Daniele Pittèri: la mostra di Ambrogio

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23. Professione pubblica di San Ludovico di Tolosa (particolare) 1334-1340 Affresco staccato Siena, Basilica di San Francesco

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Museo del Bargello: Giovanni della Robbia e Niccolò di Tomaso Antinori

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Da Brooklyn al Bargello:

Giovanni della Robbia, la lunetta Antinori e Stefano Arienti

 Museo Nazionale del Bargello

10 novembre 2017 – 8 aprile 2018

 

Dopo l’esposizione alle grandi mostre presso il Museum of Fine Arts di Boston e la National Gallery di Washington tra 2016 e 2017, approda a Firenze un capolavoro che ha lasciato l’Italia nel lontano 1898: la lunetta con la Resurrezione di Giovanni della Robbia. Verrà presentata al pubblico nella cornice del Museo Nazionale del Bargello, dove si conserva la maggiore raccolta al mondo di sculture realizzate in terracotta invetriata dai Della Robbia. Commissionata probabilmente intorno al 1520 da Niccolò di Tommaso Antinori (1454-1520), che dette inizio alla fortuna imprenditoriale di questo antichissimo casato fiorentino, la lunetta è di dimensioni monumentali (cm 174,6 x 364,5 x 33) e resta oggi uno dei più notevoli esempi della produzione di Giovanni della Robbia (Firenze 1469-1529). Figlio di Andrea e insieme a lui continuatore della bottega del nonno Luca, Giovanni si indirizzò verso una produzione contraddistinta da una maggiore esuberanza decorativa e cromatica, come appare proprio da questo straordinario esemplare, rimasto per quasi quattro secoli nella sua ubicazione originaria, la prestigiosa Villa Le Rose costruita fuori le mura di Firenze quale residenza di campagna e sede, già in antico, di produzione vinicola. La lunetta raffigura il Cristo risorto, con il committente Antinori in ginocchio alla sua destra e i soldati attorno al sepolcro, secondo l’iconografia tradizionale: il tutto su un articolato sfondo di paesaggio e all’interno di una fastosa cornice di frutti e fiori popolata da piccoli animali.

L’opera venne acquistata nel 1898 da Aaron Augustus Healy(1850-1921), personaggio chiave della Brooklyn di fine Ottocento, importante uomo d’affari, presidente del Brooklyn Institute of Arts and Sciences per venticinque anni, ma anche esperto collezionista e generoso mecenate. Healy, che portò a New York la lunetta per donarla al Brooklyn Museum, la riaccompagna idealmente oggi a Firenze, con una spettacolare presenza ‘in effigie’: altro capolavoro concesso in prestito dallo stesso museo americano è infatti il Ritratto di Aaron Augustus Healy dipinto da John Singer Sargent nel 1907.

Aaron Healy

Sargent (Firenze 1856 – Londra 1925) artista cosmopolita e di eccezionale successo, fu uno dei ritrattisti più in voga presso l’alta società delle capitali europee e americane: quello di Healy è uno degli ultimi ritratti eseguiti da Sargent, che in seguito riservò quel privilegio solo a pochi fortunati come Henry James, Vaslav Nijinsky, John D. Rockefeller o il presidente degli Stati Uniti Thomas Woodrow Wilson.

Nel  2016 Marchesi Antinori ha generosamente finanziato il complesso restauro della lunetta, realizzato nei laboratori del Brooklyn Museum in previsione della mostra al Museum of Fine Arts di Boston. Si è in tal modo venuta a creare una singolare convergenza storica, una suggestiva continuità di committenza e tutela esercitata dalla famiglia Antinori attraverso i secoli, che si rinnova ulteriormente in questo eccezionale e temporaneo ritorno in Italia. Marchesi Antinori sostieneinfatti anche questa iniziativa fiorentina, a seguito del bando pubblico indetto dal museo ai sensi dell’art. 19 D.Lgs. n. 50/2016.

L’evento accenderà dunque i riflettori, dopo quasi 120 anni dal suo trasferimento oltreoceano, su uno straordinario capolavoro poco conosciuto dal pubblico italiano ed europeo, cui verrà dedicata un’intera sala degli spazi museali del Bargello. In parallelo, la seconda sala ospiterà un’opera di Stefano Arienti, artista italiano tra i più apprezzati in ambito internazionale, dal titolo Scena fissa, con cui la scultura robbiana viene riletta e reinterpretata, dando vita ad un inaspettato dialogo tra arte rinascimentale e contemporanea. Tale creazione, ideata per la sala mostra del museo Nazionale del Bargello, quindi con un progetto site-specific, rientra nelle iniziative di Antinori Art Project, progetto che muove dall’idea di creare una naturale prosecuzione dell’attività di collezionismo, proseguendo una tradizione della famiglia che viene oggi rivolta verso le arti e gli artisti del nostro tempo.


Ufficio Stampa

Opera Laboratori Fiorentini – Civita

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La scrittura di Jack e di William

libro

E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche

Jack Kerouac e William S. Burroughs

 Un romanzo rimasto in soffitta e pubblicato postumo nel 2008, scritto a quattro mani da Jack Kerouac  e da  William S. Burroughs  nel 1945 che si alternano nella stesura con due pseudonimi, Will Dennison  e Mike Ryko.

Basato sulla storia vera dell’omicidio  avvenuto il  13 agosto 1944 per mano di Lucien Carr che uccise David  Kammerer  rifiutando il suo corteggiamento ed implicò l’arresto dei due autori in quanto accusati di favoreggiamento. E’ una New York che vive di notte, sempre in stato di ebbrezza, sempre in movimento da locale in locale, in un’atmosfera confusionaria, tra delirio e realtà, tra bisogno e vuoto.

Columbia University.

Beat Generation.

Ribellione.

Battito. Ritmo. Jazz.

cartolina K

La grafia e la firma di Jack Kerouac rimandano ad una spontaneità e libertà in movimento, apertura al nuovo ed alla sperimentazione ma anche ad un distacco dalle relazioni affettive, fino alla solitudine.

Spinto verso una ricerca continua di un luogo che permetta una stabilità interiore per tollerare il senso del vuoto e il mistero della vita.

Ritmo grafico vivace, cromatismo di sensazione, il tempo presente che incalza e non lascia scampo, una visione chiara della realtà nella quale penetrare con estrema esuberanza desiderando fortemente un cambiamento.

Essenzialità e autonomia nonché intolleranza verso gli schemi precostituiti, i pregiudizi e dall’altro il bisogno dell’amicizia, dell’amore in un contesto di assoluta libertà che riesca a circoscrivere la disperazione.

firma B

La firma di William S. Burroughs introduce una visione intimista della realtà che può persino soffocare ed opprimere, una geografia del dolore.

Uno sguardo diretto all’interiorità, acuto e quasi mistico che si evince dal filo grafico che si sviluppa con gesto sofferto e ammaccato. Una ricerca infelice, continua, inappagata, urticante ma che ha introdotto un nuovo approccio nella letteratura americana nonché influenze in ogni genere artistico (basti pensare al successo discografico  “The Wild Boys” dei Duran Duran anno 1984 ripreso dal suo romanzo  del 1971 “Ragazzi Selvaggi”).

Il tracciato grafico si individua come prossimo a mutarsi, a trasformarsi in nuove soluzioni, in forme non previste. L’originalità è sottotraccia ed è pronta, in ogni attimo, ad esplodere  in superficie.

(Susanna Bernabei)

Il restauro del Chiostrino dei Voti alla SS. Annunziata: la scheda tecnica

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 Documentazione durante il restauro

Foto di Antonio Quattrone

IL RESTAURO DEL CHIOSTRINO DEI VOTI

Il restauro degli affreschi e dell’apparato decorativo del Chiostrino dei Voti nella Basilica della SS.Annunziata a Firenze, si è svolto dal 2013 al 2017, grazie al finanziamento della Fondazione no-profit Friends of Florence.
L’intervento è stato eseguito dalle imprese Gioia Germani e S.A.R.snc di Cristiana Conti ed Alessandra Popple, con il patrocinio del Comune di Firenze (Arch.Caselli, Arch.Sforzi) e l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza ( Dott.ssa Teodori, Dott.ssa Ciseri, Dott. Paolini).
Il Chiostrino dei Voti Il ciclo pittorico, costituito da dodici lunette affrescate, è da sempre stato considerato la culla del manierismo fiorentino in quanto ospita opere dei più importanti artisti di quella corrente, che lavorarono sotto la guida di Andrea del Sarto. Continua a leggere

Il restauro del Chiostrino dei Voti

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Lunette prima e dopo il restauro

foto di Antonio Quattrone

 

IL CHIOSTRINO DEI VOTI IN SANTISSIMA ANNUNZIATA RESTAURATO
GRAZIE AI FRIENDS OF FLORENCE

 

Dopo un meticoloso restauro durato quattro anni il Chiostrino dei Voti della Santissima Annunziata di Firenze torna a mostrarsi nel pieno della sua bellezza.
L’intervento agli affreschi e a tutto l’apparato decorativo, realizzato dal 2013 al 2017, è stato reso possibile grazie a una donazione di 467.000,00 € da parte della Fondazione non profit Friends of Florence.
I lavori sono stati eseguiti dalle imprese Gioia Germani e S.A.R.snc di Cristiana Conti e Alessandra Popple, sotto la Direzione lavori del Comune di Firenze (Arch.Giorgio Caselli, Arch. Fabio Sforzi) e con l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza (Dott.ssa Brunella Teodori, Dott.ssa Ilaria Ciseri, Dott. Claudio Paolini). Continua a leggere

I nuovi acquisti alla Galleria dell’Accademia a Firenze

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La Galleria dell’Accademia di Firenze

presenta importanti acquisizioni alle sue collezioni

23 ottobre 2017 

La Galleria dell’Accademia di Firenze presenta alla stampa le recentissime, importanti acquisizioni di opere: quattro dipinti e una scultura, che vengono ad incrementare le collezioni del museo.

“Sono acquisizioni di grande valore – afferma il Direttore del museo Cecilie Hollberg – che attestano l’impegno di un grande museo autonomo come il nostro anche nel campo della ricerca, nell’arricchimento e valorizzazione delle proprie collezioni”. Continua a leggere

Ambrogio Lorenzetti, la mostra a Siena

 


Museo Diocesano Oratorio San Bernardino

9. Madonna che allatta il Bambino 1325 circa Tempera e oro su tavola, 96 x 49,1 cm Dalla chiesa dell’eremo di San Salvatore a Lecceto (Siena) Siena, Museo Diocesano

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Ambrogio Lorenzetti

 Siena, Santa Maria della Scala

22 ottobre 2017 – 21 gennaio 2018

A Siena, presso il Santa Maria della Scala, dal 22 ottobre 2017 al 21 gennaio 2018, è visitabile la mostra dal titolo Ambrogio Lorenzetti. L’esposizione, promossa e finanziata dal Comune di Siena, gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, del patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Toscana, può essere considerata tra le più importanti organizzate quest’anno in Italia. Continua a leggere

Musica rinascimentale alla Galleria dell’Accademia

FIG 1

Giovanni di Ser Giovanni detto Lo Scheggia, Cassone Adimari, Firenze, Galleria dell’Accademia

 

Concerto Musica Rinascimentale

 

Dalla più alta Stella

Capella de la Torre

Lunedì 23 ottobre ore 19.00

 

Lunedì 23 ottobre alle ore 19.00 presso la Galleria dell’Accademia di Firenze si terrà il concerto Dalla più alta stella dell’orchestra Capella de La Torre.

Il concerto, fortemente voluto da Cecilie Hollberg, Direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze, è organizzato e finanziato in collaborazione con l’Associazione degli Amici della Galleria dell’Accademia di Firenze. Continua a leggere

Galleria degli Uffizi: Leone X in restauro

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Le foto per la diagnostica


 

 

Sono presentate oggi, 17 ottobre 2017, le prime ipotesi di restauro collegate alle indagini preliminari compiute sul dipinto di Raffaello Sanzio, Ritratto di Papa Leone X de’Medici con i cardinali Giulio de’Medici e Luigi de’Rossi.

Un dipinto dotato di un’enorme fama sia per l’aura che ha circondato da subito il suo eccellentissimo autore, che per la capacità mimetica, sia dei tessuti che degli altri materiali presenti nella rappresentazione, non ultimi gli incarnati, sulla cui resa materica Giorgio Vasari nelle sue Vite si è dilungato con meritata enfasi. Continua a leggere

Boreno Borsari e il fiasco in Toscana

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Giotto, Cappella degli Scrovegni, Padova

La Toscana patria… dei fiaschi

L’originale contenitore per il vino che conquistò il mondo
(oggi purtroppo sostitituito dall’anonima bordolese)
Boreno Borsari

da: Microstoria, 2010

Una palla di vetro incandescente avvolta ad una canna forata di acciaio leggermente svasata all’estremità, un soffio prolungato, la sapiente abilità manuale del maestro vetraio per darle la classica forma rotonda, un colpo secco alla radice per staccare dalla canna il prodotto finito ed ecco il fiasco toscano.

Questo originale contenitore di vetro, usato principalmente per conservare e commerciare il vino è stato prodotto così per settecento anni se, come scrive il Davidsohn, “la fabbricazione dei fiaschi fiorentini, che si dif­fuse più tardi per tutta la penisola, può essere documentata dal 1316.” Oggi all’abilità del maestro si sono sosti­tuite le macchine. Continua a leggere