Il codice di Leonardo agli Uffizi

 

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IN MOSTRA AGLI UFFIZI IL CODICE LEICESTER DI

LEONARDO DA VINCI

ANTEPRIMA TOP PER LE CELEBRAZIONI LEONARDIANE

 

Il celebre manoscritto ritorna a Firenze dopo un quarto di secolo,

accompagnato da molti altri disegni del genio di Vinci.

Firenze, Uffizi

30 ottobre 2018 – 20 gennaio 2019

Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci a Firenze come anteprima di assoluta grandezza delle celebrazioni leonardiane che si svolgeranno in tutto il mondo nel 2019 in occasione dei 500 anni dalla morte di una delle figure-icona della storia dell’umanità.

La mostra, L’acqua microscopio della natura. Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci, a cura di Paolo Galluzzi, è frutto di oltre due anni di preparazione, e presenta eccezionali apparati tecnologici per poter consultare il codice così come numerosi altri preziosi fogli vinciani, e non solo.

Un progetto delle Gallerie degli Uffizi e del Museo Galileo realizzato col determinante contributo di Fondazione CR Firenze.

La mostra si avvale inoltre del patrocinio e del contributo del Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci.

 Il tema centrale dell’esposizione è l’acqua, elemento che affascina Leonardo. L’artista svolge indagini straordinariamente penetranti per comprenderne la natura, sfruttarne l’energia e controllarne i potenziali effetti rovinosi. Il Codice Leicester contiene riflessioni innovative anche su altri temi: soprattutto sulla costituzione materiale della Luna e sulla natura della sua luminosità, e sulla storia del pianeta Terra, nelle sue continue e radicali trasformazioni.

Il Codice Leicester è un’opera fitta di annotazioni geniali e di disegni che Leonardo vergò in gran parte tra il 1504 e il 1508: una stagione davvero magica della storia di Firenze, con la presenza contemporanea in città di grandissimi personaggi delle lettere, delle arti e delle scienze, che Benvenuto Cellini la battezzò, genialmente, “La Scuola del Mondo”. Per Leonardo, furono anni di intensa attività artistica e scientifica. In quel periodo effettuava infatti studi di anatomia nell’Ospedale di Santa Maria Nuova, cercava di mettere l’uomo in condizione di volare, era impegnato nell’impresa, poi non condotta a termine, della pittura murale raffigurante la Battaglia di Anghiari a Palazzo Vecchio, e studiava soluzioni avveniristiche per rendere l’Arno navigabile da Firenze al mare.

Per il Codice Leicester si tratta del secondo ‘viaggio’ a Firenze, in quanto fu esposto nel 1982 (quando era ancora denominato Codice Hammer) nella Sala dei Gigli di Palazzo Vecchio, ottenendo uno straordinario successo di pubblico (oltre 400.000 visitatori in poco più di tre mesi).

I 72 fogli del Codice saranno esposti nell’Aula Magliabechiana degli Uffizi. Grazie a un innovativo sussidio multimediale, il Codescope, il visitatore potrà sfogliare i singoli fogli su schermi digitali, accedere alla trascrizione dei testi e a molteplici informazioni sui temi trattati. Avrà inoltre a disposizione un vasto corredo di filmati digitali realizzati dal Museo Galileo, i quali, oltre che in mostra, saranno consultabili sui siti web degli Uffizi e del Museo Galileo.

Oltre al Codice Leicester, l’esposizione offre alcuni spettacolari disegni originali di Leonardo e fogli da codici di straordinaria importanza, realizzati in quegli stessi anni: il Del moto et misura dell’acqua dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, (la silloge seicentesca di disegni sulla natura e sui moti dell’acqua tratti dai manoscritti vinciani) che integra le note e gli schizzi vergati sugli stessi temi nel Codice Leicester; il celeberrimo “Codice sul volo degli uccelli”, eccezionalmente concesso in prestito dalla Biblioteca Reale di Torino, compilato negli stessi mesi nei quali Leonardo realizzava il Codice Leicester; quattro spettacolari fogli del Codice Atlantico, prestati dalla Biblioteca Ambrosiana di Milano, che illustrano gli studi vinciani sulla Luna, molto attinenti ai temi trattati nel Codice Leicester, e dove è illustrata l’invenzione della gru con cui Leonardo intendeva velocizzare le operazioni di scavo del canale navigabile che doveva collegare Firenze al mare. Infine, due preziosi bifogli del Codice Arundel della British Library, con rilievi del corso dell’Arno nel tratto fiorentino, dove sono indicate puntualmente posizione e misure dei ponti allora esistenti e sottolineate le analogie tra moti dell’acqua e moti dei venti, sulle quali Leonardo insiste nel Codice Leicester.

A questa eccezionale esposizione di fogli originali di Leonardo, si aggiunge la presenza in mostra di numerosi manoscritti di grande bellezza e importanza e di rarissimi incunaboli che contengono testi utilizzati da Leonardo per la compilazione del Codice Leicester. Tra questi merita sottolineare almeno lo splendido codice della Biblioteca Medicea Laurenziana contenente il Trattato di architettura di Francesco di Giorgio Martini, sulle cui carte Leonardo vergò dodici annotazioni che vedono al centro, ancora una volta, i moti dell’elemento acqua.

Complessivamente saranno quindi esposti in mostra oltre 80 fogli e il Codice sul volo degli uccelli di mano di Leonardo, oltre a 10 preziosi volumi tra manoscritti e incunaboli.

“L’esposizione del Codice Leicester di Leonardo, insieme ad altri preziosissimi disegni e scritti del genio di Vinci – afferma Eike Schmidt, Direttore degli Uffizi – dimostra il nostro impegno nel rendere accessibili tematiche molto complesse della ricerca scientifica, e nel contestualizzare episodi fondamentali di storia della scienza in una prospettiva del tutto contemporanea”.

“Il Codice Leicester – dichiara il Direttore del Museo Galileo Paolo Galluzzi – frutto dell’ormai acquisita maturità come artista raffinatissimo, penetrante osservatore della natura, ingegnere capace di concepire progetti di straordinario ardimento e interprete originale dei fenomeni più significativi del macrocosmo e del microcosmo, offre una visione intrigante della vastità inaudita degli orizzonti esplorati dalla mente di Leonardo. Una mente protesa a raccogliere le sfide più complesse e a mettere in discussione le conclusioni stabilite dagli autori più accreditati della tradizione. Compilato nella fase più creativa della propria esistenza, nel cuore di una Firenze allora vera e propria ‘Scuola del mondo’, il prezioso manoscritto documenta l’ossessione conoscitiva di Leonardo per l’elemento acqua, per i suoi movimenti vorticosi, per la forza plasmatrice e la potenza distruttrice che la caratterizzano. Con continui rimandi a Firenze, al suo impianto urbano e al suo fiume, risorsa e al tempo stesso minaccia per le comunità che ne popolano le rive. La mostra invita a compiere un viaggio in un tempo di visioni ardimentose, di progetti avveniristici, di manifestazioni del pensiero di inarrivabile genialità”.

“Sosteniamo con entusiasmo – osserva il Presidente della Fondazione CR Firenze Umberto Tombari – questa grande mostra che, di fatto, apre con ampio anticipo le celebrazioni dedicate a Leonardo. Fin dalla nostra nascita, 25 anni fa, abbiamo sempre destinato all’arte e alla cultura una parte significativa delle nostre erogazioni ed è importante collaborare con due istituzioni prestigiosissime in una esposizione di questo livello che unisce al rigore scientifico un ricco apparato multimediale. Questo aspetto è oggi, ancora più che in passato, determinante per favorire la comprensione dell’arte anche ai non addetti ai lavori ed in particolare di un’opera come questa che non è immediatamente comprensibile in tutti i suoi molteplici livelli di lettura. La nostra Fondazione si sta impegnando molto nel campo della formazione e dell’educazione dei giovani e la presentazione del Codice Leicester si colloca perfettamente in questo percorso. L’esposizione segna anche una nuova tappa della nostra lunga e fruttuosa collaborazione con il più importante museo italiano e col Museo Galileo la cui équipe, coordinata dal Prof. Galluzzi, ha realizzato una innovativa edizione digitale della grande mappa del cartografo tedesco Martin Waldseemüller, il più antico documento (1507) nel quale compare il nome America in omaggio ad Amerigo Vespucci. Un grande progetto che abbiamo presentato lo scorso anno, con grande successo, alla Library of Congress di Washington D.C.”.

 

Esposizione dal 30 ottobre 2018 al 20 gennaio 2019

Catalogo in italiano e in inglese, pubblicato da Giunti Editore.

 

Contatti per la stampa:

Opera Laboratori Fiorentini – Civita

Andrea Acampa – Tel. 055 290383 – Cell. 348 175 5654 – a.acampa@operalaboratori.com

Gianni Caverni – Tel. 055 290383 – Cell. 347 7818134 – g.caverni@operalaboratori.com

Fondazione CR Firenze

Riccardo Galli – Responsabile Relazioni e Comunicazione Istituzionale – Ufficio Stampa

Via Bufalini, 6 – 50122 Firenze

Tel. + 39 055 5384.503 – Cell. + 39 335 1597460

Fax + 39 055 5384.756

riccardo.galli@fondazionecrfirenze.it

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La tela in testa a Marina

 

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“Il fatto è successo dopo l’ultimo appuntamento in programma nell’ambito della mostra di Palazzo Strozzi ed ero molto felice per come era andato. Sono uscita dalla sala dove abbiamo svolto il booksigning e c’erano tante persone ad aspettarmi per una foto o per un autografo. In particolare c’erano tanti giovani che mi stavano dimostrando tanto affetto, che ho sentito tanto qui a Firenze in questi giorni.

Tra la folla c’era un uomo sulla quarantina che portava con sé un dipinto raffigurante il mio volto in modo distorto. Si è avvicinato guardandomi dritto negli occhi e io gli ho sorriso, pensando che fosse un regalo per me. In una frazione di secondo ho visto la sua espressione cambiare e diventare violenta, venendo verso di me molto velocemente e con grande forza. Sapete, i pericoli arrivano sempre molto rapidamente, come la morte stessa. E bisogna essere molto vigili per cogliere la sfida. Io non l’ho visto subito. Continua a leggere

LA GERUSALEMME DI SAN VIVALDO

 

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LA GERUSALEMME DI SAN VIVALDO

 A cinquecento anni dalla lettera d’indulgenza di Papa Leone X

a cura di Francesco Salvestrini e Pierantonio Piatti

 EDIZIONI POLISTAMPA FIRENZE

Sabato 22 Settembre 2018, ore 10.30, Palazzo Comunale di Montaione

 

 

Sabato 22 settembre avrà luogo a Montaione la presentazione del volume sopra riportato. La pubblicazione è stata realizzata nell’ambito delle celebrazioni per i 500 anni della “Gerusalemme” di San Vivaldo avvenute nel 2017. Continua a leggere

Voci Fiorentine alla galleria dell’Accademia

Voci Fiorentine - invito 18 settembre 2018 - Carlo Sisi - 1

 Incontri ravvicinati con l’arte: Carlo Sisi presenta

il “Monumento funebre a Virginia de Blasis”


di Luigi Pampaloni

 

 Galleria dell’Accademia di Firenze,

martedì 18 settembre 2018 ore 19.30

 

Nel corso delle aperture serali estive, previste il martedì dalle 19.00 alle 22.00, fino al 25 settembre 2018, il Direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze, Cecilie Hollberg, ha il piacere di offrire un ciclo di undici incontri, tenuti da importanti personalità dell’arte e della cultura fiorentina, ciascuno dedicato ad approfondire un’opera delle collezioni del Museo.

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L’Arte di condividere

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GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO (GEP) 2018

 Firenze, 14 settembre 2018

 

Sabato 22 e domenica 23 settembre tornano, nei musei e nei luoghi della cultura di tutta Italia, le Giornate Europee del Patrimonio (GEP 2018), con tema “L’Arte di condividere”.

Visite guidate, iniziative speciali e aperture di luoghi normalmente chiusi al pubblico saranno organizzate nei musei e nei luoghi della cultura statali, cui si accederà con orari e costi ordinari nel corso delle giornate di sabato 22 e domenica 23 settembre. Inoltre, aperture straordinarie serali al costo simbolico di 1 euro sono previste per la sera di sabato 22 settembre.

Per le Gallerie degli Uffizi il direttore Eike Schmidt e il suo staff hanno elaborato il programma articolato che riportiamo di seguito.

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Un nuovo allestimento per la sala del Vaso François al Museo Archeologico di Firenze

 

 

 

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Firenze, Museo Archeologico Nazionale
Nuove sale del Vaso François, del Sarcofago delle Amazzoni
e dei Bronzetti Greco-Romani

Venerdì 6 aprile 2018 – ore 15,00

Piazza SS. Annunziata, 9/B

Venerdì 6 aprile, alle ore 15.00, il Direttore del Polo Museale della Toscana, Stefano
Casciu, il Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Mario Iozzo, la Curatrice della Sezione Etrusca del Museo, G. Carlotta Cianferoni, e il Presidente della Fondazione non profit Friends of Florence, Simonetta Brandolini d’Adda, inaugurano le nuove sale dedicate al Vaso François, al Sarcofago delle Amazzoni e ai Bronzetti greco-romani, grazie alla generosa donazione di Laura e Jack Winchester, liberalmente offerta al Museo Archeologico attraverso la Fondazione non profit Friends of Florence. L’allestimento è stato curato dall’architetto Chiara Fornari e realizzato dalla ditta Machina s.r.l.

Il celebre Vaso François, capolavoro dell’arte vascolare greca, viene collocato in una nuova sala, in una nuova vetrina, in un allestimento con fregi retroilluminati, con apparato didattico bilingue (in italiano e in inglese) e con due postazioni informatiche nelle quali i visitatori potranno agevolmente scorrere le immagini, approfondire i miti, le saghe e le storie degli antichi dei ed eroi della Grecia classica e della Guerra di Troia, scoprendo così quale fu il fascino che il Rex Vasorum (il Re dei Vasi) esercitò sugli aristocratici etruschi della potente città di Chiusi, che tra il 565 e il 550 a.C. lo acquistarono e lo posero in una grande tomba a sette camere.

Per la prima volta, inoltre, sono esposti accanto al grande cratere di Ergotimos e Kleitias due vasi figurati (della bottega del pittore Lydos) che solo recenti ricerche d’archivio hanno individuato come possibili elementi del corredo funerario di cui il Vaso François faceva parte. Uno di essi raffigura il Giudizio di Paride sulla bellezza delle tre dee Era, Atena e Afrodite, mito all’origine della Guerra di Troia che va a completare il ciclo mitologico della saga, integrandolo così con la parte iniziale della storia.

Per l’occasione, il Direttore del Museo, Mario Iozzo, presenta la guida del Vaso François, da lui curata, dettagliata e ampiamente illustrata (pubblicata dalla casa editrice Polistampa), destinata al pubblico anche non specialistico, disponibile sia in italiano che in inglese grazie alla traduzione di Andrew J. Clark.

Il rinnovamento dell’apparato espositivo riguarda anche il Sarcofago delle Amazzoni,
esempio unico al mondo di sepolcro di marmo dipinto (350 a.C.), destinato a una
aristocratica dama di Tarquinia, nonna di un alto magistrato che l’ha onorata
commissionando la splendida sepoltura. Ora protetto da un moderno dispositivo ad allarme sonoro, è stato anch’esso dotato di un nuovo apparato didascalico e didattico in doppia lingua, chiaro e comprensibile a tutti, che illustra le scene figurate e traduce le iscrizioni incise sulla sua superficie, spiegando anche il motivo per cui sono doppie.

Anche in questo caso, due postazioni informatiche offrono ai visitatori la possibilità di scorrere le immagini e di avere approfondimenti (sia in italiano che in inglese) sulle raffigurazioni, la scoperta, lo stile, le pitture e i loro colori, le scene e i miti raffigurati.
Un importante settore che si aggiunge ai capolavori già esposti nella Sezione delle
Collezioni, negli splendidi ambienti realizzati all’epoca di Pietro Leopoldo di Toscana, è
costituito dalle nuove sale allestite da G. Carlotta Cianferoni e dedicate ai Bronzetti grecoromani.

Tre ambienti e undici vetrine che accolgono 180 pregiatissime statuette di bronzo,
sia originali greci che copie di età romana, un tempo parti della grande collezione mediceolorenese e in parte restaurate e integrate da artigiani e artisti della loro corte (tra i quali Benvenuto Cellini). Ad esse si accompagnano ritratti di tragediografi, poeti e filosofi greci e parti di grandi statue in bronzo, nonché, a completamento dell’esposizione, statue in marmo e oreficerie che permettono un confronto tra quanto raffigurato su alcune opere in bronzo e gli oggetti reali.

Il generoso finanziamento di Laura and Jack Winchester, con la gestione della Fondazione Friends of Florence, ha inoltre consentito la completa revisione dell’illuminazione del secondo piano del Museo, che ha comportato l’installazione di ben 92 tende a tutte le finestre, permettendo una migliore schermatura della luce naturale a protezione delle opere d’arte antica. Allo stesso tempo, si è intervenuti sull’impianto di illuminazione interno di tutte le vetrine del piano, ben 57, con la sostituzione integrale delle obsolete luci al neon con i moderni led, più indicati per la conservazione delle opere e molto più duraturi.

In occasione dell’inaugurazione della nuova Sala del cratere di Ergotimos e Kleitias,
Alessandro François, discendente omonimo dell’archeologo e titolare dell’azienda
vitivinicola “Castello di Querceto”, di Greve in Chianti, offrirà ai presenti una degustazione del vino denominato Il sole di Alessandro, prodotto dalla fine del XX secolo e così intitolato in onore dell’illustre antenato, un Cabernet Sauvignon dichiarato IGT dei Colli della Toscana Centrale.


MAF – Museo Archeologico Nazionale
Piazza Santissima Annunziata n. 9b – 50122 Firenze – Tel. 055 23575

pm-tos.musarchnaz-fi@beniculturali.it
http://www.polomusealetoscana.beniculturali.it
http://www.museoarcheologiconazionaledifirenze.wordpress.com

Friends of Florence
Elisa Bonini +39 3336729563 elisaboniniitaly@friendsofflorence.org
http://www.friendsofflorence.org

Le meravigliose visioni di Man Ray

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06 Juliet, 1942 copia fotostatica da esposizione dell’opera: The Fifty Faces of Juliet, 1941-1954 © Man Ray Trust by SIAE 2018

MAN RAY. Wonderful visions
8 aprile – 7 ottobre 2018
San Gimignano, Galleria di Arte Moderna e Contemporanea

Oltre cento immagini fotografiche di Man Ray, in mostra alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di San Gimignano, dall’8 aprile al 7 ottobre 2018, ci consentono di rileggere il lavoro fotografico di uno dei piu significativi artisti del XX secolo.
Universalmente noto come artista dadaista e surrealista, Man Ray e stato uno dei piu grandi fotografi del XX secolo. Sperimentatore instancabile, ha reinventato tutto cio che ha toccato: cosi come ha rielaborato l’invenzione dei readymades dell’amico Marcel Duchamp, trasformandoli in “oggetti d’affezione”, altrettanto ha trasformato la fotografia in “fotografia d’affezione”, cioe a funzionamento simbolico invece che a pura registrazione.

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Libri d’artista a Siena

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Librartis a Siena

Mostra itinerante internazionale del libro d’artista

cura e progetto di Fabio Mazzieri

 

Santa Maria della Scala

Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti

19 marzo – 24 maggio

 

Apre il 19 marzo, presso la Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti al Santa Maria della Scala, la mostra Librartis a Siena. Mostra itinerante internazionale del librod’artista. L‘esposizioneideata e curata da Fabio Mazzieri, raccoglie singolari manufatti di centoquattroartisti di varienazionalitàchepropongonouna personale visioneestetica e concettuale del libro.

Per Daniele Pitteri, direttore del Santa Maria della Scala: «è un grande piacere inagurare gli eventi legati al Centenario della nascita del professor Giuliano Briganti (1918-1992) con la mostra Librartis. Partita da Siena nel 2012, l’esposione rientra in città, dopo un lungo viaggio per il mondo, mostrando come il libro, snaturato dalla sua consueta funzione, diventa un’operad’arte universale grazie alle sensibilità e alle intrerprazioni degli artisti».

Traendo ispirazione dal concetto di libro d’arteche è andato affermandosi con le avanguardie storiche del Novecento, in particolarmodo in Italia con il Futurismo e in Europa con il Dadaismo sono stati creati questi libri-oggetto. Essi si presentano quasi esclusivamente come degli unicum e si rivelano ora come pitture e segni grafici, ora come sculture o elementi dall’identità ibrida che non prediligono più la trasmissione di un sapere, ma la condivisione di un’idea, di una intuizione, di una storia personale.

Libri di artisti eterogenei che hanno estromesso ogni regola nei confronti del libro, dove la cartastampata non è più la protagonista indiscussa ma altri materiali le si affiancano: dalla stoffa al metallo, dal gesso alla colla, dallasabbia al tufo, dallegno, al marmo, alla plastica. Libri che potranno anche essere sfogliati e letti, osservati e toccati, per poterne percepire la valenza materica.

La mostra Librartis nasce come esposizione itinerante, per volontà di Fabio Mazzieri, artista di fama internazionale, già professore e Direttore scolastico pressol’Istitutod’Arte di Siena. Come ci spiega Mazzieri: «per partecipare al progetto Librartis, gli inviti sono statirivolti inizialmente agli artisti del nostro territorio e, successivamente estesi a tutta Italia; ma ormai le amicizie artisti che sono internazionali e molte hanno inviato i loro libri dall’ Argentina, Cina, Colombia, Corea del Sud, Costa Rica, Francia, Georgia, Marocco, Messico, Svizzera e Stati Uniti d’America».

 Esposta a Siena per la prima volta alla Galleria DIDEE (2012), Librartisè stata in seguito accolta nella Biblioteca Comunale di Chiusi (2013), nel Museo del Paesaggio di Castelnuovo Berardenga e nella Biblioteca Comunale di Poggibonsi (2014), proseguendo per quattro centri universitari degli Stati Uniti d’America (2016), quali Burger Gallery-Kean University (New Jersey), Northen Kentucky University Art Galleries (Kentucky), Czurles Nelson Gallery at Suny di Buffalo (New York), Kalamazoo Book Arts Center (Michigan).

 

La rassegna, allestitapresso la Biblioteca e Fototeca appartenute al professor Giuliano Briganti (1918-1992), segna l’inizio degli eventi dedicati al Centenario dalla sua nascita che si protrarranno, per l’intero anno, con numerosi eventi, mostre e giornate di studio.

Tra gli eventi collegati alla mostra, inoltre, incontri con Alessandro Fo, Enrico Cripolti e Fabio Mazzieri.


 

Neil Tetkowski, Senza titolo (USA)

Neil Tetkowski, Senza titolo (USA)

Renzo LULLI, Wine for the mind, (Italia)

Renzo LULLI, Wine for the mind, (Italia)

Informazioni

0577 534562

fototeca.briganti@comune.siena.it

Orari

La mostra è visitabile negli orari di apertura

della Biblioteca e Fototeca  Giuliano Briganti

lunedì e mercoledì 10.00-13.00

martedì e giovedì 10.00-13.00 e 15.00-17.00

Eventi collegati alla mostra

Giovedì 12 aprile

Santa Maria della Scala – Fondo Briganti

ore 17.00

Alesandro Fo

Lettura di poesie

Selezione dalla raccolta Mancanze

Giovedì 3 maggio

Santa Maria della Scala – Fondo Briganti

ore 17.00

Enrico Crispolti

Conversazione

Il libro d’arte come espressione

Giovedì 10 maggio

Santa Maria della Scala – Fondo Briganti

ore 17.00

Fabio Mazzieri

Omaggio a James Joyce

Stefano Nencini legge brani da Ulisse a seguire interventi

dedicati a Molly dell’Ass. Donnedicarta – personelibro.

Elisabetta Sirani agli Uffizi

GDFI 6300

Fig. 1 Elisabetta Sirani(Bologna, 1638-1665) Decollazione di San Giovanni Battista Pietra nera, pennello e inchiostro diluito, carta. Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe

 

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UNA MOSTRA PER CELEBRARE IL TALENTO DI ELISABETTA SIRANI,

PITTRICE BOLOGNESE

 

La mostra su Elisabetta Sirani, giovane e talentuosa artista scomparsa a soli 27 anni, è dedicata a Davide Astori, capitano della ACF Fiorentina che è morto improvvisamente in giovanissima età, lasciando nello sgomento i suoi cari e la città tutta.

Dal 6 marzo al 10 giugno nella sala Edoardo Detti e nella sala del Camino, al primo piano della Galleria degli Uffizi.

La mostra Dipingere e disegnare “da gran maestro”: il talento di Elisabetta Sirani (Bologna, 1638-1665) è dedicata all’affascinante personalità artistica della pittrice bolognese celebre per una stupefacente produttività e una prodigiosa velocità esecutiva che si traducevano in una “facilità” e sicurezza della mano ugualmente riscontrabile nei dipinti, nei disegni e nelle incisioni. A dire il vero la pittrice era famosa anche per la sua bellezza che i contemporanei consideravano rappresentasse bene le qualità della sua arte. Continua a leggere