Federico Zeri per Cosimo Rosselli al MET

Federico Zeri, abitazione, Mentana 1990 Federico Zeri, Mentana 1990 – dal sito dell’Accademia di Carrara

Federico Zeri, in collaborazione con Elizabeth Gardner, pubblicò il catalogo della pittura Italiana del Metropolitan Museum di New York. Nel primo volume, uscito nel 1971, sono descritte le due opere di Cosimo.


Traduzione dall’inglese di Paolo Pianigiani

Cosimo Rosselli

Nato nel 1439; morto nel 1507. Cosimo Rosselli fece il suo apprendistato nella bottega di Neri di Bicci, imparando una tecnica solida e affinando le sue capacità che contraddistinguono le sue molte opere esistenti. Cosimo era un artista di poca originalità, e il suo stile è essenzialmente una combinazione di motivi provenienti dalle opere di vari contemporanei, in particolare Gozzoli, Baldovinetti, Verrocchio, Ghirlandaio. La sua attività ha avuto una durata di quasi mezzo secolo. Per la maggior parte della sua vita è rimasto a Firenze, anche se è stato chiamato a Roma nel 1481 per lavorare nella Cappella Sistina…

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Bernard Berenson e i disegni di Cosimo

RISTUDIANDO I DISEGNI DI COSIMO ROSSELLI

di Bernard Berenson

da: Bollettino d’Arte, 1933 – XII (GIUGNO – ANNO XXVI), pp. 537-547

Cosimo Rosselli nei suoi dipinti si rivela ben maggiore artista di quel che lo reputassero i critici di cinquant’anni addietro. Forse sono stato io fra i primi a riconoscerne il reale valore, che già parlando del suo affresco in S. Ambrogio lo dicevo: “ Tanto semplice e pur grandioso nella composizione e delicato di contorni ”. E fin d’allora gli attribuivo pitture quale La Natività del Palazzo Corsini a Firenze, IlTrionfo della Castità di Torino col dipinto affine della National Gallery rappresentante La Lotta fra Amore e Castità. Sono arrivato anche a dire che: “ l’osservatore minuzioso di questi dipinti non si sognerebbe mai di metterli al disotto di quelli del Ghirlandaio ”.

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La storia di un affresco, la storia di un pittore

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Quasi una premessa

che vuol essere una promessa

Siamo nella chiesa di Sant’Ambrogio a Firenze. Nel cuore di Firenze. La storia vive insieme alle opere d’arte, che qui son tante. Nonostante il tempo, e l’incuria degli uomini, che distruggono a poco a poco quelle che furono il vanto degli uomini e di una città intera. A sinistra, accanto all’altar maggiore, la cappella del Miracolo, dipinta da Cosimo Rosselli nel 1486, su incarico delle monache benedettine, che qui avevano la loro casa. E’ da poco iniziato il restauro dell’affresco, Lidia Cinelli ha cominciato la prima fase del suo lavoro, la pulitura della superficie pittorica. Seguiremo la restauratrice sui ponti installati nella cappella e vi racconteremo, per immagini, i risultati e le meraviglie, i dubbi e le certezze, i confronti e le difficoltà. Cercheremo di non disturbare, di esser curiosi in silenzio…

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Sulla Chiesa di S. Ambrogio

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La festa di S. Ambrogio — Le tombe degli artisti fiorentini — L’identificazione della casa di Mino da Fiesole

Da Firenze… a Firenze

Ricordi, leggende, aneddoti

di Cesare Torricelli (direttore de L’Osservatore Fiorentino)

Editrice Fiorentina , 1929

La festa di Sant’Ambrogio ci porge l’occasione di trattenerci ad illustrare le tombe che ebbero in quella chiesa famosi artisti, fiorentini per nascita o per elezione.

Per il corso di vari secoli nè una lapide, nè un monumento richiamarono l’attenzione dei visitatori desiderosi di individuare dove furono deposte le spoglie dei maestri delle arti belle.

Nel restauro del 1673, quando la chiesa antica subì un nuovo assetto decorativo, molte epigrafi e stemmi familiari vennero rimossi dal luogo dove si trovavano e murati nel piccolo cortile a sinistra della chiesa e che serve d’ingresso all’attiguo convento. Fu quella l’epoca della dispersione di ogni ornamento funerario.

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Marco Gastini alla Galleria “Il Ponte”, a Firenze

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quindici opere di

MARCO GASTINI

1969-1978

un decennio

 a cura di

Andrea Alibrandi

Alessio Marolda

 

Galleria Il Ponte – Firenze

16 settembre – 4 novembre 2016

La Galleria Il Ponte, per l’inizio della nuova stagione espositiva 2016/2017, presenta un importante nucleo di opere di Marco Gastini, realizzate fra il 1969 e il 1978. Un decennio fondamentale all’interno della lunga carriera dell’artista che, in un suo personale percorso, trova consonanze con la pittura di ricerca degli anni Settanta, la Pittura analitica, definita anche “pittura-pittura”, di cui è sicuramente una punta di diamante.

Le sue “figure” si riducono a punto e linea, proposte quali costanti di una pittura dove «l’attenzione stacca il gesto, l’azione distanzia lo sguardo indifferenziato, lo spazio oppone un altro spazio, a sua volta discontinuo…». I suoi segni, scarni, sensibili, sembrano inseguire le sedimentazioni di un gesto, le tracce di un pensiero pensato, ma non espresso. «Tracciare quei punti per me significa pensare a uno spazio, “vedere” uno spazio»… Continua a leggere

Raffaello a Mosca…

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Firenze, 12 settembre 2016

C O M U N I C A T O   M E D I A

La prima mostra di Raffaello in Russia

Si inaugura oggi al Museo Puškin di Mosca (e rimarrà visibile fino al prossimo 11 dicembre) la mostra “Raffaello. La poesia del Volto – Opere dalle Gallerie degli Uffizi e da altre collezioni italiane”, promossa dall’Ambasciata d’Italia a Mosca e evento inaugurale dell’accordo di collaborazione, firmato lo scorso 12 luglio, tra il Museo Puškin e le Gallerie degli Uffizi.

Attraverso un percorso di straordinaria qualità artistica, l’esposizione presenta per la prima volta al pubblico russo alcune tra le più significative opere di Raffaello, la cui personalità e le cui opere hanno un significato particolare per la cultura russa, come testimoniano le frequenti citazioni dell’artista tra i maggiori autori della sua letteratura, da Puškin a Dostoevskij e Tolstoj fino a scrittori e poeti di tempi più recenti.

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La Venere di Urbino torna a casa

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La Venere di Urbino di Tiziano torna per la 1a volta nelle Marche dopo quattro secoli.

A quasi cinque secoli dalla committenza di Guidobaldo II Della Rovere, per la prima volta la Venere di Urbino, dipinta da Tiziano nel 1538 e custodita oggi nelle Galleria degli Uffizi, tornerà nella città marchigiana.

Dal 6 settembre al 18 dicembre di quest’anno, il quadro più importante al mondo che ha nel titolo proprio la parola “Urbino”, sarà esposto a Palazzo Ducale di Urbino. Commissionato al maestro allo scadere del quarto decennio del Cinquecento dal duca Guidubaldo della Rovere, duca di Camerino e futuro signore di Urbino e del Montefeltro, la sensuale e misteriosa donna nuda fu vista da un ammirato Giorgio Vasari nella guardaroba dei duchi nel 1548 e, dopo un passaggio all’Imperiale di Pesaro dove il capolavoro risultava presente nell’inventario del 1624, giunse Firenze – insieme a centinaia di altre opere di inestimabile valore – con l’ultima discendente della dinastia della Rovere, Vittoria, che nel 1637 sposò Ferdinando II de’ Medici. Continua a leggere

Tempo Reale e tempo della realtà

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Gli orologi di Palazzo Pitti dal XVII al XX secolo

Galleria d’arte moderna, Palazzo Pitti, Firenze

Dal 13 settembre 2016 all’ 8 gennaio 2017

La mostra Tempo Reale e tempo della realtà è nata dal desiderio di richiamare per la prima volta l’attenzione del pubblico sull’importante collezione di orologi conservata nei prestigiosi ambienti di Palazzo Pitti, attraverso una significativa scelta di tali oggetti d’arte (circa sessanta orologi selezionati da un patrimonio totale di oltre 200 esemplari, la maggior parte storicamente legati al Palazzo oppure acquisiti in seguito a donazioni per le collezioni museali), selezionati in base alla forma e destinazione d’uso ed ambientati in una suggestiva scenografia di arredi e dipinti coevi.

La monumentale figura marmorea di Kronos di Gherardo Silvani ci accoglierà per l’occasione nel cortile del Palazzo, per indicarci  il percorso espositivo – allestito in alcune sale dell’Appartamento della Duchessa d’Aosta – alla scoperta delle molteplici forme che il tempo assunse nelle varie epoche in cui la Reggia fiorentina fu residenza di tre diverse dinastie: medicea, lorenese e sabauda.

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