Alessandro Naldi, una lite per il Crocifisso delle Grazie.

Miracolo del Crocifisso, Empoli, Museo della Collegiata di S. Andrea

Miracolo del Crocifisso, Empoli, Museo della Collegiata di S. Andrea

 

Dal Bullettino Storico Empolese, Anno XXXI n. 1-2, 1987

BREVI NOTE PER MEMORIA

XVI

Una lite per il Crocifisso delle Grazie.

In ASEE (Archivio Storico Ecclesiastico presso la Collegiata di Empoli) è conservato il Registro e Campione de’ Beni e altro della Compagnia di S. Andrea d’Empoli, nel quale si rinviene la copia di un curioso documento del 26 febbraio 1402 (in stile fiorentino: 1401).

L’atto consiste nella trascrizione, recognita da notaio 1, di una memoria relativa alla pronuncia di un lodo arbitrale emesso a definizione di una controversia insorta fra la Compagnia di S. Andrea e la Compagnia del Crocifisso per il diritto alla traslazione processionale della venerata immagine del Crocifisso delle Grazie in occasione delle cerimonie quaresimali.

Il conflitto fra i due sodalizi laicali, nella società empolese agli inizi del XV secolo, non era un affare banale 2. A parte ogni considerazione sulla importanza del sacro in un ambiente permeato di profonda spiritualità, interessi di prestigio e velleità di supremazia si ravvisano senza alcun dubbio alla radice della vertenza.

Il prodigio del « mandorlo fiorito » era recente e quindi è comprensibile la concorrenza che si era venuta a creare fra le due confraternite, entrambe desiderose di poter gestire in esclusiva il miracoloso simulacro (3).

Dopo il non edificante litigio intervenuto coram populo nella prima domenica di quaresima del 1402, caduta il 12 febbraio, le parti costituirono in arbitro del dissenso la massima autorità ecclesiastica del luogo, nella persona del pievano Piero di Ugucciozzo de’ Ricci.

L’autorevolezza di messer Piero, oltre che dalla sua dignità di capo della chiesa empolese, discendeva dall’appartenenza alla cospicua famiglia fiorentina dei Ricci (o del Riccio, come altrove si legge). Costui era pievano di Empoli dal 1389 e sarebbe stato sostituito da Alamanno Adimari poco tempo dopo i fatti in esame per assurgere, nel 1405, al vescovado di Arezzo. Il Ricci ha una posizione di rilievo nella storia architettonica della pieve empolese, dal momento che — come rileviamo dal Campione Beneficiale A (c. 16 r) – fu il promotore della trasformazione delle navate romaniche dell’interno, trasformazione che vide la conclusione nel 1394. Lo stesso Piero fu l’iniziatore dei lavori di costruzione del chiostro dei canonici, detto poi « della Propositura », circostanza questa argomentabile dalla oggettiva constatazio­ne che il suo stemma fu il primo ad inaugurare la serie delle armi di pievani e di proposti che riscontriamo, oggi assai consunti, nelle volte del loggiato.

Tornando al nostro documento, è da evidenziare come la decisione del pievano fu pronta, netta e senza alcun compromesso. Nello statuire il buon diritto della Compagnia di S. Andrea 4 a disporre dell’immagine contesa, il Ricci motivava il suo lodo premettendo che il venerato Crocifisso era sempre stato conservato nell’oratorio di tale pio sodalizio (è sempre stato di questa casa, ciò è della Compagnia di S. Andrea), da cui era venuta la concessione che il detto Crocifisso stesse nella Pieve d’Empoli in seguito alla incrementata devozione determinata dal miracolo del mandorlo e dalla cessazione della peste del 1399, a condizione però che la detta Compagnia di S. Andrea potesse con il detto Crocifisso andare a processione la prima domenica della Quaresima et il Venerdì Santo et ad ogni nostro uso.

Non desta meraviglia, però, che la neonata confraternita del Crocifisso, fondata proprio nel 1399 sull’onda dell’entusiasmo religioso succeduto ai clamorosi eventi taumaturgici sopra ricordati 5, abbia osato rivendicare la disponibilità di un oggetto di culto appartenuto alla più antica compagnia laicale empolese. Infatti, ai vertici della Compagnia del Crocifisso si rinviene una delle più influenti personalità ecclesiastiche empolesi: quel Simone di Michele che, solo qualche mese dopo, diverrà canonico del capitolo della pieve e, nel 1423, assumerà l’ufficio di pievano.

Dal lodo, comunque, risulta chiaro che la Compagnia di S. Andrea poteva andare alla sua devozione secondo il vecchio uso senza alcuna restrizione o turbativa, ma l’immagine miracolosa rimaneva custodita nella pieve alla venerazione generale 6. La Compagnia del Crocifisso non ebbe vita lunga 7. Nel 1460 si sciolse, donando tutti i suoi beni all’Opera di S. Andrea, creata nel 1443 dal pievano Filippo degli Albizi per sopperire istituzionalmente alle necessità della fabbrica della pieve.

Le remote diatribe restano sepolte nelle polveri d’archivio. La tradizionale venerazione rimane viva ed intatta.

Alessandro Naldi


1) L’autentica notarile della copia, collazionata con l’originale allora esistente, fu eseguita dal medesimo trascrittore, ser Ottavio del fu Lorenzo del Pannocchia Martini da Empoli, cancelliere del Capitolo della Collegiata, in data 12 giugno 1633. Costui era zio paterno di quel Giuseppe del Pannocchia Martini, cappellano, che avvierà nel 1662 la compilazione del « Campione Beneficiale A », basata anche sulla serie di documenti e scritture già predisposta dal parente notaio. Il « Campione » costituisce una silloge di eccezionale importanza per la storia ecclesiastica e civile di Empoli. Il codice è stato recentemente restaurato a cura e spese di Antonino da Empoli presso l’Istituto di Patologia del Libro di Roma.

2) La controversia è menzionata in Notizie intorno all’antica e miracolosa immagine del SS. Crocifisso spirante posta nella chiesa dell’Insigne Collegiata e Propositura d’Empoli sotto la custodia della Compagnia di S. Andrea pubblicate da’ Fratelli della medesima Compagnia e dedicate all’Altezza Reale di Gio: Gastone I Gran Duca di Toscana, Firenze, Tartini e Franchi, 1726, pp. 12-13, secondo cui — dopo lo scioglimento della Compagnia del Crocifisso, decretato nel 1460 — la Compagnia di S. Andrea potè godere pacificamente e senza condizione alcuna ogni diritto di proprietà e di possesso sulla miracolosa immagine.

Analoga menzione sta in Breve ragionamento intorno all’antica e miracolosa immagine del Santissimo Crocifisso detto volgarmente delle Grazie posta nell’Insigne Collegiata e Propositura d’Empoli ed alcuni componimenti poetici in occasione della solenne straordinaria esposizione della medesima in quest’anno MDCCLXXVI, pubblicati da’ Fratelli della Congregazione dello stesso Crocifisso e dedicati all’Altezza Reale dell’Arciduca d’Austria Pietro Leopoldo I Granduca di Toscana, Firenze, Stamperia Bonducciana, 1776. Il « Ragionamento », redatto dal canonico Biagio Costante Del Vivo, fu ristampato dal Monti nel 1869 in occasione della festa straordinaria del SS. Crocifisso delle Grazie celebrata nell’agosto di tale anno.

Il canonico Del Vivo osservava (p. XIV) che la lite fra le due compagnie laicali legittima la congettura che l’immagine sacra « da tempo anche molto più antico fosse in particolar divozione », cioè da molto prima che, nel 1399, seguisse « il miracolo detto comunemente del Mandorlo ».

3) Si tratta di un crocifisso ligneo intagliato e dipinto, dell’altezza di circa 90 centimetri. Dal punto di vista artistico l’oggetto è stato preso in esame soltanto dalla Lissner (Holzkruzifixe in Florenz und in der Toskana, Monaco, 1970), che inquadra la scultura nell’ambito di uno stretto seguace di Giovanni Pisano, proponendo una datazione generica nella prima metà del Trecento. L’opera è conservata nella nicchia d’altare della prima cappella « in cornu epistulae » della navata della Collegiata di Empoli, quasi certamente lo stesso luogo dove venne esposta da quando la Compagnia di S. Andrea decise, come si ricava dal documento in esame, che « stesse nella Pieve ».

4) La Compagnia di S. Andrea fu fondata in pieve nell’anno 1340, come si rileva dai « Capitoli » del 1466 in ASEE. Come tutte le altre confraternite laicali fu soppressa dal granduca Pier Leopoldo I nel 1785.

5) Cfr. le due « plaquettes » citate alla nota 2): Notizie pp. 10-12; Breve ragionamento pp. XIV-XVI.

Il miracolo è narrato pittoricamente in tre pannelli di legno dipinti, che costituiscono presumibilmente la predella della pala esistente un tempo sull’altare della Compagnia del SS. Crocifisso, oggi custoditi nel Museo della Collegiata e risalenti al primo decennio del XV secolo, sicuramente entro il 1417, termine « ante quem » stabilito da un inventario (BSE, vol. VI, pp. 3-9) degli oggetti appartenenti a detta Compagnia.

6) L’oratorio della Compagnia di S. Andrea venne danneggiato gravemente dal crollo del campanile la notte del 24 luglio 1944. Era adiacente al chiostro della Propositura (lato settentrionale) e vi si accedeva attraverso quella porta, oggi murata, ancora visibile in angolo al braccio destro del transetto della Collegiata. Non sappiamo però in quale anno venisse edificato e quindi se, al tempo della disputa, fosse ivi situato anche il primitivo oratorio.

7) Biagio Costante Del Vivo, Breve ragionamento ,  cit., p. XII-XIV.


Fede per me Notaio et Scrivano infrascritto come infra l’altre antiche scritture della Compagnia di S. Andrea et S. Giovanni Batista, posta nella Collegiata Propositura d’Empoli, appare in un foglio l’infrascritta, spettante al padronato del Santissimo Crocifisso di detta Compagnia posto in detta Collegiata nella solita Cappella, et prima:

┼A. D. 1401 A dì 26 di Ferraio ┼

Sia manifesto a chiascheduna persona di questa Compagnia di S. Andrea et ad ogni altra persona, come hoggi questo dì detto di sopra scritto, per il Venerabil Padre nostro Messer Piero di Gucciozzo de’ Ricci Piovano della Pieve d’Empoli et a noi Padre spirituale, veduto et conosciuto la discordia che nacque la prima domenica di Quaresima, volendo questa Compagnia andare a processione, come parlano i nostri ordini et come è di nostra consuetudine et a nostra devozione con il Crocifisso, il quale è sempre stato di questa casa, ciò è della Compagnia di Sant’Andrea, benché a devozione di questo popolo et Comunità et Università della circostanza, questa Compagnia donò et largì a Messer Piero sopradetto nostro padre che il detto Crocifisso stesse nella Pieve d’Empoli con questa causa, che la detta Compagnia di S. Andrea potesse con il detto Crocifisso andare a processione la prima domenica della Quaresima et il Venerdì Santo et ad ogni nostro uso. Essendo alla detta Compagnia vietato il detto Crocifisso per alcuni de’ Capitani della detta Compagnia del Crocifisso alla detta Compagnia di S. Andrea, fu determinato per il sopradetto Padre Messer Piero, havendo da’ Capitani della Compagnia del Crocifisso il poterne determinare quello che a lui pareva et i Capitani della Compagnia del Crocifisso sono questi, ciò è: Prete Simone di Michele Canonico Zanobi di Bardo di rustico da Spicchio Pino di Stefano Pini da Empoli et Filippo di Bartolomeo di Niccolo da Empoli;

commessono li detti Capitani d’accordo insieme come è detto di sopra, che ne potesse fare quello che a lui paresse il migliore, et

Veduto il Venerabil Padre Messer Piero, per riposo et pace di questa Compagnia et della Comunità d’Empoli, volle et giudicò che la detta Compagnia di S. Andrea deva et possa con il sopradetto Crocifisso andare alla sua devozione, come si è detto et dichiarato di sopra.

Ego Octavius quondam Laurentii del Pannocchia Martini ab Emporio, Civis et Notarius publicus florentinus, praedictam scripturam ex proprio orriginali (sic) fideliter copiavi et scripsi et in fide manu propria me subscripsi hac die XII Junii M.D.C.XXXIII ad laudem Dei omnipotentis et Sanctorum Andreae et Joannis Baptistas.


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