Una tavola sconosciuta con San Sebastiano di Francesco di Giovanni Botticini

 

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Botticini - S.Sebastiano Siminetti

Da: Bollettino d’Arte, vol. 18 (1924-25), p. 337-350

(trascrizione di Paolo Pianigiani)

 

Francesco di Giovanni Botticini fu definito un « eclettico ». La sua arte divenne, per­tanto, come un alveo capace dove liberamen­te andarono a convergere e a confluire tutte le indeterminate correnti, le indecise attribu­zioni e le minori manifestazioni anonime della pittura fiorentina del XV secolo, le quali, mo­vendo da Domenico Veneziano sino al Baldovinetti, al Verrocchio e al Ghirlandaio, dai Pollaiolo al Botticelli e a Cosimo Rosselli, si poterono riconnettere in qualche modo, sti­listicamente, a questi artisti. Continua a leggere

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Chosimo istà meco a botegha…

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L’apprendistato di Cosimo

La prima notizia di Cosimo l’abbiamo nella portata al catasto del padre Lorenzo, maestro di murare, con casa in via del Cocomero (oggi via Ricasoli); risale all’anno 1442 e vi si elenca tutta la famiglia al completo:

Lorenzo di Filippo Rossegli, d’anni 52; Chimenti, il figlio maggiore, di anni 26, dipintore di camera e maestro d’impresa; Jachopo di anni 18; Brigida di anni 8; Chosimo di anni 2 e Usana di anni 1.

La mamma di Cosimo si chiama Tommasa ed è la seconda moglie di Lorenzo.

La chiesa di famiglia è la SS. Annunziata, lì vicino, nel quartiere San Giovanni, Gonfalone Drago.

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Filippo Baldinucci su Cosimo Rosselli

COSIMO ROSSELLI

 PITTORE FIORENTINO

Nato 1416. + 1484.[1]

Filippo Baldinucci (Firenze 1625-1696) fu il primo a mettere in dubbio la biografia del Vasari, in particolare la data di morte e la povertà dovuta all’abisso delle ricerche d’alchimia, dove il nostro Cosimo sarebbe caduto secondo le voci raccolte dall’Aretino. Suo gran merito è l’aver scoperto il primo testamento di Cosimo (quello registrato nel 1483), con gli ingenti lasciti ai familiari.
Pubblichiamo dal suo monumentale Notizie de’ professori del disegno da Cimabue in quà (1681-1728), la parte che ci interessa.

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Fu maestro ragionevole ed operò molto a fresco e a olio. Nella città di Firenze vedesi di sua mano nel Chiostro piccolo della Santissima Nunziata la storia di San Filippo Benizi in atto di pigliar l’abito della Religione, la qual opera non fu da esso interamente finita, come si dirà appresso.

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Federico Zeri per Cosimo Rosselli al MET

Federico Zeri, abitazione, Mentana 1990 Federico Zeri, Mentana 1990 – dal sito dell’Accademia di Carrara

Federico Zeri, in collaborazione con Elizabeth Gardner, pubblicò il catalogo della pittura Italiana del Metropolitan Museum di New York. Nel primo volume, uscito nel 1971, sono descritte le due opere di Cosimo.


Traduzione dall’inglese di Paolo Pianigiani

Cosimo Rosselli

Nato nel 1439; morto nel 1507. Cosimo Rosselli fece il suo apprendistato nella bottega di Neri di Bicci, imparando una tecnica solida e affinando le sue capacità che contraddistinguono le sue molte opere esistenti. Cosimo era un artista di poca originalità, e il suo stile è essenzialmente una combinazione di motivi provenienti dalle opere di vari contemporanei, in particolare Gozzoli, Baldovinetti, Verrocchio, Ghirlandaio. La sua attività ha avuto una durata di quasi mezzo secolo. Per la maggior parte della sua vita è rimasto a Firenze, anche se è stato chiamato a Roma nel 1481 per lavorare nella Cappella Sistina…

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Cosimo Rosselli, la Madonna di San Piero Scheraggio

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Madonna col Bambino in trono, angeli e i santi Nicola e Antonio abate, 1470 circa

Tavola, cm 1 55 x 187 – Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture

Proveniente dalla chiesa di San Pier Scheraggio, è pervenuta agli Uffizi in seguito alla soppressione degli enti ecclesiastici promossa da Pietro Leo­poldo di Lorena nel 1784. Fortemente impoverita da drastiche puliture, la pala d’altare è stata sottoposta a vari interventi di restauro, dei quali il più recente, condotto da Sandra Pucci, si è concluso nel 201 5.

Le ricerche di Hans Gronau (1935), approfondite poi da Edith Gabrielli (2007) e Nicoletta Pons (2011; e in Piero di Cosimo 201 5), hanno permesso di riconoscere nel dipinto la pala d’altare della cappella intitolata ai santi Nicola e Antonio abate fondata nella chiesa di San Pier Scheraggio fra il 1462 e il 1468 per volontà testamentaria di Mariano di Stefano Nese. Il dipinto fu allogato a Cosimo Rosselli nell’aprile 1470 e dunque, sebbene il maestro cominciasse a lavorare autonomamente già alla fine degli anni cinquanta del XV secolo, l’opera costituisce uno dei suoi lavori più antichi oggi noti.

Dalla scheda compilata da Daniela Parenti, nel Catalogo della mostra “Fece di scoltura di legname e colorì”, attualmente agli Uffizi.