Jacopo a Empoli, nel 1955

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Quando Jacopo tornò a Empoli

di Paolo Pianigiani

Le foto provengono dall’Archivio del FotoCine  di Empoli

Ci sono eventi, anche importanti, dei quali, scorsi gli anni, tutti si dimenticano.

E invece bisogna ricordarli, per noi e per chi ancora ha da venire, qui in questa piccola città della provincia fiorentina, che vuol farsi metropolitana e pensa in grande e a futuri radiosi.

Nessuno sapeva che nel 1955, durante l’inverno, una mostra straordinaria fu organizzata nel corridoio che unisce la Collegiata al Battistero. Approfittando delle misure degli spazi delle volte, pressoché identiche a quelle dove stavano quando furono dipinte, ci furono trasportati gli affreschi originali di Jacopo da Pontormo, staccati dalle pareti della Certosa Fiorentina. Son rimasto a bocca aperta e spalancata quando ho scorso le foto, realizzate in quell’anno molto probabilmente da mio zio Corrado Pianigiani, che il Fotocine ha messo on-line nella propria pagina di facebook. Subito i volti conosciuti, il sindaco Gino Ragionieri, il Proposto Ascanio Palloni, Giovanni Lombardi, immancabile a tutti gli eventi culturali della nostra città.
Eppoi i grandi, venuti da noi a esaltare e riordinare il nostro Museo Parrocchiale: Ugo Procacci e Umberto Baldini. Ugo Procacci, lo scopritore delle sinopie di Masolino, unico ricordo degli affreschi che il grande pittore del ‘400 dipinse in Santagostino, dedicati alla Storia della Croce. Fu lui, mi si racconta, a portare in salvo i nostri Codici Miniati, rimasti sotto le macerie della nostra Collegiata, provocate dal crollo del campanile per mina tedesca, nel 1944, trasportandoli a piedi e con un carretto a Firenze. E Umberto Baldini, il direttore dell’Opificio delle Pietre Dure dal 1970, e poi dell’Istituto Centrale per il Restauro di Roma. Ci ho messo un po’ a individuare sulle volte del corridoio voluto dal Pievano Malepa (nel 1447). Mi chiedevo cos’erano quelle meraviglie sulle pareti. Poi improvvisa l’illuminazione. Gli affreschi della Certosa, dipinti da Jacopo per ringraziare i frati dell’ospitalità, durante la terribile peste nel 1523-1525, staccati con tecniche messe a punto e perfezionate nel primo dopoguerra. In basso c’erano le copie, a rendere didatticamente più leggibili gli originali, realizzate da pittori del calibro di Jacopo da Empoli, del Cigoli e del Ligozzi.

L’anno seguente vedrà la grande riscoperta del Pontormo, con la mostra rimasta celebre a Palazzo Strozzi e, per quanto ci riguarda, la riapertura del Museo della Collegiata, riordinato proprio da Umberto Baldini il 30 Novembre 1956. Poi c’è l’immagine sicuramente più bella per noi. I visitatori incantati e sorridenti davanti alle ali (originalissime) del Volo del Ciuco, attaccate al soffitto del corridoio interno della Propositura.

Chissà cosa gli avranno raccontato, i nostri rappresentanti, per giustificare quel manufatto di legno e strisce di cuoio, dorato a foglia d’ora, messo lassù in bella mostra. A giudicare dal sorriso che tutti han stampato in faccia, sicuramente qualcosa di molto convincente e simpatico!

Il personaggione con gli occhiali e i baffi, sempre al centro dell’attenzione, se non mi sbaglio, dovrebbe essere l’allora Ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Ermini (Capo del Governo era Scelba). Defilato in una delle foto, mi pare di scorgere Corrado Alvaro, che in quegli anni venne da noi a raccontare le nostre vetrerie.


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