Michelangelo multimaterico…

 

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Il Dio Fluviale di Michelangelo (c.ca 1526/7)

Giorgio Bonsanti

(già Ordinario di Storia e Tecnica del Restauro all’Università di Firenze)

Presidente della Commissione per le attività istruttorie finalizzate all’accreditamento delle istituzioni formative e per la vigilanza sull’insegnamento del restauro

Ispettore Onorario per il Patrimonio storico-artistico delle province di Firenze, Pistoia e Prato

 

Il recente restauro di un’opera definita già da Wilde (Wilde 1978, p. 127) “in a much damaged state”, che fin dal 13 ottobre 1590 aveva necessitato di una “rassettatura” ad opera di un muratore (i documenti cinquecenteschi in Gottschewski 1906) ha eliminato la sorda ridipintura scura che ne aveva fin qui caratterizzato l’aspetto. Sono state recuperate ampie aree della coloritura originale bianca, realizzata a biacca (bianco di piombo), come da prassi. Nella Vita di Jacopo della Quercia vasariana (Vasari-Milanesi 1878-1906, II, p. 110; v. anche I, pp. 153-154), leggiamo di come si costruivano le figure effimere di terra: “[…] pezzi di legno e di piane [assi] confitti insieme, e fasciati poi di fieno e di stoppa, e con foni legato ogni cosa strettamente insieme, e sopra messo terra mescolata con cimatura di panno lino, pasta e colla […] riescono nondimeno leggieri e, coperte di bianco, simili al marmo”.

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Il ritorno del Crocifisso dei Sangallo restaurato

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Restaurato il grande Crocifisso ligneo dei Sangallo

(Antonio o Francesco, inizi XVI sec.) di proprietà

dell’Accademia delle Arti del Disegno

Il restauro è stato realizzato grazie al mecenatismo

della Fondazione non profit Friends of Florence

Firenze – Oggi, giovedì 8 giugno 2017, nella Sala conferenze dei Padri Serviti alla Basilica della Santissima Annunziata, in via Cesare Battisti, 6, è stato presentato alla stampa il restauro del grande Crocifissoligneo policromodei Sangallo (Antonio o Francesco, inizi XVI secolo) di proprietà dell’antica Accademia delle Arti del Disegno, fondata nel 1563 da Cosimo I de’ Medici e Giorgio Vasari nel nome di Michelangelo. Continua a leggere

Giorgio Bonsanti: il Crocifisso del Sangallo

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Giorgio Bonsanti

 Il Crocifisso del Sangallo

Scheda storico-artistica

 L’Associazione non-profit Friends of Florence in occasione dei Saloni biennali del restauro che si tengono a Firenze bandisce un premio per il miglior progetto di restauro, da contenersi entro una somma prestabilita. Il premio consiste nel finanziamento del progetto stesso ai fini della sua realizzazione. Nell’edizione dell’autunno 2014 il premio fu vinto dal progetto presentato dalla restauratrice piemontese Francesca Spagnoli, diplomata all’Opificio delle Pietre Dure. Il progetto prevedeva il restauro di un Crocifisso ligneo grande al vero (c.ca 165 x 160 cm.) che si trova nella piccola anticamera della cosiddetta “Cappella dei Pittori” nel Convento della SS. Annunziata a Firenze. Continua a leggere

Santa Felicita, il Pontormo in restauro

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RESTAURO DELLA CAPPELLA CAPPONI E DELLA DEPOSIZIONE DI PONTORMO GRAZIE ALLA DONAZIONE DI FRIENDS OF FLORENCE

Sono iniziati a marzo 2017 i restauri della Cappella Capponi e del Trasporto di Cristo, il dipinto di Pontormo conosciuto dai più come La Deposizione, entrambi ubicati in Santa Felicita a Firenze. Gli interventi, ancora in corso, sono stati realizzati con il contributo della Fondazione non profit Friends of Florence e in particolare grazie ai donatori Kathe e John Dyson. Il progetto di restauro globale, approvato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato, è stato affidato al restauratore Daniele Rossi, sotto l’alta sorveglianza del funzionario responsabile del quartiere di S. Spirito Daniele Rapino. La Deposizione di Pontormo farà parte del percorso espositivo della mostra di Palazzo Strozzi Cinquecento a Firenze (21 settembre 2017-21 gennaio 2018)

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Il Vaso Medici di nuovo agli Uffizi

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Si presenta oggi – 22 maggio – agli Uffizi, il restauro del monumentale cratere marmoreo neoattico, appartenente alla collezione di antichità della romana Villa Medici in Roma. Giunto in Galleria nel 1780, è uno fra i più grandi e rari esemplari sopravvissuti, come il vaso Borghese, appartenente a questa tipologia di raffinatissimi arredi creati nell’Atene neottica (seconda metà del I sec. a.C.) e prodotti per abbellire i giardini delle ricche residenze romane. Alto 1,73, compreso il piedi di appoggio, per un diametro di 1,35, presenta una forma a campana sulla cui superficie corre uno stupefacente fregio, accompagnato da decori riproducenti foglie di acanto e baccellature, dove si narra – probabilmente – il convegno degli ateniesi a Delfi prima della guerra di Troia; all’episodio principale si accompagnano la modellatura delle teste di due satiri e di una presunta Ifigenia accucciata vicino alla statua di Artemide. Il vaso, che fu uno degli orgogli archeologici medicei è stato ampiamente riprodotto in stampe e copie realizzate in altri materiali. Continua a leggere