Boreno Borsari e il fiasco in Toscana

Giotto-Cappella-degli-Scrovegni-Fuga-in-Egitto

Giotto, Cappella degli Scrovegni, Padova

La Toscana patria… dei fiaschi

L’originale contenitore per il vino che conquistò il mondo
(oggi purtroppo sostitituito dall’anonima bordolese)
Boreno Borsari

da: Microstoria, 2010

Una palla di vetro incandescente avvolta ad una canna forata di acciaio leggermente svasata all’estremità, un soffio prolungato, la sapiente abilità manuale del maestro vetraio per darle la classica forma rotonda, un colpo secco alla radice per staccare dalla canna il prodotto finito ed ecco il fiasco toscano.

Questo originale contenitore di vetro, usato principalmente per conservare e commerciare il vino è stato prodotto così per settecento anni se, come scrive il Davidsohn, “la fabbricazione dei fiaschi fiorentini, che si dif­fuse più tardi per tutta la penisola, può essere documentata dal 1316.” Oggi all’abilità del maestro si sono sosti­tuite le macchine.

I primi riferimenti letterari sul fiasco risalgono al 594 d.C. quando nel cap. XVIII dei Dialoghi di Gregorio Magno si racconta come S. Benedetto da Norcia “converte in serpe un fiasco di vino nascostogli da una garzo­ne”. Dell’episodio vi è una mirabile rappresentazione iconografica nell’affresco dipinto nel 1505 dal Sodoma nel chiostro dell’abbazia di Monte Oliveto Maggiore a Siena dove il fiasco è dipinto con ricchezza di parti­colari come l’impagliatura e il turacciolo. Il Villani nella sua cronaca dei fatti di Firenze racconta, nel Libro VIII al cap. XCVIII, l’episodio avvenuto nel 1285 nel quale il Conte Ugolino cerca di corrompere dei capo­rali fiorentini mettendo dentro un fiasco di vernaccia dei fiorini d’oro. Largo uso del fiasco lo fa il Boccaccio nel Decomerone rammentandolo in sei novelle per ben 13 volte.

II primo riferimento iconografico della rappresentazione del fiasco lo troviamo in Giotto quando dal 1302 al 1305 affresca la Cappella degli Scrovegni a Padova.

Si tratta dell’episodio della Fuga m Egitto dove da sotto il mantello di Giuseppe spunta un grosso fiasco impa­gliato con il relativo piede. Numerosi fiaschi sono dipinti in varie opere dal Ghirlandaio verso la fine del ‘400 sia nell’Oratorio dei Buonomini di San Martino come nell’episodio della nascita di S. Giovanni nella Chiesa di S. Maria Novella, dove è rappresentata, come scrive il Vasari “una femmina che porta a F usanza fio­rentina frutti, e i fiaschi “. Il fiasco grazie alla sua facdità di trasporto divenne oggetto dell’attenzione del fisco e per quasi 4 secoli ha permesso di rimpinguare le casse prima dei Medici e poi degli altri governi che si sono succeduti fino a tutto il 1800 con il sistema della bollatura o segno. I primi provvedimenti per regolamenta­re la commercializzazione del vino in fiaschi risalgono al 1481 ma, vista la grande diffusione sul mercato, un impiegato dell’ufficio inventò nel 1531 il bollo da applicarsi su ogni fiasco. Ma alla bollatura per divenire definitiva occorsero alcuni anni.

Nel 1620 il bollo venne applicato sull’impagliatura. Quando il fiasco si rompeva la veste veniva applicata ad un altro fiasco così vi era una larga evasione della tassa. Allora nel 1626 venne emanato un bando con il quale si disponeva l’applicazione del bollo sul vetro e questo fu reso possibile perché nel frattempo l’impa­gliatura del fiasco che fino a quel momento era totale, venne ridotta fino alla base del collo. Con la legge 23 agosto 1890 questo recipiente non venne più ritenuto misura idonea da sottoporsi a verifica e pertanto uscì dalle attenzioni del fisco.

Verso gli anni Sessanta del Novecento il fiasco è stato sostituito, sempre più diffusamente, dalla bottiglia bordolese, nonostante che in quel periodo sia stata inventata l’impagliatura a macchina. Noi, però, voglia­mo ricordare questo originale contenitore nella indimenticabile scena del film Un Americano a Roma quan­do Alberto Sordi alla bottiglia di latte preferisce un buon fiasco di vino.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

‘Bareno Borsari, studioso e appassionato di storia locale ha pubblicato il libro San Mauro a 5igna, irata- di storia, SORMS, Signa

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