Helmut Newton a San Gimignano

Helmut Newton. San Gimignano
Galleria d’arte Moderna e Contemporanea di  San Gimignano
18 aprile – 1 settembre 2019


Galleria d’arte Moderna e Contemporanea di  San Gimignano
18 aprile – 1 settembre 2019


Galleria d’arte Moderna e Contemporanea di  San Gimignano
18 aprile – 1 settembre 2019

Sarà inaugurata mercoledì 17 aprile alle ore 18, presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di San Gimignano, la grande retrospettiva dedicata a Helmut Newton promossa dai Musei Civicidel Comune di San Gimignano e prodotta da Opera-Civita con la collaborazione della FondazioneHelmut Newton di Berlino.

Il progetto espositivo è diMatthias Harder, curatore della Helmut Newton Foundation di Berlino, il quale ha selezionato 60 fotografie con lo scopo di presentare una panoramica, la più ampia possibile, della lunga carriera del grande fotografo tedesco.

Apre “idealmente” l’esposizione il ritratto di Andy Wharol realizzato nel 1974 per Vogue Uomo, l’opera più tarda è invece il bellissimo ritratto di Leni Riefenstahl del 2000. In questo lungo arco di tempo Newton ha realizzato alcuni degli scatti più potenti e innovativi del suo tempo. Dei numerosi ritratti a personaggi famosi del Novecento sono visibili circa 25 scatti, tra i quali quello a Gianni Agnelli (1997), a Paloma Picasso (1983), a Catherine Deneuve (1976), ad Anita Ekberg (1988), a Claudia Schiffer (1992) e a Gianfranco Ferrè (1996). Delle importanti campagne fotografiche di moda, invece, sono esposti alcuni servizi realizzati per Mario Valentino e per Tierry Mugler nel 1998, oltre a una serie di importanti fotografie, ormai iconiche, per le più importanti riviste di moda internazionali.

Newton, la vita e il suo universo.

Helmut Newton (1920-2004) è uno dei fotografipiù importanti e celebrati al mondo. Sin dall’inizio della sua carriera è riuscito a circondarsi di personaggi importanti dell’editoria che hanno apprezzato i suoi concetti visivi. Il risultato è un corpus di opere che, trascendendo i generi, ha raggiunto un pubblico numerosissimo di persone soprattutto attraverso riviste di moda. Le sue fotografie di moda, infatti, sono andate oltre la normale prassi ed hanno intrapreso una narrativa parallela, a volte intrisa di surrealismo o di suspense, come in un film di Alfred Hitchcock, dove, spesso, appare poco chiaro il confine tra realtà e messa in scena e dove gli elementi sono mescolati per creare un gioco di potere e seduzione. La sua fotografia ha superato gli approcci narrativi tradizionali e si è intrisa di lussuosa eleganza e sottile seduzione, oltre che di interessanti riferimenti culturali e di un sorprendente senso dell’umorismo.

Il tema ricorrente delle sue foto è la vita strabordante di eccentricità, bellezza, ricchezza, erotismo e arte culinaria. Egli ha utilizzato e contemporaneamente interrogato i cliché visivi, a volte arricchendoli di autoironia o sarcasmo, ma sempre restandovi in empatia. Newton è riuscito a unire la nudità e la moda in maniera sottile, con un senso di eleganza senza tempo. Il suo lavoro può essere considerato pertanto la testimonianza e l’interpretazione del mutevole ruolo delle donne nella società occidentale.

Il senso estetico di Newton è riscontrabile in tutti gli aspetti del suo lavoro,ma è in particolare nella moda, nella ritrattistica e nella fotografia di nudo, la quale raggiunge vette inarrivabili. Le donne sono al centro del suo universo, consacrando, con la sua arte, personalità del calibro di Paloma Picasso, Ornella Muti, Catherine Deneuve e Carla Bruni, solo per citarne alcune.

Durante la sua permanenza a Parigi, negli anni ’70 e ’80, Newton affina il suo stile, sfidando scherzosamente le convenzioni e i tabù. In questo periodo la fotografia di moda comincia ad attirare un pubblico sempre più ampio – aumentando la popolarità di libri fotografici e mostre sull’argomento – resa ancora più attraente dalla partecipazione di influenti fotografi come Richard Avedon, Irving Penn, William Klein e lo stesso Helmut Newton e dalle loro originalissime interpretazioni.

Dalla metà degli anni Ottanta i lavori di Newton subiscono un cambiamento: le fotografie cominciano a prendere la forma di una vera e propria narrazione fotografica. Tra i lavori più rappresentativi di narrativa visuale: le campagne in bianco e nero per Villeroy & Boch (1985), una serie di fotografie a colori con Monica Bellucci per Blumarine (1998) e diversi scatti per un calendario di riviste sportive (2002), dove giovani donne vestite in bikini non sono raffigurate in spiaggia ma nel deserto.

Negli ultimi anni della sua carriera Newton intensifica la collaborazione con le edizioni tedesche, americane, italiane, francesi e russe di Vogue, ambientando i set fotografici principalmente a Monte Carlo. Una location privilegiata per le sue fotografie sarà il garage della sua casa a Monaco, dove le modelle e le auto parcheggiate vengono disposte come in un elegante dialogo visivo, trasformando un luogo apparentemente banale in una originale sala di posa.

RIFERIMENTI

Ufficio Stampa Opera Laboratori Fiorentini – Civita
Salvatore La Spina – Tel. 055 290383 – Cell. 331 5354957 – s.laspina@operalaboratori.com

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La tela in testa a Marina

 

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“Il fatto è successo dopo l’ultimo appuntamento in programma nell’ambito della mostra di Palazzo Strozzi ed ero molto felice per come era andato. Sono uscita dalla sala dove abbiamo svolto il booksigning e c’erano tante persone ad aspettarmi per una foto o per un autografo. In particolare c’erano tanti giovani che mi stavano dimostrando tanto affetto, che ho sentito tanto qui a Firenze in questi giorni.

Tra la folla c’era un uomo sulla quarantina che portava con sé un dipinto raffigurante il mio volto in modo distorto. Si è avvicinato guardandomi dritto negli occhi e io gli ho sorriso, pensando che fosse un regalo per me. In una frazione di secondo ho visto la sua espressione cambiare e diventare violenta, venendo verso di me molto velocemente e con grande forza. Sapete, i pericoli arrivano sempre molto rapidamente, come la morte stessa. E bisogna essere molto vigili per cogliere la sfida. Io non l’ho visto subito. Continua a leggere

Mauro Staccioli alle Terme di Caracalla

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MAURO STACCIOLI

SENSIBILE AMBIENTALE

a cura di Alberto Fiz

 

TERME DI CARACALLA, ROMA

13 giugno-30 settembre 2018

 

 La Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma promuove“Mauro Staccioli. Sensibile ambientale”, in collaborazione con La Galleria Nazionale di Roma, l’Archivio Mauro Staccioli e con Electa.

È la prima retrospettiva dedicata all’artista toscano dopo la sua scomparsa avvenuta il 1° gennaio di quest’anno, all’età di 80 anni.

Dal 13 giugno al 30 settembre 2018 ventisei opere segnano i monumentali spazi aperti delle Terme di Caracalla e i suoi sotterranei. Un percorso, a cura da Alberto Fiz, che consente di rileggere l’indagine plastica di uno tra i maggiori scultori italiani del dopoguerra.

Il titolo “Sensibile ambientale” vuole sottolineare come questa mostra sia dedicata all’artista italiano contemporaneo che più ha avvertito il rapporto tra l’opera e l’ambiente che la circonda e in cui essa si colloca.

Un omaggio ripercorso attraverso sedici sculture – come Seneffe in acciaio tubolare di dieci metri di diametro, o Portale in acciaio corten di dieci metri d’altezza – che dialogano e interagiscono con l’imponente complesso termale romano.

Non mancano numerose opere storiche come Barriera o Piramide di forte connotazione ideologica e politica, già esposte a Volterra nel 1972 in occasione della prima mostra pubblica di Staccioli in un contesto urbano.

Le altre dieci sculture, dalla geometria primaria, spesso dall’equilibrio sospeso quali il Triangolo dai lati curvi, l’Ellisse verticale o il Cerchio imperfetto, sono allestite nei suggestivi sotterranei delle Terme che custodiscono anche antichi reperti.

Un’antologia di lavori – si parte dalla fine degli anni sessanta per arrivare al 2016 – che identifica il valore della storia quale elemento costante nella ricerca di Mauro Staccioli, il quale ha privilegiato materiali che, non a caso, interagiscono con lo scorrere del tempo: come il cemento, il ferro e in ultimo l’acciaio corten. “Le esperienze, i progetti, le idee, il tempo e la storia riconoscibili negli oggetti connotano il luogo dandogli senso”, scriveva Staccioli.

La mostra è accompagnata da un’ampia monografia edita da Electa che, accanto al saggio di Alberto Fiz, pubblica interventi e testimonianze di Marco Bazzini, Bruno Corà, Hugh Davies, Massimo Mininni, Robert C. Morgan, Giuseppe Panza di Biumo, Simona Santini e un’intervista di Gillo Dorfles.


Ufficio stampa Electa

Gabriella Gatto

tel. +39 06 47 497 462

press.electamusei@mondadori.it

Le meravigliose visioni di Man Ray

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06 Juliet, 1942 copia fotostatica da esposizione dell’opera: The Fifty Faces of Juliet, 1941-1954 © Man Ray Trust by SIAE 2018

MAN RAY. Wonderful visions
8 aprile – 7 ottobre 2018
San Gimignano, Galleria di Arte Moderna e Contemporanea

Oltre cento immagini fotografiche di Man Ray, in mostra alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di San Gimignano, dall’8 aprile al 7 ottobre 2018, ci consentono di rileggere il lavoro fotografico di uno dei piu significativi artisti del XX secolo.
Universalmente noto come artista dadaista e surrealista, Man Ray e stato uno dei piu grandi fotografi del XX secolo. Sperimentatore instancabile, ha reinventato tutto cio che ha toccato: cosi come ha rielaborato l’invenzione dei readymades dell’amico Marcel Duchamp, trasformandoli in “oggetti d’affezione”, altrettanto ha trasformato la fotografia in “fotografia d’affezione”, cioe a funzionamento simbolico invece che a pura registrazione.

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Josef e Anne Albers, un Omaggio al Quadrato “diverso”, a Siena

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Josef and Anni Albers. Voyage inside a blind experience

 

Siena, Santa Maria della Scala

6 aprile – 4 luglio 2018

 

Il Santa Maria della Scala è lieto di ospitare, dal 6 aprile al 4 luglio, l’esposizione Josef and Anni Albers. Voyage inside a blindexperience. Il progetto è nato grazie a una collaborazione internazionale tra il Santa Maria della Scala di Siena, il The Glucksman, University College  Cork, il Museo di arte contemporanea di Zagabria, l’Istituto dei Ciechi di Milano e Atlante Servizi Culturali, che ne ha curato la realizzazione, ed è cofinanziato dal programma Europa Creativa 2014-2020 dell’Unione Europea. La Mostra, a cura di Gregorio Battistoni e Samuele Boncompagni, sarà ospitata, in seguito, in altre  due sedi museali europee, presso il The Glucksman, University College Cork in Irlanda e  al MuzejsuvremeneumjetnostiZagreb, in Croazia.

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Maria Lai agli Uffizi: “Il Filo e l’Infinito”

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MARIA LAI, “IL FILO E L’INFINITO”: LE CELEBRAZIONI DELL’8 MARZO DELLE GALLERIE DEGLI UFFIZI CULMINANO CON L’INAUGURAZIONE DI UN’ALTRA MOSTRA SU UNA GRANDE DONNA E UNA GRANDE ARTISTA.

Nell’Andito degli Angiolini di Palazzo Pitti, fino al 3 giugno, attraverso il tema del filo, Maria Lai coniuga la tradizione della civiltà sarda con i linguaggi dell’arte contemporanea.

“Appo intenso sonu’ e telarzu, e sa bidda no parìat più morta …” (Ho sentito un batter di telaio, e il villaggio non mi sembrava più morto) , ha scritto Salvatore Cambosu, scrittore sardo e prima insegnante poi grande amico di Maria Lai.

Anzi, lui dettava e lei scriveva. Continua a leggere

Tracce a Pitti

 

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TRACCE

DIALOGHI AD ARTE NEL MUSEO DELLA MODA E DEL COSTUME

LUNEDI’ 18 DICEMBRE 2017

 Sala del Fiorino di Palazzo Pitti, Firenze, ore 11.30

 

PRESENTAZIONE DEL NUOVO ALLESTIMENTO DEL MUSEO DELLA MODA E DEL COSTUME E DEL NUOVO DEPOSITO costruito con i fondi frutto della collaborazione fra le Gallerie degli Uffizi, il Centro Fiorentino per la Moda Italiana, Pitti Immagine e Pitti Discovery.

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Giuseppe Chiari, le mani sulla tastiera

giuseppechiari

 

Tra le 5 gallerie per la mostra PentaChiari

Galleria Il Ponte

Giuseppe Chiari . Fotografia anni ’60 – 2000

2 dicembre 2017 – 2 febbraio 2018

 

Saranno esposte fotografie dagli anni’60 al 2000

 

Giuseppe Chiari, come tutti gli artisti che hanno seguito le esperienze Fluxus, ha spesso utilizzato la fotografia per fissare e testimoniare le sue performances. Fotografie che a partire dagli ormai famosi Gesti sul piano dei primi anni ’70 compongono una sezione della mostra, assieme ad alcune immagini veramente rare come quelle de L’acqua con tre specchi (1979) e le gigantografie scattate al video televisivo dei movimenti sul piano, poi virate in più colori del 1979.

Da questi due nuclei emerge con evidenza come l’uso della fotografia, che in un primo momento rappresenta il mezzo per fermare un avvenimento una sua performance, si trasforma, attraverso l’estrema libertà espressiva di Chiari, in linguaggio di cui l’artista si appropria, sviluppandolo all’interno di un proprio e personale  percorso.

Giuseppe Chiari nasce a Firenze nel 1926. Dopo gli studi di ingegneria, nel 1947 inizia la sua attività musicale e nel 1950 inizia a camporre. Nel ’61 con Pietro Grossi fonda l’associazione Vita Musicale Contemporanea. Con Sylvano Bussotti coordina la mostra itinerante Musica e Segno. Dal 1962 entra a far parte del gruppo internazionale e interdisciplinare Fluxus, nato negli USA per promozione di George Maciunas e impostato su comportamenti alternativi e continui sconfinamenti della specialità dei linguaggi.

Nel ’63 viene eseguito a New York il suo lavoro “Teatrino” all’interno di una serie di concerti organizzati da Charlotte Moorman e Nam June Paik. Partecipa in seguito al Gruppo 70 per la parte musicale.

Pubblica il libro “Musica senza contrappunto” nel ’69 e “Senza Titolo” nel ’71. Nel 1970 smette di comporre ed inizia una intensa attività di concerti, performances, conferenze che lo portano, fra l’altro, a Berlino, Londra, Parigi, Vienna, Milano, Venezia, Roma, New York.

La sua attività come artista visivo lo porta ad essere considerato oggi l’artista Fluxus italiano più importante in campo internazionale. Muore a Firenze nel maggio del 2007.

Nel 2010 la galleria, in collaborazione con l’Archivio Giuseppe Chiari, dedica all’artista I sei scalini sono la musica. Giuseppe Chiari e la fotografia.


Galleria “Il Ponte”

via di Mezzo 42b – Firenze

tel. 055 240617

www.galleriailponte.com

info@galleriailponte.com


 

Pentachiari

chiari web

Giuseppe Chiari, Senza titolo, 1992, tecnica mista su carta intelata
Courtesy Collezione privata Firenze e Tornabuoni Arte

PENTACHIARI

 CINQUE GALLERIE D’ARTE CELEBRANO SIMULTANEAMENTE L’OPERA DI GIUSEPPE CHIARI

 

Galleria Santo Ficara, Firenze;

Galleria Frittelli, Firenze;

Galleria Armanda Gori, Prato;

Galleria Il Ponte, Firenze; 

Galleria Tornabuoni, Firenze

 

inaugurazione sabato 2 dicembre, 2017

 


Nell’ambito delle iniziative promosse in occasione del decennale della scomparsa di Giuseppe Chiari, sabato 2 dicembre 2017, dalle ore 11 alle 23, a Firenze e Prato, avrà luogo la mostra PentaChiari – cinque gallerie d’arte celebrano simultaneamente l’opera di Giuseppe Chiari, a cura di Bruno Corà.

Le Galleria promotrici dell’evento sono: Galleria Santo Ficara, Firenze; Galleria Frittelli, Firenze; Galleria Armanda Gori, Prato; Galleria Il Ponte, Firenze; Galleria Tornabuoni, Firenze. Continua a leggere