Lionello Balestrieri, il pittore di “Beethoven”…

Una scelta delle opere di Lionello Balestrieri , amico e compagno  nella vita parigina di Giuseppe Vannicola.

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Paul Klee, o il paradiso del sogno

La serietà di metodo e le capacità creative di Paul Klee sono senza pari. Ogni opera è un viaggio nel sogno, che culmina nel titolo finale, al quale probabilmente pensava alla fine, affidando alle parole e alla poesia la sintesi conclusiva, che annotava sull’opera e sul suo libro di bordo; che era anche il suo libro della vita.

Qui vi propongo un mazzettino di lavori, selezionati in base a una visione di questo artista mia e molto personale. Complessità e semplicità, ricchezza, fantasia, leggerezza. Ma Klee è molto altro, probabilmente è il pittore più ricco, semplice e complicato del secolo scorso.

La musica d’accompagnamento è una scelta mia, lui avrebbe preferito sicuramente Mozart. Mi perdonerà…


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Osvaldo Licini, tra Amalassunte e Angeli ribelli

Osvaldo Licini è uno dei miei pittori preferiti. Rigoroso nella forma, poeta prima che pittore, ha condiviso con Morandi un incontro di quelli che lasciano il segno: Dino Campana, in trasferta universitaria ed errante in quel di Bologna. Quando fu a Parigi e incontrò Modigliani, gli recitava a memoria i versi orfici, mentre Modì replicava con la Divina Commedia. Chissà se si rendevano conto di dire le stesse cose…

Paolo


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Edward J. Dent: Busoni a Berlino e il Dottor Faust

Faust opera

 Stagione Lirica 1984/1985
Ferruccio Busoni DOKTOR FAUST
Direttore Zoltan Pesko
Regia Werner Herzog
Scene e Costumi Henning von Gierke
photo Primo Gnani


BUSONI A BERLINO

E IL “DOTTOR FAUST”

Da “Il Pianoforte”, Giugno 1921

Dal Fondo “Emilio Mancini” di Firenze

Busoni è ritornato a Berlino nell’ottobre scorso. Prima della guerra Berlino era stata la sua dimora fissa per molti anni: durante la guerra egli visse quasi sempre a Zurigo. Ora lo hanno chiamato ad insegnare composizione all’Accademia di Musica: e questo è il definitivo riconoscimento del suo valore come compositore.

Sei anni di assenza lo avevano fatto quasi uno straniero per Berlino, che vi erano molti giovani musicisti, ai recitals ch’egli dette in autunno, i quali lo ascoltavano per la prima volta. Un cambiamento è avvenuto sia nel pubblico sia in lui stesso: sei anni fa egli era più discusso che ricono­sciuto come pianista, e, come compositore, quasi non usciva dal suo ri­stretto cerchio di amici. Oggi egli è un pianista che non si discute più: è entrato, si può dire, nel suo terzo periodo. Il mondo lo accetta non solo ma si inchina dinanzi a lui: tuttavia è probabile che come pianista non lo si udrà più tanto di frequente nell’avvenire. Egli è ormai riuscito ad im­porsi come direttore d’orchestra e come compositore: e, per ora, si preoc­cupa in particolar modo di questi due aspetti della sua attività.

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Alfredo Casella: Busoni pianista

Pianoforte 1921 per  web

Dalla rivista IL PIANOFORTE, Giugno 1921

BUSONI PIANISTA

Dal fondo “Emilio Mancini” di Firenze

È grande. Immensamente grande. Così grande da ispirar quasi sgomento. Accanto a questo gigante, gli altri pianisti viventi — siano essi pur eccezionali — sembrano altrettanti fanciulli. Quelli più capaci tecnica­mente, non reggono al confronto interpretativo; quelli più artisti non pos­sono viceversa competere con lui per la loro inferiorità meccanica.

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Carlo Portelli alla Galleria dell’Accademia a Firenze

Carlo Portelli. Pittore eccentrico fra Rosso Fiorentino e Vasari

Dal 22 dicembre fino al 30 aprile 2016, presso la Galleria dell’Accademia di Firenze.

 

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La Galleria dell’Accademia annovera, nell’ampia rassegna della pittura fiorentina della Maniera dispiegata nella Tribuna del David, una monumentale pala con l’Immacolata Concezione di Carlo Portelli, datata 1566 e originariamente destinata alla chiesa di Ognissanti, che può, a giusto titolo, essere considerata il suo capolavoro.

Il pittore, per quanto titolare di importanti commissioni e fra gli artisti attivi per le maggiori imprese medicee, non ha goduto sin qui di una grande fortuna critica.

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