Un incontro per Emilio

locandina

Bentornato a casa, Attico!

Un profilo in punta di lapis di Emilio Mancini, empolese

Pubblicato su “Emporium”, Ottobre 2015

di Paolo Pianigiani

Presto ti chiamerà una mia parente, per chiederti di Emilio Mancini! Ha trovato un tuo articolo su di lui…

Questo mi ha scritto un’amica ritrovata, che mi ha contattato di recente per quelle che oggi son le vie brevi, le messaggerie operanti su facebook. Ma senti, ma guarda… la Marta Mancini, collega di liceo, conosciuta sul mitico treno da pendolari degli anni 80… e a ruota l’email di Andreina che mi ha davvero fatto venire un colpo, se non bastassero quelli già arrivati per conto loro. Sono la figlia di Emilio Mancini, è lei che ne ha parlato e scritto? Emilio, per me un mito fra gli scrittori di cose nostre, empolese, curioso di tutto e fra i primi a dire le cose dopo aver studiato le fonti. Subito in sintonia, chiarita la mia stima totale per il padre, nasce un progetto che prenderà forza nel breve a venire, per raccontare a tutti chi era e che ha combinato per la nostra Empoli questa particolare figura di intellettuale, nato due secoli fa, il 14 ottobre del 1883, e scomparso nel 1947, a Lucca, dopo aver lottato con la leucemia per ben 4 anni. La sezione locale della nostra Biblioteca è impreziosita da alcuni estratti delle sue pubblicazioni. Continua a leggere

Annunci

Il racconto dell’arte per immagini…

Calendario 2016_01_web

 

Alena’s book 2016

 

Guardare l’arte è un dono di tutti gli uomini. Fotografare l’arte è mestiere di pochi.

Ci sono dettagli e particolari che sfuggono nell’insieme dell’opera d’arte, e che sono importanti. Da soli, isolati in uno scatto, rappresentano l’essenza, il pezzo di bravura che differenzia il grande artista da un artista normale. Questi scatti sono scelti fra i tanti eseguiti su opere d’arte in restauro, oppure esposte in musei o chiese.

In tutti la stessa intensità, la stessa ricerca del sottile equilibrio che l’autore, lontanissimo da noi nel tempo, seppe esprimere nel suo lavoro. Equilibrio di luci, di spazi e di volumi. Che Alena racconta in un particolare, preso ad esempio e modello isolato di racconto.

È un modo diverso di fotografare l’arte. È una ricerca di immagini autonome, inconsuete, sconosciute.

Una strada meno immediata, ma infinitamente più interessante per avvicinarsi a questo mondo senza confini che rappresenta forse la cosa migliore che gli uomini si lasciano dietro, perché serva a chi verrà di stimolo e di partenza per rendere il mondo migliore.

* * *

Alena’s art book 2016

Looking at art is a gift given to all men. Photographing art is a job only for few people.

In a work of art, there are details and particulars that escape at a first glance. In fact, some of these details are so much important. Thanks to photography, it is clear that they represent the essence and the result of the skill that differentiates the great artist from the average artist. These pictures are the selected product of reportage though a series of photographs of works of art under restoration or displayed in museums and churches.

The lens is able to catch the intensity and the research for the subtle balance that the artist wanted to impress in his work of art centuries ago. Alena is able to portray this balance made of lights, spaces, and volumes in a peculiar way as if it is a story and an isolated detail.

This is a different way to photograph Arts. It is research for autonomous, unusual, unknown images.

A less immediate but more interesting approach in order to get closer and closer to the Arts, that is this borderless world, the best thing built by men, the incentive for making a better world.

 (Trad. Sara Taglialagamba)


La replica della Porta Nord del Battistero di Firenze

Questo slideshow richiede JavaScript.


Dal 23 gennaio una replica eseguita ad arte

sostituirà l’originale della Porta Nord sul Battistero

Sei mesi di studi, 4 anni di lavoro, 15 persone impiegate a tempo pieno, 350 ore di cesello per ognuno dei 28 pannelli, 3,5 tonnellate di bronzo, 15 di materiale refrattario, 440 kg di cera per realizzare gli stampi, 1 tonnellata di silicone per fare i calchi dei pannelli e dei fregi della cornice.

Sono i numeri della replica della Porta Nord del Battistero di Firenze, alta 5 metri per 3 di larghezza come l’originale di Lorenzo Ghiberti, eseguita da maestranze in grado di realizzare, ancora oggi, opere con le stesse tecniche e maestria di 600 anni fa. Formatosi nella bottega del padre orafo, Il giovane Lorenzo, scolpisce e cesella il bronzo, materiale talmente duro da essere utilizzato per fare cannoni, come fosse oro. Un’impresa titanica che impegna il Ghiberti – aiutato dal padre  orefice Bartoluccio e da una serie di aiutanti, tra cui il giovane Donatello – per 23 anni dal 1402 al 1424. Continua a leggere

Bruna Scali, una mostra del 1974

Nocentini e allieva Busoni

Armando Nocentini, Gisella Selden Goth e Bruna Scali

Inaugurata la mostra dedicata a Busoni

al Circolo Amatori Arti Figurative di Empoli

Da: La Nazione, domenica 24 Marzo 1974

L’ha allestita la pittrice castellana Bruna Scali al circolo Amatori arti figurative si è inaugurata ieri una mostra, con parte delle opere dedicate a Ferruccio Busoni, di cui quest’anno ricorre il cinquantenario della morte, della pittrice castellana Bruna Scali, sulla quale così si è espresso il professor Armando Nocentini:

« Bruna Scali con questa originale iniziativa lega il suo nome al grande Busoni, del quale ricorre quest’anno il cinquantenario della morte.

La giovane pittrice, seppur partecipe delle istanze del proprio tempo e ansiosa di fare qualcosa che nobilmente lo testimoni, è stata attratta dal passalo, nella sua scelta dalla forte personalità di questo musicista, personalità così irrequieta e antiromantica, così tormentala e nello stesso tempo lungimirante, e perciò tanto vicina alla sensibilità del nostro tempo ed allo spirito di ricerca dei giovani. Continua a leggere

Le mostre agli Uffizi nel 2016… le anteprime

La programmazione delle mostre del 2016  nei musei delle Gallerie degli Uffizi

Questo slideshow richiede JavaScript.

Le Gallerie degli Uffizi, il nuovo complesso museale nato a seguito della recente riforma Franceschini dall’unione della Galleria degli Uffizi e dei musei di Palazzo Pitti e del Giardino di Boboli, diretto da Eike Schmidt, annunciano il programma espositivo per il 2016.

A seguire il calendario di nove mostre, in ordine cronologico di apertura.

A detto programma si aggiungerà un’ulteriore mostra di prossima presentazione, frutto della collaborazione delle Gallerie degli Uffizi con la Fondazione Pitti Immagine Discovery. Continua a leggere

Monsignor Bucchi, il Podestà Vitruvio e il Millanta

Caro Paolo,
nel numero 9/1927 del Piccolo c’è questo articolo: L’autografo de “La presa di Samminiato” d’Ippolito Neri donato da Mons. Cav. Dott. Gennaro Bucchi alla Biblioteca di Empoli – di Tullio Mazzantini (professore di lettere, figlio di Cesira sorella di Emilio). Fra l’altro è riportata la lettera di ringraziamento del podestà Cinelli a Mons. Bucchi.

Andreina

Questo mi ha scritto Andreina Mancini da Firenze, anticipandomi la “chicca” che segue e che pubblico immediatamente ad apertura d’anno. Si tratta di un articolo del 1927, che documenta l’ingresso trionfale del manoscritto “Millanta”, dal nome del precedente possessore, del “Saminiato” di Ippolito Neri, il prete e canonico Demetrio Millanta. Anche se Mario Bini, in occasione della riedizione del Saminiato a cura della ATPE, scoprirà subito che non poteva essere autografo, perchè conteneva una nota che Ippolito non poteva aver scritto, si tratta di un documento prezioso per la nostra città. Ma leggiamoci il Piccolo, n. 9 del 1927…

uno

Ritaglio da “Il Piccolo” n. 9 del 1927, dall’Archivio “Emilio Mancini” di Firenze.

L’autografo de La presa di Sammimato, d’Ippolito Neri

donato da Mons. Cav. Dott. Gennaro Bucchi alla Biblioteca di Empoli

 

Una buona notizia per i cittadini empolesi: l’autografo del poema neriano « La Presa di Samminiato » è da qual­che giorno proprietà del nostro Comune e figura nel pluteo dei mss. della nostra ricca e importan­tissima Biblioteca. Lo autografo (e non c’è dub­bio che si tratti di au­tografo, dal momento che persona dottissima e competentissima, qual’era il Barone Podestà della Nazionale di Firenze, lo giudicò della stessa mano di quella silloge di lettere autografe neriane che ci è conservata nella Magliabechiana) fu sinora in pos­sesso del dotto Proposto Mons. Bucchi, a cui il 25 di Aprile u. s. il Podestà cav. Vitruvio Cinelli dirigeva la lettera che qui riportiamo : Continua a leggere