NUOVAMENTE IMBRATTATO IL LOGGIATO DEL CORRIDOIO VASARIANO

Tecnici degli Uffizi hanno già rimosso scritte e graffiti Direttore Schmidt: chi sporca compie un reato

Nuovi imbrattamenti nel loggiato del Corridoio Vasariano sul lungarno a Firenze. Scritte e graffiti sono comparsi sotto le volte nelle immediate vicinanze del Ponte Vecchio nella notte tra il 23 e il 24 giugno: subito allertati, i tecnici della Galleria degli Uffizi si sono messi al lavoro per rimuoverli e stamani le pareti sfregiate del loggiato avevano già recuperato il loro aspetto consueto. Il loggiato vasariano è, come altri monumenti fiorentini a partire dall’adiacente Ponte Vecchio, vittima frequente dei blitz di writer e imbrattatori. Negli ultimi mesi le sue volte sono  state anche ‘attaccate’ da un graffitaro seriale che le ha sporcate imprimendovi ripetutamente la medesima scritta, prima di essere individuato e sanzionato dalla polizia municipale.

Il costante imbrattamento dei nostri beni architettonici e monumentali ci ha spinto a cambiare tattica l’anno scorso – spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt –  adesso abbiamo un nuovo approccio, ‘Pulito subito’, che sta funzionando molto bene.

 Ognuno deve sapere che per questi gesti esibizionistici e deturpanti è responsabile anche penalmente”.

Ufficio stampa

OPERA LABORATORI FIORENTINI

Andrea Acampa, tel. 055290383 cell. 3481755654,a.acampa@operalaboratori.com

Tommaso Galligani, tel 055290383 cell. 3494299681,t.galligani@operalaboratori.com

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Un gladiatore agli Uffizi

Il premio Oscar in visita alla scoperta delle antichità romane del museo

Firenze, 14 giugno 2019

Il ‘Gladiatore’ Russell Crowe in visita agli Uffizi. L’attore neozelandese, premio Oscar nel 2001 come attore protagonista del celeberrimo film di Ridley Scott, oggi ha deciso di trascorrere in compagnia di alcuni amici una mattinata in Galleria. L’interprete di Massimo Decimo Meridio, accompagnato dal direttore del museo Eike Schmidt, ha così potuto ammirare gli antichi tesori romani della speciale esposizione archeologica ‘Tutti gli uomini dell’imperatore’: in particolare, ha apprezzato la scultura dell’Arianna dormiente, l’urna cineraria del liberto Elio Proculo (recentemente acquistata dagli Uffizi) e il marmo Niobide in fuga, sotto il quale si è scattato un selfie insieme a Schmidt. Quindi la visita è proseguita nelle nuove sale del Cinquecento, dove Crowe si è lasciato incantare dalla Venere di Urbino di Tiziano, dall’Eleonora di Toledo di Bronzino, dalla Caduta degli Angeli ribelli di Andrea Commodi e da molti altri dipinti, scattando foto alle opere e postandone alcune sui propri social. L’attore non si è negato ai molti visitatori che, riconoscendolo, gli hanno chiesto foto e autografi, ed alla fine del tour, durato circa tre ore, si è concesso anche un caffè sulla terrazza del museo affacciata su Piazza Signoria.

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D’Odio e d’Amore agli Uffizi

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Eyke Schmidt con Marzia Faietti

I curatori Marzia Faietti e Michele Grasso presentano la mostra

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D’ODIO E D’AMORE 

GIORGIO VASARI E GLI ARTISTI A BOLOGNA

 

UNA MOSTRA PER INDAGARE I COMPLESSI, E CONTRADDITTORI, RAPPORTI FRA L’ARTISTA E STORIOGRAFO ARETINO E GLI ARTISTI A LUI CONTEMPORANEI AL DI LA’ DEGLI APPENNINI.

 

Dal 9 Ottobre al 2 dicembre nella sala Edoardo Detti, al primo piano della Galleria degli Uffizi.

«Né è maraviglia che quella d’Amico fusse più pratica che altro, perché si dice che, come persona astratta che egli era e fuor di squadra dall’altre, andò per tutta Italia disegnando e ritraendo ogni cosa di pittura e di rilievo, e così le buone come le cattive… le quali fatiche furono cagione che egli fece quella maniera così pazza e strana».

Questa citazione dalla Vita di Bartolomeo da Bagnacavallo e d’altri Pittori Romagnuoli è tratta dall’edizione del 1568 delle Vite del Vasari. Il “praticaccio inventore” era Amico Aspertini, ma Vasari allarga il suo caustico giudizio a tutti gli altri pittori bolognesi a lui contemporanei definendoli con “il capo pieno di superbia e di fumo”. Non solo: nella Vita di Michelangelo aggiunge la velenosa nota per la quale il Buonarroti avrebbe lasciato Bologna dopo solo un anno di permanenza perché lì “perdeva tempo”. Continua a leggere

Nuovo allestimento della sala di Gentile da Fabriano agli Uffizi

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UFFIZI: NELLE SALE 5-6 DI NUOVO VICINE

LE ADORAZIONI

DEI MAGI

DI GENTILE DA FABRIANO E LORENZO MONACO

 Firenze, 25 settembre 2018

I due capolavori di inizio Quattrocento tornano a dialogare. Dopo la sala 7, ritorna anche nelle sale 5-6 la sistemazione classica, messa in opera negli anni Cinquanta del Novecento dall’allora direttore Roberto Salvini.

L’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano è stata una delle opere chiave della mostra Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento, che si è conclusa il 23 settembre scorso. Continua a leggere

Caravaggio torna a Firenze

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TORNA AGLI UFFIZI IL SACRIFICIO DI ISACCO DI CARAVAGGIO

Firenze, 3 agosto 2018

Dopo dieci mesi di assenza per il prestito concesso in occasione di due importanti mostre, a Milano e a Forlì, il gesto dell’angelo che ferma all’ultimo, drammatico, momento il braccio di Abramo deciso a ubbidire al volere del Signore ed a uccidere il figlio Isacco, descritto con incalzante realismo da Caravaggio, è tornato oggi agli Uffizi.

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Elisabetta Sirani agli Uffizi

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Fig. 1 Elisabetta Sirani(Bologna, 1638-1665) Decollazione di San Giovanni Battista Pietra nera, pennello e inchiostro diluito, carta. Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe

 

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UNA MOSTRA PER CELEBRARE IL TALENTO DI ELISABETTA SIRANI,

PITTRICE BOLOGNESE

 

La mostra su Elisabetta Sirani, giovane e talentuosa artista scomparsa a soli 27 anni, è dedicata a Davide Astori, capitano della ACF Fiorentina che è morto improvvisamente in giovanissima età, lasciando nello sgomento i suoi cari e la città tutta.

Dal 6 marzo al 10 giugno nella sala Edoardo Detti e nella sala del Camino, al primo piano della Galleria degli Uffizi.

La mostra Dipingere e disegnare “da gran maestro”: il talento di Elisabetta Sirani (Bologna, 1638-1665) è dedicata all’affascinante personalità artistica della pittrice bolognese celebre per una stupefacente produttività e una prodigiosa velocità esecutiva che si traducevano in una “facilità” e sicurezza della mano ugualmente riscontrabile nei dipinti, nei disegni e nelle incisioni. A dire il vero la pittrice era famosa anche per la sua bellezza che i contemporanei consideravano rappresentasse bene le qualità della sua arte. Continua a leggere

Leopoldo, il Collezionista

Fig. 1

Giusto Suttermans (Anversa 1597 – Firenze 1681) Leopoldo de’ Medici bambino a cavallo 1624-1625 circa, olio su tela, Benešov (Boemia centrale), Castello di Konopiště

Leopoldo de’ Medici principe dei collezionisti
Tesoro dei granduchi, Palazzo Pitti, Firenze
7 novembre 2017 – 28 gennaio 2018

 

Enciclopedica figura di erudito, divenuto cardinale all’età di cinquant’anni, Leopoldo de’ Medici (Firenze, 1617 – 1675), figlio del granduca Cosimo II e dell’arciduchessa Maria Maddalena d’Austria, spicca nel panorama del collezionismo europeo per la vastità dei suoi interessi e la varietà delle opere raccolte. Servendosi di abilissimi agenti, mercanti e segretari italiani e stranieri, radunò, nel corso della sua vita, esemplari eccellenti e raffinati nei più diversi ambiti: sculture antiche e moderne, monete, medaglie, cammei, dipinti, disegni e incisioni, avori, oggetti preziosi e in pietre dure, ritratti di piccolo e grande formato, libri, strumenti scientifici e rarità naturali. Uomo scrupoloso e di indole riflessiva lasciò traccia delle sue predilezioni nella ricchissima corrispondenza intrattenuta con gli agenti, edita di recente e nota alla critica Continua a leggere

Galleria degli Uffizi: Leone X in restauro

Le foto per la diagnostica


Sono presentate oggi, 17 ottobre 2017, le prime ipotesi di restauro collegate alle indagini preliminari compiute sul dipinto di Raffaello Sanzio, Ritratto di Papa Leone X de’Medici con i cardinali Giulio de’Medici e Luigi de’Rossi.

Un dipinto dotato di un’enorme fama sia per l’aura che ha circondato da subito il suo eccellentissimo autore, che per la capacità mimetica, sia dei tessuti che degli altri materiali presenti nella rappresentazione, non ultimi gli incarnati, sulla cui resa materica Giorgio Vasari nelle sue Vite si è dilungato con meritata enfasi.

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