Nino Morelli, una mostra del 1968

nino e la laika

Nino Morelli con la sua inseparabile Leica


Nino Morelli espone al Palazzo Ghibellino

da “La Nazione” del 5 giugno 1968

Cronaca di Empoli

Richiamare l’attenzione sulla crisi, profonda, e in certo modo salutare, subita dalla pittura negli ultimi decenni dopo secoli di monotonia figurativa, è ripetere inutilmente un concetto che il più sprovveduto amatore delle cose d’arte ha ormai assorbito fino alla saturazione.

In quest’arco di tempo, ma specialmente dal primo Novecento a oggi, i pittori, esaurite tutte le possibilità, di contaminazione, di alterazione, di aberrazione dalle forme naturali, si sono dati da fare per liberarsi del tutto da queste forme, e le hanno annegate sotto pozze di colore, nascoste dietro muraglie di sgorbi, sostituite più o meno arbitrariamente con intrichi di altre figure cervellotiche, più o meno strutturate, più o meno significanti…

Ma il simbolo ricorda inevitabilmente la cosa simboleggiata, l’astratto richiama il concreto, il calligramma bizzarro ridesta la nostalgia della linea armoniosa, così l’oggetto cognito, l’immagine familiare riemergono volta a volta dagli impasti amorfi che li mortificavano, più vivi, più nuovi, più evidenti di prima. Continua a leggere

Don Backy, il concerto a Santa Maria. Casa del Popolo, domenica 25 Ottobre 2015.

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Scatti di Alena Fialová

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L’astrofila Maura Tombelli di Montelupo consegna a Don Backy l’attestato della Nasa con la foto e il nome dell’asteroide che lei ha scoperto e che ha voluto dedicare a L’Immensità, la splendido brano ormai nella storia della canzone italiana.

E’ stato un momento particolarmente coinvolgente del concerto di Santa Maria…


Franco Fontana a tutto colore…

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COMUNICATO STAMPA

 FRANCO FONTANA FULL COLOR

San Gimignano, Galleria di Arte moderna e contemporanea

“Raffaele De Grada”

20 settembre  – 6 gennaio 2016

 

Colori accesi, brillanti, talmente vibranti da apparire irreali. Composizioni ritmate da linee e piani sovrapposti, geometrie costruite sulla luce. Paesaggi iperreali, in cui non c’è spazio per l’uomo o al contrario surreali, sospesi e spesso impossibili. Figure umane svelate in negativo, sublimate in ombre lunghe, a suggerire contemporaneamente l’idea di presenza e di assenza. Corpi come paesaggi e pianure e colline dai contorni antropomorfi.

Questi sono i tratti distintivi delle 130 foto esposte nella grande retrospettiva dedicata a Franco Fontana, che rimandano immediatamente ed in modo inequivocabile al suo inconfondibile linguaggio visivo. Continua a leggere