Firenze: Antony Gormelay, Human

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ANTONY GORMLEY

HUMAN

 

Firenze, Forte di Belvedere

26 Aprile 2015 – 27 Settembre 2015

Mostra promossa dal Comune di Firenze

Organizzata da Mus.e

con il sostegno di Galleria Continua e White Cube

Direzione Artistica di Sergio Risaliti

a cura di Arabella Natalini e Sergio Risaliti

Ufficio Stampa

Opera Laboratori Fiorentini – Gruppo Civita

Salvatore La Spina – Tel. 055 290383 – Cell. 331 5354957 – s.laspina@operalaboratori.com

Barbara Izzo e Arianna Diana – Civita – Tel. 06 692050220-258  izzo@civita.itdiana@civita.it

Comune di Firenze

Francesca Padula

Tel. 055 2768076 –  francesca.padula@comune.fi.it

Dopo la riapertura del Forte di Belvedere nel 2013 con la mostra dedicata a Zhang Huan e il successo della  personale dedicata a Giuseppe Penone del 2014, Firenze ospita, a partire dal 26 aprile 2015, le opere di Sir Antony Gormley, uno dei più apprezzati scultori viventi. Il progetto espositivo, sotto la direzione artistica di Sergio Risaliti e a cura Arabella Natalini e Sergio Risaliti, vede per la prima volta riunite più di cento opere del maestro britannico nella più grande esposizione mai realizzata dall’artista in uno spazio storico all’aperto.

Protagonista di importanti mostre personali e autore di numerose installazioni permanenti nel mondo, Antony Gormley è stato invitato a realizzare un progetto in cui le opere, in parte appositamente realizzate per la mostra, in parte ripensate specificamente per il luogo, riattivano gli antichi spazi grazie alla loro forte presenza, diffusa e pervasiva. Il progetto dell’artista prevede, dunque, la collocazione “attenta e giudiziosa” di più di cento figure umane in scala 1:1, che popolano le stanze interne della palazzina, i bastioni, le scalinate e le terrazze occupando tutti i lati del Belvedere, con il suo peculiare affaccio sulla città e le colline.

Tra le opere in mostra la grande installazione Critical Mass, un “anti-monumento che evoca tutte le vittime del XX secolo”. Ideata originariamente nel 1995, per un vecchio deposito di tram a Vienna, oltre a ricordare alcuni momenti drammatici della storia della capitale austriaca, l’opera era anche, per l’artista, un “modo di attivare l’intero edificio e destabilizzarne il contesto architettonico”. Questo effetto destabilizzante e riflessivo trova al Forte di Belvedere – originariamente costruito come luogo di difesa – una perfetta collocazione, riproponendosi ora arricchita da un nuovo riferimento legato al contesto italiano, quello dell’entrata in guerra e, successivamente, quello della liberazione.

“Sul terrazzo più basso del Forte le 12 figure sono installate in senso lineare e progressivo dalla posizione fetale a quella per osservare le stelle richiamando l’ “ascesa dell’uomo”. All’estremo opposto, occidentale, del terrazzo più basso si trova un ammasso confuso degli stessi corpi. Qui oggetti industriali in ferro sembrano abbandonati, ognuno dieci volte la densità relativa di un corpo umano vivente, riflette la zona d’ombra che inevitabilmente accompagna ogni concetto del progresso umano, mettendo lo spettatore davanti ad un’immagine evocativa del conflitto del secolo scorso.  Questa dialettica tra desiderio e inettitudine è la tensione che sottende in modo capillare tutta la mostra.”

 Antony Gormley

Le figure “classiche” e naturalistiche di Critical Mass si confrontano dialetticamente con altrettanti Blockworks, inedite figure che restituiscono l’anatomia umana attraverso volumi architettonici. Anche in questo nuovo ciclo di opere, il corpo resta il punto di partenza, restituito però non più mediante un processo “artigianale”, come quello che deriva dal calco in silicone, ma attraverso una scansione digitale, rielaborata poi al computer.

In quattro sale della palazzina, altre figure delle serie dei Blockworks ci offrono una sorta di lessico di attitudini e pose corporee. Raccolte in se stesse e isolate, queste figure aprono a una dimensione più intima della natura umana, in un confronto serrato con l’architettura degli interni, mantenendo, al contempo, una profonda relazione con le sculture degli spazi esterni.

Antony Gormley è l’inventore di un inedito linguaggio artistico che mette al centro della sua ricerca il corpo umano, inteso come architettura e luogo della mente. Le sue opere identificano, nel loro confronto con la contemporaneità, lo spazio dell’arte come luogo in divenire da cui nascono comportamenti, pensieri ed emozioni. La rigorosa riflessione spirituale, la capacità di “vedere in profondità le cose” dell’artista britannico è stata alimentata dalla meditazione Vipassana appresa in India e in Sri Lanka, e influenza radicalmente la sua poetica. Il suo lavoro rivela un rapporto costante con la tradizione della scultura classica e si interroga sulle questioni fondamentali dell’esistenza umana arrivando a relazionare la nostra posizione nell’universo con le dimensioni più “terrestri” della città, della natura e del paesaggio.

La maggiore esposizione di sculture in cui la figura umana è ridefinita da Antony Gormley in decine di posizioni e atteggiamenti trova a Firenze la sua collocazione “naturale”, la città nella quale, tra  Quattrocento e Cinquecento, artisti come Donatello, Michelangelo, Bandinelli e Cellini si sono dedicati allo studio della rappresentazione dell’uomo “ideale” in rapporto all’architettura, allo spazio urbano a quello religioso. La mostra, evento di punta della ricerca artistica contemporanea, si offre quindi come occasione di eccezionale rilettura del patrimonio artistico fiorentino da parte di uno dei maggiori scultori viventi.

Come afferma l’artista: “Il Forte è un esemplare straordinario di trasformazione: una collina naturale trasformata in manufatto da Ferdinando de’ Medici. Per lungo tempo è stato associato all’arte contemporanea, spesso usato come contesto monumentale per opere monumentali. Piuttosto che inserire altre opere il cui intento è di misurarsi con la spazialità del luogo, ho scelto di esporre opere a misura d’uomo che permettano alla forma e alla sostanza di questa notevole costruzione di esprimersi …”.  E ancora: “[…] HUMAN fa aprire il Forte di Belvedere attraverso l’agopuntura scultorea: le opere sono dislocate in modo diffuso e capillare al fine di catalizzare le masse interiori, le costrizioni ed il panorama che si gode da questo luogo. Nel trovare i luoghi adatti a creare questi confronti e allusioni, a creare ostacoli ed occasioni per fermare i visitatori nel loro peregrinare, cerco di incoraggiarli a ripensarsi e di ripensare il modo in cui si misurano con gli spazi che hanno intorno.”.

Questo straordinario evento espositivo rinnova e conferma l’apertura al presente della città; ricercando una sottile ma determinata interazione tra la Firenze rinascimentale e quella contemporanea, richiama la coscienza dei singoli alla memoria collettiva.

BIOGRAFIA

Antony Gormley è ampiamente acclamato per le sue sculture, installazioni e opere d’arte pubblica che indagano il rapporto tra il corpo umano e lo spazio. Il suo lavoro ha sviluppato il potenziale aperto dalla scultura a partire dagli anni sessanta del secolo scorso attraverso un impegno critico sia con il proprio corpo che con quello degli altri affrontando questioni fondamentali relative alla posizione degli esseri umani in rapporto con la natura e il cosmo. Gormley cerca continuamente di identificare lo spazio dell’arte come luogo del divenire in cui possono nascere nuovi comportamenti, pensieri e sentimenti.

I lavori di Gormley sono stati ampiamente esposti in tutto il Regno Unito e a livello internazionale con mostre: Zentrum Paul Klee, Berna (2014); Centro Cultural Banco do Brasil, São Paulo, Rio de Janeiro e Brasilia (2012);  Deichtorhallen, Hamburg (2012); museo dell’eremo, St Petersburg (2011);  Kunsthaus Bregenz, Austria (2010); Hayward Gallery, Londra (2007); Malmö Konsthall, Svezia (1993) e Louisiana Museum of Modern Art, Humlebæk, Danimarca (1989). Ha inoltre partecipato a importanti mostre collettive come la Biennale di Venezia (1982 e 1986) e Documenta 8, Kassel, Germania (1987). Opere pubbliche permanenti includono l’Angel of the North (Gateshead, Inghilterra), Another Place (Crosby Beach, Inghilterra), Dentro Australia (Lake Ballard, Western Australia) e Exposure (Lelystad, Olanda).

Gormley è stato insignito del Turner Prize nel 1994, il South Bank Prize for Visual Art nel 1999, la Bernhard Heiliger Premio per la Scultura nel 2007, il Premio Obayashi nel 2012 e il Praemium Imperiale nel 2013. Nel 1997 è stato nominato Ufficiale dell’Iimpero Britannico (OBE) e Cavaliere [Sir] dalla Regina Elisabetta II nel 2014 nella tradizionale carrellata di nuovi titoli nobiliari erogati a capodanno. E’ membro onorario del Royal Institute of British Architects, nonché dottore honoris causa dell’Università di Cambridge e Fellow di Trinity College e Jesus College della stessa Università.  E’ Accademico Reale dal 2003 e membro fiduciario del consiglio di amministrazione del British Museum dal 2007.

Antony Gormley è nato a Londra nel 1950.

Orari e costi:

Martedì – Domenica 10.00 – 20.00. Ultimo ingresso 19.00 (chiuso lunedì)

Bar aperto fino alle  ore 21.30

Ingresso gratuito

 

Sito web : www.gormleyfirenze.it

DidascalieImmagini /CAPTIONS FOR PRESS IMAGES

Opere di Antony GormleyAll works by Antony Gormley

© Antony Gormley© the Artist

 

ElencodeiLavori / Exhibited Works

 

Fig. 1a

Fig. 1b

Fig. 1c

Fig. 1a-1b-1c CRITICAL MASS II, 1995
Ghisa /Cast iron
60 elementi a grandezza naturale;  variedimensioni / 60 life-size elements; variable sizes
Installazione / Installation view, Royal Academy, London, England, 1998
Fotografia di / Photograph by Stephen White, London

 

KUB_Antony Gormley

Fig. 2

CRITICAL MASS II, 1995
Ghisa/ Cast iron
60 elementi a grandezzanaturale; variedimensioni/ 60 life-size elements; variable sizes
Installazione/ Installation view, KunsthausBregenz, 2009
Fotografiadi / Photograph by Markus Tretter

 

Fig. 3

Fig. 3

CLUTCH IX, 2011
Ghisa/Cast iron
91 x 44 x 73 cm
Fotografiadi / Photograph by Stephen White, London

 

Fig. 4

Fig. 4

CORNER, 2011
Ghisa/ Cast iron
79 x 45 x 65 cm
Fotografia di / Photograph by Stephen White, London

 

Fig. 5

Fig. 5

BARE III, 2012
Ghisa/Cast iron
76 x 43 x 59 cm
Fotografia di/Photograph by Stephen White, London

 

Fig. 6

Fig. 6

RELIEF II, 2012
Ghisa/ Cast iron
33.5 x 198.5 x 42.5 cm
Fotografia di / Photograph by Stephen White, London

 

Fig. 7

Fig. 7

TENDER, 2012
Ghisa/ Cast iron
21.5 x 202.5 x 54 cm
Fotografia di/ Photograph by Stephen White, London

 

Fig. 8

Fig. 8

CLAMP III, 2013
Ghisa/ Cast iron
175 x 60 x 53.5 cm
Fotografia di / Photograph by Stephen White, London

 

Fig. 9a

Fig. 9b

 

 

Fig. 9c

Fig. 9d

Fig. 9a /9b/9c/9d

VESSEL Istallazione/ Installation view, 2012
Gentile concessione di / Courtesy Galleria Continua San Gimignano, Italy
Fotografia di / Photograph by ElaBialkowska, OKNO STUDIO

 

Opere precedent/ Earlier Works

 

12

Fig. 12

ALLOTMENT II, 1996
Cemento armato/ Reinforced concrete
300 elementi a grandezza naturale derivati dalle dimensioni degli abitanti di Malmö di età tra gli 1,5 e gli 80 anni/300 life-sizeelementsderived from the dimensions of localinhabitants of Malmö aged 1.5 – 80 years

Installazione/Installation view Kunsthaus Bregenz, Austria, 2009

Fotografia di / Photograph by Markus Tretter

 

Fig. 13

Fig. 13

INSIDE AUSTRALIA, 2003

Lega di ferro, molibdeno, iridio, vanadio e titanio / Cast alloy of iron,molybdenum, iridium, vanadium and titanium

51 elementi basati su 51 abitanti di Menzies, Ovest Australia / 51 elements based on 51 inhabitants of Menzies, Western Australia

Commissione per il 50esimo Festival Internazionale delle Arti di Perth, Ovest Australia (installato nel Lago Ballard)/ Commission for 50th Perth International Arts Festival, Western Australia, (installed in Lake Ballard)

Fotografia di /Photograph by Ashley de Prazer, Perth, Ovest Australia / Western Australia

 

Fig. 14 

Fig. 14

BLIND LIGHT, 2007
Luce fluorescente, acqua, umidificatoriad ultrasuoni, vetro temprato e rinforzato in ferro e alluminio /Fluorescent light, water, ultrasonic humidifiers, toughenedlowironglass and aluminium
320 x 978.5 x 856.5 cm

Installazione / Installation view, Hayward Gallery, London

Fotografia di / Photograph by Stephen White, London

 

Fig. 15

Fig. 15

SPACE STATION, 2007
Acciaio/ Corten steel
600 x 950 x 650 cm
23,000 Kg

Installazione/ Installation view Galleria Continua, Le Moulin, France, 2011 – 2012

Fotografia / Photograph by Oak Taylor Smith

Gentile concessione di / Courtesy Galleria Continua San Gimignano

 

Fig. 16

Fig. 16

HATCH, 2007
19.1 x 19.1 mm tubi di alluminio a sezione quadrata, compensato e plexiglass/ aluminium square tube, plywood and plexiglass
322.5 x 605.7 x 605.7 cm

Installazione/ Installation viewGalleria Continua, Le Moulin, France, 2011 – 2012

Fotografia di /Photograph by Oak Taylor Smith
Gentile concessione di / Courtesy Galleria Continua San Gimignano

 

Fig. 17 

Fig. 17

EVENT HORIZON, 2007
27 figure in fibra di vetro e 4 in ghisa / 27 fibreglass and 4 cast iron figures
189 x 53 x 29 cm
Commissionato da Hayward Gallery e presentato da Madison Square Park Conservancy, New York, 2010, Fotografia di James Ewing /
A Hayward Gallery Commission, presented by Madison Square Park Conservancy, New York, 2010
Photograph by James Ewing

Gentile concessione di / Courtesy Sean Kelly Gallery, New York and White Cube, London

 

Fig. 18 

Fig. 18

Horizon FieLD, August 2010 – April 2012

Installazione nelle Alpi di Vorarlberg, Austria / A Landscape Installation in the High Alps of Vorarlberg, Austria

100 figure a grandezzanaturale in ghisa, sparse su un’area di 150 chilometri quadrati (dettaglio) / 100 life-size, solid cast iron figures of the human body, spread over an area of 150 square kilometres (detail view)

Presentato da / Presented byKunsthaus Bregenz

Fotografia di / Photograph by Markus Tretter

 

FIg. 19

Fig. 19

BREATHING ROOM III, 2010
tubi di alluminio 25×25, fosforo H15 e perni di plastica / Aluminium tube 25 x 25 mm, Phosphor H15 and plastic spigots
482.6 x 1693 x 895.1 cm
Installazione /Installation view, White Cube, Mason’s Yard, London

Fotografia di /Photograph by Stephen White, London

Gentile concessione / Courtesy White Cube, London

 

 Fig. 20

Fig. 20

UNLIMITED BODY, 2012
180 Blocchi in gesso armato, dimensioni complessive variabili / 180 Reinforced plaster blocks
Overall dimensions variable
Installazione/ InstallationPalaisD’Iena, Paris, France
Fotografia / Photograph by Charles Duprat
Gentile concessione di / Courtesy Galerie Thaddaeus Ropac, Paris

 

Fig. 21

Fig. 21
Antony Gormleyritratto da Lars Gundersen /Antony Gormley portrait by Lars Gundersen

 

 


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