A Palazzo Pitti i disegni per il teatro di Roberto Capucci

 

 

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CAPUCCI DIONISIACO

Disegni per il teatro

CAPUCCI DIONISIACO disegni per il teatro
Andito degli Angiolini, Palazzo Pitti, Firenze
9 gennaio – 14 febbraio 2018

Le Gallerie degli Uffizi in occasione del 93° Pitti Immagine Uomo presentano Capucci Dionisiaco. Disegni per il teatro. La mostra, per la cura di Roberto Capucci, avrà luogo a Palazzo Pitti, nelle sale dell’Andito degli Angiolini, dal 9 gennaio al 14 febbraio 2018.La rassegna si compone di 72 opere su carta di grande formato (cm 70 x 50) che rivelano un Roberto Capucci inedito rispetto al suo primato di couturier d’Alta Moda che lo ha reso famoso nel mondo.

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Pentachiari

chiari web

Giuseppe Chiari, Senza titolo, 1992, tecnica mista su carta intelata
Courtesy Collezione privata Firenze e Tornabuoni Arte

PENTACHIARI

 CINQUE GALLERIE D’ARTE CELEBRANO SIMULTANEAMENTE L’OPERA DI GIUSEPPE CHIARI

 

Galleria Santo Ficara, Firenze;

Galleria Frittelli, Firenze;

Galleria Armanda Gori, Prato;

Galleria Il Ponte, Firenze; 

Galleria Tornabuoni, Firenze

 

inaugurazione sabato 2 dicembre, 2017

 


Nell’ambito delle iniziative promosse in occasione del decennale della scomparsa di Giuseppe Chiari, sabato 2 dicembre 2017, dalle ore 11 alle 23, a Firenze e Prato, avrà luogo la mostra PentaChiari – cinque gallerie d’arte celebrano simultaneamente l’opera di Giuseppe Chiari, a cura di Bruno Corà.

Le Galleria promotrici dell’evento sono: Galleria Santo Ficara, Firenze; Galleria Frittelli, Firenze; Galleria Armanda Gori, Prato; Galleria Il Ponte, Firenze; Galleria Tornabuoni, Firenze. Continua a leggere

Ambrogio Lorenzetti, la mostra a Siena

 


Museo Diocesano Oratorio San Bernardino

9. Madonna che allatta il Bambino 1325 circa Tempera e oro su tavola, 96 x 49,1 cm Dalla chiesa dell’eremo di San Salvatore a Lecceto (Siena) Siena, Museo Diocesano

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Ambrogio Lorenzetti

 Siena, Santa Maria della Scala

22 ottobre 2017 – 21 gennaio 2018

A Siena, presso il Santa Maria della Scala, dal 22 ottobre 2017 al 21 gennaio 2018, è visitabile la mostra dal titolo Ambrogio Lorenzetti. L’esposizione, promossa e finanziata dal Comune di Siena, gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, del patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Toscana, può essere considerata tra le più importanti organizzate quest’anno in Italia. Continua a leggere

La Fabbrica della Bellezza al Bargello, l’intervista al direttore Paola D’Agostino

Fig. 10

Fig. 10 Niccolo Tribolo (1497-1558) Crepuscolo 1534-1537 circa terracotta; h. cm 55 Firenze, Museo Nazionale del Bargello

 


“L’unicità del Museo di Doccia, del suo patrimonio artistico, e della Manifattura ci hanno spinto ad organizzare una mostra diversa. Questa mostra è frutto non soltanto di una stretta collaborazione tra i curatori e gli storici dell’arte che vi hanno contribuito in un serrato confronto culturale e politico, ma anche di una fitta rete di partecipazione di istituzioni italiane e straniere. Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine agli Enti che l’hanno generosamente finanziata, rendendo possibile una mostra diversa, ai musei e ai collezionisti che hanno concesso prestiti così singolari, e ai curatori e agli autori dei saggi che hanno lavorato a titolo gratuito, per contenere i costi della mostra e renderla il più possibile accessibile al pubblico. L’auspicio è che La Fabbrica della Bellezza rappresenti un primo modello di collaborazione tra pubblico e privato, e che contribuisca alla rinascita del Museo e al rilancio della Manifattura Ginori”.

Paola D’Agostino

Angelo Maiorana

Angelo Maiorana, pittore e ceramista

angelo 015A. M. c.

Una biografia:

Angelo Maiorana è nato a Santo Stefano di Camastra (Messina) nel 1940.

Diplomato presso l’Istituto d’Arte di Palermo nel 1958 frequenta sino al 1960 l’Accademia di Belle Arti di Roma con i maestri Franco Gentilini e Toti Scialoja.

Nel 1960 riceve una borsa di studio dalla Regione bavarese e si trasferisce in Germania, a Monaco  e frequenta i corsi del Prof. Nagel presso la Kunst Akademie.

Richiamato dal clima artistico parigino è a Paris all’Academie des Beaux Arts.

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Piero a Milano

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Piero della Francesca a Palazzo Marino

06 Dicembre 2016

PALAZZO MARINO

PIERO DELLA FRANCESCA

La Madonna della misericordia, proveniente da Sansepolcro, città natale dell’artista, sarà esposta in Sala Alessi dal 6 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017

Anche quest’anno il Comune di Milano rinnova il tradizionale appuntamento natalizio con la grande arte a Palazzo Marino: dal 6 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017, in Sala Alessi si potrà ammirare uno dei massimi capolavori del Rinascimento, la Madonna della Misericordia di Piero della Francesca, pala centrale dell’omonimo polittico conservato al Museo Civico di Sansepolcro, città natale del Maestro toscano.

Molte sono le ragioni che rendono questo appuntamento denso di significati.

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Francesco e la Croce dipinta

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PERUGIA

ALLA GALLERIA NAZIONALE DELL’UMBRIA

DAL 30 OTTOBRE 2016 AL 29 GENNAIO 2017

LA MOSTRA

FRANCESCO E LA CROCE DIPINTA

Attraverso una serie di capolavori tutti provenienti dal territorio umbro, realizzati tra la fine del 1200 e la prima metà del 1300, l’esposizione segue lo sviluppo della croce dipinta, in cui il motivo iconografico si legò sempre più frequentemente alla figura di san Francesco d’Assisi.

Dal 30 ottobre 2016 al 29 gennaio 2017, la Sala Podiani della Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia ospita una preziosa esposizione che documenta lo sviluppo della croce dipinta, a partire dagli anni settanta del Duecento fino al primo ventennio del secolo successivo, in cui il motivo iconografico si legò sempre più frequentemente alla figura di san Francesco d’Assisi, spesso rappresentato ai piedi della croce, in adorazione del Cristo.

La mostra, dal titolo Francesco e la Croce dipinta, curata da Marco Pierini, direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria, col patrocinio della Basilica Papale e Sacro Convento di S. Francesco in Assisi e della Regione Umbria, presenta 9 capolavori, tutti di provenienza umbra.

La rassegna segue il rapido sviluppo dell’iconografia della croce in Occidente a partire dal XIII secolo attraverso l’evoluzione del Christus Patiens(Cristo morto, col capo reclinato sulla spalla e gli occhi chiusi) dal modello di Giunta Pisano – riletto e affinato da Cimabue – a quello giottesco, dove il corpo non si flette più con eleganza ad arco ma pende dalla croce con tutto il suo peso.

Non manca una tardiva, sebbene iconograficamente e artisticamente assai significativa, interpretazione dell’antico archetipo del Christus Triumphans (Cristo vivo, con gli occhi aperti a significare il trionfo sulla morte), realizzato in ambito spoletino dal Maestro di Cesi.

La rassegna offre una panoramica significativa delle particolarità religiose, liturgiche e artistiche di questi manufatti. Alle croci in origine sospese in asse con l’altar maggiore, si accompagnano alcuni esemplari coevi di minori dimensioni, la cui funzione spaziava dalla devozione privata all’impiego nelle processioni (e per questo dipinti da ambo i lati).

Il percorso si apre con la croce del Maestro di S. Francesco (1272) custodita nella Galleria Nazionale dell’Umbria, tra le prime a proporre il santo inginocchiato in adorazione dei chiodi e del sangue sgorgato dalla ferita del Cristo, e si chiude con il crocifisso del Maestro della Croce di Trevi (1315-1320) dove Francesco è raffigurato molto più grande che nelle croci duecentesche, appoggiato alla collina del Golgota.

Si segnala, tra le opere in mostra, una straordinaria tavola inedita proveniente dal Monastero di S. Paolo a Orvieto. Recentemente liberata dalle pesanti ridipinture che ne alteravano l’aspetto la croce ha rivelato una qualità pittorica straordinaria e una datazione all’ultimo decennio del Duecento, mentre la mano non può che appartenere a uno dei migliori pittori avvicendatisi sui ponteggi del cantiere di Assisi a stretto contatto con Giotto.

“Raffigurare San Francesco in devota adorazione delle piaghe di Gesù – sottolinea Fra Mauro Gambetti, Custode del Sacro Convento di S. Francesco in Assisi, – ci introduce anche nella sua esperienza spirituale. Innanzitutto, basta ripercorrere velocemente la sua vicenda biografica per accorgersi della centralità del mistero della croce: l’incontro con il Crocifisso di S. Damiano, l’abito confezionato a forma di croce, la familiarità con la lettera tau che diviene la sua firma, la frequente meditazione sulla passione di Gesù, le braccia sempre intrecciate a forma di croce nell’atto di benedire, sono solo alcuni degli esempi che si possono richiamare”.

Accompagna la mostra un catalogo, Silvana editoriale, con un’introduzione di fra Mauro Gambetti, saggi di Giovanni Iammarrone, Marco Pierini ed Emanuele Zappasodi, e ampie schede sulle opere redatte da Giovanni Luca Delogu, Alessandro Delpriori, Maria Falcone, Linda Pisani, Marzia Sagini.

 Perugia, settembre 2016

FRANCESCO E LA CROCE DIPINTA

Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria (corso Pietro Vannucci, 19)

30 ottobre 2016 – 29 gennaio 2017

Informazioni: Tel. 075.58668415; gan-umb@beniculturali.it

Orari: da martedì a domenica, 8.30-19.30; lunedì chiuso

Biglietti (Galleria Nazionale dell’Umbria + mostra): Intero, € 8,00; ridotto, € 4,00;

Catalogo: Silvana Editoriale

Ufficio stampa

CLP Relazioni Pubbliche

Anna Defrancesco, tel. 02.36 755 700

anna.defrancesco@clponline.it; www.clponline.it

Comunicato stampa e immagini su www.clponline.it

 

 

 

 

Marco Beconcini al Palazzo Ghibellino di Empoli


 

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Ritrovarlo dopo 50 anni, è stato fantastico. Tutti e due con il delirio degli anni addosso, ma rimasti uguali. Lui in più dipinge acquarelli, è un pittore. Ma è anche un filosofo di vita, e di luce e di spazio. La meraviglia salverà il mondo, e ci lega all’infinito, mi fa, socchiudendo gli occhi.

Questi acquarelli sono carte d’alchimia, il risultato d’incontri fra le trame mai uguali della carta Fabriano, i canali millesimali dove le acque intrise di colore vanno a cercare le loro strade. E dove si fermano e si lasciano morire nell’asciugarsi sul foglio.

C’è il mare, preso d’orizzonti senza la fine, appena illuminato da una vela lontana, o l’intrico dei tetti, roventati dal sole toscano.

E il cavaliere in cerca della sua dama, che si staglia verticale su orizzonti lontani.

Perchè questa tecnica, difficile a domarsi, più instabile di altre, più trasportabile all’aperto, come sapeva bene un Turner, che con la cassettina di colori girò il mondo intero.

Perchè quando lavoro non sono mai solo. C’è una presenza con me. Forse il Dio degli uomini, che mi assiste guidando il moto del caso, che è ha le sue leggi che ancora non conosciamo.

E la firma che metto alla fine è come una liberazione, che certifica un equilibrio raggiunto.

E c’è anche piazza dei Leoni, che è appena fuori l’antico Palazzo, vista in un controluce viola sul bianco dei marmi sulla Collegiata.

Paolo Pianigiani, settembre 2016