Il San Lorenzo ritrovato

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MUSEO DELL’OPERA DEL DUOMO, FIRENZE

21 ottobre 2016 – 27 febbraio 2017

In mostra il magnifico busto in terracotta raffigurante San Lorenzo, riconosciuto come opera di Donatello, e un rilievo attribuito al Verrocchio con Decollazione di San Giovanni Battista, a cui forse lavorò Leonardo da Vinci

Sì è aperta al pubblico al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, e rimarrà visibile fino al 26 febbraio 2017, l’esposizione “Donatello e Verrocchio. Capolavori riscoperti”. La mostra presenta il magnifico busto in terracotta raffigurante San Lorenzo, recentemente riconosciuto come opera di Donatello, e un rilievo sempre in terracotta, con Decollazione di San Giovanni Battista, che ha lo stesso soggetto, dimensioni e composizione sia figurale che prospettico-architettonica della scena commissionata ad Andrea del Verrocchio per lo straordinario Altare d’argento conservato nel Museo dell’Opera del Duomo. Entrambe le opere, che appartengono alla Collezione di Peter Silverman e Kathleen Onorato, gettano luce su importanti capolavori conservati nel Museo e permettono di individuarne il rapporto con altre realizzazioni e artisti del XV secolo.

A Francesco Caglioti, studioso ed esperto di Donatello, si deve la riscoperta del busto di San Lorenzo e la ricostruzione della sua avventurosa vicenda. Ideato e modellato da Donatello verosimilmente intorno al 1440, il San Lorenzo era destinato al timpano della porta maggiore della pieve a lui intitolata di Borgo San Lorenzo, centro principale dell’area montana a nord di Firenze nota come il Mugello, terra natale di Giotto, dell’Angelico e anche del casato dei Medici. Per secoli rimarrà sul portale della chiesa fino a che, nel 1888, l’antiquario Stefano Bardini riuscirà ad acquistarlo, sostituendo l’originale con una copia ancora in situ. L’anno dopo, grazie alla mediazione del celebre studioso della scultura italiana del Rinascimento, Wilhelm Bode, Bardini lo venderà al principe Giovanni II di Liechtenstein che lo terrà nel palazzo di famiglia a Rossau, presso Vienna, fino alla sua morte nel 1929. Settanta anni dopo, nel 2003, gli eredi del principe metteranno in asta il San Lorenzo come “opera ottocentesca”.  Ad acquistarla, con intelligenza e lungimiranza, saranno i coniugi Silverman, noti collezionisti di disegni, sculture e dipinti dal 1400 al 1800. Negli anni successivi, rimossa la ridipintura ottocentesca, l’attribuzione al grande Donatello.

Molto più diretto il rapporto tra il rilievo in terracotta con Decollazione del Battista attribuito al Verrocchio e un’opera simbolo del patrimonio del Museo dell’Opera del Duomo, l’Altare d’argento, realizzato tra il 1366-1483 per il Battistero di Firenze, da più artisti, tra cui, il Verrocchio stesso e Antonio del Pollaiolo, massimi esponenti della scultura fiorentina dell’epoca e grandi rivali tra di loro. Il rilievo Silverman, trafugato durante la seconda guerra mondiale dai nazisti per il museo di Hitler a Linz, mostrato solo una volta in Svezia nel 2010, si presenta oggi mancante di quasi tre delle sette figure originarie: il carnefice, lo sgherro con la mazza, il San Giovanni Battista. L’esposizione al Museo dell’Opera del Duomo, accanto all’Altare in argento, è un’occasione unica di studio e di confronto per capire se il rilievo Silverman sia uno dei modelli preparatori della scena con Decollazione del Battista dell’Altare in argento e se ci fu l’intervento di altri artisti associati alla bottega del Verrocchio in quegli anni, in primis Leonardo da Vinci, la cui attività come scultore, è stata collegata al lavoro del Verrocchio per l’Altare.

“Il San Lorenzo – aggiunge Timothy Verdon, direttore del Museo – presenta il martire paleocristiano come un giovane chierico bello e sereno, ed è chiaro il raffronto con numerose opere di Donatello, che similmente mettono in rapporto la bellezza giovanile maschile e l’eroica fiducia in Dio. Tra queste vi sono alcune statue – che vedono la partecipazione anche dei suoi collaboratori – per il Duomo o per il Campanile di Giotto e oggi nel Museo: il cosiddetto Profetino, il bellissimo Isacco del gruppo raffigurante il Sacrificio d’Isacco, e la statua di un giovane profeta tradizionalmente identificato come San Giovanni Battista”.

Caglioti, domandandosi chi avrebbe potuto commissionare per la pieve l’originale San Lorenzo, ricorda il chierico Jacopo di Giovanni Ugolini, di nobile famiglia fiorentina, pievano a Borgo San Lorenzo negli ultimi anni 1430, quando promosse la costruzione di una nuova sagrestia. Ugolini, che era anche canonico della Cattedrale di Firenze, poteva ben conoscere Donatello, uno degli artisti preferiti dell’Opera del Duomo, e il San Lorenzo donatelliano poteva perciò essere l’opera di prestigio e d’impatto immediato a coronamento di una serie di altri interventi intrapresi dal pievano.

La Mostra sarà accompagnata da un catalogo con testi di Timothy Verdon e Alessandro Vezzosi per le edizioni Mandragora

 Museo dell’Opera del Duomo di Firenze

Piazza del Duomo 9, 50122 Firenze

Tel. centralino 055 – 2302885 – Email: info@operaduomo.firenze.it

Sito internet: http://www.ilgrandemuseodelduomo.it/mu

Orari:

Aperto lunedì, venerdì e sabato dalle ore 9.00 alle ore 21.00; martedì, mercoledì, giovedì e domenica dalle ore 9.00 alle ore 19.00. Da novembre aperto tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 19.00. Chiuso ogni primo martedì del mese


Ingresso:

Biglietto Unico di 15 euro comprensivo della visita del Museo, del Battistero, del Campanile di Giotto, della Cupola del Brunelleschi e della Cripta di Santa Reparata.
Bambini sotto i 6 anni gratuito. Bambini da 6 a 11 anni compiuti  3 euro

 

Ufficio Stampa Opera di Santa Maria del Fiore

Ambra Nepi, Ambra Nepi Comunicazione, Firenze

 info@ambranepicomunicazione.it

www.ambranepicomunicazione.it


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