Il mondo del Restauro in un corso al Pontormo

 

L’Agenzia Formativa del Liceo Scientifico “Il Pontormo” indice per l’anno scolastico 2018/19 la seconda edizione del

“CORSO PROPEDEUTICO ALLA CONSERVAZIONE E AL RESTAURO DEI BENI CULTURALI”

che, pur mantenendo sostanzialmente la struttura della precedente edizione, sarà organizzato al suo interno come un corso di secondo livello per gli iscritti che hanno già frequentato il primo livello.  L’aspetto teorico e quello laboratoriale si alterneranno per offrire un’esperienza esaustiva della disciplina.

I materiali oggetto di studio saranno principalmente arredi artistici danneggiati dall’alluvione del 1966, così da mettere i corsisti a contatto con il cuore del problema del recupero e della tutela del bene culturale. L’esperienza sarà proprio quella di avere di fronte un bene culturale particolarmente compromesso e di acquisire gli strumenti per attuare un intervento di recupero del bene stesso che (passando dalla documentazione iniziale dello stato conservativo) arrivi, per quanto possibile, alla sua restituzione, dopo essere stato sottoposto ad intervento conservativo di minima. Continua a leggere

Annunci

Guido Carocci e la Galleria della Collegiata di Empoli

Questo slideshow richiede JavaScript.

Ricordo di Empoli

Edito a cura del Proposto G. Bucchi

Firenze, Tip. Lit. A. Francolini

Via Condotta 4

(Collezione Famiglia Guerri, Empoli)


 

LA GALLERIA DELLA COLLEGIATA D’EMPOLI

da: Le Gallerie Nazionali Italiane

 Notizie e documenti

Roma

Per cura del Ministero della Pubblica Istruzione. 1898, vol. IV

MUSEO COLLEGIATA 4

Seconda sala della Galleria della Collegiata
Collezione Famiglia Guerri, Empoli

 

La Pieve Collegiata di Sant’Andrea a Empoli è l’edificio più interessante e più artisticamente pregevole dì quell’ampia e popolosa terra che fu un giorno emporio del commercio fiorentino.

Sorta nel 1093, serba di quel tempo lontano la parte inferiore della sua facciata, rivestita di marmi bianchi e neri di uno stile identico a quello della Basilica di San Miniato al Monte, di San Salvatore del Vescovo, della Badia Fiesolana e, si può aggiungere, del Battistero di Firenze, fabbriche tutte che sorsero o vennero ridotte in quello stesso tempo.

Continua a leggere

Cristina Giannini: Restauri ottocenteschi nella Collegiata di Empoli

Questo slideshow richiede JavaScript.

I RESTAURI OTTOCENTESCHI DELLA COLLEGIATA DI EMPOLI

APPUNTI PER UNA RICOSTRUZIONE STORICA

di Cristina Giannini

                                                                            (a G.P.)

 da Bullettino Storico Empolese, vol. 7-8, 1986

La redazione ringrazia la dott.ssa Cristina Giannini per aver autorizzato la pubblicazione.

Durante la prima metà dell’Ottocento si assiste, in Toscana, al precisarsi dell’idea di tutela del patrimonio artistico, la cui evoluzione può essere individuata attraverso l’insieme degli interventi di manutenzione e restauro che interessarono gli edifici pubblici ed ecclesiastici, i dipinti, i cicli murali, gli arredi conservati nelle pinacoteche, nelle chiese e nei monasteri e, in qualche caso, anche appartenenti a collezioni private.

Continua a leggere

Una tavola sconosciuta con San Sebastiano di Francesco di Giovanni Botticini

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Botticini - S.Sebastiano Siminetti

Da: Bollettino d’Arte, vol. 18 (1924-25), p. 337-350

(trascrizione di Paolo Pianigiani)

 

Francesco di Giovanni Botticini fu definito un « eclettico ». La sua arte divenne, per­tanto, come un alveo capace dove liberamen­te andarono a convergere e a confluire tutte le indeterminate correnti, le indecise attribu­zioni e le minori manifestazioni anonime della pittura fiorentina del XV secolo, le quali, mo­vendo da Domenico Veneziano sino al Baldovinetti, al Verrocchio e al Ghirlandaio, dai Pollaiolo al Botticelli e a Cosimo Rosselli, si poterono riconnettere in qualche modo, sti­listicamente, a questi artisti. Continua a leggere

Silvano Salvadori per Roberto Alderighi

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Una vita per la fotografia
…e fu la notte….
Nei locali del Palazzo Ghibellino è esposta la mostra commemorativa del fotografo ROBERTO ALDERIGHI, già presidente del Cinefotoclub di Empoli, riconosciuto maestro del bianco e nero. Varie sono le tematiche presenti: oltre al reportage sull’India e sulle vetrerie nelle sale del Circolo Arti Figurative, immagini della vita agricola e della Romania nelle altre sale del Cinefotoclub.
Il tutto nel primo anniversario della morte di Roberto, con il Patrocinio del Comune di Empoli e della FIAP.

Nato nel 1945, il suo approccio alla fotografia risale al 1974 e diventa un maestro nelle tecniche di stampa rigorosamente in bianco e nero. Partecipa a concorsi fotografici collezionando numerosi premi esponendo in saloni nazionali e internazionali. Proprio per questi riconoscimenti, la Federation Internationale de l’Art Photographique  gli assegna l’onorificenza di AFIAP (Artiste FIAP).

Del reportage sull’India rende testimonianza nel depliant uno scritto di Silvano Calugi.
Qui riportiamo il contributo di Silvano Salvadori.

ROBERTO ALDERIGHI: FOTOGRAFARE L’INDIA

di Silvano Salvadori

Riusciremo a togliere il vizio dei selfie a giovani e adulti?

La “tecnica fotografica” sembra ormai cosa da archeologia, ma certo farebbe bene a tutti venire a vedere la mostra di Roberto Alderighi nelle varie sale del Palazzo Ghibellino di Empoli. Qui mi piace soprattutto trattare delle opere, nella vasta sala del Circolo, dove ci presenta l’India.

Una mostra di splendide foto in bianco e nero che con caparbia ricerca Roberto ha stampato per renderci partecipi della sua visione. Continua a leggere

L’Annunciazione di Sandro Botticelli agli Uffizi

foto_uffizi_17-10-2016_w

La nuova sistemazione delle sale dedicate a Sandro Botticelli ci ha regalato la possibilità di ammirare, riunito ad altre opere del maestro fiorentino, anche questo bellissimo affresco, dipinto per un monastero che accoglieva malati, pellegrini e trovatelli, situato in via della Scala.

Fu staccato e portato negli immensi depositi degli Uffizi, per esser messo in seguito su una parete della chiesa di San Piero Scheraggio.

Nel 2006 fu portato nel museo parrocchiale di Empoli, a confronto con l’Annunciazione di Francesco Botticini, nell’ambito di una mostra trasversale che vide insieme capolavori fiorentini e del contado.

Così dell’affresco ne parlò Antonio Paolucci.

Sandro Botticelli

(Firenze 1445-1510)

Annunciazione (1481)

Affresco diviso in due parti; cm 243×260 (l’Angelo), cm 244×294 (la Madonna)

Firenze, Galleria degli Uffizi, inv. Depositi n. 201

da: “La Valle dei Tesori”

Capolavori allo specchio

a cura di Rosanna Caterina Protopisani

Edizioni Polistampa, 2006

In fondo alla fiorentina via della Scala, verso la Porta al Prato, dove la città antica diventava periferia e diradava in orti, depositi, stallatici e terreni vaghi, c’era un monastero di carità, un ospizio destinato ad accogliere malati, pellegrini, trovatelli. Oggi, al suo posto, ce un ufficio della Procura di Firenze che si occupa della giustizia minorile. Ebbene la povera gente che cinque secoli fa varcava il portone di quell’edificio chiedendo ospitalità in nome di Cristo, veniva accolta dalla pura bellezza. Meravigliosa pervasività, ubiquità e gratuità della bellezza nei tempi antichi!… Perché sotto il portico, per una lunghezza di oltre cinque metri e una altezza di più di tre, ad accogliere ammalati, ragazze madri e pellegrini c’era la Vergine Annunciata, capolavoro di Sandro Botticelli; un grande affresco databile, per evidenza di documenti, alla primavera del 1481. Continua a leggere

Empoli e le cartoline di Giovanni Guerri

cartolina-giovanni

Tre passeggiate nel tempo, attraverso le cartoline di Giovanni Guerri, gran collezionista di queste messaggere di saluti e di auguri, un tempo tanto di moda e oggi completamente  e indegnamente sostituire da una email o da un messaggino su facebook.

Conferenza con proiettore, tenuta presso la sala maggiore della Misericordia di Empoli, venerdì 7 ottobre 2016.

Parte prima

Parte seconda

Parte terza

Parte quarta

Parte quinta

Parte sesta

Parte settima


Marco Beconcini al Palazzo Ghibellino di Empoli


 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Ritrovarlo dopo 50 anni, è stato fantastico. Tutti e due con il delirio degli anni addosso, ma rimasti uguali. Lui in più dipinge acquarelli, è un pittore. Ma è anche un filosofo di vita, e di luce e di spazio. La meraviglia salverà il mondo, e ci lega all’infinito, mi fa, socchiudendo gli occhi.

Questi acquarelli sono carte d’alchimia, il risultato d’incontri fra le trame mai uguali della carta Fabriano, i canali millesimali dove le acque intrise di colore vanno a cercare le loro strade. E dove si fermano e si lasciano morire nell’asciugarsi sul foglio.

C’è il mare, preso d’orizzonti senza la fine, appena illuminato da una vela lontana, o l’intrico dei tetti, roventati dal sole toscano.

E il cavaliere in cerca della sua dama, che si staglia verticale su orizzonti lontani.

Perchè questa tecnica, difficile a domarsi, più instabile di altre, più trasportabile all’aperto, come sapeva bene un Turner, che con la cassettina di colori girò il mondo intero.

Perchè quando lavoro non sono mai solo. C’è una presenza con me. Forse il Dio degli uomini, che mi assiste guidando il moto del caso, che è ha le sue leggi che ancora non conosciamo.

E la firma che metto alla fine è come una liberazione, che certifica un equilibrio raggiunto.

E c’è anche piazza dei Leoni, che è appena fuori l’antico Palazzo, vista in un controluce viola sul bianco dei marmi sulla Collegiata.

Paolo Pianigiani, settembre 2016