La presentazione degli atti del Convegno su Caravaggio

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Santagostino, Empoli – Sabato 11 Giugno 2016.

Prentazione degli Atti del Convegno

“Da Caravaggio, il San Giovanni Battista Costa e le sue copie”

svoltosi a Empoli nell’aprile del 2015

Riprese e foto di Alena Fialová


INDICE della pubblicazione, edita a cura di Walfredo Siemoni, per la Misericordia di Empoli.

Composizione e stampa: Nuova Ige Empoli

 

Nicole R. Myers: Caravaggio’s  St. John the Baptist in the Nelson-Atkins Museum of Art

Maria Cristina Terzaghi: Il San Giovanni Battista e i Caravaggio Costa. Novità e riflessioni

Angela Cerasuolo: La copia del San Giovanni Battista di Caravaggio del Museo di Capodimonte: studio tecnico ed intervento di restauro

Valfredo Siemoni: Giovanni Marchetti collezionista di Caravaggio

Cristina Gnoni Mavarelli: Il restauro del San Giovanni Battista della chiesa di Santo Stefano.

Conservazione e ricerca

Sandra Pucci: Note tecniche sul restauro di San Giovanni in preghiera. Chiesa di S. Stefano degli Agostiniani, Empoli

Anna Pelagotti (Art-Test): Sopra e sotto la pittura: i risultati delle indagini scientifiche

Roberta Lapucci: Spunti di lettura tecnica e iconografica sui San Giovanni Battista del Caravaggio

Marco Masseti: La “pelle” del Santo. Le specie zoologiche nell’iconografia tradizionale di San Giovanni Battista

Gianni Papi: Riflessioni sui dipinti di Caravaggio per Ottavio Costa, sulle copie e sulla nuova Giuditta di Giuseppe Vermiglio

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Gli atti del Convegno un anno dopo

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A distanza di un anno dal Convegno “Da Caravaggio, il San Giovanni Battista Costa e le sue copie”, che si tenne a Empoli, nella Chiesa conventuale di Santo Stefano degli Agostiniani, sono stati pubblicati gli Atti, e saranno presentati sabato prossimo 11 Giugno nella stessa Chiesa che gli empolesi chiamano “Santagostino”, con la partecipazione di alcuni relatori e la presentazione dell’evento da parte di Bruno Santi.

Come si ricorderà il Convegno fu ideato da Walfredo Siemoni e promosso dalla Misericordia di Empoli.

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Un convegno per Caravaggio a Empoli

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“Da Caravaggio, il San Giovanni nel Deserto Costa e delle sue copie”

Note a margine sulla giornata di studio 

Foto di Marcantonio Perugino

Articolo pubblicato su Emporium, n.1 Maggio 2015

di Paolo Pianigiani

Gli antefatti

Eravamo in pochi a conoscere quella antica copia, attaccata fuori squadra e dimora provvisoria chissà da quando, sull’altare della cappella che Tommaso degli Zeffi, sul cominciare del ‘600, si fece costruire in Santagostino. Quell’aggettivo dispregiativo, “copia”, che si tirava dietro, la condannava a perpetuo disinteresse e a un destino senza speranza. Eppure quella tela l’aveva portata ad Empoli, sua patria, monsignor Marchetti Giovanni, insieme alla biblioteca. Immensa e pesantissima, costituita in parte dalle tirature non ancora rilegate, andate per il presente invendute, dei suoi libri a sottofondo religioso.

I libri, con la giunta di alcuni quadri, anche loro a carattere religioso, arrivarono probabilmente per navicello, provenienti da Roma. Da quelli gli empolesi ci tirarono su la loro biblioteca pubblica, che si doveva chiamare di San Giovanni, in perpetuo ricordo del suo fondatore Giovanni Marchetti e contenere di conseguenza nella sala grande (l’attuale sala delle conferenze del Comune, la ex mensa degli Agostiniani) in bella vista proprio il San Giovanni nel Deserto di Michelangelo da Caravaggio. Non sappiamo dove i prelato empolese si procurasse il dipinto. Sappiamo che in quegli anni, esattamente nel 1802, un emissario del Re di Napoli Ferdinando di Borbone acquista una versione simile dello stesso soggetto, che Roberto Longhi giudicherà originale. Ma una cosa è certa, come ci ha spiegato Walfredo Siemoni, organizzatore del Convegno, nel suo intervento: il nostro Monsignore era convintissimo di essersi portato a casa un’opera autentica. E ci ha detto il perché: di altro quadro, più piccolo e devozionale, una Madonna Annunziata, il Marchetti ha lasciato scritto nel suo testamento che si trattava di un Guido Reni, ma forse, come gli avevano detto “altri intendenti” era di  Elisabetta Sirani. Quindi se avesse avuto qualche dubbio, lo avrebbe detto. Continua a leggere

I filmati del Convegno “Da Caravaggio il San Giovanni Battista Costa e le sue copie”

Programma Giornata di Studio Caravaggio

Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani

Empoli

11 Aprile 2015

Mattino

Il saluto delle Autorità:

Il Governatore della Misericordia di Empoli, Pierluigi Ciari

L’assessore alla Cultura del Comune di Empoli, Eleonora Caponi


L’introduzione al Convegno da parte del moderatore, Bruno Santi

L’introduzione ai lavori, Mina Gregori

Nicole R. Meyers, Associated Curator European Painting and Sculpure del Nelson-Atkins Museum di Kansas City

Maria Cristina Terzaghi dell’Università Roma 3

Angela Cerasuolo della Soprintendenza di Napoli e della Reggia di Caserta

Walfredo Siemoni Organizzatore del Convegno e Responsabile incaricato dalla Misericordia di Empoli della tutela e della promozione dei Beni Artistici della Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani

Cristina Gnoni Mavarelli della Soprintendenza di Firenze e Funzionario responsabile di zona, prima parte. Seconda parte 

Sandra Pucci, Restauratrice

Anna Pelagotti di Art -Test Firenze

Pomeriggio

Roberta Lapucci della Università Americana Studio Art Centers Internationals, SACI, di Firenze

Marco Masseti della Università di Firenze

Conclusioni di Bruno Santi

Il Convegno e le foto. Gli scatti di Marcantonio Perugino…

Ormai i nostri lettori ci sono abituati. Gli eventi che seguiamo vengono riportati quanto più fedelmente possibile con articoli, presentazioni, rassegna stampa, filmati. Rimangono così nel tempo e possono essere visti e consultati da chi, nel futuro, volesse per avventura averne notizia e contenuti. Arrivano sempre immancabili le foto. Questa volta l’evento era di quelli importanti. Caravaggio e i Caravaggeschi. Marcantonio ce lo racconta così.

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La presenza di Art-Test al Convegno di Empoli sul “San Giovanni nel Deserto” e le sue copie

Ancora un quiz, Caravaggio ad Empoli?

Il Caravaggesco di Empoli durante le analisi nel laboratorio di Art-Test a Firenze

Il Caravaggesco di Empoli durante le analisi nel laboratorio di Art-Test a Firenze

Sabato 11 aprile 2015 la Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani di Empoli  ospiterà la giornata di studi “Da Caravaggio. Il San Giovanni Battista Costa e le sue copie” moderata dal Prof. Bruno Santi.
Questo soggetto ebbe una grande fortuna, in Italia e all’estero. Ci sono almeno 8 versioni conosciute di buon livello, con diverse e controverse attribuzioni. Quali artisti hanno realizzato le varie versioni? Qual è la storia della semi-sconosciuta versione empolese? Questo dipinto, confluito nel patrimonio della chiesa di Santo Stefano grazie alla donazione di monsignor Marchetti nel 1823 e quasi illeggibile prima del restauro, si trova in un edificio che vanta una storia antica: fu eretto nel corso del Quattrocento per la confraternita degli Agostiniani, fin dal Medioevo presenti sul territorio empolese. Tra i nomi illustri di artisti che vi lavorarono troviamo infatti Masolino e Starnina ( i cui affreschi ci sono giunti in forma di frammento o sinopia), Cigoli e Cresti detto il Passignano. Ma il nome piu’ altisonante è quello di Caravaggio, legato alla Cappella della Purificazione dove si trova il San Giovanni Battista. Originale o copia? Il simposio sarà l’occasione per presentare gli studi ed i risultati del recente restauro, diretto dalla Dottoressa Maria Cristina Gnoni Mavarelli della SBAPSE di Firenze Pistoia e Prato ed affidato a Sandra Pucci, insieme agli esiti, che non possiamo anticipare, della campagna diagnostica, comprendente analisi dei materiali e riflettografia affidata ad Art-Test.

Vi aspettiamo numerosi Sabato 11 aprile dalle ore 9.30 presso la Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani di Empoli. L’ingresso è libero. Save the date!!


Walfredo Siemoni, Giovanni Marchetti collezionista e connoisseur

Walfredo Siemoni

Walfredo Siemoni in una recente conferenza

Molti anni fa, nel 1990 per l’esattezza, eseguendo una ricerca commissionata da monsignor Giovanni Cavini sulla Collegiata di sant’Andrea, in occasione del primo, sistematico, spoglio dei materiali raccolti presso tale archivio, mi imbattei in un’interessante notizia riguardante le ultime volontà di Giovanni Marchetti, arcivescovo di Ancira, in seguito pubblicata in una breve nota sul Segno di Empoli (1). Il lungo ricordo, datato 23 novembre 1829 e pertanto a pochi giorni dalla scomparsa del prelato, è contenuto nelle deliberazioni del Capitolo di sant’Andrea, beneficiario della donazione dell’intera raccolta libraria del Marchetti, il quale in una postilla ricorda “il mio quadro di Michel Angelo da Caravaggio rappresentante san Giovanni Battista che predica nel deserto, (che) dovrà collocarsi di prospetto nella prima stanza sopra gli scaffali dei libri, per segno e supplica della Sua special protezione del luogo che ne prenderà anche il nome e si chiamerà la Libreria di san Giovanni Battista, unendo così la memoria eziandio dell’offerta e dell’omonimo fondatore. Il luogo prescelto era il da poco soppresso convento dei fiati agostiniani e, più precisamente, il vasto refettorio decorato non molto tempo prima da Alessandro Masini.

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Per scaricare l’intera pubblicazione: pdf2

Bernard Berenson sul Caravaggio: delle sue incongruenze e della sua fama

Bernard Berenson,nel 1903, a villa i Tatti, Firenze

Bernard Berenson, nel 1903, a villa i Tatti

Da:

Del Caravaggio

Electa Editrice, Firenze 1951

Pagg. 32 – 33

“Questa volta mi occuperò del Caravaggio.”

Così inizia questo volume, uscito nel 1951, dove il grande critico americano si incontra e si scontra con Michelangelo Merisi, e quindi con i giudizi di Roberto Longhi, che di Michelangelo da Caravaggio fu il primo scopritore. E, come noto, il più grande esegeta.

Riportiamo un brano dove si parla del San Giovanni Battista che si conserva a Napoli, al museo Nazionale. “Fratello” della copia empolese, recentemente restaurata.

La redazione

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Caravaggio, San Giovanni Battista, Napoli, Museo Nazionale

Caravaggio, San Giovanni Battista, Napoli, Museo Nazionale

Altre varianti esistono di seminudi in figura di Bat­tista: una sola merita d’essere mentovata qui. Ne ab­biamo due versioni, una a Napoli, l’altra — superiore e probabilmente l’originale — in vendita sul mercato londinese (la riproduce Longhi in Proporzioni, 1, fi­gura 18). Il Battista vi appare più adulto; siede ancora diagonalmente come nel quadro Spada, siede e rimu­gina; siede in uno spazio astratto, lo splendido corpo emergente in luce fra le tenebre.

Il contrasto fra questi giovani, ora atteggiati a medi­tabondi, lugubri Battisti, ora in figura di Bacco, seduce a dar loro un’interpretazione alla Walter Pater, il Pa­ter che scrisse l’Apollo in Piccardia e il Denis de l’Auxerrois. Invito il Warburg Institute ad applicare i suoi metodi a questo problema.

Il trapasso da questi aggrondati giovani Battisti al David della Borghese va da sè. Egli ci appare amara­mente infelice mentre brandisce la spada e stringe in pugno la chioma di Golia. Giovanissimo, ma non più ragazzo, sembra afflitto ed esitante, forse spaventato di ciò che ha fatto: comunque un inquieto, malsicuro vincitore. Nel Golia si dice che il Caravaggio ritraesse se stesso — ma di ciò più tardi. Il giovane corpo rilu­cente balza fuori da una picea oscurità in un isolamento assoluto. Ma quale testa e torso e braccio – degni di Lisippo!