Eugenio, il fuoco e il colore

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Le ceramiche di Eugenio Taccini

il fuoco ed il colore

Toscano di razza, il maestro ceramista Eugenio Taccini, nato nel luglio del 1943 a Montelupo Fiorentino coniuga sapienza artigiana ed estro fantastico. Difficile dire cosa sarebbe stata la sua vita senza quel primo decisivo incontro con i frammenti ceramici trovati scavando nella casa del nonno a Montelupo Fiorentino, il paese, famoso in tutto il mondo per la sua antica tradizione ceramica, dove Taccini è nato e dove vive da sempre. Il caso e poi la dedizione totale a un mestiere affascinante quanto complesso, hanno segnato il destino di Taccini che anche oggi, non esita ad anteporre a qualsiasi discorso sull’arte della ceramica l’esperienza concreta del fare. Modellare con le mani e con il cuore, fissare nel fuoco vibrazioni di luce, riflessi di un pensiero pronto a catturare, attraverso la realtà dell’opera, il suo seducente mistero. Erbari e bestiari, paesaggi con alberi e fiori (come quelli dipinti sulle anfore realizzate per Terme di Chianciano), episodi di storia sacra, sono il retaggio secolare di una cultura figurativa ricca di suggestioni che Taccini rilegge in piena autonomia e con tecniche innovative. Dagli oggetti ornamentali ai grandi pannelli realizzati per le istituzioni (Polizia di Poggio Imperiale, la facciata del Comune di Montelupo Fiorentino, il Monumento Internazionale alla Pace e ai caduti di tutte le guerre, l’imponente muro di 38 metri, esterno della sede della Fondazione Collodi, il Ponte di Nove a Vicenza, gli stemmi della Banca di Cambiano, il Restauro di Casa Gazzari) e per sedi prestigiose, alla serie dei suoi celebri Arlecchini, Taccini ha saputo trasformare la topica di un passato illustre in favole moderne, un mondo lirico e giocoso nella preziosità cromatica di superficie, malinconico e drammatico nella preoccupazione profonda per l’uomo, per la sua libertà e la dignità del suo lavoro. Molto noto anche all’estero, Taccini ha realizzato ceramiche per l’atelier parigino di Christian Dior ed i suoi pannelli ceramici su Pinocchio sono stati in mostra presso l’Istituto Italiano di Cultura di New York in contemporanea con la sessione speciale all’ONU sulla Carta dei diritti dei bambini e dei ragazzi nel 2002. il personaggio di Pinocchio, l’immortale burattino di Collodi, è stato ultimamente per Taccini il migliore compagno di viaggio, sperimentale e metamorfico per antonomasia.

Per Terme di Chianciano ha realizzato delle bellissime anfore, tutte diverse l’una dall’altra, alte 55 centimetri, con il loro manico: sullo sfondo le colline in lontananza, in primo piano i campi di papaveri, di girasoli, con gli immancabili cipressi. E l’acqua delle Terme? Gli azzurri ed i blu nella bocca dell’anfora che richiamano proprio l’acqua, come se le anfore contenessero le preziose e limpide acque delle Terme di Chianciano, l’Acqua Santa, l’Acqua Fucoli, l’Acqua Sillene e l’Acqua Santissima.

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