Lidia Cinelli, il restauro degli Angeli

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Empoli, Collegiata di S. Andrea

Cappella Ricci o del Crocifisso dei Miracoli

Il ciclo degli Angeli e i Simboli della Passione

Restauro di Lidia Cinelli, 1997-1998

Foto di Carlo Pianigiani


 

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A San Miniato, nel monastero di Santa Chiara…

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Santa Chiara, foto durante il restauro in corso


Da:  LA NAZIONE, venerdì 26 Febbraio 2016


Dai lavori in monastero spunta un antico affresco del Seicento. Il recupero è consentito dal contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato: i lavori sono in corso.

Riportato alla luce un antico affresco di Santa Chiara. La scoper­ta è di alcuni mesi fa nella sala capi­tolare del Monastero di San Paolo dov’è in corso un più ampio cantiere di restauro e risanamento conser­vativo del complesso monastico, cu­rato e diretto dall’architetto France­sco Orsucci. Continua a leggere

Il racconto dell’arte per immagini…

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Alena’s book 2016

 

Guardare l’arte è un dono di tutti gli uomini. Fotografare l’arte è mestiere di pochi.

Ci sono dettagli e particolari che sfuggono nell’insieme dell’opera d’arte, e che sono importanti. Da soli, isolati in uno scatto, rappresentano l’essenza, il pezzo di bravura che differenzia il grande artista da un artista normale. Questi scatti sono scelti fra i tanti eseguiti su opere d’arte in restauro, oppure esposte in musei o chiese.

In tutti la stessa intensità, la stessa ricerca del sottile equilibrio che l’autore, lontanissimo da noi nel tempo, seppe esprimere nel suo lavoro. Equilibrio di luci, di spazi e di volumi. Che Alena racconta in un particolare, preso ad esempio e modello isolato di racconto.

È un modo diverso di fotografare l’arte. È una ricerca di immagini autonome, inconsuete, sconosciute.

Una strada meno immediata, ma infinitamente più interessante per avvicinarsi a questo mondo senza confini che rappresenta forse la cosa migliore che gli uomini si lasciano dietro, perché serva a chi verrà di stimolo e di partenza per rendere il mondo migliore.

* * *

Alena’s art book 2016

Looking at art is a gift given to all men. Photographing art is a job only for few people.

In a work of art, there are details and particulars that escape at a first glance. In fact, some of these details are so much important. Thanks to photography, it is clear that they represent the essence and the result of the skill that differentiates the great artist from the average artist. These pictures are the selected product of reportage though a series of photographs of works of art under restoration or displayed in museums and churches.

The lens is able to catch the intensity and the research for the subtle balance that the artist wanted to impress in his work of art centuries ago. Alena is able to portray this balance made of lights, spaces, and volumes in a peculiar way as if it is a story and an isolated detail.

This is a different way to photograph Arts. It is research for autonomous, unusual, unknown images.

A less immediate but more interesting approach in order to get closer and closer to the Arts, that is this borderless world, the best thing built by men, the incentive for making a better world.

 (Trad. Sara Taglialagamba)


Il restauro della Madonna del Bigallo

Oratorio del Bigallo, Madonna della Misericordia

La restauratrice Lidia Cinelli e la Madonna del Bigallo a Firenze…

 

LA MADONNA DELLA MISERICORDIA

Al MUSEO del BIGALLO

 

A cura di Paolo Pianigiani

 

 Pubblicato su Reality

Siamo nella sala dell’ “Udienza Vecchia” o “Sala dei Capitani” all’interno dell’odierno Museo del Bigallo, in piazza San Giovanni a Firenze. Il restauro, eseguito da Lidia Cinelli, ha ridato nuova leggibilità e l’antico splendore a questa antica immagine che rappresenta la Madonna che domina Firenze. L’autore è ignoto, ma fu eseguita da un pittore della cerchia di Bernardo Daddi.

L’affresco reca la data del 1342 ( in un’iscrizione posta in basso e nei secoli ripetutamente ritoccata) e può essere descritto riferendo le parole dell’abate Giuseppe Richa: “una antichissima pittura a fresco ed una figura gigantesca della Misericordia espressa in una persona ammantata di piviale  con mitra tonda in capo e stolone fino ai piedi, nella quale stola veggonsi alcuni ovati in cui sono effigiate le Opere della Misericordia con lettere longobarde. Questa figura sta in aria con atto maestoso di padrona, sopra a Firenze dipintale sotto col popolo inginocchioni”.

Sono tre le parti principali dell’affresco:

1) La Madonna frontale e ieratica abbigliata curiosamente con un copricapo a forma di mitra segnato dal Tau (simbolo di redenzione) e con un ampio manto su cui si susseguono undici tondi con iscrizioni e con le raffigurazioni di opere di Misericordia e di carità cristiana.

2) La straordinaria veduta della città di Firenze erta di torri e campanili, chiusa entro una cerchia di mura (la seconda cerchia ci dice il Richa) e raccolta intorno al poliedro marmoreo del Battistero di San Giovanni con accanto la facciata del Duomo e la torre di Giotto entrambe ancora in costruzione. Entro la cerchia di mura (con in primo piano quella che dovrebbe essere Porta San Gallo) circondate da un fossato, si distinguono chiaramente i principali edifici cittadini: il Battistero, il Duomo ed il suo campanile entrambi ancora in costruzione, Palazzo Vecchio, le chiese di Santa Maria Novella e Santa Croce, Il Bargello e la Badia Fiorentina. Grazie al restauro si possono ora notare una quantità di particolari prima di incerta lettura, quali ad esempio le acque del fiume Arno che attraversa la città.

3) La piccola folla di uomini e donne, suddivisi scrupolosamente sulla base del sesso, descritti minuziosamente nelle fisionomie, negli abiti, nei copricapi e nelle acconciature. Tra gli uomini si potrà così distinguere l’aristocratico, il commerciante, il notaio e, tra le donne, le più giovani ed eleganti e le più attempate e timorate, ciascuna individuata singolarmente negli ornamenti e nei modi vezzosi o semplici di portare veli, trecce e ornamenti per capelli.

La descrizione di Firenze è la più antica che si conosca e insieme alla rappresentazione della sua popolazione di allora, catturano l’occhio e lo stupore di chi guarda e ci offre un brano davvero unico della Firenze della metà del Trecento.

Il Progetto, vincitore del primo concorso al Salone del Restauro di Firenze nel novembre 2012, è stato finanziato da Friends of  Florence.

La direzione tecnico scientifica è stata seguita dalla Dott.ssa Maria Matilde Simari, della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Polo Museale  del quartiere di S. Giovanni della città di Firenze e direttrice della Villa Medicea di Poggio a Caiano.

 

Foto di Antonio Quattrone