DOPO CARAVAGGIO. IL SAN GIOVANNI BATTISTA COSTA E LE SUE COPIE

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Sabato 11 aprile si terrà una giornata di studio, la quale si snoderà lungo l’intera mattina per concludersi nel primo pomeriggio, incentrata sul restauro del San Giovanni Battista nel deserto, restauro felicemente conclusosi in questi giorni, fortemente voluto dalla Venerabile Arciconfraternita di Misericordia  tramite l’opera dei suoi Governatori, Giovanni Pagliai che commissionò il lavoro alla restauratrice Sandra Pucci in accordo con la Soprintendenza fiorentina tramite il funzionario di zona, Cristina Gnoni, e Pier Luigi Ciari che ne ha proseguito l’opera.

Fedelmente ad una linea di tutela e valorizzazione del ricco patrimonio conservato nella splendida chiesa di Santo Stefano, in cui la tela ebbe a confluire grazie alla donazione di monsignor Marchetti nel 1823, l’iniziativa si inserisce nel più vasto programma di valorizzazione della chiesa agostiniana per cui la Misericordia cittadina, oltre a garantirne l’apertura,e quindi la fruizione, di quello che a ragione può essere considerato uno dei monumenti maggiormente significativi tra quelli presenti nel nostro territorio, sta progressivamente provvedendo a restaurare i non pochi arredi bisognosi di interventi di recupero. Dopo l’affresco cinquecentesco ed i due antichi crocefissi in legno policromo, è toccato a questa tela, copia di un originale dipinto a Roma nel primo Seicento da Michelangelo Merisi da Caravaggio, in questo caso col significativo contributo della sezione locale del Rotary. Basterà riflettere brevemente su come il nostro territorio, per quanto ricco di preziose quanto storicamente variegate presenze artistiche, risulti per altro mancante  di opere legate al Merisi o alla sua cerchia (eccezion fatta per la grande tela del senese Rutilio Manetti anch’essa nella medesima chiesa) per comprendere come una simile occasione legata alla presentazione dell’avvenuto restauro non poteva essere trascurata ma anzi doveva necessariamente essere valorizzata e portata all‘attenzione della comunità degli studiosi internazionali.

Il restauro appena conclusosi ha inoltre rivelato essere il dipinto una copia di alta qualità per la sua esecuzione, particolarmente nel volto del santo, nonché per la sua antichità, forse addirittura coevo all’originale da tempo conservato nel Nelson-Atkins Museum di Kansas City.

Fedele all’incarico, del tutto onorifico ma altamente gratificante per ogni storico d’arte, incarico conferitomi alcuni anni or sono dal Governatore Pagliai al fine di valorizzare il non indifferente patrimonio artistico conservato nella chiesa, nei mesi scorsi ha via via preso corpo l’ambizioso progetto di dare a questa presentazione un maggior spessore rispetto ai sia pur significativi restauri presentati lo scorso anno, progetto appoggiato da subito dalla Misericordia e dalla sua dirigenza, idea nata e sviluppata in pieno accordo con la soprintendenza fiorentina.

La giornata di sabato 11 aprile mostrerà a tutti noi -empolesi ma non solo- la ricchezza e la vasta potenzialità di un patrimonio il quale non aspetta altro che di essere valorizzato e messo a disposizione nella sua conoscenza permettendone una vera e completa fruizione pubblica.

Come  ben illustra il ricco programma, interverranno i principali esperti  del settore, i quali hanno dato immediatamente la loro adesione; a moderare gli interventi sarà Bruno Santi, storico d’arte di fama internazionale, direttore dell’Opificio fiorentino delle Pietre Dure e poi Soprintendente; dopo i saluti delle autorità sarà poi l’attuale Soprintendente di Firenze, Prato e Pistoia, Alessandra Marino, assieme a Mina Gregori, il cui nome è troppo noto per rendere necessarie ulteriori presentazioni, ad introdurre i lavori.

Nella mattinata il tema trattato sarà l’interessante quanto affascinante problematica relativa alle copie derivate dagli originali di Caravaggio, come illustrerà Maria Cristina Terzaghi dell’università di Roma3, studiosa di livello internazionale, la quale appunterà la propria attenzione sulla committenza caravaggesca del banchiere Ottavio Costa, seguita da quei relatori i quali, entrando nello specifico del tema, illustreranno gli esemplari di Kansas City (e solo la notevole differenza di fuso orario ha impedito una diretta con Nicole Myers, ricercatore del museo americano e specialista di arte europea) e di Capodimonte, quest’ultimo trattato da Angela Cerasuolo della Soprintendenza napoletana. A conclusione della mattinata l’attenzione si appunterà sulla tela empolese con un mio breve intervento in cui si tenterà un breve profilo storico della pittura seguito da Cristina Gnoni funzionario di zona della soprintendenza la quale, unitamente a Sandra Pucci, illustrerà le modalità e l’importanza del restauro effettuato.

Altrettanto ghiotto il programma  del pomeriggio, con gli specialisti di Art Test di Firenze, i quali finalmente sveleranno le scoperte compiute sulla tela grazie all’uso della moderna tecnologia scientifica, seguiti da Roberta Lapucci, esperta e conoscitrice della pittura caravaggesca, la quale illustrerà la particolare iconografia del Santo nella pittura di Caravaggio, e da Marco Masetti dell’Università di Firenze che tratterà del particolare tipo di pelle indossata dal Precursore.

Come è possibile vedere, si tratta di un programma ricco e variegato, con noti studiosi di fama internazionale i quali hanno accettato gratuitamente di partecipare al convegno dimostrando a noi tutti come sia possibile scrivere una pagina di grande spessore culturale senza partire necessariamente da uno di quegli eventi che ai nostri giorni sembrano andar tanto di moda ma  che poi tendono a lasciar poca traccia di sé, ma anzi, al contrario, creandolo quasi dal nulla, o meglio, creandolo da quel ricco quanto troppo spesso ignorato patrimonio storico artistico che abbiamo la fortuna  di avere nel nostro  territorio.

VALFREDO SIEMONI

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