Galleria degli Uffizi: Leone X in restauro

Le foto per la diagnostica


Sono presentate oggi, 17 ottobre 2017, le prime ipotesi di restauro collegate alle indagini preliminari compiute sul dipinto di Raffaello Sanzio, Ritratto di Papa Leone X de’Medici con i cardinali Giulio de’Medici e Luigi de’Rossi.

Un dipinto dotato di un’enorme fama sia per l’aura che ha circondato da subito il suo eccellentissimo autore, che per la capacità mimetica, sia dei tessuti che degli altri materiali presenti nella rappresentazione, non ultimi gli incarnati, sulla cui resa materica Giorgio Vasari nelle sue Vite si è dilungato con meritata enfasi.

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Raffaello a Mosca…

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Firenze, 12 settembre 2016

C O M U N I C A T O   M E D I A

La prima mostra di Raffaello in Russia

Si inaugura oggi al Museo Puškin di Mosca (e rimarrà visibile fino al prossimo 11 dicembre) la mostra “Raffaello. La poesia del Volto – Opere dalle Gallerie degli Uffizi e da altre collezioni italiane”, promossa dall’Ambasciata d’Italia a Mosca e evento inaugurale dell’accordo di collaborazione, firmato lo scorso 12 luglio, tra il Museo Puškin e le Gallerie degli Uffizi.

Attraverso un percorso di straordinaria qualità artistica, l’esposizione presenta per la prima volta al pubblico russo alcune tra le più significative opere di Raffaello, la cui personalità e le cui opere hanno un significato particolare per la cultura russa, come testimoniano le frequenti citazioni dell’artista tra i maggiori autori della sua letteratura, da Puškin a Dostoevskij e Tolstoj fino a scrittori e poeti di tempi più recenti.

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La Venere di Urbino torna a casa

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La Venere di Urbino di Tiziano torna per la 1a volta nelle Marche dopo quattro secoli.

A quasi cinque secoli dalla committenza di Guidobaldo II Della Rovere, per la prima volta la Venere di Urbino, dipinta da Tiziano nel 1538 e custodita oggi nelle Galleria degli Uffizi, tornerà nella città marchigiana.

Dal 6 settembre al 18 dicembre di quest’anno, il quadro più importante al mondo che ha nel titolo proprio la parola “Urbino”, sarà esposto a Palazzo Ducale di Urbino. Commissionato al maestro allo scadere del quarto decennio del Cinquecento dal duca Guidubaldo della Rovere, duca di Camerino e futuro signore di Urbino e del Montefeltro, la sensuale e misteriosa donna nuda fu vista da un ammirato Giorgio Vasari nella guardaroba dei duchi nel 1548 e, dopo un passaggio all’Imperiale di Pesaro dove il capolavoro risultava presente nell’inventario del 1624, giunse Firenze – insieme a centinaia di altre opere di inestimabile valore – con l’ultima discendente della dinastia della Rovere, Vittoria, che nel 1637 sposò Ferdinando II de’ Medici. Continua a leggere