Le nuove sale “Contini Bonaccossi” agli Uffizi

Fig. 17

Fig. 17 Gian Lorenzo Bernini (Napoli 1598 – Roma 1680) San Lorenzo 1613-1617 Marmo bianco; base: legno intagliato e parzialmente dorato Collezione Contini Bonacossi, Gallerie degli Uffizi

SI APRE OGGI, DOPO 49 ANNI, PER TUTTI I VISITATORI DEGLI UFFIZI LA COLLEZIONE CONTINI BONACOSSI.

Capolavoro assoluto il San Lorenzo di Gian Lorenzo Bernini; riallestimento delle sale grazie al generoso contributo degli

Amici degli Uffizi e dei Friends of the Uffizi Galleries

Firenze, 28 febbraio 2018

Scandita in otto sale (Fondi oro, Andrea del Castagno, Bellini, Bramantino, Mobilia, Scultura, Maiolica, Bernini) oggi la collezione offre grandi opere “che per eccezionalità e rarità sono pienamente uguagliabili a quelle custodite nelle raccolte della Galleria e si innestano nel patrimonio degli Uffizi, integrando scuole poco rappresentate, come quella lombarda tra Quattro e Cinquecento,  oppure quella spagnola del Sei e del Settecento” – dice Francesca de Luca, funzionaria referente della collezione, che aggiunge che “come tocchi di luce che da soli illuminerebbero una sala di un museo, qui brillano alcuni capolavori esemplari come la Madonna della neve del Sassetta, il San Girolamo di Giovanni Bellini, la pala del Bramantino, il Ritratto di Giuseppe da Porto col figlio del Veronese,il San Lorenzo martirizzato di Gianlorenzo Bernini”. Opera giovanile, raffigurante il santo eponimo del grande scultore, secondo Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi – “è il capolavoro più fiorentino del Bernini, che nella posa del santo adagiato sulla graticola rievoca le sculture di Michelangelo sui sarcofagi della Sagrestia Nuova, giustappunto nella chiesa di San Lorenzo”.

Gli antefatti. Continua a leggere

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Spagna e Italia agli Uffizi

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“SPAGNA E ITALIA IN DIALOGO NELL’EUROPA DEL CINQUECENTO”

Una mostra per indagare su contatti, rapporti, confronti

27 febbraio – 27 maggio 2018, nuove sale dell’Aula Magliabechiana, Uffizi.

 

Alonso Berruguete, Pedro Machuca, Bartolome Ordonez e Diego de Siloe furono definiti Aguilas del Renacimiento Español per le straordinarie capacità che dimostravano e che erano il frutto dei loro prolungati studi in Italia.

La mostra presenta fogli di straordinaria qualità, attribuiti con certezza a maestri come, appunto, Alonso Berruguete, formatosi fra Firenze e Roma e uno dei primi testimoni di un linguaggio ‘rinascimentale’ a ovest dei Pirenei, o come Romolo Cincinnato e Pompeo Leoni, due degli artisti chiamati a lavorare in Spagna nei più prestigiosi cantieri reali, e include inoltre disegni di Francisco Pacheco, Patricio e Eugenio Cajés, Vicente Carducho, protagonisti della stagione che chiude il Cinquecento in Spagna. Continua a leggere