Sapìa a Colle Vald’Elsa… le interviste e le immagini della mostra

 

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SAVIA NON FUI
DANTE E SAPÌA
FRA LETTERATURA E ARTE

Lo scorso 7 aprile si è aperta al Museo San Pietro la mostra promossa dal Comune di Colle di Val d’Elsa e dall’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa, Montalcino con la partecipazione e organizzazione di Opera Civita, dedicata alla figura di Sapìa, gentildonna senese nata Salvani, protagonista del canto XIII del Purgatorio di Dante. La figura emerge per la forte caratterizzazione, con tratti molto sofferti e risentiti quale interprete dell’invidia. Peccò sì tanto d’invidia da giungere all’insania. Nonostante il nome, infatti, la zia paterna di Provenzan Salvani, capo della parte ghibellina, già incontrato da Dante fra i superbi, non fu “savia” nell’augurarsi la sconfitta dei propri concittadini senesi nella battaglia di Colle di Val d’Elsa (vv. 109-111): “Savia non fui, avvegna che Sapìa / fossi chiamata, e fui delli altrui danni / più lieta assai che di ventura mia”. Continua a leggere

Man Ray a San Gimignano: gli sguardi sulla mostra…

Le “Wonderfull Visions” di Man Ray

alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea

di San Gimignano

Visitabile fino al 7 Ottobre 2018

 

 

Interventi di:

Elio Grazioli, il curatore della mostra,

 Carolina Taddei, Assessore alla Cultura del Comune di San Gimignano.

 

Un nuovo allestimento per la sala del Vaso François al Museo Archeologico di Firenze

 

 

 

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Firenze, Museo Archeologico Nazionale
Nuove sale del Vaso François, del Sarcofago delle Amazzoni
e dei Bronzetti Greco-Romani

Venerdì 6 aprile 2018 – ore 15,00

Piazza SS. Annunziata, 9/B

Venerdì 6 aprile, alle ore 15.00, il Direttore del Polo Museale della Toscana, Stefano
Casciu, il Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Mario Iozzo, la Curatrice della Sezione Etrusca del Museo, G. Carlotta Cianferoni, e il Presidente della Fondazione non profit Friends of Florence, Simonetta Brandolini d’Adda, inaugurano le nuove sale dedicate al Vaso François, al Sarcofago delle Amazzoni e ai Bronzetti greco-romani, grazie alla generosa donazione di Laura e Jack Winchester, liberalmente offerta al Museo Archeologico attraverso la Fondazione non profit Friends of Florence. L’allestimento è stato curato dall’architetto Chiara Fornari e realizzato dalla ditta Machina s.r.l.

Il celebre Vaso François, capolavoro dell’arte vascolare greca, viene collocato in una nuova sala, in una nuova vetrina, in un allestimento con fregi retroilluminati, con apparato didattico bilingue (in italiano e in inglese) e con due postazioni informatiche nelle quali i visitatori potranno agevolmente scorrere le immagini, approfondire i miti, le saghe e le storie degli antichi dei ed eroi della Grecia classica e della Guerra di Troia, scoprendo così quale fu il fascino che il Rex Vasorum (il Re dei Vasi) esercitò sugli aristocratici etruschi della potente città di Chiusi, che tra il 565 e il 550 a.C. lo acquistarono e lo posero in una grande tomba a sette camere.

Per la prima volta, inoltre, sono esposti accanto al grande cratere di Ergotimos e Kleitias due vasi figurati (della bottega del pittore Lydos) che solo recenti ricerche d’archivio hanno individuato come possibili elementi del corredo funerario di cui il Vaso François faceva parte. Uno di essi raffigura il Giudizio di Paride sulla bellezza delle tre dee Era, Atena e Afrodite, mito all’origine della Guerra di Troia che va a completare il ciclo mitologico della saga, integrandolo così con la parte iniziale della storia.

Per l’occasione, il Direttore del Museo, Mario Iozzo, presenta la guida del Vaso François, da lui curata, dettagliata e ampiamente illustrata (pubblicata dalla casa editrice Polistampa), destinata al pubblico anche non specialistico, disponibile sia in italiano che in inglese grazie alla traduzione di Andrew J. Clark.

Il rinnovamento dell’apparato espositivo riguarda anche il Sarcofago delle Amazzoni,
esempio unico al mondo di sepolcro di marmo dipinto (350 a.C.), destinato a una
aristocratica dama di Tarquinia, nonna di un alto magistrato che l’ha onorata
commissionando la splendida sepoltura. Ora protetto da un moderno dispositivo ad allarme sonoro, è stato anch’esso dotato di un nuovo apparato didascalico e didattico in doppia lingua, chiaro e comprensibile a tutti, che illustra le scene figurate e traduce le iscrizioni incise sulla sua superficie, spiegando anche il motivo per cui sono doppie.

Anche in questo caso, due postazioni informatiche offrono ai visitatori la possibilità di scorrere le immagini e di avere approfondimenti (sia in italiano che in inglese) sulle raffigurazioni, la scoperta, lo stile, le pitture e i loro colori, le scene e i miti raffigurati.
Un importante settore che si aggiunge ai capolavori già esposti nella Sezione delle
Collezioni, negli splendidi ambienti realizzati all’epoca di Pietro Leopoldo di Toscana, è
costituito dalle nuove sale allestite da G. Carlotta Cianferoni e dedicate ai Bronzetti grecoromani.

Tre ambienti e undici vetrine che accolgono 180 pregiatissime statuette di bronzo,
sia originali greci che copie di età romana, un tempo parti della grande collezione mediceolorenese e in parte restaurate e integrate da artigiani e artisti della loro corte (tra i quali Benvenuto Cellini). Ad esse si accompagnano ritratti di tragediografi, poeti e filosofi greci e parti di grandi statue in bronzo, nonché, a completamento dell’esposizione, statue in marmo e oreficerie che permettono un confronto tra quanto raffigurato su alcune opere in bronzo e gli oggetti reali.

Il generoso finanziamento di Laura and Jack Winchester, con la gestione della Fondazione Friends of Florence, ha inoltre consentito la completa revisione dell’illuminazione del secondo piano del Museo, che ha comportato l’installazione di ben 92 tende a tutte le finestre, permettendo una migliore schermatura della luce naturale a protezione delle opere d’arte antica. Allo stesso tempo, si è intervenuti sull’impianto di illuminazione interno di tutte le vetrine del piano, ben 57, con la sostituzione integrale delle obsolete luci al neon con i moderni led, più indicati per la conservazione delle opere e molto più duraturi.

In occasione dell’inaugurazione della nuova Sala del cratere di Ergotimos e Kleitias,
Alessandro François, discendente omonimo dell’archeologo e titolare dell’azienda
vitivinicola “Castello di Querceto”, di Greve in Chianti, offrirà ai presenti una degustazione del vino denominato Il sole di Alessandro, prodotto dalla fine del XX secolo e così intitolato in onore dell’illustre antenato, un Cabernet Sauvignon dichiarato IGT dei Colli della Toscana Centrale.


MAF – Museo Archeologico Nazionale
Piazza Santissima Annunziata n. 9b – 50122 Firenze – Tel. 055 23575

pm-tos.musarchnaz-fi@beniculturali.it
http://www.polomusealetoscana.beniculturali.it
http://www.museoarcheologiconazionaledifirenze.wordpress.com

Friends of Florence
Elisa Bonini +39 3336729563 elisaboniniitaly@friendsofflorence.org
http://www.friendsofflorence.org

Piero e la Prospettiva a Sansepolcro

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Piero Della Francesca

La seduzione della prospettiva

Sansepolcro, Museo Civico di Sansepolcro
25 marzo 2018 – 6 gennaio 2019

Curatori
Filippo Camerota e Francesco P. Di Teodoro

In concomitanza con la presentazione dei restauri della Resurrezione di Piero della Francesca, presso il Museo Civico di Sansepolcro, apre al pubblico, il 25 marzo, la mostra Piero Della Francesca. La seduzione della prospettiva. L’esposizione, curata da Filippo Camerota e Francesco P. Di Teodoro, e promossa dal Comune di Sansepolcro, è un progetto del Museo Galileo di Firenze con la collaborazione della Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia ed è organizzata da Opera Laboratori Fiorentini.

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Elisabetta Sirani agli Uffizi

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Fig. 1 Elisabetta Sirani(Bologna, 1638-1665) Decollazione di San Giovanni Battista Pietra nera, pennello e inchiostro diluito, carta. Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe

 

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UNA MOSTRA PER CELEBRARE IL TALENTO DI ELISABETTA SIRANI,

PITTRICE BOLOGNESE

 

La mostra su Elisabetta Sirani, giovane e talentuosa artista scomparsa a soli 27 anni, è dedicata a Davide Astori, capitano della ACF Fiorentina che è morto improvvisamente in giovanissima età, lasciando nello sgomento i suoi cari e la città tutta.

Dal 6 marzo al 10 giugno nella sala Edoardo Detti e nella sala del Camino, al primo piano della Galleria degli Uffizi.

La mostra Dipingere e disegnare “da gran maestro”: il talento di Elisabetta Sirani (Bologna, 1638-1665) è dedicata all’affascinante personalità artistica della pittrice bolognese celebre per una stupefacente produttività e una prodigiosa velocità esecutiva che si traducevano in una “facilità” e sicurezza della mano ugualmente riscontrabile nei dipinti, nei disegni e nelle incisioni. A dire il vero la pittrice era famosa anche per la sua bellezza che i contemporanei consideravano rappresentasse bene le qualità della sua arte. Continua a leggere

Vincenzo Gemito al Bargello

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Tre studi dal vero in terracotta di Vincenzo Gemito

in mostra al Bargello

 

La Direzione del Museo Nazionale del Bargello ha il piacere di presentare un prestito eccezionale da parte di Intesa Sanpaolo, dalle Gallerie d’Italia di Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli, di sculture di Vincenzo Gemito.

Fino all’8 aprile lo Scugnizzo, lo Studio dal vero (Moretto) e il Fiociniere, terrecotte realizzate dallo scultore napoletano intorno al 1870, saranno esposte nel Salone della Scultura del Cinquecento al Bargello, in un inedito accostamento tra terrecotte cinquecentesche e ottocentesche che offre l’opportunità di rileggere l’opera dello scultore napoletano alla luce delle suggestioni dei grandi maestri del Rinascimento.

Il prestito celebra il centenario della donazione del Pescatoriello in bronzo di Vincenzo Gemito al Museo Nazionale del Bargello da parte di Achille Minozzi nel 1917. Quest’opera è attualmente esposta alla mostra I napoletani a Parigi negli anni dell’Impressionismo (Napoli, Palazzo Zevallos Stigliano, 5 dicembre 2017- 8 aprile 2018).

Sabato 24 febbraio alle ore 12, la dottoressa Paola D’Agostino, Direttore del Museo Nazionale del Bargello, terrà una visita guidata straordinaria dedicata a Gemito e ai tre “studi dal vero” in terracotta.

Nel mese di aprile saranno annunciate visite straordinarie a tema, dedicate allo scultore napoletano.

Info e orari http://www.bargellomusei.beniculturali.it

Guido Carocci e la Galleria della Collegiata di Empoli

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Ricordo di Empoli

Edito a cura del Proposto G. Bucchi

Firenze, Tip. Lit. A. Francolini

Via Condotta 4

(Collezione Famiglia Guerri, Empoli)


 

LA GALLERIA DELLA COLLEGIATA D’EMPOLI

da: Le Gallerie Nazionali Italiane

 Notizie e documenti

Roma

Per cura del Ministero della Pubblica Istruzione. 1898, vol. IV

MUSEO COLLEGIATA 4

Seconda sala della Galleria della Collegiata
Collezione Famiglia Guerri, Empoli

 

La Pieve Collegiata di Sant’Andrea a Empoli è l’edificio più interessante e più artisticamente pregevole dì quell’ampia e popolosa terra che fu un giorno emporio del commercio fiorentino.

Sorta nel 1093, serba di quel tempo lontano la parte inferiore della sua facciata, rivestita di marmi bianchi e neri di uno stile identico a quello della Basilica di San Miniato al Monte, di San Salvatore del Vescovo, della Badia Fiesolana e, si può aggiungere, del Battistero di Firenze, fabbriche tutte che sorsero o vennero ridotte in quello stesso tempo.

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Luisa Generali su Masolino a Empoli

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Le opere in Santo Stefano a Empoli.

La Madonna col Bambino di Masolino da Panicale

di Luisa Generali (*)

 

La notizia documentata da Giovanni Poggi nel 1905[1] riguardo ai lavori di Masolino (1383/1384-1436 ca.) nella cappella della Croce, confermò l’ipotesi di Bernard Berenson[2] che per primo aveva attribuito all’artista la lunetta raffigurante la Madonna col Bambino e due angeli (fig.1), datata 1424[3] e collocata nella testata del transetto destro di Santo Stefano, sopra la porta della sagrestia.

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A Palazzo Pitti i disegni per il teatro di Roberto Capucci

 

 

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CAPUCCI DIONISIACO

Disegni per il teatro

CAPUCCI DIONISIACO disegni per il teatro
Andito degli Angiolini, Palazzo Pitti, Firenze
9 gennaio – 14 febbraio 2018

Le Gallerie degli Uffizi in occasione del 93° Pitti Immagine Uomo presentano Capucci Dionisiaco. Disegni per il teatro. La mostra, per la cura di Roberto Capucci, avrà luogo a Palazzo Pitti, nelle sale dell’Andito degli Angiolini, dal 9 gennaio al 14 febbraio 2018.La rassegna si compone di 72 opere su carta di grande formato (cm 70 x 50) che rivelano un Roberto Capucci inedito rispetto al suo primato di couturier d’Alta Moda che lo ha reso famoso nel mondo.

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Il restauro di Antonio Puglieschi

 

Le immagini della serata

foto di Salvatore Pagano

Presentazione ufficiale del restauro della tela

dell’Altar Maggiore della chiesa di San Firenze

Dipinta da Antonio Puglieschi nel 1715, raffigurante

“L’Immacolata Concezione e i Santi Carlo Borromeo, Filippo Neri, Ignazio di Loyola, Francesco di Sales, Teresa d’Avila e la Beata Umiliana de’ Cerchi”

Firenze 8 Dicembre 2017

Relatori:

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Padre Rosario Landrini, Preposito della Congregazione

dell’Oratorio di San Filippo Neri

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Dott.ssa Anna Mitrano, Vice Prefetto della Direzione Centrale

del FEC (Fondo Edifici di Culto)

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Prof. Sandro Bellesi, Docente Universitario

 

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Dott.ssa Jenniffer Celani, funzionario della Soprintendenza Archeologia Belle Arti

e Paesaggio, per la città Metropolitana di Firenze e le province di Prato e Pistoia

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Guglielmo Colonna, Restauratore

 

Chiesa di San Firenze, S. Messa Celebrata da Padre Rosario Landrini

e

Coro dell’Oratorio “Mons. Luigi Sessa” diretto dal Maestro Marco Pupo


Il restauro è stato possibile grazie al progetto di Art Bonus promosso dai Padri dell’Oratorio di San Filippo Neri, finanziato per intero grazie all’erogazione liberale della Sig.ra Beatrice Mazzego, a devozione ed  in ricordo dei suoi familiari.

E’ il primo progetto Art Bonus a Firenze completamente finanziato da un singolo privato e dedicato ad una chiesa del FEC.