Tre Deposizioni in Santagostino

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Storia di grandi pittori e di piccoli misteri

Il Gran Principe, figlio primogenito di Cosimo III, era venuto a conoscenza che a Empoli c’era una tavola del Cigoli, una Deposizione di particolare bellezza, che stava, dal gennaio 1608, sull’altare della Compagnia della Croce, in Santo Stefano degli Agostiniani. La volle a tutti i costi per la sua collezione. Dette incarico a persona di sua fiducia, un cappellano di corte, tale don Filezio (negli avanzi di tempo cacciava anche i demoni dagli indemoniati) di trattare con i Confratelli, legittimi proprietari della tavola dipinta a olio. Erano quasi tutti ricchi commercianti empolesi, abilissimi nelle trattative. Che si protrassero per un po’, per chiudersi infine con la fatidica stretta di mano. Il “nostro” Cigoli fu portato a Firenze, per via di navicello, e subito esposto nella collezione medicea, a Pitti. Dove sta, nella Galleria Palatina, ancora oggi, con il numero 51.

In cambio…

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