Ejzenštejn agli Uffizi

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07 Novembre 2017

 

Ejzenštejn: la rivoluzione delle immagini

 

In occasione del centenario della Grande rivoluzione socialista in Russia
a cura di Marzia Faietti, Pierluca Nardoni ed Eike Schmidt

Sale di Levante, Galleria delle Statue e delle Pitture degli Uffizi
7 novembre 2017 – 7 gennaio 2018

 

Con Ejzenštejn. La rivoluzione delle immagini le Gallerie degli Uffizi ricordano i cento anni dalla rivoluzione socialista in Russia attraverso le opere grafiche di uno dei più grandi rivoluzionari della cultura del Novecento.

La multiforme attività del regista, teorico e strenuo disegnatore Sergej M. Ejzenštejn (Riga, 1898 – Mosca, 1948) fu per il mondo delle immagini ciò che la sollevazione del 1917 fu per gli assetti sociali, politici ed economici dell’impero russo (e non solo), con in più la capacità di durare nel tempo, ispirando generazioni di artisti.

L’esposizione presenta i molteplici aspetti del talento di Ejzenštejn in un percorso che unisce l’attività del disegnatore a quella del cineasta, trovando uno speciale filo conduttore nel riferimento all’arte italiana del tardo Medioevo e del Rinascimento. Continua a leggere

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Leopoldo, il Collezionista

Fig. 1

Giusto Suttermans (Anversa 1597 – Firenze 1681) Leopoldo de’ Medici bambino a cavallo 1624-1625 circa, olio su tela, Benešov (Boemia centrale), Castello di Konopiště

Leopoldo de’ Medici principe dei collezionisti
Tesoro dei granduchi, Palazzo Pitti, Firenze
7 novembre 2017 – 28 gennaio 2018

 

Enciclopedica figura di erudito, divenuto cardinale all’età di cinquant’anni, Leopoldo de’ Medici (Firenze, 1617 – 1675), figlio del granduca Cosimo II e dell’arciduchessa Maria Maddalena d’Austria, spicca nel panorama del collezionismo europeo per la vastità dei suoi interessi e la varietà delle opere raccolte. Servendosi di abilissimi agenti, mercanti e segretari italiani e stranieri, radunò, nel corso della sua vita, esemplari eccellenti e raffinati nei più diversi ambiti: sculture antiche e moderne, monete, medaglie, cammei, dipinti, disegni e incisioni, avori, oggetti preziosi e in pietre dure, ritratti di piccolo e grande formato, libri, strumenti scientifici e rarità naturali. Uomo scrupoloso e di indole riflessiva lasciò traccia delle sue predilezioni nella ricchissima corrispondenza intrattenuta con gli agenti, edita di recente e nota alla critica Continua a leggere

Cosimo Rosselli, il Convegno

Incontro_Cosimo_Rosselli

L’Accademia delle Arti del Disegno

 in collaborazione con

Ufficio Diocesano per l’Arte Sacra e Fondazione Friends of Florence

organizzal’incontro di studio dedicato a


COSIMO ROSSELLI (1443 – 1507): TRE RESTAURI

Un maestro del Rinascimento fiorentino riconsiderato

 

8 novembre 2017

Dalle ore9.30 alle 13.00

Dalle ore 15.00 alle 18.30

Accademia delle Arti del Disegno

Sala delle Adunanze, Palazzo dell’Arte dei Beccai

via Orsanmichele 4, Firenze

 

Il giorno 8 novembre 2017, la mattina dalle ore 9.30 alle 13.00 e nel pomeriggio dalle ore 15.00 alle 18.30, l’Accademia delle Arti del Disegno ospita nella Sala delle Adunanze del Palazzo dell’Arte dei Beccai, in via Orsanmichele n. 4 a Firenze,una giornata di studio dedicata a Cosimo Rosselli (1439-1507), uno dei più grandi pittori del secondo Quattrocento fiorentino e titolare di operose botteghe.

L’incontro è promosso dall’Accademia delle Arti del Disegno, in collaborazione con l’Ufficio Diocesano…

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Il Rinascimento Giapponese al primo cambio…

 

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Il Rinascimento Giapponese
La natura nei dipinti su paravento dal XV al XVII secolo

La prima grande rassegna di capolavori della pittura giapponese su paravento provenienti da templi buddhisti zen e da musei nazionali, municipali e privati del Giappone cambia pagina

Aula Magliabechiana, Uffizi
3 ottobre 2017 – 7 gennaio 2018

Da martedì 31 ottobre 14 nuove opere sono state svelate sostituendo completamente la prima sessione dell’esposizione e offrendo al visitatore un percorso completamente nuovo tra paesaggi ad inchiostro e in foglia d’oro, tesori nazionali e le scuole pittoriche più rappresentative del rinascimento giapponese.

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Museo del Bargello: Giovanni della Robbia e Niccolò di Tomaso Antinori

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Da Brooklyn al Bargello:

Giovanni della Robbia, la lunetta Antinori e Stefano Arienti

 Museo Nazionale del Bargello

10 novembre 2017 – 8 aprile 2018

 

Dopo l’esposizione alle grandi mostre presso il Museum of Fine Arts di Boston e la National Gallery di Washington tra 2016 e 2017, approda a Firenze un capolavoro che ha lasciato l’Italia nel lontano 1898: la lunetta con la Resurrezione di Giovanni della Robbia. Verrà presentata al pubblico nella cornice del Museo Nazionale del Bargello, dove si conserva la maggiore raccolta al mondo di sculture realizzate in terracotta invetriata dai Della Robbia. Commissionata probabilmente intorno al 1520 da Niccolò di Tommaso Antinori (1454-1520), che dette inizio alla fortuna imprenditoriale di questo antichissimo casato fiorentino, la lunetta è di dimensioni monumentali (cm 174,6 x 364,5 x 33) e resta oggi uno dei più notevoli esempi della produzione di Giovanni della Robbia (Firenze 1469-1529). Figlio di Andrea e insieme a lui continuatore della bottega del nonno Luca, Giovanni si indirizzò verso una produzione contraddistinta da una maggiore esuberanza decorativa e cromatica, come appare proprio da questo straordinario esemplare, rimasto per quasi quattro secoli nella sua ubicazione originaria, la prestigiosa Villa Le Rose costruita fuori le mura di Firenze quale residenza di campagna e sede, già in antico, di produzione vinicola. La lunetta raffigura il Cristo risorto, con il committente Antinori in ginocchio alla sua destra e i soldati attorno al sepolcro, secondo l’iconografia tradizionale: il tutto su un articolato sfondo di paesaggio e all’interno di una fastosa cornice di frutti e fiori popolata da piccoli animali.

L’opera venne acquistata nel 1898 da Aaron Augustus Healy(1850-1921), personaggio chiave della Brooklyn di fine Ottocento, importante uomo d’affari, presidente del Brooklyn Institute of Arts and Sciences per venticinque anni, ma anche esperto collezionista e generoso mecenate. Healy, che portò a New York la lunetta per donarla al Brooklyn Museum, la riaccompagna idealmente oggi a Firenze, con una spettacolare presenza ‘in effigie’: altro capolavoro concesso in prestito dallo stesso museo americano è infatti il Ritratto di Aaron Augustus Healy dipinto da John Singer Sargent nel 1907.

Aaron Healy

Sargent (Firenze 1856 – Londra 1925) artista cosmopolita e di eccezionale successo, fu uno dei ritrattisti più in voga presso l’alta società delle capitali europee e americane: quello di Healy è uno degli ultimi ritratti eseguiti da Sargent, che in seguito riservò quel privilegio solo a pochi fortunati come Henry James, Vaslav Nijinsky, John D. Rockefeller o il presidente degli Stati Uniti Thomas Woodrow Wilson.

Nel  2016 Marchesi Antinori ha generosamente finanziato il complesso restauro della lunetta, realizzato nei laboratori del Brooklyn Museum in previsione della mostra al Museum of Fine Arts di Boston. Si è in tal modo venuta a creare una singolare convergenza storica, una suggestiva continuità di committenza e tutela esercitata dalla famiglia Antinori attraverso i secoli, che si rinnova ulteriormente in questo eccezionale e temporaneo ritorno in Italia. Marchesi Antinori sostieneinfatti anche questa iniziativa fiorentina, a seguito del bando pubblico indetto dal museo ai sensi dell’art. 19 D.Lgs. n. 50/2016.

L’evento accenderà dunque i riflettori, dopo quasi 120 anni dal suo trasferimento oltreoceano, su uno straordinario capolavoro poco conosciuto dal pubblico italiano ed europeo, cui verrà dedicata un’intera sala degli spazi museali del Bargello. In parallelo, la seconda sala ospiterà un’opera di Stefano Arienti, artista italiano tra i più apprezzati in ambito internazionale, dal titolo Scena fissa, con cui la scultura robbiana viene riletta e reinterpretata, dando vita ad un inaspettato dialogo tra arte rinascimentale e contemporanea. Tale creazione, ideata per la sala mostra del museo Nazionale del Bargello, quindi con un progetto site-specific, rientra nelle iniziative di Antinori Art Project, progetto che muove dall’idea di creare una naturale prosecuzione dell’attività di collezionismo, proseguendo una tradizione della famiglia che viene oggi rivolta verso le arti e gli artisti del nostro tempo.


Ufficio Stampa

Opera Laboratori Fiorentini – Civita

Salvatore La Spina – tel. 055 290383 – Cell. 331 5354957 –s.laspina@operalaboratori.com

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La scrittura di Jack e di William

libro

E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche

Jack Kerouac e William S. Burroughs

 Un romanzo rimasto in soffitta e pubblicato postumo nel 2008, scritto a quattro mani da Jack Kerouac  e da  William S. Burroughs  nel 1945 che si alternano nella stesura con due pseudonimi, Will Dennison  e Mike Ryko.

Basato sulla storia vera dell’omicidio  avvenuto il  13 agosto 1944 per mano di Lucien Carr che uccise David  Kammerer  rifiutando il suo corteggiamento ed implicò l’arresto dei due autori in quanto accusati di favoreggiamento. E’ una New York che vive di notte, sempre in stato di ebbrezza, sempre in movimento da locale in locale, in un’atmosfera confusionaria, tra delirio e realtà, tra bisogno e vuoto.

Columbia University.

Beat Generation.

Ribellione.

Battito. Ritmo. Jazz.

cartolina K

La grafia e la firma di Jack Kerouac rimandano ad una spontaneità e libertà in movimento, apertura al nuovo ed alla sperimentazione ma anche ad un distacco dalle relazioni affettive, fino alla solitudine.

Spinto verso una ricerca continua di un luogo che permetta una stabilità interiore per tollerare il senso del vuoto e il mistero della vita.

Ritmo grafico vivace, cromatismo di sensazione, il tempo presente che incalza e non lascia scampo, una visione chiara della realtà nella quale penetrare con estrema esuberanza desiderando fortemente un cambiamento.

Essenzialità e autonomia nonché intolleranza verso gli schemi precostituiti, i pregiudizi e dall’altro il bisogno dell’amicizia, dell’amore in un contesto di assoluta libertà che riesca a circoscrivere la disperazione.

firma B

La firma di William S. Burroughs introduce una visione intimista della realtà che può persino soffocare ed opprimere, una geografia del dolore.

Uno sguardo diretto all’interiorità, acuto e quasi mistico che si evince dal filo grafico che si sviluppa con gesto sofferto e ammaccato. Una ricerca infelice, continua, inappagata, urticante ma che ha introdotto un nuovo approccio nella letteratura americana nonché influenze in ogni genere artistico (basti pensare al successo discografico  “The Wild Boys” dei Duran Duran anno 1984 ripreso dal suo romanzo  del 1971 “Ragazzi Selvaggi”).

Il tracciato grafico si individua come prossimo a mutarsi, a trasformarsi in nuove soluzioni, in forme non previste. L’originalità è sottotraccia ed è pronta, in ogni attimo, ad esplodere  in superficie.

(Susanna Bernabei)

Il restauro del Chiostrino dei Voti alla SS. Annunziata: la scheda tecnica

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 Documentazione durante il restauro

Foto di Antonio Quattrone

IL RESTAURO DEL CHIOSTRINO DEI VOTI

Il restauro degli affreschi e dell’apparato decorativo del Chiostrino dei Voti nella Basilica della SS.Annunziata a Firenze, si è svolto dal 2013 al 2017, grazie al finanziamento della Fondazione no-profit Friends of Florence.
L’intervento è stato eseguito dalle imprese Gioia Germani e S.A.R.snc di Cristiana Conti ed Alessandra Popple, con il patrocinio del Comune di Firenze (Arch.Caselli, Arch.Sforzi) e l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza ( Dott.ssa Teodori, Dott.ssa Ciseri, Dott. Paolini).
Il Chiostrino dei Voti Il ciclo pittorico, costituito da dodici lunette affrescate, è da sempre stato considerato la culla del manierismo fiorentino in quanto ospita opere dei più importanti artisti di quella corrente, che lavorarono sotto la guida di Andrea del Sarto. Continua a leggere

Il restauro del Chiostrino dei Voti

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Lunette prima e dopo il restauro

foto di Antonio Quattrone

 

IL CHIOSTRINO DEI VOTI IN SANTISSIMA ANNUNZIATA RESTAURATO
GRAZIE AI FRIENDS OF FLORENCE

 

Dopo un meticoloso restauro durato quattro anni il Chiostrino dei Voti della Santissima Annunziata di Firenze torna a mostrarsi nel pieno della sua bellezza.
L’intervento agli affreschi e a tutto l’apparato decorativo, realizzato dal 2013 al 2017, è stato reso possibile grazie a una donazione di 467.000,00 € da parte della Fondazione non profit Friends of Florence.
I lavori sono stati eseguiti dalle imprese Gioia Germani e S.A.R.snc di Cristiana Conti e Alessandra Popple, sotto la Direzione lavori del Comune di Firenze (Arch.Giorgio Caselli, Arch. Fabio Sforzi) e con l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza (Dott.ssa Brunella Teodori, Dott.ssa Ilaria Ciseri, Dott. Claudio Paolini). Continua a leggere