Giulia Cantoni, la Pala di Antonio Puglieschi in San Firenze

 

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Antonio Puglieschi, L’Immacolata Concezione e Santi. Dopo il Restauro. Foto ©Alena Fialová.    Su concessione del Fondo Edifici di Culto – Ministero dell’Interno.

 

 Su incarico della Dott.ssa Celani, funzionaria della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e per le province di Prato e Pistoia, ho avuto l’occasione di intraprendere uno studio iniziale sulla monumentale pala d’altare di San Firenze e sul suo esecutore, Antonio Puglieschi (Firenze, 1660-1731).

Il nome del pittore è per lo più sconosciuto al grande pubblico, studiato da una ristretta nicchia di ricercatori – in particolare Sandro Bellesi -, ma doveva essere un nome di grande prestigio nel panorama artistico dell’età tardo barocca toscana, essendo stato scelto come pittore per questa pala che godeva di massima visibilità.  Continua a leggere

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La Pala di Antonio Puglieschi descritta da Sandro Bellesi

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Da:

La maturità artistica e l’ultimo tempo di attività del pittore Antonio Puglieschi,

di Sandro Bellesi

«Arte Cristiana», 1996, 1, pp. 41-53

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Dopo i lavori realizzati nei can­tieri ecclesiastici di San Frediano in Cestello e di San Vincenzo Ferreri, Antonio Puglieschi è documentato tra gli artisti impegnati nella decora­zione pittorica e scultorea di uno degli edifici barocchi più rinomati del capologo toscano: la Chiesa di San Firenze. Attivo in contempora­neità con Alessandro Gherardini, Niccolò Francesco Lapi, Giovan Camillo Sagrestani, Tommaso Redi, Giovacchino Fortini e Antonio Montanti, per citare i nomi più noti, il pittore eseguì nel 1715 la pala con l’Immacolata Concezione e i Santi Carlo Borromeo, Teresa D’Avila, Emiliana de’ Cerchi, Francesco di Sales, Filippo Neri e Ignazio di Loyola.

L’opera, collocata sull’altare maggiore e paga­ta duecento scudi, rappresenta una delle prove più complesse e impe­gnative dell’intera produzione sacra dell’artista. Circondata da Dio Padre e da un gruppo di angeli e cherubi­ni è visibile la dolcissima immagine della Vergine, effigiata nella posa tipica dell’Annunziata. Dallo sfondo paradisiaco essa volge lo sguardo protettivo al folto assemblage di santi, raffigurati nella parte inferiore del dipinto con i loro attributi relativi. Gli orientamenti classicisti caratteristici dell’opera di Puglieschi sono evidenti anche in questa tela, soprat­tutto nelle figure delle sante, esem­plate su modelli di Vincenzo Dandini (cfr. le pale in Ognissanti e in Santa Felicita a Firenze, 1670-1672), e in quelle di Carlo Bor­romeo e della Vergine, utilmente confrontabili con alcune pitture di Redi e di Franchi.

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La tela di Antonio Puglieschi, recentemente restaurata da Guglielmo Colonna, si trova sull’altarmaggiore della chiesa di San Firenze, che appartiene al Fondo Edifici di Culto – Ministero dell’Interno.

Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri

 

 

Restaurata la pala di Antonio Puglieschi, nella chiesa di San Firenze

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Chiesa di San Firenze

Sabato 7 Ottobre 2017, alle ore 19:

Inaugurazione del Restauro della pala d’altare di Antonio Puglieschi

 

Note del restauro:

Restauro di un dipinto raffigurante “L’Immacolata Concezione e i Santi Carlo Borromeo, Filippo Neri, Ignazio di Loyola, Francesco  di Sales, Teresa d’Avila, e la Beata Umiliana de’ Cerchi”.

Autore: Antonio Puglieschi (1660 – 1732). Misure cm 580 X 340.

Dipinto centinato con cornice intagliata e dorata a foglia.

Situato sull’altare maggiore della chiesa di S. Firenze.

Per le sue dimensioni e per la collocazione nella nicchia d’altare il dipinto ha richiesto delicate operazioni di rimozione e ricollocazione. Continua a leggere

La firma di Kazuo Ishiguro

Il premio Nobel per la letteratura 2017 Kazuo Ishiguro :  “nei suoi romanzi di grande forza emotiva ha scoperto l’abisso sottostante il nostro illusorio senso di connessione con il mondo“.

immagine ishiguro

 

Un movimento elastico in un avvicendarsi di forme grafiche stilizzate sostenute da una ritmicità accurata.

Una architettura segnica che partecipa di eleganza senza studiatezza, creando senza sosta nuove forme grafiche.

L’alternarsi  di una evidente differenziazione cromatica tra le linee ascendenti e quelle discendenti traducono una sensibilità molto affinata nell’analisi delle dinamiche interpersonali a cui concede molto spazio sottolineando l’importanza dell’accoglienza, della socialità attiva e cosciente .

 Esserci ed essere con l’altro in una visione di profonda comunicabilità dei sentimenti e delle emozioni, assecondando il flusso immaginativo, ponendosi in sintonia e corrispondenza con le vicende umane superandone  le esteriorità e le apparenze.

Susanna Bernabei

Il Rinascimento Giapponese agli Uffizi

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Il Rinascimento Giapponese

La natura nei dipinti su paravento dal XV al XVII secolo

Aula Magliabechiana, Uffizi

3 ottobre 2017 – 7 gennaio 2018

 

Si apre agli Uffizi una grande mostra, la prima del suo genere in Europa, sull’arte giapponese corrispondente al periodo italiano dal primo Rinascimento agli inizi del Seicento: si tratta di paraventi pieghevoli e porte scorrevoli, molti dei quali Tesori Nazionali e Proprietà Culturali Importanti e provenienti da musei, templi e dall’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone. Le opere, su carta e perciò delicatissime, saranno esposte in tre rotazioni di 13 alla volta, al fine di garantirne la conservazione dall’esposizione alla luce. Continua a leggere