Il Concerto di Santagostino

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12 Dicembre 2015, Chiesa conventuale di Santo Stefano degli Agostiniani. Il Coro Santa Cecilia di Firenze, diretto dal Maestro Alessandro Benassai, ha riempito anche quest’anno la chiesa che fu degli Agostiniani.

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Servizio fotografico di Marcantonio Perugino


 

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Paolo Pianigiani: Concerto del Coro Santa Cecilia di Firenze a Santagostino

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Diciamolo subito: è stato un grande successo. La chiesa conventuale di Santo Stefano degli Agostiniani era piena al limite delle sue pur grandi possibilità. Non c’era un posto a sedere a pagarlo oro e anche quelli in piedi latitavano. Le cappelle laterali erano stipate di ascoltatori, letteralmente rapiti dal concerto che si è tenuto il 13 Dicembre, giorno di Santa Lucia.

Già alle 21 la chiesa era piena, mezz’ora buona prima dell’inizio del concerto. Gli stessi componenti del Coro mi hanno detto che non si aspettavano una accoglienza così importante. Eppure sono abituati ai successi, che vanno a raccogliere in tutta Europa. L’ultimo a Siena, dove si sono esibiti a novembre di quest’anno.

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Un fuori programma d’eccezione è stato dedicato al nostro Organo, realizzato nella sua struttura attuale nel 1771, dal noto maestro d’organi Antonio Tronci da Pistoia: il Maestro Alessandro Pelagatti ha eseguito il brano musicale “Veni Creator”, composto dal Maestro Alessandro Benassai, direttore del Coro Santa Cecilia di Firenze.

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La violinista Farfurì Nuredini si è esibita in un “a solo” di particolare intensità e bellezza, che ha trasmesso al pubblico emozioni profonde e indimenticabili.

Come indimenticabile resterà la scenografia d’insieme, con le splendide Coriste simili a vestali nel loro completo verde pastello, e con i Coristi elegantissimi nel completo di scena. Il Maestro Alessandro Benassai ha diretto ogni momento del concerto, con gesti misurati, padrone assoluto dei suoni e dei canti che hanno raggiunto l’infinito cielo, nella splendida armonia acustica e scenografica di Santagostino. Che ritrova ogni volta la propria antica dignità di luogo di preghiera e di accoglienza, con le sue antiche mura e le sue opere d’arte, volute dai nostri antichi concittadini.

Empoli ha bisogno di eventi musicali di questa qualità e intensità d’emozioni, che vanno ben al di là dei tanti e pur belli spettacoli natalizi, ma toccano e stringono con forza, coinvolgendola fino in fondo, l’essenza più vera della nostra Cultura.

Un grazie sicuramente va agli amici (da oggi in poi, carissimi e da seguire anche nei loro prossimi concerti) del Coro Santa Cecilia di Firenze, che sono venuti qui da noi a titolo completamente gratuito (mi pare giusto dirlo), e alla nostra Misericordia, che ha curato da par suo e con la consueta bravura l’organizzazione dell’evento.

Le foto di Marcantonio Perugino

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