NUOVAMENTE IMBRATTATO IL LOGGIATO DEL CORRIDOIO VASARIANO

Tecnici degli Uffizi hanno già rimosso scritte e graffiti Direttore Schmidt: chi sporca compie un reato

Nuovi imbrattamenti nel loggiato del Corridoio Vasariano sul lungarno a Firenze. Scritte e graffiti sono comparsi sotto le volte nelle immediate vicinanze del Ponte Vecchio nella notte tra il 23 e il 24 giugno: subito allertati, i tecnici della Galleria degli Uffizi si sono messi al lavoro per rimuoverli e stamani le pareti sfregiate del loggiato avevano già recuperato il loro aspetto consueto. Il loggiato vasariano è, come altri monumenti fiorentini a partire dall’adiacente Ponte Vecchio, vittima frequente dei blitz di writer e imbrattatori. Negli ultimi mesi le sue volte sono  state anche ‘attaccate’ da un graffitaro seriale che le ha sporcate imprimendovi ripetutamente la medesima scritta, prima di essere individuato e sanzionato dalla polizia municipale.

Il costante imbrattamento dei nostri beni architettonici e monumentali ci ha spinto a cambiare tattica l’anno scorso – spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt –  adesso abbiamo un nuovo approccio, ‘Pulito subito’, che sta funzionando molto bene.

 Ognuno deve sapere che per questi gesti esibizionistici e deturpanti è responsabile anche penalmente”.

Ufficio stampa

OPERA LABORATORI FIORENTINI

Andrea Acampa, tel. 055290383 cell. 3481755654,a.acampa@operalaboratori.com

Tommaso Galligani, tel 055290383 cell. 3494299681,t.galligani@operalaboratori.com

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D’Odio e d’Amore agli Uffizi

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Eyke Schmidt con Marzia Faietti

I curatori Marzia Faietti e Michele Grasso presentano la mostra

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D’ODIO E D’AMORE 

GIORGIO VASARI E GLI ARTISTI A BOLOGNA

 

UNA MOSTRA PER INDAGARE I COMPLESSI, E CONTRADDITTORI, RAPPORTI FRA L’ARTISTA E STORIOGRAFO ARETINO E GLI ARTISTI A LUI CONTEMPORANEI AL DI LA’ DEGLI APPENNINI.

 

Dal 9 Ottobre al 2 dicembre nella sala Edoardo Detti, al primo piano della Galleria degli Uffizi.

«Né è maraviglia che quella d’Amico fusse più pratica che altro, perché si dice che, come persona astratta che egli era e fuor di squadra dall’altre, andò per tutta Italia disegnando e ritraendo ogni cosa di pittura e di rilievo, e così le buone come le cattive… le quali fatiche furono cagione che egli fece quella maniera così pazza e strana».

Questa citazione dalla Vita di Bartolomeo da Bagnacavallo e d’altri Pittori Romagnuoli è tratta dall’edizione del 1568 delle Vite del Vasari. Il “praticaccio inventore” era Amico Aspertini, ma Vasari allarga il suo caustico giudizio a tutti gli altri pittori bolognesi a lui contemporanei definendoli con “il capo pieno di superbia e di fumo”. Non solo: nella Vita di Michelangelo aggiunge la velenosa nota per la quale il Buonarroti avrebbe lasciato Bologna dopo solo un anno di permanenza perché lì “perdeva tempo”. Continua a leggere

Terzo e ultimo cambio per il Rinascimento Giapponese agli Uffizi

Il Rinascimento Giapponese

La natura nei dipinti su paravento dal XV al XVII secolo

Aula Magliabechiana, Uffizi

3 ottobre 2017 – 7 gennaio 2018

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Si apre agli Uffizi una grande mostra, la prima del suo genere in Europa, sull’arte giapponese corrispondente al periodo italiano dal primo Rinascimento agli inizi del Seicento: si tratta di paraventi pieghevoli e porte scorrevoli, molti dei quali Tesori Nazionali e Proprietà Culturali Importanti e provenienti da musei, templi e dall’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone. Le opere, su carta e perciò delicatissime, saranno esposte in tre rotazioni di 13 alla volta, al fine di garantirne la conservazione dall’esposizione alla luce.

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I Bozzetti di Luca Giordano e Taddeo Mazzi agli Uffizi

Fig. 1

Fig. 1 Luca Giordano (Napoli 1632 – 1705) Sant’Andrea Corsini presentato dalla Vergine è accolto nella gloria celeste dalla Santissima Trinità (Gloria di Sant’Andrea Corsini) 1682 Bozzetto per la scena principale della cupola affrescata della cappella Corsini nella chiesa di Santa Maria del Carmine di Firenze Olio su tela, cm 130 x 96 Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture


Fig.5

Fig. 5. Taddeo Mazzi (Palagnedra, Canton Ticino 1676 – Firenze [?] tra il 1726 e il 1738). Manetto dell’Antella cede la carica di generale dei Servi di Maria a Filippo Benizzi ,1725 circa. Bozzetto relativo alla pala di Taddeo Mazzi, Vaglia (Firenze), santuario di Monte Senario, cappella del Beato Manetto. Olio su tela, cm 79 x 55. Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture

 

Gli Uffizi e il territorio.

Bozzetti di Luca Giordano e Taddeo Mazzi

per due grandi complessi monastici

 

Gli Uffizi, Sala del Camino

5 settembre – 15 ottobre 2017

 

Le Gallerie degli Uffizi presentano al pubblico con questa mostra due delle nuove acquisizioni più importanti operate nell’ultimo biennio: due bozzetti rispettivamente di Luca Giordano e Taddeo Mazzi,  preparatori di ben più ampie decorazioni ad affresco o su tela che si trovano in  complessi monastici di Firenze e del contado. Continua a leggere

Una tavola sconosciuta con San Sebastiano di Francesco di Giovanni Botticini

 

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Botticini - S.Sebastiano Siminetti

Da: Bollettino d’Arte, vol. 18 (1924-25), p. 337-350

(trascrizione di Paolo Pianigiani)

 

Francesco di Giovanni Botticini fu definito un « eclettico ». La sua arte divenne, per­tanto, come un alveo capace dove liberamen­te andarono a convergere e a confluire tutte le indeterminate correnti, le indecise attribu­zioni e le minori manifestazioni anonime della pittura fiorentina del XV secolo, le quali, mo­vendo da Domenico Veneziano sino al Baldovinetti, al Verrocchio e al Ghirlandaio, dai Pollaiolo al Botticelli e a Cosimo Rosselli, si poterono riconnettere in qualche modo, sti­listicamente, a questi artisti. Continua a leggere

La Venere di Urbino torna a casa

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La Venere di Urbino di Tiziano torna per la 1a volta nelle Marche dopo quattro secoli.

A quasi cinque secoli dalla committenza di Guidobaldo II Della Rovere, per la prima volta la Venere di Urbino, dipinta da Tiziano nel 1538 e custodita oggi nelle Galleria degli Uffizi, tornerà nella città marchigiana.

Dal 6 settembre al 18 dicembre di quest’anno, il quadro più importante al mondo che ha nel titolo proprio la parola “Urbino”, sarà esposto a Palazzo Ducale di Urbino. Commissionato al maestro allo scadere del quarto decennio del Cinquecento dal duca Guidubaldo della Rovere, duca di Camerino e futuro signore di Urbino e del Montefeltro, la sensuale e misteriosa donna nuda fu vista da un ammirato Giorgio Vasari nella guardaroba dei duchi nel 1548 e, dopo un passaggio all’Imperiale di Pesaro dove il capolavoro risultava presente nell’inventario del 1624, giunse Firenze – insieme a centinaia di altre opere di inestimabile valore – con l’ultima discendente della dinastia della Rovere, Vittoria, che nel 1637 sposò Ferdinando II de’ Medici. Continua a leggere