the date!!


Ugo Procacci: Sinopie e Affreschi a Santagostino.

Ugo Procacci in una foto di Cecilia Frosinini del 1978

Ugo Procacci, foto di Cecilia Frosinini, 1978

Una delle cappelle che presenta i maggiori problemi di lettura, fra quelle ancora perfettamente conservate a Santagostino,  è quella di Sant’Elena, la cappella affrescata da Masolino nel 1424 e riscoperta da Ugo Procacci nel 1943. Nel suo ormai quasi introvabile “Sinopie e Affreschi”, edito nel 1960 per i tipi della Electa Editrice, parla diffusamente del suo ruolo nella riscoperta delle sinopie di Masolino, che erano rimaste sotto lo scialbo voluto dai frati Agostiniani, che preferirono un “colorino galante”, alle pitture di uno dei maggiori artisti del Quattrocento fiorentino. Queste sinopie, che furono staccate ed esposte nel 1957, alla grande mostra di Forte Belvedere a Firenze, di cui questo libro costituisce il catalogo e la testimonianza, da troppi anni sopravvivono allo scorrere del tempo e delle sue ingiurie. In pratica sono quasi scomparse. Il ricordo di Masolino va a morire, nonostante le lampade che cercano disperatamente di ritrovarne i contorni.

Ma per nostra fortuna in questo straordinario volume le sinopie sono presenti, fotografate benissimo, pur con le apparecchiature di allora.

Ve ne proponiamo alcune, insieme al commento del grande studioso fiorentino..

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Tavole 62-69

Masolino da Panicale: Cristo portacroce e Storie della Vera Croce (sinopie) – Empoli, S. Agostino.

Le sinopie di Masolino da Panicale, nella cappella del­la S. Croce in S. Stefano di Empoli, furono rinvenute, da chi scrive queste note, nel 1943 in seguito a ricerche fatte in base a documenti. Questi ci facevano in­fatti sapere che la cappella — della cui ubicazione si era perduto il ricordo — era stata affrescata da Masolino per la somma di settantaquattro fiorini d’oro, e che era stata finita di dipingere, con ogni probabi­lità, il 2 di novembre del 1424. Purtroppo degli affre­schi — se si fa eccezione di alcuni compassi con Santi a mezza figura, nell’intradosso dell’arco di ingresso, e di due bellissime teste muliebri negli sguanci della finestra — nulla è rimasto, perché nell’agosto del 1792 i frati dell’annesso convento, riuniti capitolarmente, deliberavano con sei voti favorevoli e uno contrario, di … scortecciare, stonacare e rintonacare di nuovo… quando non si creda che faccia pregiudizio e dispiacere al pubblico il demolire le pitture grossolane e di niun pregio ivi esistenti, e così rintonacato il muro darli un fondo di un colorino galante… A compensare in parte tanta perdita, sono ora tornate alla luce le sinopie delle distrutte composizioni (Cat. 13, 16-19) le quali, oltre che costituire un prezio­sissimo documento per la conoscenza dell’arte di Masolino, possono veramente essere annoverate tra le più belle a noi pervenute del primo Quattrocento. Le figure e le cose vi appaiono eseguite a solo con­torno, salvo qualche raro accenno di ombreggiatura; ma le linee sono sempre nette e sicure senza alcun pentimento, e le composizioni, anche se alcune volte accennate appena con pochi tratti, magistralmente concepite, in una chiara distribuzione degli spazi; ovunque poi domina quella sensibilità delicata e si­gnorile che rende sempre di una bellezza inconfon­dibile e di gran fascino le pitture di Masolino; non di rado si giunge infine al capolavoro. Si veda così la fragile figura del Cristo portacroce che sembra evocare — e siamo invece nel 1424 — ricordi angelichiani (tav. 62), o il Redentore sorgente dal sarcofago (tav. 63), o il giovanile Santo guerriero di un’assoluta purezza di linee nella sua cristallina sem­plicità (tavv. 68 e 69); si guardi la sapienza con cui è composta la scena della prova della Vera Croce, strettamente collegata al corteggio, purtroppo in par­te svanito, di S. Elena e del suo seguito verso Geru­salemme (tav. 67); ecco la regina di Saba inginoc­chiata con la sua corre davanti al ponticello sul fiume Siloe (tav. 65) ed Eraclio addormentato nella propria tenda (tav. 64) vigilata dai soldati, di ben altra ef­ficacia, pur nella simile composizione, dell’analoga scena negli affreschi di Agnolo Gaddi in S. Croce. Ed infine, a concludere la sacra leggenda, la decapi­tazione di Cosroe (tav. 66); una sequenza veramente meravigliosa, che però, proprio per questo, non può non farci ancor più amaramente rimpiangere la scom­parsa dei corrispondenti affreschi.


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Tavole 70 e 71

Masolino da Panicale: Decapitazione di S. Caterina (sinopia e affresco) – Roma, S. Clemente.

Molto più studiate ed elaborate di quelle di Empoli — l’artista operava ora per la corte papale — ci ap­paiono le sinopie che Masolino eseguì a Roma in S. Clemente, affrescando nel 1428, o poco dopo, una cappella per il cardinale Branda da Castiglione. Non si ha più ora, sia nella Crocifissione — per le parti che appartengono al nostro artista (Cat. 20) — sia nella bellissima decapitazione di S. Caterina, il dise­gno tracciato solo nei contorni, ma anche ombreggiato e chiaroscurato per mettere in risalto il rilievo delle figure; però, nonostante questo cambiamento tecnico, lo spirito che anima composizioni e personaggi è lo stesso: e così il carnefice di S. Caterina a Roma non può non richiamare subito alla mente il carnefice di Cosroe a Empoli.

Qualche cambiamento fu apportato dall’artista nel passaggio dalla sinopia all’affresco; il più notevole si ebbe nella figura della Santa in attesa del colpo di spada che le troncherà la vita: ora è in ginocchio, in preghiera, e non più, come nel disegno, accasciata a terra, in posizione succube, che forse non piacque, preferendosi un più altero comportamento di fronte al martirio; ma la prima invenzione di Masolino era, dal lato artistico, più perfetta.


La ‘Deposizione della Croce’ di Cigoli e la copia di Anton Domenico Gabbiani: note sul collezionismo del Gran Principe Ferdinando de’ Medici

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Sabato 21 Marzo 2015, in anticipo sul programma, si è tenuto l’atteso incontro con lo storico dell’arte Riccardo Spinelli. L’ambito è quello de “I luoghi e la città”, al Cenacolo degli Agostiniani, una serie di incontri di approfondimento e diffusione di cultura artistica locale, tenuti da specialisti di chiara fama e curati da Cristina Gelli.

Specialista del periodo dal 500 al 700, in particolare di area fiorentina e del collezionismo mediceo, Riccardo Spinelli è stato con Antonio Natali il curatore della mostra sul Gran Principe Ferdinando, che qui ricordo in un video della Rai.

Fu grazie a questa mostra, benedetta, per la quale fu richiesto il trasferimento in prestito a Firenze della pala d’altare del Gabbiani che sta in Santagostino, che si pervenne alla bella scoperta dell’affresco, d’autore ancora misterioso, che stava sotto la tela del Gabbiani, copia data in cambio ai confratelli della Compagnia della Croce, nell’ambito della trattativa intercorsa fra l’emissario di Ferdinando, Filizio Pizzichi. Abate, cappellano di corte, pittore a tempo perso, illustratore di testi scientifici (del grande Francesco Redi), e pure scacciademòni. Lo troveremo ancora sulla nostra strada, prossimamente. Ma intanto, è da dire, fu lui a portarci via il nostro bel Cigoli, in cambio di 600 scudi d’oro, di promesse d’aiuto in bèghe con i frati, padroni di casa in Santagostino, poi non mantenute, e la copia peraltro magnifica del pittore di corte Gabbiani.

Data la vicinanza dei luoghi, sarebbe stato interessante una visita finale nell’oratorio della Croce, a due passi dalla ex mensa degli Agostiniani, dove le due Deposizioni stanno una di fronte all’altra: quella del Cigoli, copia stampata e riprodotta su tela a grandezza naturale, e l’altra, la copia del 1690 del Gabbiani, di cui si parla. Ma Santagostino era chiusa e non se n’è fatto di nulla. Peccato, sarebbe stato interessante veder le differenze; anche perché dalle foto presentate a corredo, di qualità non eccezionale, non si è capito moltissimo. Ma ci sarà il tempo e il modo di farlo, in un’altra occasione. Continua a leggere