Il mondo del Restauro in un corso al Pontormo

 

L’Agenzia Formativa del Liceo Scientifico “Il Pontormo” indice per l’anno scolastico 2018/19 la seconda edizione del

“CORSO PROPEDEUTICO ALLA CONSERVAZIONE E AL RESTAURO DEI BENI CULTURALI”

che, pur mantenendo sostanzialmente la struttura della precedente edizione, sarà organizzato al suo interno come un corso di secondo livello per gli iscritti che hanno già frequentato il primo livello.  L’aspetto teorico e quello laboratoriale si alterneranno per offrire un’esperienza esaustiva della disciplina.

I materiali oggetto di studio saranno principalmente arredi artistici danneggiati dall’alluvione del 1966, così da mettere i corsisti a contatto con il cuore del problema del recupero e della tutela del bene culturale. L’esperienza sarà proprio quella di avere di fronte un bene culturale particolarmente compromesso e di acquisire gli strumenti per attuare un intervento di recupero del bene stesso che (passando dalla documentazione iniziale dello stato conservativo) arrivi, per quanto possibile, alla sua restituzione, dopo essere stato sottoposto ad intervento conservativo di minima. Continua a leggere

Il restauro di Antonio Puglieschi

 

Le immagini della serata

foto di Salvatore Pagano

Presentazione ufficiale del restauro della tela

dell’Altar Maggiore della chiesa di San Firenze

Dipinta da Antonio Puglieschi nel 1715, raffigurante

“L’Immacolata Concezione e i Santi Carlo Borromeo, Filippo Neri, Ignazio di Loyola, Francesco di Sales, Teresa d’Avila e la Beata Umiliana de’ Cerchi”

Firenze 8 Dicembre 2017

Relatori:

puglieschi 8-12-2017_6

Padre Rosario Landrini, Preposito della Congregazione

dell’Oratorio di San Filippo Neri

puglieschi 8-12-2017_13

Dott.ssa Anna Mitrano, Vice Prefetto della Direzione Centrale

del FEC (Fondo Edifici di Culto)

puglieschi 8-12-2017_19

Prof. Sandro Bellesi, Docente Universitario

 

puglieschi 8-12-2017_9

Dott.ssa Jenniffer Celani, funzionario della Soprintendenza Archeologia Belle Arti

e Paesaggio, per la città Metropolitana di Firenze e le province di Prato e Pistoia

puglieschi 8-12-2017_15

Guglielmo Colonna, Restauratore

 

Chiesa di San Firenze, S. Messa Celebrata da Padre Rosario Landrini

e

Coro dell’Oratorio “Mons. Luigi Sessa” diretto dal Maestro Marco Pupo


Il restauro è stato possibile grazie al progetto di Art Bonus promosso dai Padri dell’Oratorio di San Filippo Neri, finanziato per intero grazie all’erogazione liberale della Sig.ra Beatrice Mazzego, a devozione ed  in ricordo dei suoi familiari.

E’ il primo progetto Art Bonus a Firenze completamente finanziato da un singolo privato e dedicato ad una chiesa del FEC.


Il restauro del Chiostrino dei Voti alla SS. Annunziata: la scheda tecnica

Questa presentazione richiede JavaScript.

 Documentazione durante il restauro

Foto di Antonio Quattrone

IL RESTAURO DEL CHIOSTRINO DEI VOTI

Il restauro degli affreschi e dell’apparato decorativo del Chiostrino dei Voti nella Basilica della SS.Annunziata a Firenze, si è svolto dal 2013 al 2017, grazie al finanziamento della Fondazione no-profit Friends of Florence.
L’intervento è stato eseguito dalle imprese Gioia Germani e S.A.R.snc di Cristiana Conti ed Alessandra Popple, con il patrocinio del Comune di Firenze (Arch.Caselli, Arch.Sforzi) e l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza ( Dott.ssa Teodori, Dott.ssa Ciseri, Dott. Paolini).
Il Chiostrino dei Voti Il ciclo pittorico, costituito da dodici lunette affrescate, è da sempre stato considerato la culla del manierismo fiorentino in quanto ospita opere dei più importanti artisti di quella corrente, che lavorarono sotto la guida di Andrea del Sarto. Continua a leggere

Galleria degli Uffizi: Leone X in restauro

Le foto per la diagnostica


Sono presentate oggi, 17 ottobre 2017, le prime ipotesi di restauro collegate alle indagini preliminari compiute sul dipinto di Raffaello Sanzio, Ritratto di Papa Leone X de’Medici con i cardinali Giulio de’Medici e Luigi de’Rossi.

Un dipinto dotato di un’enorme fama sia per l’aura che ha circondato da subito il suo eccellentissimo autore, che per la capacità mimetica, sia dei tessuti che degli altri materiali presenti nella rappresentazione, non ultimi gli incarnati, sulla cui resa materica Giorgio Vasari nelle sue Vite si è dilungato con meritata enfasi.

Continua a leggere

Restaurata la pala di Antonio Puglieschi, nella chiesa di San Firenze

Firenze,_complesso_di_San_Firenze_(02).jpg

Chiesa di San Firenze

Sabato 7 Ottobre 2017, alle ore 19:

Inaugurazione del Restauro della pala d’altare di Antonio Puglieschi

 

Note del restauro:

Restauro di un dipinto raffigurante “L’Immacolata Concezione e i Santi Carlo Borromeo, Filippo Neri, Ignazio di Loyola, Francesco  di Sales, Teresa d’Avila, e la Beata Umiliana de’ Cerchi”.

Autore: Antonio Puglieschi (1660 – 1732). Misure cm 580 X 340.

Dipinto centinato con cornice intagliata e dorata a foglia.

Situato sull’altare maggiore della chiesa di S. Firenze.

Per le sue dimensioni e per la collocazione nella nicchia d’altare il dipinto ha richiesto delicate operazioni di rimozione e ricollocazione. Continua a leggere

Cristina Giannini: Restauri ottocenteschi nella Collegiata di Empoli

Questa presentazione richiede JavaScript.

I RESTAURI OTTOCENTESCHI DELLA COLLEGIATA DI EMPOLI

APPUNTI PER UNA RICOSTRUZIONE STORICA

di Cristina Giannini

                                                                            (a G.P.)

 da Bullettino Storico Empolese, vol. 7-8, 1986

La redazione ringrazia la dott.ssa Cristina Giannini per aver autorizzato la pubblicazione.

Durante la prima metà dell’Ottocento si assiste, in Toscana, al precisarsi dell’idea di tutela del patrimonio artistico, la cui evoluzione può essere individuata attraverso l’insieme degli interventi di manutenzione e restauro che interessarono gli edifici pubblici ed ecclesiastici, i dipinti, i cicli murali, gli arredi conservati nelle pinacoteche, nelle chiese e nei monasteri e, in qualche caso, anche appartenenti a collezioni private.

Continua a leggere

Michelangelo multimaterico…

 

Questa presentazione richiede JavaScript.

Il Dio Fluviale di Michelangelo (c.ca 1526/7)

Giorgio Bonsanti

(già Ordinario di Storia e Tecnica del Restauro all’Università di Firenze)

Presidente della Commissione per le attività istruttorie finalizzate all’accreditamento delle istituzioni formative e per la vigilanza sull’insegnamento del restauro

Ispettore Onorario per il Patrimonio storico-artistico delle province di Firenze, Pistoia e Prato

 

Il recente restauro di un’opera definita già da Wilde (Wilde 1978, p. 127) “in a much damaged state”, che fin dal 13 ottobre 1590 aveva necessitato di una “rassettatura” ad opera di un muratore (i documenti cinquecenteschi in Gottschewski 1906) ha eliminato la sorda ridipintura scura che ne aveva fin qui caratterizzato l’aspetto. Sono state recuperate ampie aree della coloritura originale bianca, realizzata a biacca (bianco di piombo), come da prassi. Nella Vita di Jacopo della Quercia vasariana (Vasari-Milanesi 1878-1906, II, p. 110; v. anche I, pp. 153-154), leggiamo di come si costruivano le figure effimere di terra: “[…] pezzi di legno e di piane [assi] confitti insieme, e fasciati poi di fieno e di stoppa, e con foni legato ogni cosa strettamente insieme, e sopra messo terra mescolata con cimatura di panno lino, pasta e colla […] riescono nondimeno leggieri e, coperte di bianco, simili al marmo”.

Continua a leggere

Santa Felicita, il Pontormo in restauro

Questa presentazione richiede JavaScript.

RESTAURO DELLA CAPPELLA CAPPONI E DELLA DEPOSIZIONE DI PONTORMO GRAZIE ALLA DONAZIONE DI FRIENDS OF FLORENCE

Sono iniziati a marzo 2017 i restauri della Cappella Capponi e del Trasporto di Cristo, il dipinto di Pontormo conosciuto dai più come La Deposizione, entrambi ubicati in Santa Felicita a Firenze. Gli interventi, ancora in corso, sono stati realizzati con il contributo della Fondazione non profit Friends of Florence e in particolare grazie ai donatori Kathe e John Dyson. Il progetto di restauro globale, approvato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato, è stato affidato al restauratore Daniele Rossi, sotto l’alta sorveglianza del funzionario responsabile del quartiere di S. Spirito Daniele Rapino. La Deposizione di Pontormo farà parte del percorso espositivo della mostra di Palazzo Strozzi Cinquecento a Firenze (21 settembre 2017-21 gennaio 2018)

Continua a leggere

L’arte da salvare

 Facciamo presto! Marche 2016 – 2017: tesori salvati, tesori da salvare

Uffizi, Aula Magliabechiana

28 marzo – 30 luglio 2017
La mostra Facciamo presto. Marche 2016 – 2017: tesori salvati, tesori da salvare che apre al pubblico il 28 marzo nell’Aula Magliabechiana degli Uffizi presenta una selezione di capolavori provenienti dalle cittadine e dai paesi dell’entroterra appenninico delle Marche meridionali, colpiti dal terribile terremoto che ha quasi distrutto o reso inagibili le chiese, i palazzi e i musei dove questi oggetti d’arte erano custoditi, spesso fin dalla loro origine. Le opere esposte sono tra le gemme più preziose di un territorio che sorprende per la ricchezza straordinaria e inattesa del suo patrimonio d’arte e di storia: una raffinata raccolta di dipinti su tavola e su tela, di sculture lignee, tessuti e oreficerie.

Continua a leggere

Il ritorno di Leo…

Questa presentazione richiede JavaScript.

Il cosmo magico di Leonardo: l’Adorazione dei Magi restaurata
Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture
28 marzo – 24 settembre 2017

Anteprima stampa
Lunedì 27 marzo ore 12.00

L’Adorazione dei Magi di Leonardo degli Uffizi torna in Galleria dopo un restauro compiuto all’Opificio delle Pietre Dure, durato cinque anni.
Infatti nel novembre del 2011 la grande tavola dell’Adorazione dei Magi di Leonardo fu trasferita al laboratorio di restauro della Fortezza da Basso, dove per molti mesi fu sottoposta a numerose indagini diagnostiche, prima che, nell’ottobre 2012, venisse finalmente presa la decisione congiunta di intraprenderne il restauro.

Perché restaurare l’Adorazione dei Magi?
Questa domanda avrà certo percorso la mente di molti, davanti alla notizia che fu diramata nell’autunno del 2012 dalle Gallerie degli Uffizi e dall’Opificio delle Pietre Dure. Fra gli studiosi, dieci anni prima, quando era stato ventilato un possibile restauro, si erano accese discussioni e controversie: alcuni non erano certi che dalla superficie scura e brumosa potesse emergere qualcosa di più di quello che si poteva intravedere o, a volte, solo immaginare. Fra il grande pubblico poteva essersi diffusa un’abitudine inconscia, assimilata anche attraverso le riproduzioni nei libri scolastici e la mitologia cresciuta intorno al dipinto, che l’Adorazionefosse un’opera volutamente enigmatica, misterica e che esprimesse questo contenuto astratto attraverso la sua nebulosa composizione, dove si affollavano figure quasi indistinguibili, intente in azioni e gesti non decifrabili. In realtà, la complessità dell’Adorazione dei Magi sta in gran parte proprio nel suo essere un dipinto incompiuto, e incompiuto in modo difficilmente comprensibile. Leonardo da Vinci, infatti, partendo nel 1482 da Firenze alla volta di Milano, lasciò la pittura a diversi livelli di avanzamento: alla stesura di azzurro del cielo, appena accennato, si affiancano aree quasi di solo disegno; figure più costruite e rilevate con colori scuri; immagini che si sovrappongono ad altre, cancellandole e cambiando l’intenzione precedente; zone di ricerca spaziale e volumetrica. Interpretare un’opera così non era certo facile, ma soprattutto  per i restauratori non era una procedura comune confrontarsi con le idee continuamente in divenire di Leonardo, invece che con un lavoro finito.

Il progetto di conservazione
Secondo la metodologia propria dell’Opificio, si iniziò con una fase di studio, di ricerca e di indagini diagnostiche volta a comprendere sia la costruzione materiale dell’opera, sia la natura dei suoi problemi conservativi; da questi passi preliminari scaturirono e sono andati precisandosi meglio, nel corso del restauro, anche molti nuovi significati artistici, finora per lo più misconosciuti o addirittura ignoti. La conoscenza di tutti questi elementi è stato il punto di partenza necessario per elaborare un progetto di restauro che potesse consentire anche al grande pubblico una migliore comprensione e fruizione di questo straordinario capolavoro.

Due erano i motivi di preoccupazione: la marcata alterazione dei materiali superficiali non originali e gli evidenti problemi strutturali che si manifestavano nella separazione delle assi del tavolato di supporto e il cui progredire arrivava subito al di sotto della pellicola pittorica. Lo sporco e l’alterazione delle vernici impedivano la comprensione della profondità spaziale e anche la visione di molti dettagli. La manutenzione di Galleria nel corso dei secoli passati aveva accumulato sulla superficie pittorica numerosi strati di materiali diversi (colle, vernici, chiare d’uovo ecc.) che avevano prodotto anche un inizio di strappo del colore.

Il gruppo di lavoro formatosi intorno a quest’opera, diretto da Marco Ciatti e Cecilia Frosinini, ha legato insieme i risultati delle indagini diagnostiche, la riflessione sui significati storico-artistici del capolavoro e le indicazioni sulla sua storia conservativa, per mettere a punto le linee guida del restauro. La pulitura è stata condotta in modo ineccepibile e intelligente da Roberto Bellucci e Patrizia Riitano; il risanamento del supporto ligneo è stato compiuto da Ciro Castelli e Andrea Santacesaria, con la collaborazione di Alberto Dimuccio.

La pulitura è stata effettuata sui materiali non originali che col tempo si erano sovrapposti alla superficie, il cui spessore è stato solo assottigliato in maniera graduale e differenziata, a seconda delle condizioni di ogni singola area e di ogni figura. Altrettanto importante per la futura conservazione è stato il risanamento del supporto e del sistema di traverse con la predisposizione di un più adeguato funzionamento di controllo dei movimenti del legno, pur nel rispetto della struttura originale.

Il progetto di conservazione messo a punto dall’Opificio delle Pietre Dure, in collaborazione con le gallerie degli Uffizi, comprende anche un piano di conservazione preventiva che segua e controlli l’opera nel tempo.

I risultati dell’intervento sono dunque molti, riassumibili in tre principali filoni:

1. una migliore conservazione di tutti i materiali originali;

2. una più approfondita conoscenza del processo creativo di Leonardo e della sua tecnica;

3. una più chiara lettura degli straordinari valori espressivi dell’opera.

Ora sono più leggibili tutte le figure ed i dettagli ed è anche percepibile l’eccezionale costruzione spaziale interna alla figurazione, soprattutto nello sfondo che si apre su una visione prospettica ed atmosferica tipica di Leonardo, sinora addirittura mascherata da una vera e propria patinatura (cioè uno strato di vernice pigmentata che voleva conferire all’insieme l’aspetto di un monocromo). Appare anche evidente come, in modo inconsueto per il suo tempo e unico persino nella sua produzione artistica, Leonardo abbia elaborato il disegno direttamente sulla tavola anziché su carta, come è evidente dai numerosissimi cambiamenti in corso d’opera che oggi sono di nuovo visibili. «Questo aspetto» precisa Marco Ciatti, Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure consente adesso di penetrare più a fondo nel processo creativo del pittore e, grazie al livello di conoscenza reso oggi possibile dalle indagini diagnostiche, di cercare di comprendere la genesi artistica di questo straordinario capolavoro.Impiego volutamente questo termine, “capolavoro”, verso il quale nutro normalmente una certa diffidenza, poiché troppe volte abusato a puro scopo pubblicitario, in quanto alla data della sua realizzazione l’Adorazione dei Magi costituiva una novità sconvolgente per il mondo artistico fiorentino e, a ben guardare, racchiudeva in sé alcune idee pittoriche che l’artista avrebbe sviluppato nelle sue opere successive, dagli studi per la Battaglia di Anghiari, al San Girolamo della Pinacoteca Vaticana, sino alla Vergine delle Rocce, nelle sue due versioni».

Si può dunque a buona ragione affermare che il risultato finale del restauro fa riscoprire un capolavoro straordinario per innovazione e invenzione, che da secoli nessuno aveva potuto vedere.

«Si tratta di un’operazione che, per la sua delicatezza e per il livello della sfida imposta, non è da meno del restauro del Tondo Doni di Michelangelo o del Cenacolo milanese in Santa Maria delle Grazie, dello stesso Leonardo» dichiara Eike D. Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, «ma anzi presentava una sfida e un livello di difficoltà maggiori perché esso non ha passaggi di riposo, o aree neutre e perché il restauratore avrebbe dovuto confrontarsi con un’immagine che non era compiuta nemmeno nella mente dell’artista che la generò. Se ci si riferisce alla superficie dipinta, e cioè a quelle raffigurazioni che la critica più attenta ha via via notato nel coacervo di immagini che si affastellano davanti agli occhi dell’osservatore, durante la pulitura si sono rivelati moltissimi altri testi e sottotesti, in un gioco di segni che sono sempre stati tracciati volontariamente sulla tavola e che esprimono l’incessante lavorio mentale dell’autore proprio nel momento stesso del suo operare».

L’intervento di restauro è stato reso possibile dal generoso sostegno degli Amici degli Uffizi«orgogliosi per aver partecipato» commenta la Presidente Vittoria Colonna Rimbotti «a un’avventura irripetibile, costellata da tante tappe emozionanti intorno a un’opera che riunisce bellezza assoluta e fragilità materica, il cui deterioramento andava fermato e scongiurato».

La Getty Foundation di Los Angeles ha finanziato le collaborazioni professionali necessarie all’intervento sul supporto.
In occasione della presentazione di questo prestigioso restauro al pubblico, all’Adorazione dei Magidi Leonardo sarà affiancata l’omonima pala, sempre degli Uffizi, di Filippino Lippi, commissionata nel 1496 al pittore per l’altare maggiore della chiesa di San Donato a Scopeto dai medesimi Canonici Regolari del convento di Sant’Agostino che nel 1481 avevano dato lo stesso incarico al da Vinci. Leonardo, come abbiamo accennato, non portò a compimento l’opera e non rispettò la consegna pattuita nell’arco dell’anno per la sua andata a Milano al servizio di Ludovico il Moro, per cui i Canonici si rivolsero poi al pittore Filippino Lippi. In mostra anche tre tavole raffiguranti San Donato,Sant’Agostino (prestiti del North Caroline Art Museum)  e la coppia dei Santi Ubaldo e Frediano(collezione privata), che si presume siano quanto rimane di una predella  dell’Adorazione del Lippi, che abbiamo voluto affiancargli per l’occasione.

La mostra a cura, come il catalogo edito da Giunti, di Eike D. Schmidt, Marco Ciatti e Daniela Parenti, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, con le Gallerie degli Uffizi, l’Opificio delle Pietre Dure, gli Amici degli Uffizi e Firenze Musei.

Continua a leggere