Empoli, 19 Aprile 2015: la Corsa Rosa, negli scatti di Marcantonio Perugino

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Il Convegno e le foto. Gli scatti di Marcantonio Perugino…

Ormai i nostri lettori ci sono abituati. Gli eventi che seguiamo vengono riportati quanto più fedelmente possibile con articoli, presentazioni, rassegna stampa, filmati. Rimangono così nel tempo e possono essere visti e consultati da chi, nel futuro, volesse per avventura averne notizia e contenuti. Arrivano sempre immancabili le foto. Questa volta l’evento era di quelli importanti. Caravaggio e i Caravaggeschi. Marcantonio ce lo racconta così.

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La presenza di Art-Test al Convegno di Empoli sul “San Giovanni nel Deserto” e le sue copie

Ancora un quiz, Caravaggio ad Empoli?

Il Caravaggesco di Empoli durante le analisi nel laboratorio di Art-Test a Firenze

Il Caravaggesco di Empoli durante le analisi nel laboratorio di Art-Test a Firenze

Sabato 11 aprile 2015 la Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani di Empoli  ospiterà la giornata di studi “Da Caravaggio. Il San Giovanni Battista Costa e le sue copie” moderata dal Prof. Bruno Santi.
Questo soggetto ebbe una grande fortuna, in Italia e all’estero. Ci sono almeno 8 versioni conosciute di buon livello, con diverse e controverse attribuzioni. Quali artisti hanno realizzato le varie versioni? Qual è la storia della semi-sconosciuta versione empolese? Questo dipinto, confluito nel patrimonio della chiesa di Santo Stefano grazie alla donazione di monsignor Marchetti nel 1823 e quasi illeggibile prima del restauro, si trova in un edificio che vanta una storia antica: fu eretto nel corso del Quattrocento per la confraternita degli Agostiniani, fin dal Medioevo presenti sul territorio empolese. Tra i nomi illustri di artisti che vi lavorarono troviamo infatti Masolino e Starnina ( i cui affreschi ci sono giunti in forma di frammento o sinopia), Cigoli e Cresti detto il Passignano. Ma il nome piu’ altisonante è quello di Caravaggio, legato alla Cappella della Purificazione dove si trova il San Giovanni Battista. Originale o copia? Il simposio sarà l’occasione per presentare gli studi ed i risultati del recente restauro, diretto dalla Dottoressa Maria Cristina Gnoni Mavarelli della SBAPSE di Firenze Pistoia e Prato ed affidato a Sandra Pucci, insieme agli esiti, che non possiamo anticipare, della campagna diagnostica, comprendente analisi dei materiali e riflettografia affidata ad Art-Test.

Vi aspettiamo numerosi Sabato 11 aprile dalle ore 9.30 presso la Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani di Empoli. L’ingresso è libero. Save the date!!


Toscana Oggi, recensione alla Giornata di Studio di Empoli

TOSCANA OGGI

Arte & Mostre

07/04/2015

Empoli, giornata di studio sul «San Giovanni Battista nel deserto»

Sabato 11 aprile si terrà in Santo Stefano degli Agostiniani, a Empoli, una giornata di studio sul restauro del San Giovanni Battista nel deserto, restauro felicemente conclusosi in questi giorni, fortemente voluto dalla Venerabile Arciconfraternita di Misericordia e condotto dalla restauratrice Sandra Pucci in accordo con la Soprintendenza fiorentina.

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Interverranno i principali esperti del settore, i quali hanno dato immediatamente la loro adesione; a moderare gli interventi sarà Bruno Santi, storico d’arte di fama internazionale, direttore dell’Opificio fiorentino delle Pietre Dure e poi Soprintendente; dopo i saluti delle autorità sarà poi l’attuale Soprintendente di Firenze, Prato e Pistoia, Alessandra Marino, assieme a Mina Gregori ad introdurre i lavori. Continua a leggere

Anche noi abbiamo un Caravaggio!

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Santagostino a Empoli

Già pubblicato su Emporium n. 6, anno 2011

Paolo Pianigiani

Anche se nessuno lo sa, sta appeso da anni sull’altare della cappella Zeffi in Sant’Agostino. Lo portò a Empoli Monsignor Giovanni Marchetti, vescovo di Ancira (che poi era Ankara, con tutta una complicata spiegazione dove non mi avventuro a rischio di perdermi e annoiarvi), insieme alle innumerevoli casse di libri (24 quintali in tutto). E insieme ad altre opere d’arte che aveva acquistato, o ricevuto in dono, durante il suo soggiorno romano. Nato nell’allora via della Fogna (oggi, appunto “Via Marchetti”), questo pretino di umili origini si era recato nella Capitale, seguendo un Alto Prelato che lo introdusse nei salotti buoni del potere ecclesiastico. Divenne un esponente di spicco dell’ala reazionaria cattolica, e si oppose, o cercò di opporsi, alle nuove ventate gianseniste portate in Italia dalle baionette di Napoleone. A fine carriera, anche per sfuggire alle persecuzioni politiche, si ritirò da noi, a Corniola, presso il convento dei Frati Carmelitani. Pensando di far cosa gradita ai suoi concittadini, propose di dare in uso pubblico la sua imponente biblioteca, ricca anche di volumi antichi, ma per la maggior parte formata da testi  di contenuto religioso, scritti e pubblicati a proprie spese dallo stesso Marchetti. Cominciò una vicenda piuttosto complicata, che diventò di impossibile soluzione sia per il caratterino di Monsignore, che per la mancanza di un vero interesse per i libroni a sfondo religioso, da parte dell’Ente che doveva poi gestire la nascente Biblioteca. Per testamento, steso il 23 Novembre del 1829, Monsignore lasciò al Capitolo di S. Andrea (la chiesa locale) il suo patrimonio librario, con il patto che rendesse di utilizzo pubblico la sua Biblioteca (aveva questa fissa), e che nella sala principale della stessa, quella dedicata alla lettura, venisse piazzato il “suo Michel Angiolo da Caravaggio”, che lui riteneva assolutamente autentico e che si era con ogni probabilità procurato a Roma. Ecco il dettaglio: Continua a leggere

A Palazzo Strozzi, i Bronzi del Potere e del Phatos…

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Potere e pathos. Bronzi del mondo ellenistico. Video ufficiale

ORGANIZZATA DA: Fondazione Palazzo Strozzi, J. Paul Getty Museum di Los Angeles e National Gallery of Art di Washington con la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana
A CURA DI: Jens Daehner e Kenneth Lapatin

LA MOSTRA

Dal 14 marzo al 21 giugno 2015 Palazzo Strozzi a Firenze è sede della grande mostra Potere e pathos. Bronzi del mondo ellenistico, concepita e realizzata in collaborazione con il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, la National Gallery of Art di Washington e la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana.

Attraverso eccezionali esempi di statue bronzee, la mostra racconta gli sviluppi artistici dell’età ellenistica (IV-I secolo a.C.), periodo in cui, in tutto il bacino del Mediterraneo e oltre, si affermarono nuove forme espressive che, insieme a un grande sviluppo delle tecniche, rappresentano la prima forma di globalizzazione di linguaggi artistici del mondo allora conosciuto. L’utilizzo del bronzo, grazie alle sue qualità specifiche, permise di raggiungere livelli inediti di dinamismo nelle statue a figura intera e di naturalismo nei ritratti, in cui l’espressione psicologica divenne un marchio stilistico.

La mostra vede riuniti alcuni tra i maggiori capolavori del mondo antico provenienti dai più importanti musei archeologici italiani e internazionali come il British Museum di Londra, il Metropolitan Museum of Art di New York, la Galleria degli Uffizi e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Museo Archeologico Nazionale di Atene, il Museo Nazionale Georgiano, il Musée du Louvre di Parigi e i Musei Vaticani.

E’ tornata nella chiesa di via Calzaioli la grande “Deposizione” di Niccolò di Pietro Gerini

Fine restauro Gerini Deposizione Particolare reintegrazione pittorica 2

Firenze, 1° aprile 2015

  COMUNICATO STAMPA,

 Dal Polo Museale

Dopo un lungo e delicato restauro finanziato dal quotidiano giapponese Yomiuri Shimbun e curato dai tecnici dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, in questi giorni è ritornata sopra l’altar maggiore della Chiesa di San Carlo dei Lombardi (in via Calzaioli, di fronte a Orsanmichele) la grande tavola dipinta nell’ultimo ventennio del XIV secolo da Niccolò di Pietro Gerini e raffigurante la Deposizione e Resurrezione di Gesù.

Di proprietà delle Gallerie Fiorentine, l’opera misura 408 cm di altezza per 286 di larghezza e verrà svelata ai fedeli prima della Santa Messa delle ore 18 di domani, 2 aprile (Giovedì Santo), rimanendo visibile fino alle ore 24; il ritorno alla visione pubblica, potrà consentire anche di fornire nuovi elementi alla conoscenza dell’attività di Niccolò di Pietro Gerini (documentato a Firenze tra il 1368 e il 1414), uno dei maggiori protagonisti della stagione del neogiottismo di fine Trecento. Continua a leggere