Luca Maria Patella alla Galleria Il Ponte a Firenze

seconda

Vaso fisiognomico di Battista Sforza, (1982) 2017, marmo giallo di Siena, 33,5×36 diam; e Vaso fisiognomico di Federico da Montefeltro (stessa data), marmo verde Gressoney tornito, cm 34×36 diam. 

NOETICHE 22x31:Layout 1

Cosmo di Montefolle, 1985-86, scatola ottica in legno e altri materiali, cm 46x46x36

prima

Installazione, Federico da Montefeltro, 2017, vaso fisiognomico in legno, smalti, 298x192x7 cm

terza

Cosmo di Montefolle, 1985-86, scatola ottica in legno e altri materiali, 46x46x36 cm

 

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LUCA MARIA PATELLA

NON OSO / OSO NON / essere

a cura di  Alberto Fiz

Galleria Il Ponte – Firenze

22 settembre – 10 novembre 2017

catalogo

Luca Maria Patella

NON OSO / OSO NON essere

testo di  Alberto Fiz

Intervista di Ilaria Bernardi

Edizione italiana / inglese

Gli Ori, Pistoia 2017

Il Ponte inaugura la nuova stagione espositiva con la mostra NON OSO / OSO NON essere ideata da Luca Maria Patella appositamente per gli spazi della galleria. Come afferma lo stesso artista: “Beh! più modestamente (mo’ destamente?) ritorno a Firenze, al Ponte (!) con alcune mie idee (fiorentine?! che implicano la dialettica profonda, fra INConscio & COSCienza)”.

Ad accogliere il visitatore, invitandolo ad un percorso quasi iniziatico strutturato sui due piani dello spazio espositivo, sono due Vasi Fisiognòmici ricavati dai profili dei Duchi di Urbino (raffigurati da Piero della Francesca e oggi agli Uffizi) torniti in marmo: “Lei più aggraziata, Lui rude guerriero, ma cólto. Di fronte: un enorme Vas del Duca (dai Colori Psichici junghiani)”. Attraverso uno stretto passaggio che si apre fra i due altissimi Profili del Duca di Montefeltro, si accede alla seconda sala dove, alle pareti, trovano posto opere che Patella definisce “significanti”, attraverso le quali, da ormai qualche decennio, porta avanti la sua eclettica ricerca che concilia: arte, scienza, psicanalisi e studio del linguaggio. In fondo alla sala un Campanaro batte le ore e i quarti quasi a scandire la discesa al piano inferiore dove, da un finestrino, si scorge una cameretta rosa aurorale con tutto intorno la scritta dalla “Vita Nuova”: nuda, salvo che involta in un drappo, sanguigno leggeramente. Distesa su di un Letto sta Lei (Beatrice?), con gli occhi chiusi e parzialmente coperta da un drappo rosato. Questa visione “funerea” rimanda al probabile antico utilizzo dei locali, dove adesso si trova la Galleria, come camera mortuaria: “Lei è morta?…”. Con questo interrogativo ci lascia l’autore al termine del nostro “viaggio” all’interno di quella che potremmo definire la sua “opera totale”.

Ancora nella penombra del piano interrato sarà possibile vedere la proiezione di alcuni “films-opera” di Patella, fra cui Terra animata (1965-’67), opera assai anticipatrice – recentemente, presso il MOCA di Los Angeles, è stato definito “a key-work in the history of Land-art” – rispetto a quelle tendenze che si svilupperanno oltre oceano a partire dai primi anni settanta.

Lo spazio Lounge ospiterà una ricca selezione di opere fotografiche datate dai primi anni sessanta a documentare la sperimentazione e molto spesso l’invenzione di tecniche di stampa e di ripresa (utilizzo in tempi non sospetti dell’obiettivo fish-eye, della fotografia all’infrarosso e stampa a colori di negativi in bianco/nero) che fanno di Luca Maria Patella un vero argonàuta negli spazi infiniti del linguaggio e della psiche umana.


Luca Maria Patella
nasce a Roma nel 1934, dove attualmente vive e lavora. Ha vissuto in Francia e in Sud America. Il suo background è artistico, a partire dal padre Luigi cosmografo umanista / scientifico (Chimica Strutturale: é stato giovane assistente – per i rapporti fra la “Risonanza” e la biochimica – di Linus Pauling, doppio premio Nobel) / e psicoanalitico (dal 1967, con Ernst Bernhard). Lavora come artista dalla metà degli anni Sessanta e i suoi interessi abbracciano sia l’arte che la scienza, utilizzando vari media espressivi sperimentali quali fotografia (diapositive-colore, grandi tele fotografiche virate, stampe colore e b/n e varie tecniche personali), “films-opera”, video, suono, libro, computer, pittura, incisione, installazione. Ha studiato soggetti sia artistici che scientifici ed è stato fortemente influenzato da astronomia, chimica strutturale e psicologia analitica, divenendo inventivo in tutti questi campi, durante gli anni di Roma e Parigi. Molteplici le sue conoscenze e frequentazioni con artisti e personalità internazionali, tra cui Marcel Duchamp, André Masson, André Breton, Jacques Lacan, Giorgio De Chirico, Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini, Lionello Venturi, Meret Oppenheim, Andy Warhol, Sol Lewitt. Spicca nel mondo dell’arte italiana grazie alla sua invenzione di complesse procedure tecniche e creative. Ha prodotto meticolosi crossover, dalla trasformazione preconcettuale della fotocamera all’assenza di “peso” (moralistico) della cinepresa, dagli ambienti multimediali e interattivi al comportamento, dal suono alla parola, dall’installazione di grandi oggetti-scultura come test “proiettivi” per la scrittura e i “libri-lavoro” (uno dei campi privilegiati della sua ricerca, e che spesso integrano i complessi di opere – Io sono qui (Avventure & cultura), libro proiettivo in atto, ’70-1975; DAN, DEN, PIR, DUCH, Supergruppo ed., Ravenna 1980; sino a Stazione di Vita/Dichiarazioni Noètiche, (2003)-2016, Morra e Lemme associati). E’ attivo anche nel campo della letteratura – saggi (“Diderot proto-psicoanalista”, ed. del Grifo, 1984), romanzo e poesia – e della critica.Mostra realizzata in collaborazione con CSC – Cineteca Nazionale, Roma e Fondazione Morra, Napoli

Dal 1964, con Luca Patella, Grafica Contemporanea, galleria La Nuova Pesa, Roma, tiene  personali e partecipa a molte collettive in Europa e nel mondo, tra le quali si citano la XXXIII Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, 1966 (parteciperà a sei edizioni negli anni a seguire: 1972, 1978, 1980, 1986, 1993, 2011); la V Bienal de Paris, 1967 (dove ottiene il premio speciale per la foto e il film); la Biennale di San Marino, 1967; Information, MoMA, New York, 1970; Luca Maria Patella, galerie Lara Vincy, Parigi, 1979; Luca Patella, Museum de Arte Contemporanea, Sao Paulo, 1982; Duchamp und die Avant garde seit 1950, Ludwig Museum, Köln, 1988; Temps, la quatrième dimension, Palais de Beaux Arts, Bruxelles; Barbican Centre, London; Museum Moderner Kunst, Wien, 1984-’86; Roma Anni ’70, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1990; Ergo, materia. Arte Povera, MUAC, Ciudad de México, 2010; End of Earth, Land Art to 1974, MOCA, Los Angeles, 2011.

Parallelamente, dagli anni Sessanta, anche la produzione di Patella dei Media è molto vasta attraverso la realizzazione di Films sperimentali e animati (in 16 e 35 mm., anche medio o lungometraggi, Terra Animata 1967; SKMP2 1968; Vedo, Vado! 1969), e Video (Grammatica Dissolvente 1974-1975; Gazzetta Ufficiale di Luca Patella 1974; Viaggio in Luca (Antwerpen) 1976). I Films sono stati restaurati poi con la Cineteca Nazionale di Roma, che li ha recentemente presentati in 35 mm, nella Sala Volpi, alla Biennale Internazionale del Cinema di Venezia. I Video, presso il laboratorio REWIND dell’Università di Dundee, Scozia. Con la sua compagna Rosa Foschi Patella si è dedicato  all’animazione filmica (Corona Cinematografica, 1966) e sempre con lei nella stessa data ha organizzato un Centro Sperimentale di Ricerche Fotocinematografiche.

Altre mostre antologiche in musei e gallerie, quali Teatro di via Belsiana, Roma 1965; Galleria l’Attico, Roma 1968, 1969 e 1974; Galleria Apollinaire, Milano 1971 (Muri Parlanti); New Italian Art, Walker Art Gallery (Alberi Parlanti), Liverpool 1971; Incontri internazionali d’Arte, Roma, 1972, 1973 e 1987; Reis doorheen Luca Patella, ICC, Antwerpen 1976; La fotografia di Luca Patella, Mantova 1978; DEN & DUCH dis-enameled (Diderot e Duchamp sverniciati: svariate centinaia di opere, installazioni e teorie – quattro libri – riguardanti Diderot e Duchamp), MUHKA, Antwerpen 1990; Vasa Physiognòmica, Roma, Milano, Köln, Antwerpen dall’82; Patella ressemble à Patella: l’opera 1964-2007, organizzata dalla Fondazione Morra (e con libro-catalogo omonimo), Castel S. Elmo, Napoli 2007; Ambienti Proiettivi Animati ’64-’84, MACRO, Roma 2015; NON OSO / OSO NON essere, Galleria Il Ponte, Firenze 2017; Casa Morra, Napoli 2018. Del 2015, anche videoroom al Boijmans Van Beuningen Museum di Rotterdam, e i “films-opera” alla Tate Modern di Londra.

L’artista è noto per le complesse relazioni semantiche e tecniche elaborate nel suo lavoro: pittura, oggetti-scultura, installazioni, fotografie, films e video, lavori grafici, libri e scritti. Patella è un artista di ricerca conosciuto a  livello nazionale e internazionale, e del suo lavoro si sono interessati critici e intellettuali quali Giulio Carlo Argan, Jacqueline Risset, Florent Bex, Michel Baudson, Jan Foncé, Margareth Sinclair Pentland, Bernard Blistène,  Pierre Restany, Maurizio Calvesi, Renato Barilli, Gillo Dorfles, Achille Bonito Oliva, Umberto Eco, Ettore Sottsass, Lea Vergine, Alvin Curran, Elio Grazioli, Luciano Marucci, Giuseppe Morra, Stefano Chiodi, Andrea Cortellessa, Laura Leuzzi, Marco Scotini e molti altri.

Le sue opere si trovano in importanti Collezioni di Musei, quali lo Stedelijk Museum (Amsterdam), il Modern Art Museum (New York), la Fondazione Gordon Matta-Clarck (Anversa), la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, il Macro e l’Istituto Nazionale per la Grafica (Roma), la Polaroid Corporation (Boston), il Mart (Trento), il Museo di Fotografia Contemporanea (Milano), la Biblioteca Nazionale Centrale (Parigi, Firenze, Roma). Negli anni ha ricevuto Premi Internazionali, quali Biennale del Cinema (sezione sperimentale, Venezia, 1969), Premio Pascali (1976), e per la poesia: Grinzane Cavour, Feronia, e Vincenzo Cardarelli (2002). Il ‘Comité des Arts de la Ville de Bruxelles’ gli commissiona per Place de Ninove la grande Magrittefontaine Fisiognòmica in pietra marina locale storica, denominata pierre bleue (2002). Gli è stato anche conferito il Premio per l’Interdisciplinarietà del DAMS di Bologna (2003).



 

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