Le mostre agli Uffizi nel 2020

DALLA SCULTURA CLASSICA ALL’ARTE DEL 21ESIMO SECOLO PASSANDO PER LA GRANDE PITTURA DEL 1800 E LA STORIA DELLE CALZATURE: UN ANNO DI MOSTRE ALLE GALLERIE DEGLI UFFIZI

Il direttore Schmidt: un caleidoscopio di esposizioni tra questo autunno e la prossima primavera

Dodici mesi ad arte con la grande scultura classica, la prima mostra monografica dedicata al pittore ottocentesco Giuseppe Bezzuoli, la contemporaneità romantica di Neo Rauch, una esposizione con antichi manoscritti rubati poi recuperati dai Carabinieri ed anche una speciale rassegna sulla storia e l’evoluzione della calzatura nel corso dei secoli. Il calendario espositivo delle Gallerie degli Uffizi per il prossimo periodo che va dall’autunno 2019 all’estate 2020 sarà come sempre attento ai gusti e alle curiosità dei visitatori più diversi.

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La Madonna della gatta torna a Pitti

UFFIZI, LA MADONNA DELLA GATTA DI BAROCCI RIEMERGE DAI DEPOSITI E RISPLENDE A PALAZZO PITTI

Il celebre dipinto tardo cinquecentesco, non esposto da oltre dieci anni, è ora protagonista della Galleria Palatina

Firenze, 24 luglio 2019

La Madonna della Gatta, capolavoro dell’artista urbinate del ‘500 Federico Barocci (2,33m x 1,79m, 1598 circa) torna finalmente esposta dopo aver trascorso oltre un decennio in deposito. Il grande olio su tela del maestro della pittura della Controriforma, tanti anni fa accolto agli Uffizi, diventa adesso una delle star di Palazzo Pitti: la Madonna da oggi è la protagonista della sala di Berenice, nella Galleria Palatina, insieme ad altre opere di Barocci riallestite in questo spazio per l’occasione (il Ritratto di fanciullo; e la copia coeva dall’Annunciazione).  

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E L’ARTE DEL TESSUTO RACCONTO’ LA STORIA DELL’ITALIA EBRAICA

Agli Uffizi fino alla fine di ottobre una mostra inedita con 140 opere tra arazzi, merletti, stoffe e addobbi.

La storia degli ebrei italiani osservata da una prospettiva inedita e cromaticamente caleidoscopica, quella dell’arte del tessuto: è Tutti i colori dell’Italia ebraica, grande mostra accolta dal 27 giugno al 27 ottobre nell’aula magliabechiana della Galleria degli Uffizi di Firenze. Circa 140 opere, tra arazzi, stoffe, addobbi, merletti, abiti, dipinti ed altri oggetti di uso religioso e quotidiano, presentano per la prima volta la storia degli ebrei italiani attraverso una delle arti meno conosciute, ossia la tessitura, che nel mondo ebraico ha sempre rivestito un ruolo fondamentale nell’abbellimento di case, palazzi e luoghi di culto. Ne emerge un ebraismo attento alla tradizione, ma anche gioioso, colorato, ricco di simboli. Si riconosce inoltre il carattere interculturale e internazionale di questo popolo, soprattutto grazie all’eccezionale varietà dei motivi sui tessuti, dove il colore spesso predomina in maniera stupefacente.

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Lo Zodiaco di Antonio Cecchi

Mi avevano chiesto di scrivere una rubrica sui segni zodiacali, una sorta di paginetta on line d’oroscopi. Proposta improbabile, visto che io a queste cose mica ci credo… ma fu l’occasione per chiedere a Cecco (per noi Antonio era Cecco) una magia. Ci mise poco, mi portò un quadernetto tutto illustrato, con solo un segno da finire… dimmi se ti piace, così lo finisco… è rimasto un progetto nel cassetto, da dove, scorsi gli anni, è riemerso. E ora che Cecco è a dipingere sulle nuvole, forse riprenderà in mano l’Ariete e gli darà, come merita, la giusta fine. Era così, Antonio, sempre dietro a un sogno, che si faceva segni infiniti sulla carta, e si fermava, eterno, a raccontarci le sua infinita fantasia. Quella di un artista fuori dal tempo, fermo e allo stesso momento in continuo divenire. Come lo zodiaco, che il sole percorre, decidendo i nostri fragilissimi destini…

Paolo Pianigiani

Araki a Santa Maria della Scala

Effetto Araki

Siena, Santa Maria della Scala

21 giugno – 30 settembre 2019

Siena celebra il grande fotografo giapponese con una selezione di 2200fotografie che percorrono oltre 50 anni di carriera.

S’inaugura giovedì 20 giugno a Siena, presso il complesso museale Santa Maria della Scala, una nuova grande mostra del maestro Nobuyoshi Araki (Tokyo, 1940). L’esposizione, organizzata dal Santa Maria della Scala con il sostegno di Opera-Civita, è curata di Filippo Maggia che ha selezionato opere appartenenti a oltre venti serie prodotte dal fotografo giapponese dai primi anni sessanta ad oggi.

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Musica alla Galleria dell’Accademia

GALLERIA DELL’ACCADEMIA DI FIRENZE

Speciale Festa della Musica:

Liuwe Tamminga alla Spinetta ovale di Bartolomeo Cristofori

Venerdì 21 giugno 2019, ore 20.00

GALLERIA DELL’ACCADEMIA DI FIRENZE

Speciale Festa della Musica:

Liuwe Tamminga alla Spinetta ovale di Bartolomeo Cristofori

Comunicato stampa

Venerdì 21 giugno 2019, ore 20.00

La Galleria dell’Accademia di Firenze è lieta di offrire, in occasione della 25ma Festa della Musica, un evento musicale straordinario: venerdì 21 giugno, alle ore 20.00, nella magnifica cornice della Tribuna del David, il celebre organista e clavicembalista di origini olandesi Liuwe Tamminga eseguirà arie, sonate e brani di compositori a cavallo fra XVI e XVIII secolo sulla riproduzione della spinetta ovale di Bartolomeo Cristofori.

La partecipazione all’evento è gratuita, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

La Spinetta ovale in legno di palissandro e cipresso, avorio, costruita nel 1690, è il più antico strumento documentato fra quelli realizzati per la collezione del Gran Principe Ferdinando de’ Medici da Bartolomeo Cristofori (Padova 1655 – Firenze 1732) cembalista e liutaio fra i maggiori del suo tempo, celebre per l’invenzione del pianoforte. Lo strumento deve la sua eccezionalità e rarità anche al fatto di non aver subito alcuna sostanziale trasformazione nel corso della sua storia, costituendo quindi una straordinaria fonte di informazione sul costruttore. Lo strumento, identificato nel 2000 da Gabriele Rossi Rognoni fra gli oggetti dell’eredità Bardini in Palazzo Mozzi a Firenze, fu trasferito in deposito alla Galleria dell’Accademia dove è esposto presso il Dipartimento degli Strumenti Musicali. Nel 2013 è stato oggetto di un approfondito intervento di pulitura e consolidamento, a esclusivo scopo conservativo, operato da KerstinSchwarz. Nel 2003 è stata realizzata da KerstinSchwarz e Tony Chinneryuna copia esatta dello strumento, usata per speciali interpretazioni musicali, come accadrà per l’evento del 21 giugno.

Liuwe Tamminga è considerato uno dei massimi esperti del repertorio organistico italiano del Cinque e Seicento, con intensa attività concertistica in tutta Europa, negli Stati Uniti, in America Latina, Israele e Giappone e una ampia discografia pubblicata. È titolare degli organi storici della Basilica di S. Petronio a Bologna, dove suona i due magnifici strumenti di Lorenzo da Prato (1471-75) e Baldassarre Malamini (1596). Ha inciso numerosi CD, dedicati, fra gli altri, all’opera completa di Marc’AntonioCavazzoni, alle Fantasie di Frescobaldi e a “Mozart on ItalianOrgans”, a “Fiorenzo Maschera”, agli organi storici delle isole Canarie ed a “Giacomo Puccini”, tutti premiati con prestigiosi riconoscimenti. Nel maggio 2017 ha suonato a Lucca in prima mondiale i brani per organo ritrovati di Giacomo Puccini, che sono anche stati registrati: “Giacomo Puccini, Organ Works World Premiere Recording”. Ha curato alcuni edizioni di musica organistica, tra cui i ricercari della Musica Nova (1540), opere per tastiera di Giovanni de Macque, Marc’Antonio Cavazzoni e Pierluigi di Palestrina, i ricercari di Jacques Buus e Musiche per due organi di maestri italiani intorno 1600. Dal 2010 è curatore del museo degli strumenti musicali “San Colombano-collezione Tagliavini” a Bologna.

Galleria dell’Accademia di Firenze

Via Ricasoli, 58-60 – Firenze

Tel. 055.0987100  Fax 055.0987137

ga-afi.comunicazione@beniculturali.it

www.galleriaaccademiafirenze.beniculturali.it

IG @galleriaaccademiafirenze FB @galleriadellaaccademia

Ufficio Stampa – Firenze Musei

Salvatore La Spina

Palazzo Pitti, Piazza Pitti, 1 – 50125 Firenze

T + 39 055290383 – M +39 3315354957

s.laspina@operalaboratori.com

Leonardo e i suoi libri

Premessa

di Paolo Galluzzi

Direttore del Museo Galileo

Nonostante amasse definirsi “omo sanza lettere”, Leonardo non si limitò a trarre insegnamento dall’indagine diretta dei fenomeni di natura. Dedicò non minore attenzione al dialogo con gli autori, antichi e moderni. Negli anni della maturità era divenuto non solo un appassionato lettore, ma anche un insaziabile cacciatore di libri e manoscritti,che concepiva come mappe sulle quali erano segnati sentieri di conoscenza dalla cui esplorazione trarre ispirazione per tracciare percorsi nuovi e meglio illuminati. Alla fine della propria esistenza, arriverà a possedere quasi duecento opere, una biblioteca straordinaria per un ingegnere-artista del Quattrocento.E di questi volumi registrò nei propri manoscritti puntuali inventari per avere certezza di rientrarne integralmente in possesso al momento di ritirarli dai depositi nei quali li aveva lasciati prima di intraprendere uno dei continui viaggi che scandirono la sua esperienza di vita.

Della biblioteca di Leonardo non rimane purtroppo traccia. Un solo esemplare è sopravvissuto alla sua dispersione post mortem:  il Trattato di architettura e macchine di Francesco di Giorgio Martini, lo splendido manoscritto pergamenaceo conservato nella Biblioteca Laurenziana di Firenze, sul quale Leonardo ha vergato dodici postille autografe.

Questa mostra propone, per la prima volta, la ricostruzione integrale della biblioteca di Leonardo, delineandola sua progressiva formazione a partire dal precoce incontro con il mondo dei libri e della parola scritta (Dante, Ovidio), attraverso la lettura delle opere di autori contemporanei affermati (Alberti, Toscanelli, Pacioli), fino alla fascinazione della maturità per i testi classici e medievali di letteratura, di scienza e di architettura (Archimede, Vitruvio, Plinio, Alberto di Sassonia, ecc.).

Nella mostra sono esposti preziosi manoscritti e incunaboli presenti negli elenchi vergati da Leonardo. Applicazioni multimediali consentono non solo di sfogliarli, ma anche di individuare i passi dei codici vinciani nei quali rimangono tracce del loro utilizzo.

Realizzata grazie alla collaborazione di un’équipe internazionale di specialisti, la ricostruzione dell’intera biblioteca di Leonardo sarà contestualmente pubblicata online nella biblioteca digitale del Museo Galileo. E costituirà a lungo una risorsa inestimabile per lo sviluppo degli studi vinciani.


Leonardo e i suoi libri

di Carlo Vecce

Quando avvenne il primo incontro di Leonardo con i libri? Probabilmente molto presto, durante l’infanzia e l’adolescenza a Vinci. La sua era una famiglia di notai fin dagli inizi del Trecento, e i notai erano i depositari di una cultura scritta che doveva garantire il valore legale di atti pubblici: compravendite di terreni o immobili, prestiti, matrimoni, testamenti, successioni. Leonardo, figlio illegittimo del giovane notaio ser Piero (dimorante a Firenze per l’esercizio della sua professione), fu in realtà educato dal nonno Antonio (non notaio ma mercante), che ebbe cura di registrare la nascita del nipote sull’ultimo foglio di un protocollo notarile di suo padre ser Piero di ser Guido: una pagina che per Antonio era una sorta di Libro di ricordi, perché, a distanza di molti anni, l’aveva utilizzata per annotare le nascite dei propri figli, Piero (1426), Giuliano (1428, ma morto poco dopo), Violante (1433) e Francesco (1436):

1452 / Nachue un mio nipote figliuolo di ser Piero mio figliuolo a dì 15 d’aprile in sabato a ore 3 di notte. Ebbe nome Lionardo. Batezollo prete Piero di Bartolomeo da Vinci, Papino di Nanni Banti, Meo di Tonino, Piero di Malvolto, Nanni di Venzo, Arigho di Giovanni Tedescho, monna Lisa di Domenicho di Brettone, monna Antonia di Giuliano, monna Nicholosa del Barna, mona Maria figliuola di Nanni di Venzo, monna Pippa (di Nanni di Venzo) di Previchone[1].

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Leonardo fra i libri

Leonardo e i suoi libri

La biblioteca del Genio Universale

Museo Galileo, Piazza dei Giudici 1, Firenze

6 giugno – 22 settembre 2019

Come lavorava Leonardo?

La risposta migliore ce la danno i suoi manoscritti. Leonardo non era un “omo sanza lettere”. Non gli bastava l’insegnamento diretto della maestra Natura: aveva anche bisogno del dialogo con gli autori, antichi e moderni. Nel tempo, era diventato un appassionato lettore, cacciatore e collezionista di libri. E i libri, per lui, non erano solo oggetti: erano affascinanti ‘macchine’ mentali, da costruire e smontare, con i loro ingranaggi (parole, pensieri, immagini). Alla fine della sua vita, arriverà a possedere quasi duecento volumi: un numero straordinario per un ingegnere-artista del ‘400.

La biblioteca di Leonardo è uno degli aspetti meno conosciuti del suo laboratorio, perché si tratta di una biblioteca ‘perduta’: un solo libro è stato finora identificato, il trattato di architettura e ingegneria di Francesco di Giorgio Martini conservato nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, con postille autografe di Leonardo.

Per la prima volta, la mostra presso il Museo Galileo di Firenze tenterà la ricostruzione di questa biblioteca, in un percorso cronologico che racconta l’incontro di Leonardo con il mondo dei libri e della parola scritta: i documenti della famiglia Da Vinci, i primi grandi libri del giovane Leonardo (Dante, Ovidio), i grandi maestri (Alberti, Toscanelli, Pacioli). Saranno esposti manoscritti e incunaboli identificati con i testi utilizzati da Leonardo, affiancati da applicazioni multimediali che consentiranno di sfogliarli e confrontarli con i codici autografi. Verrà inoltre ricostruito lo studio di Leonardo con gli strumenti di scrittura e da disegno da lui utilizzati. L’intera biblioteca di Leonardo, grazie al lavoro di un’équipe internazionale di specialisti, sarà pubblicata online nella biblioteca digitale del Museo Galileo e costituirà una risorsa inestimabile per lo sviluppo degli studi vinciani.

La mostra, a cura di Carlo Vecce, è realizzata dal Museo Galileo in collaborazione con Commissione per l’Edizione Nazionale dei Manoscritti e dei Disegni di Leonardo da Vinci, Accademia Nazionale dei Lincei e Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, nel quadro del progetto di ricerca FISR “Scienza, storia, società in Italia.

Da Leonardo a Galileo alle ‘case’ dell’innovazione”, promosso e sostenuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.