1842: L’inventario di Carlo Pierotti, nella trascrizione di Paolo Pianigiani

Devo la possibilità di aver compilato questa trascrizione dell’inventario steso con pazienza ed estremo rigore dal prete Carlo Pierotti, parroco di Sant’Andrea a Botinaccio, e presente in originale e copia autografa nell’archivio della Parrocchia, ai miei amici Alessandro Naldi e Walfredo Siemoni, che mi hanno prestato le riproduzioni in loro possesso degli originali. La scrittura di don Pierotti è chiarissima e i pochi punti controversi sono stati sciolti dal confronto delle due versioni disponibili. Sono arrivato a circa metà strada di questo lavoro, che non è di poco conto: spero di terminarlo entro il corrente anno. Servirà, è sperabile, a qualche studioso che vorrà ripercorrere la storia della nostra Chiesa Maggiore, tenendo come ferma la situazione degli oggetti sacri custoditi nelle varie cappelle, nell’anno 1842, quando fu fatta la presente ricognizione: un ventennio prima della costituzione del primo nucleo di quello che diverrà il Museo della Collegiata, e che troverà spazio nell’antico oratorio della compagnia di San Lorenzo.

Paolo Pianigiani

Navata della Collegiata di Sant'Andrea a Empoli - Foto di Marcantonio Perugino

Navata della Collegiata di Sant’Andrea a Empoli – Foto di Marcantonio Perugino

Inventario

Di tutti gli oggetti, che sono di proprietà, e che si ritrova la Venerabil’Opera della Chiesa Collegiata di S. Andrea d’Empoli, compilato nell’Ottobre dell’anno milleottocentoquarantadue dal Prete Carlo Pierotti, Paroco della chiesa di S. Andrea a Bottinaccio, come uno dei Componenti la Magistratura della detta Venerabil’Opera, e a ciò espressamente deputato dagli altri suoi Colleghi, e rappresentanti l’Opera stessa, con partito de’ due Luglio dell’anno 1842; e fatto con l’assistenza dell’Eccellentissimo Sig. Dott. Lorenzo Neri Provveditore dell’Opera summentovata.

La Chiesa principale della Terra d’Empoli, è la Propositura sotto il titolo di S. Andrea Apostolo, Chiesa distinta e per l’antichità, mentre dicesi esistere fino dal quarto secolo, e per la forma interna, mentre oltre la ricchezza del pietrame, un buon dipinto soffitto rappresentante il Paradiso,  e un bel variato pavimento di marmo è bene architettata a croce greca a una sola navata lunga braccia 57  dal Presbiterio alla porta di fondo e larga braccia ventidue nella sua maggiore strettezza, ed è distinta per l’esterna facciata, ch’è ricca di marmo di Carrara, di verde di Prato, e di quattro lastroni di marmo fingiti o diafani.

Questa Chiesa, a cui venne dato il titolo di Pieve prima dell’anno 774 e che fu detta comunemente Pieve di S. Andrea all’Olmo fu dichiarata Propositura da Clemente VII nell’anno 1531. Già da molto tempo era ufiziata dai Canonici, i quali vi sedevano collegialmente fino dall’undicesimo secolo ed era anco a quell’Epoca decorata col titolo d’Insigne, essendole stato dato questo nome distinto dall’Arcivescovo Orsini di Firenze nell’anno 1498; titolo che sempre si perpetuò.

In detta Chiesa vi s’introduce permezzo di quattro porte, che tre sono laterali, e una di faccia all’altare Maggiore. A livello dell’arco di quest’altare vi sono quattro Oratori, ossia Cappelle che tre sono molto internate, e quasi separate dal corpo della Chiesa, ma vi si accede dalla chiesa stessa. Dalle parti poi laterali lungo la chiesa vi sono undici Cappelle, che n° 5 dalla parte destra, e n° 6 dalla parte sinistra. Ognuna di dette Cappelle porta il nome di un Santo, e sono per la maggior parte il titolo di un Benefizio Corale, e sono di diversi Patronati.

In detto Altare Maggiore e nelle suddette Cappelle trovasi quanto appresso.

Altare Maggiore

Il suddetto è di marmo a vari colori, e ben lavorato, ed ha due gradini parimente di marmo. Sopra il primo di essi vi sono otto Candellieri di ottone grandi, con più il piede della Croce, e Croce parimente di ottone. Sopra il secondo, nel mezzo del quale vi è il Ciborio di marmo, vi sono sei Candellieri di ottone, meno grandi dei suddetti. Altri quattro parimente di ottone più piccoli sono sulla mensa, sula quale vi sono ancora tre Carteglorie con cornice dorata a mecca con i cristalli, un leggio di noce, due tovaglie, che una lunga e una corta, e una cornice di legno che circonda tutta la mensa stessa. Al detto Ciborio vi è lo sportello di legno dorato a oro buono con sua toppa e due chiavi, che una è d’argento con nappa di filo in oro. Dentro è foderato di seta gialla. La predella che è incassata nell’ultimo gradino di marmo è di noce. Dietro detto Altare vi esiste un piccolo Armadio con i suoi sportelli, e toppa, nel quale vi sono otto libri di cartapecora notati di diverse dimensioni non tutti in buono stato. Vi è ancora un altro libro da coro di carta reale contenente gli Ufizi recenti in stato ottimo. Tutti i detti libri sono ben coperti e affibbiati, e quest’ultimo è legato in sommasco.

Sopra l’Altare stesso vi è un Baldacchino di legno col fondo verde e con i rapporti dorati sostenuto da un ferro, al quale va unita anche una fune.

In poca distanza all’Altare medesimo vi è una panca con pedana e uno sgabello tinti di color di noce, che servono per la messa cantata, in cattivo stato.

Vi è pure una credenzina di noce per uso della medesima Messa con suo gradino. Detta credenzina è fatta a cassettone con alcuni palchetti e si apre dalle parti laterali, e da ambe le parti vi è toppa, e chiave. Dentro vi si trovano altri 5 libri di cartapecora notati, in buono stato e ricoperti e affibbiati benone. Uno pero di detti libri è del Reverendissimo Capitolo. Questa credenzina è in ottimo stato; non così però è il gradino ch’è sopra di essa, e ch’è in pessimo stato.

Da una parte laterale dell’Altare Maggiore, e precisamente dalla parte sinistra vi è un armadio co toppa e chiave per gli Oli Santi. Entro vi sono tre vasettini, due d’argento e uno di stagno con sue borsette e purificatoi, e più n° 4 stole di filatino di color paonazzo; n° 4 libri dello Zolfi per l’assistere li Infermi, e n° 4 libri della Vergine del Carmine (2.)

Nel Coro che resta dietro detto Altare vi sono li stalli del Sig. Proposto con inginocchiatoio staccato, e dei SS.ri Canonici, e più due gran panche fisse per gli altri SS.ri Capitolari, e due altre più basse per i Chierici. Il tutto è di noce e in buono stato.

Al muro e precisamente di faccia vi è un Crocifisso di legno di alta misura, sopra il quale vi è un pendone di filattino, e seta in forma di baldacchino.

Nel mezzo del coro vi è un piedistallo di ottone  sopra del quale posa un’aquila di simile metallo, che con l’ali sostiene le basi, dove si tiene il libro notato.

Vi sono tre Leggii di noce, che due fissi nelle dette panche dei chierici da potersi però girare a piacimento, e uno mobile. Sopra i primi due vi sono due salteri grandi di carta in stato mediocre, e dentro ai medesimi si trova il Martirologio e un Messale usato. Sopra il terzo leggio vi è una parte del Breviario, e precisamente quella che contiene gli Ufizi della stagione.

Vi sono ancora in Coro due grucce di legno con i fusti di ferro, che servono per sostenere i piviali; quattro lanternini che due di ferro e due di latta con i ganci di ferro.

Vi è un Guanciale di pelle ripieno di crino che sta sopra lo stallo del sig. Proposto; e vi è una campanella di Bronzo appeso al muro con la sua fune.

Il detto Coro è illuminato da un Finestrone e da due Finestre, e in ognuna di queste vi sono le vetrate, le tende, ed i finimenti di esse.

Partendo dal coro e passando dal piccolo arco che resta in Cornu Evangeli dell’Altare Maggiore si entra in un atrio, che serve d’Ingresso alla Cappella del SS.mo Sacramento.

In questo detto atrio vi è una pila di marmo fissa al muro per l’acqua benedetta. Vi è un confessionale parimente fisso al muro, e un Cartello grande in tela, che suol mettersi alla facciata della Chiesa nell’occasione della Festa del Corpus Domini ma questo appartiene a chi fa la festa del Corpus Domini.

Un Cancello di ferro assai grande divide il suddetto atrio dalla Cappella, che segue.

Cappella del SS.mo Sacramento

L’Altare dove si conserva il Corpo del nostro Signore è di legno ed ha tre gradini, come di legno è il Ciborio. L’uno e l’altro è intagliato con rapporti dorati a oro buono, ed in fondo del Ciborio è celeste. Affisso a questo Ciborio vi è un piccolo Baldacchino, e sopra una specie di cupolina con due putti, il tutto di legno dorato a oro buono. Dentro (il Ciborio) è foderato di teletta d’oro nella maggior parte, ha una tendina di seta paonazza, ed il chiusino che porta l’impronta del risorto Signore, ha la sua toppa e due chiavine una delle quali è d’argento con nappa di fili d’oro. (VIII.) Tutto quanto è in buono stato.

I detti Altari e Ciborio sono ricoperti di fodera di legno tinta a marmo.

Nel primo dei suddetti gradini vi sono 6 Candellieri di ottone e più croce e piede di essa simili e numero 6 fiori di foglio.

Nella Mensa vi sono altri 4 Candellieri d’ottone, e vi sono due tovaglie che una lunga e una corta, e un leggio: sotto la mensa vi è un paliotto di stoffa a fiori.

La predella è di noce con un frontone di legno dorato.

Dietro detto Altare, e in mezzo a due colonne di pietra inverniciate a marmo, vi è un quadro in tavola di Autore, e precisamente di Lodovico Cardi da Cigoli, rappresentante l’Ultima Cena del divin Redentore nell’atto di benedire il vino. Esso è di gran pregio in tutte le sue parti. Ha attorno una cornice dorata a oro buono.

Simile alle sopradette colonne è l’Architrave con tutti i suoi annessi Sopra di questo vi è un Baldacchino fissato al muro di legno dorato a mecca con rapporti, e cornici simili. A poca distanza vi è fisso al muro un piccolo campanello di bronzo.

Dalle due parti laterali dell’altare vi sono dipinti al muro due quadri, che uno rappresenta la manna e l’altro i pani della Proposizione.

Vi sono ancora 4 lampadi d’ottone con i suoi vetri, pendule da 4 ferri fissi nel muro. Vi sono due piccoli Inginocchiatoi di legno, e due scalei parimente di legno.

Il Balaustro, che è poco distante dall’altare è di pietra. Siccome in questo luogo viene amministrato il Sacramento Eucaristico ai fedeli, sopra di esso vi sono due tovaglie, che lo coprono tutto quanto e dove ci s’inginocchia vi stanno due tavole di legno.

Nel mezzo della Cappella medesima vi è un inginocchiatoio di albero tinto con pedana, in buono stato.

Sotto il suddetto  Balaustro vi sono due porte, che una però, e precisamente la sinistra non ha sfondo. Bensì come l’altra ha l’usciale di legno in buono stato con sue maniglie. Quella che è a parte destra ha di più toppa, e chiave e serve di ingresso ad una stanza, dove vi si conservano molti oggetti. (Questi oggetti non vengono qui registrati, ma quasi al termine di quest’Inventario a C…)

E’ illuminata la detta Cappella da tre finestroni. Un quarto vi si vede ma è finto. Tanto questo che li altri hanno la tenda con tutti i suoi finimenti, i primi tre hanno anco il telajo, i vetri, e inferiata.

Nel mezzo di questo Oratorio, ovvero Cappella, giacciono sepolte le ceneri del sempre grande Monsignore Giovanni Marchetti. Le virtù di questo degno e benemerito nostro concittadino vengono compendiosamente scolpite nel marmo, che osservasi posto nella sinistra parete; e qui appunto riposa avendolo desiderato e chiesto in vita.

La descritta Cappella, e l’Altare ancora è conservata e mantenuta dalla Compagnia, che ha il titolo del SS.mo Sacramento, e che è eretta fino dall’anno …. . Ne ha poi la suddetta l’uso per concessione dell’Opera fattale nel 1792. Previo Inventario. In conseguenza di detto uso il Sagrestano pro tempore della Collegiata è disonorato dalla Custodia degli oggetti, che appartengono e si ritrovano in detta Cappella.

Esciti dalla medesima e rientrati in Chiesa a mano destra si trova la

Cappella di S. Giuseppe

La suddetta è di proprietà della famiglia Lami d’Empoli.

In detta Cappella vi è l’altare di marmo, e di marmo è pure il grado, le colonne e tutto l’ornato. In mezzo vi è un quadro in tela rappresentante il Transito del Patriarca S. Giuseppe.

Al grado superiore dell’Altare sonovi 4 Candellieri di legno dorati con croce e piede simile, e vi sono 4 fiori di carta pesta. Al secondo grado vi sono due piccoli Candellieri dorati. Nella mensa vi è un leggio di legno, e vi sono due Tovaglie corte. Tutti i nominati oggetti sono in cattivo stato. Dalla parte destra di detto Altare vi è un piccolo Campanello per uso delle messe; e dalla parte sinistra vi è un quadretto della prima stazione della Via Crucis. E questo quadretto come tutti li altri, che si trovano nella Chiesa e che servono al medesimo oggetto ha la sua cornice tinta a ebano, e il suo cristallo.

Da una parte di questa Cappella, e precisamente dalla sinistra vi è un armadio internato nel muro con suoi sportelli, toppa, e chiave. In esso vi si trovano 4 Candellieri dorati con piedistallo e Croce simile in buono stato, che mettonsi nelle solennità nell’altare suddetto. La Chiave di detto Armadio la ritiene da uno nominato dei SS.ri Lami.

Sotto l’arco ai fianchi vi sono due bracci di legno intagliati, e dorati con i suoi lampadari in stato poco buono.

PPoco distante alla nominata Cappella trovasi una porta che serve d’ingresso alla soppressa Compagnia di S. Lorenzo Martire, e da questa si accede e nel quartiere dove abitava il il Predicatore della Quaresima, e in diverse altre stanze.

In ognuno di questi locali trovansi oggetti e utensili da chiesa, i quali vengono qui descritti a C.

In questo sito di Chiesa trovasi la

Cappella della SS.ma Concezione

Dietro l’altare di questa Cappella precisamente in mezzo in una nicchia internata nel muro trovasi l’Immagine di Maria Santissima sotto il titolo della Concezione. Essa è in rilievo di terra cotta, alta circa un braccio, con panneggiato simile alla terra, di cui è formata. Detta nicchia chiamata volgarmente Tabernacolo, chiudesi con due chiavi, le quali dovrebbonsi ritenere una dal Sig.r  Proposto, e l’altra dall’opera; ma che oggi hanno una il sagrestano per interesse dell’Opera, e una il Custode della Congregazione della Concezione. E’ poi la nicchia medesima circondata da un prospetto di altare formato nel muro a stucchi con vari angioli e teste di putti parimente di stucchi. In simil guisa sono le parti laterali, nelle quali in rilievo trovansi ancora due alte statue, una rappresentate S. Lorenzo Martire, e una S. Stefano Protomartire.

L’altare è anco esso di stucco con due gradini aventi le cornici dorate. In mezzo vi è il Ciborio di ugual materia, il quale ha toppa e chiave, e dentro è foderato di seta gialla.

Ambedue detti gradini, come pure la mensa del suddetto altare, e la Cappella tutta è adorna di vari oggetti, i quali però non vengono in questo luogo segnati per essere segnati unitamente a molti altri oggetti destinati ad addobbare questa Cappella in varie circostanze nell’Inventario degli oggetti appartenenti alla Congregazione che porta il medesimo titolo della SS.ma Concezione, ch’è qui eretta. I suddetti oggetti poi sono sotto la custodia e mantenimento attualmente del Molto Reverendo Cappellano Luigi Mostardini, come è anco la cappella stessa sotto però la soprintendenza della Venerabile Opera che glie ne ha dato l’incarico. In conseguenza anche di questa Cappella e oggetti ad essa appartenenti n’è disonorato l’attuale sagrestano e per la custodia e pel mantenimento. Il detto inventario trovasi qui unito a carte N°.

Una finestra insieme con la Lanterna , che esiste sopra la Cupola è quella che illumina la suddetta Cappella: l’altra è una finestra finta. Tanto la prima che questa ha la tenda con i suoi finimenti, e quella ha anco il telajo, e i vetri, come il telajo e i vetri ha la suddetta lanterna.

Alle basi dell’arco della più volte rammentata Cappella dalla parte d’avanti vi sono due quadri a Fresco, che uno rappresenta il Precursore e uno S. Giuseppe. Ambedue hanno le cornici di stucco dorato, e quest’ultimo dicesi opera dell’Empoli.

In questo punto trovasi una delle tre porte soprindicate, detta la porta di S. Francesco. Ha questa porta l’uscio esteriore, il quale si serra con due chiavi, ed ha due altri paraventi. Fra l’uscio d’ingresso e il primo paravento vi sono due armadi, nei quali vi si conservano degli oggetti della Compagnia del SS.mo Crocifisso.

Accanto all’ultimo paravento vi è una pila per l’acqua benedetta sorretta da un piedistallo, e tanto questo che la pila stessa sono di marmo.

Sopra vi è un finestrone con vetri, tenda con suoi finimenti.

In poca distanza vi è un Confessionale movibile tinto di noce, e sopra questo vi è un quadro grande rappresentante il Martirio di San Lorenzo, con cornice di legno dorata.

Prendendo a girare la Chiesa da questo punto si trova primieramente la

Cappella di San Francesco

Detta volgarmente del Seminetti

In detta Cappella vi è l’imbasamento dell’altare la mensa e le colonne di pietra, in mezzo a queste vi è un quadro grande rappresentante Maria Santissima col Bambino in collo, con l’Apostolo S. Iacopo Maggiore da un lato, e S. Romualdo Eremita dall’altro. Il grado è di legno marmorizzato, con cornici dorate ed ha la custodia di legno tinto a marmo. Nel mezzo al quadro superiore vi è un piccolo quadro in tela rappresentante il Santo a cui è dedicato l’altare, cioè S. Francesco d’Assisi, con cornice dorata e con cristallo. Sopra questo quadretto vi è una Croce di legno tinta nera con Crocifisso dorato a mecca. In questo grado stesso vi sono 4 Candellieri a pera grandi col suo cero di legno; due Candellieri alquanto più piccoli dei suddetti sono al secondo grado e vi sono in questo anco le Carteglorie in terzo con i suoi cristalli. Il tutto è tinto di giallo, con cornici dorate a mecca. Nella mensa vi è il leggìo di legno, ed una cornice di legno, che contorna tutta la stessa mensa, e vi sono N° 2 tovaglie ambedue corte. Sotto vi è la predella di legno.

Al muro della parte destra dell’altare vi è affisso un campanello piccolo di bronzo.

Dalla parte stessa vi è incastrato nel muro un piccolo armadio con suoi sportelli, toppa e chiave nel quale vi sono N° 7 tende con le quali si coprono le Immagini ed i Crocifissi nella settimana di Passione; vi sono le cappe con le quali si cuoprono i Candellieri nella settimana stessa in N° di 19, e vi sono alcuni oggetti appartenenti alla Congregazione di S. Luigi.

Dalla parte opposta vi è il quadro della seconda stazione della Via Crucis ed evvi un Confessionale movibile.

Accanto alla descritta Cappella vi è la

Cappella del Carmine

La suddetta, che è comunemente chiamata Cappella di San Luigi ha l’altare di pietra e simile è l’imbasamento di esso, la mensa, le colonne, e l’Achitrave che sta al di sopra dell’altare stesso.

Nel mezzo alle dette due colonne evvi un quadro in tela rappresentante Maria Santissima del Carmine col Bambino in braccio e due santi ai lati. Tanto la Vergine quanto il Bambino hanno lòa Corona in testa di foglia d’argento, e tutto il quadro è circondato con cornice dorata a oro buono. Appeso a detto quadro vi è un piccolo voto di foglia d’argento.

L’Altare ha due gradini di legno tinti di celeste con rapporti dorati, ed ha la custodia parimente di legno tinta a marmo a vari colori.

Nel gradino superiore, oltre 4 Candellieri con i ceri di legno in tutto simili a quelli dell’altare di S. Francesco, e oltre una Croce nera con Crocifisso dorato a mecca e piccolo calvario vi è in tela un quadro sostenuto da una piccola base rappresentante S. Luigi Gonzaga con cornicie intagliata e dorata a oro buono coperto con una tendina a punt’unghero.

Nel 2° gradino vi sono due Candellieri e tre Cartaglorie con vetri.

Nella mensa vi è il leggìo, due tovaglie che una lunga e una corta e una cornice che circonda tutta la mensa. Sotto di essa vi è un paliotto di cuojo col fondo inargentato e dipinto di fiori e una predella di noce.

Dalla parte destra dell’Altare vi è fisso al muro un piccolo campanello di bronzo, e sotto un piccolo palchettino di Legno per comodo dell’ampolle.

A sinistra vi è il quadretto per la 3° stazione della Via Crucis.

Nelle pareti laterali sonovi due quadri, che uno rappresenta la Madonna dei Dolori col Figlio morto in grembo con cornice intagliata e dorata a oro buono, e l’altro rappresentante S. Giuseppe con cornice di legno tinta.

All’ingresso della detta Cappella vi è un braccio piccolo di ottone con lampadaro di latta e vetro.

Questa Cappella è custodita e mantenuta in parte da una Congregazione sotto il titolo di San Luigi Gonzaga, ch’è eretta in questo luogo sotto la Soprintendenza della Venerabile Opera. Quali altri oggetti poi abbia la detta Congregazione vedasi qui a C. e in un inventario a parte. Neppure questi oggetti sono sotto la custodia del Sacrestano.

La terza Cappella che trovasi in questa parte e quella detta

Cappella di S. Antonio da Padova

L’Altare è come le altre già descritte. Sopra di esso vi è una tavola tinta celeste intagliata con rapporti dorati. In mezzo di essa trovasi un Tabernacolo grande, ove si conserva l’Immagine di S. Antonio da Padova in rilievo con testa, mani e piedi di cartapesta e col busto di legno.

Detta Immagine è vestita coll’abito da Francescano e delle vesti ne ha una sola in buono stato. Ha in mano un’asse che fa figura di libro sopra la quale suol posarsi un Gesù Bambino quando si scuopre l’Immagine medesima. Il Gesù Bambino suol prestarlo in detta occasione persona devota. Nell’altra mano ha il Santo un giglio in tela. In capo ha un diadema di legno dorato.

Detto Tabernacolo resta coperto da una mantellina di damasco a fiori.

Il grado dell’Altare è di un sol gradino di color verdicchio, che hanno la coperta di legno marmorizzata. Sopra detto Altare è collocato un quadro di tela con Cornice, rapporti e piccolo crocifisso dorati a oro buono rappresentante Santa Filomena Vergine Martire

Vi sono pure in detto grado 4 Candellieri  con 4 ceri di legno, e due detti sono nella mensa nella quale vi è pure tre Cartaglorie con cristalli, e due tovaglie corte. I detti Candellieri e Cartaglorie sono simili ai già segnati negli altri altari. Vi è anco la cornicie che circonda la mensa.

Vi è la Predella di noce, e un piccolo campanello di bronzo fisso al muro da una parte, e dall’altra il quadretto della 4a stazione della Via Crucis. Vi è ancora al muro un viticcio di ottone con tubo simile e lampana di vetro e una cassetta ferrata per l’elemosine per detta Santa.

Accanto all’altare medesimo dalla parte sinistra vi è una Tavola con cornice e cristallo dentro la quale vi sono N° 40 voti fatto in onore de S. Filomena sopra detta. I detti voti sono di vari oggetti i più d’oro e d’argento, ma di non molto valore e molti sono piccoli anelli.

Nelle pareti laterali in mezzo a due nicchie di stucco vi sono due quadri in tela, rappresentanti uno S. Ignazio di Lojola, e l’altro S. Francesco di Paola, con piccola cornici di legno , che una è dorata a mecca e l’altra è tinta. Per uso di questa Cappella vi sono 12 vasi con rame di fiori finti i quali furono regalati, ma attualmente li ritiene il sig.r Cappellano Giovannetti.

Cappella di S. Sebastiano

La mensa dell’Altare di questa Cappella è di pietra, ma la base di essa e di materiale. L’altare è di legno ed ha due gradini coperti da una custodia marmorizzata.

Sopra di essi vi è un antico prospetto a guisa di Tabernacolo, nel mezzo del quale vi è una nicchia dove è collocata una statua di marmo rappresentante S. Sebastiano fatto bersaglio alle frecce dei Carnefici. Questa Statua è opera di Antonio Rosselli, lavoro bellissimo al dir del Vasari. Da ambe le parti di detto Tabernacolo vi è effigiato un Angiolo tutti e due di qualche pregio; nel primo gradino dell’altare vi sono dipinte alcune storiette, esprimenti il martirio di detto Santo, lavoro che alcuni attribuiscono al Ghirlandajo, e alcuni a Fra Filippo, e all’estremità superiore di detto prospetto vi sono due angioli di marmo, che uno ha in mano una corona.

In mezzo a questi due angioli vi è un quadro con cornice a oro buono rappresentante l’Assunzione di Maria Santissima.

Nel detto primo gradino dell’altare vi sono 4 Candellieri con il cero di legno della forma delli ultimamente descritti, e vi è una Croce con il suo Crocifisso di legno posto sopra un Montecalvario di  ….

Nel secondo gradino vi sono due Candellieri e tre cartagloria con i suoi cristalli.

Nella mensa vi è una tovaglia corta. La predella è di legno. Vi è il campanello affisso al muro come nell’altra Cappella, ed evvi il quadretto che serve per la %%° Stazione della Via Crucis: a la mensa vi è la Cornice.

Nella volta esiste in mezzo ad un ornato un’effigie del Padre Eterno e tanto questo che l’ornato è lavoro della scuola di Luca della Robbia. Anche il pavimento di questa Cappella merita considerazione perché in parte è fatto a mosaico.

In questa istessa Cappella vi stanno in una parte dell’altare sei Candellieri di legno, che si usano per le associazioni del Cadaveri.

La descritta Cappella è di giuspatronato della famiglia Salvagnoli di Empoli.

Cappella delle Reliquie

Questa è l’ultima Cappella che trovasi in questa parte. L’altare è di pietra, come di pietra sono le Colonne e l’Architrave sorretto da esse. I gradini però, che sono due, sono di legno intagliato con rapporti dorati a oro buono ed hanno la custodia di legno tinto a marmo.

Nel primo dei gradini oltre 4 Candellieri con i ceri di legno, e la Croce col Crocifisso di legno sostenuto da un Montecalvario parimente di legno avvi di  più un quadretto con cornice perlata, e dorata rappresentante il Sacro Cuore di Gesù.

Nel secondo gradino vi è una tovaglia corta, e tutta la suddetta mensa è circondata da una cornice di legno. La predella è d’albero.

Sopra il detto altare, e precisamente in mezzo alle due Colonne vi è un armadio grande, i di cui sportelli, che si chiudono con tre toppe, e tre chiavi, sono di legno con vari intagli messi a oro buono, e servono per tavola dell’altare.

Dentro detto Armadio si conserva in vari Reliquiarj e Teche la maggior parte delle Sante Reliquie che ha la chiesa Collegiata. (XII.)

I Reliquiarj che vi esistono sono in N° 35 e le Teche che sono separate da detti Reliquiarj sono Nà 24; e ogniuna di esse, come i Reliquiari stessi hanno il suo autentico sigillo, e la rispettiva autentica.

Due di detti Reliquiari son grandi, sono tagliati e dorati con vari rapporti similmente dorati. Un Reliquiario parimente grande è di ebano, che ha vari rapporti d’argento, con vari fiori e pietre. Numero due son fatti in forma semicircolare di legno inargentato. N° 2 sono di otteone inargentato. N° 6 sono di legno inargentato di forma ottagona. N° 2 sono di legno parimente inorato, ma di forma diversa dai suddetti. N° 5 di legno inorato più piccoli dei nominati. N° 12 fatti a quadretto rotpndo di legno e Cornice dorata e due le Cornici di legno filettate d’oro.

Le Teche poi sono di più e varie forme e dimensioni. I nomi di tutte le Reliquie che conservansi in detti Reliquiari, e Teche, e che si ritrova anco in altri luoghi della Collegiata, si trovano registrati tutti insieme qui in fine a carte N°

Affisso al muro di questa cappela vi è un piccolo campanello di bronzo per uso delle messe, e poco sotto un piccolissimo amadio internato nel muro con suo sportello, toppa e chiave. Vi è ancora un predellino per porvi le ampolle.

Dalla parte oppostadi faccia vi è il quadretto della 6° Stazione della Via Crucis.

Nelle pareti laterali della medesima vi sono due piccoli Tabernacoli dorati e intagliati, che hanno due sportelli con sua toppa e chiave. Nei suddetti Tabernacoli vi stanno ordinariamente delle Reliquie, e precisamente in quello situato a destra la Reliquia della Santa Croce e di S. Filippo Neri, e in quello posto a sinistra la Reliquia di S. Carlo Borromeo. Tutte e tre poi le dette Reliquie hanno il Reliquario d’argento con piede simile, ma però non sono di proprietà dell’Opera,ma del Reverendissimo Capitolo della Collegiata e l’opera non ne ha che l’uso. Dipoi ordinariamente, poiché alle volte il Capitolo le ritiene presso di se, e il Sagrestano non ne ha la responsabilità, almeno in faccia all’Opera. Sopra detti Tabernacoli vi sono due piccoli quadri ovati con cornice dorata, che in uno è effigiato S. Carlo Borromeo, e nell’altro S. Filippo Neri.

Vi sono pure due piccoli bracci di ottone con i suoi lampadari di latta, e Lampana di vetro.

Accanto alla già descritta Cappella trovasi un uscio che serve d’ingresso alla stanza e Archivio del magistrato dell’Opera.

Li oggetti che trovasi in detta stanza vengono segnati in un Inventario a parte qui posto a C.

Sopra detto ufficio vi è un quadro grande con cornice di legno dorata rappresentante il Crocifisso con ai piedi le Marie e a poca distanza vi è il quadretto per la settima stazione della Via Crucis.

In fondo della chiesa e in questa parte vi è l’uscio, che serve d’ingresso all’Orchestra, alla quale vi si introduce per mezzo di una scala fatta a Chiocciola, e detto uscio ha toppa e chiave.

Orchestra

L’Orchestra che prende tutta la larghezza della Chiesa è sostenuta da 8 colonne di pietra, e da vari pilastri e mensole. Ha due altri palchi superiori dalle parti laterali, cioè uno di qua e uno di la dell’organo. Tanto la detta Orchestra che i detti palchi hanno il parapetto fatto a Balaustro di legno, e ogni colonnino è perlato e filettato d’oro. Ha di più la detta Orchestra, e palchi un leggio fisso in tutta la sua estensione.

Dentro la suddetta vi sono 7 panche fra piccole e grandi; sei scalei parte fissi e parte movibili, e uno sgabello per l’Organista.

L’Organo poi che si eleva sin quasi alla soffitta della Chiesa con grandioso prospetto intagliato, e dorato è di autore, e precisamente di un certo Giobatta di Giov. Paolo Cantini da Cortona ed ha n° 29 Registri (XIII).

E’ coperto detto Organo con una tela di filattino. 3. (corretto su Quattro) sono i mantici che servono al medesimo.

Vicino all’uscio dell’Orchestra vi è dipinto al muro l’effigie del Redentore. A quest’Immagine vi è una lampana sorretta da un braccio di ottone con suo lampadano e vetro, la qual lampana sta accesa in tutti i giorni di festa, ed al consumo di questa deve pensarci il Rettore della Cappella di S. Maria Maddalena dei Pazzi, come rilevasi dall’Iscrizione che sta scritta sotto detta Immagine in questi termini

Temporarj Rectores Cap. S. M. Magdalenae de Pazzis in conterraneo S. Joseph oratorio situa, ut stativis cunctorum Festorum horis lumen ante D. Salvatoris iconen ardeat curare tenetur. Quod ne in postero oblivione ,  hoc marmoreo aut oscitantia obscolescat hoc marmoreo monumento auctore Capitano Mainardo Florentino eiusdem Cap. Patrono cantum, provisumque est. XI quintina a D. MDCCXCVII.

A pochissima distanza dalla suddetta effigie del Redentore si eleva dal pavimento un piedistallo di marmo sopra del quale vi è una pila dell’acqua lustrale parimente di marmo. L’uno, e l’altra è ben disegnata e vagamente adorna di bassi rilievi, opera esimia di Giobatta Donati

Accanto vi è la

Porta Maggiore

La suddetta corrisponde sulla Piazza, alla quale vi si scende tramite alcuni scalini, che servono di base al presbiterio, ch’è unito alla Chiesa.

La porta oltre l’usciale esterno, che è fortificato con un grosso chiavistello, e una toppa a due chiavi ha di più u paravento, e una bussola, il tutto d’albero tinto. Vi è una gran tenda di filattino lavorata, tinta di verdone, con tutti i suoi finimenti in buonissimo stato.

Seguitando a girare la Chiesa dalla parte destra, (entrando in Chiesa dalla descritta porta) si trova subito un’altra pila di marmo per l’acqua Santa sorretta da un piedistallo parimente di marmo.

A poca distanza si trova fisso al muro un basso rilievo che rappresenta nostra Signora col figlio Gesù, opera egregia di Mino da Fiesole. Sotto quest’immagine vi è piccolo bracciale d’ottone con suo lampadaro e vetro.

Un uscio con toppa e chiave vi è in questo luogo, per il quale si entra in uno stanzino dove ci sono alcuni oggetti appartenenti alla Compagnia del Santissimo Crocifisso delle Grazie.

Girati che siamo si trova prima il quadretto, che serve per l’8° Stazione della Via Crucis e poi la porta per la quale si entra nella stanza del Camarlingo del Capitolo, la quale stanza conserva molte pergamene, bolli, istrumenti e decreti antichissimi, e di gran pregio, oggetti però tutti di esclusiva propriertà del Capitolo medesimo.

Sopra d.a porta è appesa una Tavola d’Jacopo chimenti da Empoli. Questo lavoro che è ben degno di Colui ch’illustrò Empoli col suo nome e che alla sua patria volle lasciare una si degna sua opera, rappresenta il momento in cui Cristo Signore convinse l’Incredulo Apostolo S. Tommaso. Questo quadro che è circondato da una cornice filettata d’oro appartiene al Reverendissimo Capitolo.

La prima Cappella che qui si trova è la

Cappella del SS.mo Crocifisso delle Grazie

Di quell’Immagine così celebre e illustre per l’antichità e celebrità del Cristo, e per la moltitudine dei celesti favori e stupendi prodigi operati da Dio per di Lei mezzo a nostro favore.

Questa miracolosa Immagine ch’è di esclusiva proprietà dell’Opera, propietà che acquistò per essere stata erede di tutti i Beni della soppressa Compagnia d S. Andrea, alla quale l’Immagine stessa apparteneva (XIV) è di legno, come di legno è la Croce su cui è affisso. E’ situata sopra l’altare in una Nicchia di marmo a più colori internata nel muro.

Ha al collo una corona di grossi grani di

Ha vari altri piccoli doni d’oro, e d’argento ed è coperta con una fodera di tela color giallo.

La detta Nichia è circondata da una cornice dorata a oro buono e resta chiusa da una mantellina di legno che porta l’impronta del Salvatore risorto, e da un’altra mantellina di filattino e seta di color giallo con gallone d’argento a lama falso.

La suddetta Nicchia di legno si apre e si chiude per mezzo di una corda, che ha le estremità sotto l’altare. In questo punto poi l’altare si serra per mezzo di usciolino che ha due toppe, e due chiavi, una delle quali la tiene l’Opera, e per conto di Lei il suo Sagrestano, e l’altra, il Camarlingo della Compagnia , ma precisamente come da partito dell’Opera stessa del dì 10 Giugno 1822. (XV)

L’altare di questa Cappella è tutto di marmo, di vari colori, come di marmo sono i suoi gradini, che son due, le colonne, e l’architrave che circondano la descritta nicchia, e il Balaustro, ch’è all’ingresso di essa.

Dieci sono i Candellieri , che sono ai due gradini dell’altare, e 4 hanno i ceri di cera. Sono detti Candellieri perlati e dorati, come tali sono il piede della Croce e la Croce stassa.

Vi sono ancora 4 perette, che sostengono 4 vama (?) di fiori secchi.

Alla mensa vi sono 3 Cartaglorie perlate, e dorate con i suoi cristalli. Vi è un leggio di noce e due Tovaglie, che una lunga e una corta. Tutta la mensa è circondata da una cornice tinta, e sotto dalla parte di fuori, vi è un frontone, che tutto circonda il Paliotto, il qual frontone è di legno tinto a marmo, e il paliotto è di filattino, e seta color giallo con giallone di argento falso.

La predella è di noce, e questa è inassata nell’ultimo gradino dell’altare.

Pendulo al muro vi è un piccolo campanello di bronzo.

Di qua e di là dell’Altare vi sono due Tavole chiuse da cornici e cristallo, che si serrano con toppa e chiave, nelle quali vi sono vari regali o voti fatti alla Sacra Immagine. I medesimi sono per la maggior parte piccoli cuori di foglia di argento, anelli di poco valore e corone. In quello situato in Cornu Evangely ve ne sono N°   In questo sito vi è anche il quadretto della nona stazione della Via Crucis.

Dalle parti laterali della Cappella vi sono due quadri grandi con cornice dorata, che uno rappresenta il Miracolo operato da detta Sacra Immagine di far fiorire istantaneamente un arido tronco di mandorlo, a cui fu appoggiata l’Immagine stessa, in occasione di essere portata solennemente a processione (XVI); e uno rappresenta il Serenissimo Gran Duca Cosimo III. Col Principe Ferdinando, e Giov. Gastone di lui figli in atto di adorare l’Immagine stessa, conforme fece l’anno 1683 il dì 20 di Aprile e il dì 23 dello stesso mese, ed anno, in occasione di essere straordinariamente esposta con pompa solenne.

All’ingresso della Cappella vi sono 5 Lampani d’ottone, che due sono sostenute da due angioli di legno dorato, e tre pendono dall’arco per mezzo di tre ferri tinti, e che hanno le sue borchie e finimenti.

Vi è ancora una cassetta, ferrata, di legno, fissa al muro per l’elemosine.

Vi è inoltre un quadro di legno con cornice dorata, nel quale vi è il Chirografo di associazione che ha la Compagnia con la Religione Olivetana.

Il Balaustro sopra rammentato ha nel mezzo due sportelli, coi quali può chiudersi la Cappella. In uno di essi vi è un Chiavaccio.

Vi è ancora uno scaleo a due gradini per comodo delle lampane.

Di faccia in poca distanza vi è un grande inginocchiatoio, dentro il quale

 …

Questa Cappella oltre le due che rimane della Chiesa di più resta illuminata da una lanterna con Cristalli che resta sopra alla Cupola, ch’esiste in questa Cappella stessa, cupola assai ben distinta.

Molti altri oggetti vi sono, e che sono destinati ad addobbare ed abbellire la qui più volte nominata Cappella, i quali però per essere custoditi e conservati dalla Compagnia del SS.mo Crocifisso, come custoditi e conservati sono tutti quelli già descritti, non si registrano in quest’Inventario, ma in un Inventario a parte.

Il Sagrestano poi della Collegiata non ha di nessun oggetto appartenente alla suddetta Compagnia, responsabilità, almeno di faccia all’Opera, come non appartiene ad esso il render conto delle offerte, regali ed altro che vengono fatti alla Sacra Immagine.

Alla già descritta vi è accanto la

Cappella di S.a Lucia Vergine e Martire

L’Altare, imbasamento, le Colonne, tutto vi è di pietra. La tavola però che è sopra l’Altare è di legno intagliato e dorato a oro buono. In mezzo di essa vi è una Nicchia fatta a Tabernacolo, ove si conserva una Statua di legno rappresentante S. Maria maddalena Penitente. Il suddetto Tabernacolo è chiuso da cristallo incassato in una cornice di legno. Nel gradino superiore dell’Altare, che è di legno intagliato e dorato avvi oltre 4 Candellieri fatti a pera tinti di giallo con Ceri di legno un piccolo quadretto in tela con cornice marmorizzata, e dorata con suo cristallo, rappresentante Maria SS.ma col Bambino in Collo.

Sopra di esso vi è una piccola Croce di legno con Crocifisso dorato a mecca. Nel 2° gradino vi sono 2 Candellieri, e 3 Cartaglorie con i suoi Cristalli. Ambedue i detti gradi hanno la custodia di legno tinta a marmo. La detta Immagine la regalò Caterina Lenzi.

Nella mensa vi è il leggio, due tovaglie, e una cornice che tutta la circonda.

La predella è di noce. Pendulo al muro vi è un piccolo campanello di bronzo, e dalla parte opposta vi è il quadretto della 10ma Stazione della Via Crucis il quale però è strappato.

Nelle pareti laterali vi sono due antiche pitture, che una a fresco rappresentante S. Lucia tratta invano dalla forza dei bovi, pittura che volgarmente si dice di Giotto; e l’altra che rappresenta il Martirio di S.ta Orsola. L’una e l’altra sono contornate di cornice di legno, tinte a marmo e fisse al muro.

All’ingresso della Cappella, vi è un braccio di ottone, con suo lampadaro, e vetro. La terza è la

Cappella di S.ta Anna Di proprietà dei SS.ri Cocchi

L’Altare con tutto il restante è di pietra al naturale, meno che i gradi, che son due, i quali sono di legno intagliato e dorato, e hanno la custodia parimente di legno tinta a marmo.

Nel mezzo vi è una tavola marmorizzata con rapporti dorati a oro buono, in mezzo alla quale vi è una cornice dorata e suo Cristallo l’Immagine di Maria SSma detta delle Grazie. La detta Immagine è dipinta in tavola, ed è di qualche pregio; ha il Bambino in collo, e tanto questa che quello hanno in testa una Corona d’argento. Affissi all’Immagine med.a vi sono una diecina di voti fra piccoli crocifissi d’argento, anelli e altri oggetti, tutti però di poco valore. Molti altri voti fatti all’Immagine stessa li ritiene il Molto Rev.do Cappe.no Tiribilli in una Cassetta. (9)

La detta Cornice si serra con toppa e chiave e questa la ritiene il sudd.o Molto Rev.do sig. Mattia Tiribilli, Cappellano e Curato della Collegiata, come quegli che pensa al culto speciale dell’Immagine suddetta per mezzo delle Elemosine , che per tale oggetto riceve da dei benefattori.

Tutta la rammentata Tavola poi resta difesa e chiusa da un gran telaio che ha i Cristalli, e che si serra con toppa e chiave, che ritiene il sudd.o Prete.

Nal 1° gradino dell Altare vi sono 6 piccoli Candellieri d’ottone, con ceri di legno, e nel mezzo vi è un piccolo quadretto con cornice e piedistallo perlato, e dorato rappresentante l’Immagine di Sant’Anna madre della Santissima Vergine.

Nella sommità di detta cornice vi è una piccola Croce nera con piedistallo dorato a mecca.

Nel 2° gradino vi sono altri due piccoli Candellieri d’ottone, con Carteglorie gialle, e dorate a mecca con i suoi vetri.

Sulla mensa vi è il leggio, due tovaglie corte, e una cornice, che la circonda tutta quanta.

La predella è di albero tinto di color di noce.

Pendulo al muro dalla parte destra vi è il Campanello per la messa, e alla sinistra vi è il quadretto dell’undicesima stazione della Via Crucis.

All’entrare in detta Cappella sono al muro due piccoli bracci di ottone con suo tubo, e vetro, e vi è una cassetta di legno ferrata per le elemosine.

Accanto alla descritta Cappella vi è un locale simile all’altre Cappelle, ma che non è tale, mentre non vi è altare, e invece di esso vi è un uscio con paravento, toppa, e chiave, che introduce nella Corsia del Batistero, e alle porte dette di San Giovanni.

In questo suddetto locale vi sta il pulpito grande con il suo scaleo. Tanto l’uno che l’altro è di noce.

Ha la tendina di filattino dietro al posto dove sta il Predicatore, la quale è sorretta da un ferro.

Vi è un braciale di legno, sopra il quale vi sta una Croce con Crocifisso, e questi pure sono di legno. Un asse vi è dove riposa il suddetto Predicatore.

In questo istesso luogo vi sta la Cattedra, ossia un pulpito più piccolo con il suo scaleo, e questi sono di legno tinto.

Due dadi di pietra serena ancora vi si trovano, i quali vengono adoperati, quando si adoperano i detti pulpiti nel luogo destinato a predicare.

Sopra l’uscio poc’anzi rammentato pende un quadro in tavola, rappresentante S. Biagio Vescovo Martire. Questo dipinto è un bel lavoro della Scuola del Vannucci, e meno pregevoli non sono l’intagli della cornice foggiata a guisa di nicchia , che lo circonda. Avanti detto Santo vi è pendula con una piccola funicella una piccola lampana d’ottone con il suo vetro. Questa sta costantemente accesa, e l’obbligo di così tenerla l’ha Michele Maestrelli con altri per un fondo comprato da Giuseppe Neri.

Nelle pareti laterali vi sono due quadri in Tela, che uno rappresenta l’Assunzione di maria Santissima al Cielo, e l’altro Maria Santissima col Bambino in braccio nell’atto di dare il SS.mo Rosario a San Domenico, L’uno e l’altro di detti quadri ha la cornice dorata. Vi è anco il quadretto della 12.a Stazione della Via Crucis.

Sopra la volta vedesi un Cappello Vescovile con sue nappe, e questo rammenta essere stato sepolto nella Collegiata Monsignore

Corsia di S. Giovanni

Entrati nella medesima per mezzo del ridetto uscio, trovasi subito a destra un gran Tabernacolo di legno marmorizzato, e filettato d’oro a mecca dentro il quale conservasi un’Immagine di Gesù morto, con Maria Santissima addolorata, e con degli angioli piangenti, il tutto di carta pesta. Maria Santissima ha in capo

Resta coperto detto Tabernacolo di una tenda di filattino, e chiuso i due sportelli i quali hanno i vetri della porta davanti, e che son chiusi con toppa e chiave, la quale conserva il Sig.r Cappellano Tiribilli. (10)

Pendula dalla volta, e di faccia a detto Tabernacolo vi è una lampana d’ottone con suo vetro. A destra del descritto Tabernacolo vi è la

Cappella del SSmo Crocifisso Della Provvidenza

L’Altare, le due Colonne, che sono sopra di esso e il gradino di detta Cappella sono di materiale tinto a marmo.

Trovasi in detto Altare N° 8 Candellieri, che n° 4 più grandi al suddetto gradino, e n° 4 più piccoli alla mensa, tutti di legno tinto. Vi è un leggio in cattivo stato, e due tovaglie

Sopra l’altare, e precisamente nel mezzo vi è un Tabernacolo con Cornice dorata, e intagliata molto antico. Dentro ad esso Tabernacolo che è chiuso da Cristallo, toppa e chiave vi è l’Immagine di Gesù Crocifisso detto della Provvidenza. La siddetta Immagine è di legno e assai alta. Ha la medesima al Collo una Corona con due piccoli Crocifissi che uno è di ottone, e uno ornato con madre perla. Ha pure due voti d’argento esprimenti due cuori, uno dei quali è più grande dell’altro.

Dalle parti laterali dell’altare vi sono due angioli dorati molto usati e sudici, dai quali son sorrette due lampane d’ottone.

Alle pareti sono alquanti quadretti esprimenti miracoli operati per mezzo dell’Immagine suddetta e precisamente numero 8.

Vi sono ancora due cornici destinate a sorreggere due parati quando si assetta la detta Cappella.

Sotto l’Altare vi è la Predella, la quale è di albero tinto.

Alla parte destra di questa Cappella vicino all’Altare vi è un piccolo armadio, nel quale trovasi sei piccoli ceri di circa libbra una e mezzo l’uno. Vi sono 4 fiori di Cartapesta di foglio inargentato, due Candellieri di legno, e la Cartaglorie con cornici di legno tinto. Detto armadio è nel muro e ha toppa e chiave, la quale attualmente ritiene il Bordi…

Sopra detto Armadio vi è un piccolo Campanello di bronzo pendente dal muro.

Dalla parte sinistra vi ha una finestra con vetrata e ferrata.

Questa Cappella può chiudersi da un Cancello di legno, che trovasi sull’ingresso di essa, il qual Cancello è ora mancante di toppa, ed è bisognoso di risarcimento.

Affissa al muro alla Colonna di destra vi è una cassetta di legno ferrata per l’elemosine.

Accanto vi sono due grandi Armadi di legno, e due altri sono alquanto più giù dalla parte stessa.

Dentro in ognuno di essi vi sono degli Utensili Sacri. Questi però non vengono qui registrati, se non quelli che sono nell’Armadio terzo, che resta precisamente accanto alla porta, che guarda la Cappella di S. Giovanni; poiché li altri si trovano nominati e segnati nell’Inventario degli oggetti, che sono stati fatti, e che si usano per la Festa del Corpo del Signore, e in alcune altre Feste, il quale Inventario è qui in fine a carte….

In detto terzo Armadio poi vi sono 6 Reliquiari Grandi di legno , inargentati e dorati, contenenti ognuno una Reliquia di un Santo (Di quali Santi siano queste Reliquie, vedasi nella Nota generale delle Reliquie qui posta a c…). Vi è un leggio tinto a ebano, con i rapporti dorati, un paio di Cartaglorie dorate, ma senza specchio, vi sono due paline, e due gigli di legno dorato, che servono di contorno alle paci d’argento quando queste vengono messe di contorno all’altare maggiore.

Vi è inoltre una mantellina di stoffa con gallone di oro buono, ma usata che serve per il Tabernacolo di S. Antonio i giorni di solennità, e vi sono 10 vasi dorati a mecca con 10 rame di fiori di foglio, che mettonsi all’altar maggiore.

Detti Armadi sono stati fatti con l’elemosine fatte per le Festa del Corpus Domini, meno uno, e precisamente quello accanto alla Cappella della Provvidenza, il quale fece il Sagrestano Giovannetti con l’incerti dell’Opera.

In fondo alla nominata Corsia vi sono due porte d’ingresso dette di S. Giovanni perché introducono e sono presso la Cappella di detto Santo. Hanno ambedue l’usciale di legno tinto con tutti i necessari finimenti e serrami, e una ha ancora la cupola con alcuni vetri nella parte superiore.

Cappella di S. Giovanni ove vi è il Battistero

La suddetta Cappella resta chiusa da un Gran Cancello di legno tinto, con toppa e chiave.

In mezzo a essa vi è il Fonte Battesimale. Questo è di marmo lavorato con gran leggiadria, squisitezza e precisione. E’ forgiato alla maniera degli antichi vasi Etruschi, ed è adorno di due manichi gentilmente scolpiti. Fu fabbricato nel 1447, come leggesi nel Batistero stesso da Antonio di Giovanni Giachini Empolese, che passò Canonico nella Metropolitana di Firenze.

E’ chiuso detto Fonte da un Coperchio di legno, al quale vi è toppa e chiave, ed è anco coperto da un tappeto di bambagino color d’oro.

Sopra di esso vi è un Baldacchino con i suoi pendoni di stoffina guarniti con penero rosso, che pende dalla volta per mezzo di un ferro.

L’Altare di questa Cappella è di legno, ed ha due gradini con rapporti intagliati e dorati. Nel primo dei detti gradi vi sono 4 Candellieri di legno tinto, e un Crocifisso con suo piede simile. Nel 2° vi sono “ Candellieri parimente di legno e due Cartaglorie. Nella mensa vi è una Tovaglia. Vi è un paliotto che da ambedue le parti è dipinto. La predella è di albero assai usata.

Continua…


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