I piatti del Granduca: la presentazione e i filmati


 

Presentazione

Valentina Conticelli

Coordinatrice del Tesoro dei Granduchi

 

L’esposizione dedicata ai ‘piatti di san Giovanni’ è l’ultima di una serie di mostre che approfondiscono dal punto di vista scientifico specifici settori delle straordinarie raccolte del Tesoro dei Granduchi per offrire ai visitatori una nuova, più ampia visione, del patrimonio del museo.
Dopo gli avori, i reliquiari, il lapislazzuli e le piccole sculture in pietra dura, anche quest’anno il nucleo principale dell’esposizione è costituito da opere appartenenti a questo settore delle Gallerie degli Uffizi: i cinquantotto calchi in gesso dei bacili d’argento donati al granduca nel giorno della festa di san Giovanni a partire dal 1680. Un tema che si trova al centro degli interessi scientifici degli storici dell’arte che si sono succeduti nella cura delle collezioni del Tesoro fin dai pioneristici contributi dedicati a questo argomento da Cristina Aschengreen Piacenti nel 1976.
Si tratta di un soggetto di non facile approccio, poiché gli originali d’argento sono perduti, ma di vivissimo interesse per i tanti aspetti che si intrecciano nella loro storia, da quelli concernenti la produzione di questi trionfi di oreficeria, in cui furono coinvolti artisti di primo piano della scena barocca romana, fino alle vicende legate alla salvaguardia dei beni medicei al momento dell’estinzione della dinastia e al ruolo svolto dalla manifattura Ginori.
Le ‘memorie’ della loro fortuna presentate in mostra e la grande abbondanza di documenti che li riguardano – una parte dei quali è raccolta nel catalogo – speriamo possano restituire al pubblico una prova tangibile della loro importanza, che inevitabilmente si accompagna al rimpianto per la loro perdita.
La mostra apre nel giorno della festa di san Giovanni, particolarmente sentita dalla città e occasione nella quale i bacini venivano consegnati al Granduca: prima a Cosimo III, legato ai Rospigliosi da vincoli di sincera amicizia e, dopo la sua morte, a Giangastone, con cui nel 1737 si estinse la dinastia, ponendo fine anche al generoso omaggio dei bacini d’argento.

 

Il percorso espositivo è diviso in tre sezioni che si intersecano tra di loro. La prima è dedicata ai calchi, presentati in ordine cronologico e accostati, ove possibile, ai disegni preparatori degli argenti, che nel catalogo hanno invece una sezione a parte. La presenza della maggior parte dei disegni preparatori esistenti costituisce sicuramente uno dei principali risultati della mostra cui hanno contribuito con grande generosità – consapevoli dell’eccezionale occasione di vederli riuniti insieme accanto alle più antiche riproduzioni degli originali – tutte le istituzioni museali europee, inglesi e statunitensi cui sono stati richiesti, oltre ad alcuni collezionisti privati.
La seconda sezione, che si affianca alla lunga serie dei calchi, è dedicata ai protagonisti di questa vicenda, ovvero ai membri delle famiglie Pallavicini e Rospigliosi che stabilirono il dono annuale contribuendovi poi per cinquantotto anni e a altre memorie delle stesse famiglie presenti ancora oggi nelle collezioni delle Gallerie degli Uffizi e a Pistoia.
La terza raccoglie invece le testimonianze della fortuna della serie nel Settecento, con l’unico piatto in porcellana ricavato dai calchi in gesso oggi conosciuto e nell’Ottocento, con la sopravvivenza di motivi tratti dai piatti nella produzione della manifattura Ginori. Nell’ultima sala si presentano apparati didattici sulle complesse tecniche artistiche presenti nell’esposizione, quali la lavorazione dell’argento a sbalzo e cesello, la formatura e l’esecuzione dei calchi in gesso e la loro traduzione in porcellana.
La mostra si conclude con un’intera serie di riproduzioni in elettroformatura d’argento, realizzate alla fine del Novecento ad uso scenografico, per restituire l’effetto visivo della loro magnificenza nell’allestimento tardo settecentesco della stanza delle medaglie della Galleria degli Uffizi.


Fig_26_web

Fig. 26 Il ‘Genio’ di Casa Medici 1701 calco in gesso Firenze, Gallerie degli Uffizi, Tesoro dei Granduchi

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