Silvano Salvadori per Roberto Alderighi

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Una vita per la fotografia
…e fu la notte….
Nei locali del Palazzo Ghibellino è esposta la mostra commemorativa del fotografo ROBERTO ALDERIGHI, già presidente del Cinefotoclub di Empoli, riconosciuto maestro del bianco e nero. Varie sono le tematiche presenti: oltre al reportage sull’India e sulle vetrerie nelle sale del Circolo Arti Figurative, immagini della vita agricola e della Romania nelle altre sale del Cinefotoclub.
Il tutto nel primo anniversario della morte di Roberto, con il Patrocinio del Comune di Empoli e della FIAP.

Nato nel 1945, il suo approccio alla fotografia risale al 1974 e diventa un maestro nelle tecniche di stampa rigorosamente in bianco e nero. Partecipa a concorsi fotografici collezionando numerosi premi esponendo in saloni nazionali e internazionali. Proprio per questi riconoscimenti, la Federation Internationale de l’Art Photographique  gli assegna l’onorificenza di AFIAP (Artiste FIAP).

Del reportage sull’India rende testimonianza nel depliant uno scritto di Silvano Calugi.
Qui riportiamo il contributo di Silvano Salvadori.

ROBERTO ALDERIGHI: FOTOGRAFARE L’INDIA

di Silvano Salvadori

Riusciremo a togliere il vizio dei selfie a giovani e adulti?

La “tecnica fotografica” sembra ormai cosa da archeologia, ma certo farebbe bene a tutti venire a vedere la mostra di Roberto Alderighi nelle varie sale del Palazzo Ghibellino di Empoli. Qui mi piace soprattutto trattare delle opere, nella vasta sala del Circolo, dove ci presenta l’India.

Una mostra di splendide foto in bianco e nero che con caparbia ricerca Roberto ha stampato per renderci partecipi della sua visione. Continua a leggere

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Lorenzo Cecchi e l'undicesimo conte di Marte

lorenzo Cecchi manifesto

Ecco il manifesto della mostra di Lorenzo Cecchi al Circolo Arti Figurative nel palazzo Ghibellino dal 27 (inaugurazione ore 17) al 6 Aprile.
 

Oltre la produzione con protagonisti i fumetti, Cecchi presenta delle straordinarie illustrazione di novelle e racconti  sempre in viaggio sui galeoni o sui treni della sua fantasia. Non sono scevri i richiami surrealistici vicini a Magritte o al simbolismo, con risvolti certo velati da una lettura freudiana.

Lorenzo è autore di splendide illustrazioni di libri sulle civiltà del passato e la sua illustrazione dei Musei Vaticani a volo d’uccello, con vari spaccati rivelatori della loro complessità, abitati dai visitatori, è distribuita all’ingresso dei musei stessi.
Si invitano i cittadini a visitare questa mostra dal 27 Febbraio al 6 Marzo.
 Silvano Salvadori

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L’undicesimo Conte di Marte
 
L’arte ha molte sfaccettature. Può attingere alla nostalgia, pensieri talmente intimi da poter essere espressi solo con l’arte stessa. Per quanto mi riguarda posso partire dal titolo di questa mostra: perché l’undicesimo Conte di Marte? Ebbene c’è un disco dei Genesis del 1977 che si intitola “Eleventh earl of Mar” ovvero L’undicesimo conte di Mar. Il Mar è una regione della Scozia e la canzone parla di una rivolta guidata da questo Conte. Allora per me è stato facile associare la mia figura di artista al Conte non di Mar, ma di Marte. E perché proprio di Marte? C’è un cartone animato popolato di belle fanciulle, ognuna con i poteri di un determinato pianeta. Quando ho visto quella di Marte me ne sono subito innamorato. Adesso il problema è riunire tutto questo; io sono stato molto sensibile ed ho sentito dire che una caratteristica degli artisti è quella di associare elementi apparentemente estranei fra loro. Io sono un nostalgico, non amo molto la modernità, i miei disegni lo provano. Eppure c’è dell’altro: io sono attratto dalle cose minimali, mi piacciono i vecchi treni che popolano i miei disegni, quando si sentiva l’odore del ferro e del legno o non la plastica! Adoro le piccole stazioni con magari a lato la loro fontanella di acqua fresca. La ragazza di Marte non compare ovviamente in tutti i miei lavori, ma è un veicolo per trasmettere tutte queste sensazioni. Non a caso la ritraggo spesso con una aureola in testa, perché lei è la mia musa ispiratrice e l’amore che ho per questo personaggio inesistente è l’amore per ciò che mi circonda e che troppo spesso vedo scomparire.
Ci sono lavori che si ispirano a delle città ben precise, come Prato, dove ho trascorso l’infanzia, ed è stato uno dei più felici periodi della mia vita. Poi c’è Faenza, la città della ceramica, che mi piace soprattutto perché per raggiungerla si può percorrere la Faentina, una vera ferrovia da sogno, in mezzo ai boschi e montagne. Altra cittadina Aulla, al limite della Garfagnana luogo magico di per sé stesso. Nei miei disegni c’è una donna: che sia la ragazza di Marte o una ragazza vera, la donna è al centro della mia concezione artistica. Per me l’uomo senza la donna vale meno che niente… e poi i miei disegni sono quasi sempre autobiografici. Esplorano i miei sogni, le mie speranze, le mie preghiere. Insomma se compare un personaggio maschile quello sono inevitabilmente io.
Io spero di aver se non altro incuriosito gli spettatori dei miei lavori, di aver indotto in chi osserva una riflessione, e perché no, una rinnovata passione per l’arte.
Lorenzo Cecchi