Un angelo con i jeans strappati

 

po12


di Paolo Pianigiani

Anzi, per la precisione e a rispettare i gradi, di un Arcangelo. Quello raffigurato da Jacopo Carrucci, correva all’incirca l’anno 1519, sulla tavola destra (di chi guarda) posta nella nicchia che custodisce il crocifisso, nella chiesa di San Michele, a Pontorme, è appunto l’Arcangelo San Michele.

Il diavolino qui è visto e immaginato al posto del solito drago o del diavolone di turno, brutto di suo, riprodotti a scelta e a iosa in tanti altri dipinti di carattere religioso.

E che fa questo diavolino, munito di alucce di pipistrello appena spuntate?

Tiene in mano il mondo, o al limite, una mela, quella fatale ad Adamo e di conseguenza a tutti noi, hanno detto e dichiarato i più, anche i grandissimi fra i critici d’arte, guardando in superficie il dipinto.

Macchè mondo o mela… guardiamo bene: si tratta del secondo piattino della bilancia, l’altro attributo indispensabile all’Arcangelo, sul quale finiremo tutti, uno per uno, secondo le previsioni della dottrina cattolica, alla fine dei tempi. Bene ha visto e indicato Cristina Gelli, dell’Ufficio Cultura del comune di Empoli, in un recente saggio dedicato al dittico del Pontormo. Continua a leggere

Odoardo H. Giglioli: un articolo sul Pontormo a Pontorme

Il San Giovanni Evangelista ed il San Michele

dipinti dal Pontormo per la chiesa

di San Michele a Pontormo presso Empoli

Rivista d’Arte, 1905

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Sono lieto di presentare le prime fotografie di queste pregevolissime pitture che rivelano tutto lo stile caratteristico dell’artista simpatico e geniale: su di esse non conosciamo che il ricordo Vasariano giacché manca in proposito qualsiasi documento.

Secondo lo storico aretino sarebbero state eseguite dopo il 1516, cioè dopo l’affresco del chiostro della SS. Annunziata, e le tavole, l’una allogatagli da Francesco Pucci per la cappella di San Michele Visdomini in Via dei Servi a Firenze, l’altra da Bartolomeo Lanfredini. Continua a leggere