A Ottobre alle Cappelle Medicee

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Visite guidate al Museo delle Cappelle Medicee nel mese di ottobre

Ogni sabato pomeriggio il Museo si racconta

I Musei del Bargello sono lieti di offrire al pubblico del Museo delle Cappelle Medicee una serie gratuita di 5 percorsi guidati che, a partire dal prossimo 6 ottobre, illustreranno ai visitatori alcuni dei tesori custoditi in questo splendido museo.

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Elia Volpi, un pittore a Palazzo Davanzati

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Palazzo Davanzati espone il suo “Omaggio a Elia Volpi pittore”

 Una mostra di disegni e dipinti inediti per scoprire il lato meno noto del “padre” del Museo della Casa Fiorentina Antica.

Domenica 6 maggio, alle 17.00 al Museo di Palazzo Davanzati in via di Piazza Rossa 13, sarà inaugurata la mostra Omaggio a Elia Volpi pittore. Un’occasione per scoprire un lato meno conosciuto dell’originale ed eclettico personaggio cui è legata la nascita del Museo della Casa Fiorentina Antica. Continua a leggere

Aprile al Museo Nazionale del Bargello

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Inizia Aprile al Museo Nazionale del Bargello:
quattro mostre… mille ragioni per visitarlo

 

La prima settimana di aprile il Museo Nazionale del Bargello offre agli amanti dell’arte un’occasione unica di visita all’interno della propria maestosa cornice architettonica : oltre ai capolavori della collezione permanente (da Donatello a Verrocchio, da Luca della Robbia a Michelangelo, da Benvenuto Cellini a Giambologna) la concomitanza di quattro diverse mostre permetterà ai visitatori di addentrarsi in un suggestivo dialogo, fatto di incroci e rimandi storico-artistici, con alcune prestigiose opere provenienti da altri importanti musei internazionali.

Dal 31 marzo, infatti, la Sala del Medagliere farà rivivere un’affascinante liason tra l’artista, Lorenzo Bernini, e la sua musa, Costanza Bonarelli: uno accanto all’altro, il celeberrimo ritratto marmoreo di Costanza Bonarelli e il dipinto raffigurante l’Autoritratto maturo del massimo artista del barocco romano, permetteranno di ripercorrere un momento singolare della biografia e della carriera del Bernini, evidenziando lo stretto rapporto tra pittura e scultura nella creazione del cosiddetto “ritratto parlante”.
L’Autoritratto, proveniente dalla collezione della Galleria Borghese di Roma, sarà esposto al Bargello fino al prossimo 20 maggio.

Inoltre, fino all’8 aprile, si potranno ancora ammirare la lunetta di Giovanni della Robbia (proveniente dal Brooklyn Museum di New York), i tre studi dal Vero di Vincenzo Gemito (dalle Gallerie d’Italia di Palazzo Zevallos di Napoli) e il Reliquiario di Montalto (dal Museo Sistino Vescovile della stessa città marchigiana).

Un inizio di aprile ricco di novità, suggestioni e spunti per scoprire, o riscoprire, il Museo Nazionale del Bargello con i suoi capolavori e i suoi inediti accostamenti di opere d’arte.

Info: www.bargellomusei.beniculturali.it


 

Il Bargello: cinque realtà in un unico percorso museale

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CONOSCERE I MUSEI DEL BARGELLO

Un progetto culturale

 

Un gruppo unico di cinque edifici monumentali, luoghi simbolici della vita civile e religiosa di Firenze dal Trecento in poi, che conservano i capolavori della scultura rinascimentale. Tra la fine dell’Ottocento e nel corso del Novecento, essi furono trasformati in musei e arricchiti da collezioni di arti decorative straordinarie per importanza e consistenza:  Il Museo Nazionale del Bargello, Il Museo delle Cappelle Medicee, La Chiesa e il Museo di Orsanmichele, Il Museo di Palazzo Davanzati, Il Museo di Casa Martelli. Continua a leggere

Vincenzo Gemito al Bargello

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Tre studi dal vero in terracotta di Vincenzo Gemito

in mostra al Bargello

 

La Direzione del Museo Nazionale del Bargello ha il piacere di presentare un prestito eccezionale da parte di Intesa Sanpaolo, dalle Gallerie d’Italia di Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli, di sculture di Vincenzo Gemito.

Fino all’8 aprile lo Scugnizzo, lo Studio dal vero (Moretto) e il Fiociniere, terrecotte realizzate dallo scultore napoletano intorno al 1870, saranno esposte nel Salone della Scultura del Cinquecento al Bargello, in un inedito accostamento tra terrecotte cinquecentesche e ottocentesche che offre l’opportunità di rileggere l’opera dello scultore napoletano alla luce delle suggestioni dei grandi maestri del Rinascimento.

Il prestito celebra il centenario della donazione del Pescatoriello in bronzo di Vincenzo Gemito al Museo Nazionale del Bargello da parte di Achille Minozzi nel 1917. Quest’opera è attualmente esposta alla mostra I napoletani a Parigi negli anni dell’Impressionismo (Napoli, Palazzo Zevallos Stigliano, 5 dicembre 2017- 8 aprile 2018).

Sabato 24 febbraio alle ore 12, la dottoressa Paola D’Agostino, Direttore del Museo Nazionale del Bargello, terrà una visita guidata straordinaria dedicata a Gemito e ai tre “studi dal vero” in terracotta.

Nel mese di aprile saranno annunciate visite straordinarie a tema, dedicate allo scultore napoletano.

Info e orari http://www.bargellomusei.beniculturali.it

Museo del Bargello: Giovanni della Robbia e Niccolò di Tomaso Antinori

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Da Brooklyn al Bargello:

Giovanni della Robbia, la lunetta Antinori e Stefano Arienti

 Museo Nazionale del Bargello

10 novembre 2017 – 8 aprile 2018

 

Dopo l’esposizione alle grandi mostre presso il Museum of Fine Arts di Boston e la National Gallery di Washington tra 2016 e 2017, approda a Firenze un capolavoro che ha lasciato l’Italia nel lontano 1898: la lunetta con la Resurrezione di Giovanni della Robbia. Verrà presentata al pubblico nella cornice del Museo Nazionale del Bargello, dove si conserva la maggiore raccolta al mondo di sculture realizzate in terracotta invetriata dai Della Robbia. Commissionata probabilmente intorno al 1520 da Niccolò di Tommaso Antinori (1454-1520), che dette inizio alla fortuna imprenditoriale di questo antichissimo casato fiorentino, la lunetta è di dimensioni monumentali (cm 174,6 x 364,5 x 33) e resta oggi uno dei più notevoli esempi della produzione di Giovanni della Robbia (Firenze 1469-1529). Figlio di Andrea e insieme a lui continuatore della bottega del nonno Luca, Giovanni si indirizzò verso una produzione contraddistinta da una maggiore esuberanza decorativa e cromatica, come appare proprio da questo straordinario esemplare, rimasto per quasi quattro secoli nella sua ubicazione originaria, la prestigiosa Villa Le Rose costruita fuori le mura di Firenze quale residenza di campagna e sede, già in antico, di produzione vinicola. La lunetta raffigura il Cristo risorto, con il committente Antinori in ginocchio alla sua destra e i soldati attorno al sepolcro, secondo l’iconografia tradizionale: il tutto su un articolato sfondo di paesaggio e all’interno di una fastosa cornice di frutti e fiori popolata da piccoli animali.

L’opera venne acquistata nel 1898 da Aaron Augustus Healy(1850-1921), personaggio chiave della Brooklyn di fine Ottocento, importante uomo d’affari, presidente del Brooklyn Institute of Arts and Sciences per venticinque anni, ma anche esperto collezionista e generoso mecenate. Healy, che portò a New York la lunetta per donarla al Brooklyn Museum, la riaccompagna idealmente oggi a Firenze, con una spettacolare presenza ‘in effigie’: altro capolavoro concesso in prestito dallo stesso museo americano è infatti il Ritratto di Aaron Augustus Healy dipinto da John Singer Sargent nel 1907.

Aaron Healy

Sargent (Firenze 1856 – Londra 1925) artista cosmopolita e di eccezionale successo, fu uno dei ritrattisti più in voga presso l’alta società delle capitali europee e americane: quello di Healy è uno degli ultimi ritratti eseguiti da Sargent, che in seguito riservò quel privilegio solo a pochi fortunati come Henry James, Vaslav Nijinsky, John D. Rockefeller o il presidente degli Stati Uniti Thomas Woodrow Wilson.

Nel  2016 Marchesi Antinori ha generosamente finanziato il complesso restauro della lunetta, realizzato nei laboratori del Brooklyn Museum in previsione della mostra al Museum of Fine Arts di Boston. Si è in tal modo venuta a creare una singolare convergenza storica, una suggestiva continuità di committenza e tutela esercitata dalla famiglia Antinori attraverso i secoli, che si rinnova ulteriormente in questo eccezionale e temporaneo ritorno in Italia. Marchesi Antinori sostieneinfatti anche questa iniziativa fiorentina, a seguito del bando pubblico indetto dal museo ai sensi dell’art. 19 D.Lgs. n. 50/2016.

L’evento accenderà dunque i riflettori, dopo quasi 120 anni dal suo trasferimento oltreoceano, su uno straordinario capolavoro poco conosciuto dal pubblico italiano ed europeo, cui verrà dedicata un’intera sala degli spazi museali del Bargello. In parallelo, la seconda sala ospiterà un’opera di Stefano Arienti, artista italiano tra i più apprezzati in ambito internazionale, dal titolo Scena fissa, con cui la scultura robbiana viene riletta e reinterpretata, dando vita ad un inaspettato dialogo tra arte rinascimentale e contemporanea. Tale creazione, ideata per la sala mostra del museo Nazionale del Bargello, quindi con un progetto site-specific, rientra nelle iniziative di Antinori Art Project, progetto che muove dall’idea di creare una naturale prosecuzione dell’attività di collezionismo, proseguendo una tradizione della famiglia che viene oggi rivolta verso le arti e gli artisti del nostro tempo.


Ufficio Stampa

Opera Laboratori Fiorentini – Civita

Salvatore La Spina – tel. 055 290383 – Cell. 331 5354957 –s.laspina@operalaboratori.com

Barbara Izzo – tel 06 692050220 – b.izzo@operalaboratori.com


 

 

 

 

 

 

Il Reliquiario di Montalto al Museo del Bargello

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Il Reliquiario di Montalto

dalle zone terremotate  delle Marche

in mostra al Museo Nazionale del Bargello

 

24 settembre  2017 – 30 gennaio 2018

 

Il Museo Nazionale del Bargello ha il piacere di comunicare che il Reliquiario di Montalto, attribuito all’artista francese Jean Du Vivier – attivo a Parigi alla corte di Carlo V, nella seconda metà del XIV secolo -, sarà esposto dal 24 settembre 2017 al 31 gennaio 2018 nella Cappella della Maddalena del Museo del Bargello, su gentile concessione del Museo Sistino Vescovile di Montalto.

 Il terremoto del 30 ottobre 2016 ha compromesso l’agibilità del Museo Sistino Vescovile di Montalto che conserva, come suo tesoro più prezioso, il reliquiario donato da papa Sisto V. In questa drammatica contingenza il Museo Nazionale del Bargello ha voluto ospitare il reliquiario, rarissimo capolavoro di oreficeria medioevale, perché sia visibile anche durante i necessari lavori di restauro dell’edifico storico dove sono esposte le collezioni e perché l’attenzione del pubblico non si distolga dalla critica situazione che il sisma ha provocato nelle regioni centroitaliane. Continua a leggere

Il Presidente Mattarella e il Museo del Bargello

la fabbrica della bellezza

Da sinistra: Daniele Lauri, Livia Frescobaldi, Dimitri Zikos, Paola D’Agostino, Maria Persona, Tomaso Montanari, Cristina Gnoni, Cristiano Giometti, Marino Marini

Medaglia del Presidente della Repubblica

 alla mostra

La Fabbrica della Bellezza

La Manifattura Ginori e il Suo Popolo di Statue

Il Museo Nazionale del Bargello ha l’onore di annunciare che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito un Premio di Rappresentanza: una Medaglia al Museo Nazionale del Bargello, come Ente organizzatore, e a tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione della mostra La Fabbrica della Bellezza. La Manifattura Ginori e il Suo Popolo di Statue, riconoscendo il valore, l’alto profilo scientifico e l’impegno culturale del progetto.


La Fabbrica della Bellezza al Bargello, l’intervista al direttore Paola D’Agostino

Fig. 10

Fig. 10 Niccolo Tribolo (1497-1558) Crepuscolo 1534-1537 circa terracotta; h. cm 55 Firenze, Museo Nazionale del Bargello

 


“L’unicità del Museo di Doccia, del suo patrimonio artistico, e della Manifattura ci hanno spinto ad organizzare una mostra diversa. Questa mostra è frutto non soltanto di una stretta collaborazione tra i curatori e gli storici dell’arte che vi hanno contribuito in un serrato confronto culturale e politico, ma anche di una fitta rete di partecipazione di istituzioni italiane e straniere. Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine agli Enti che l’hanno generosamente finanziata, rendendo possibile una mostra diversa, ai musei e ai collezionisti che hanno concesso prestiti così singolari, e ai curatori e agli autori dei saggi che hanno lavorato a titolo gratuito, per contenere i costi della mostra e renderla il più possibile accessibile al pubblico. L’auspicio è che La Fabbrica della Bellezza rappresenti un primo modello di collaborazione tra pubblico e privato, e che contribuisca alla rinascita del Museo e al rilancio della Manifattura Ginori”.

Paola D’Agostino