Odoardo Hillyer Giglioli a proposito degli affreschi di Gherardo Starnina a Empoli

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Rivista d’Arte, 1905

Su alcuni affreschi perduti dello Starnina. – Una grande oscurità avvolge ancora la vita e le opere di questo artista che il Vasari dice maestro di Masolino; l’unica notizia sicura è stata fino adesso la sua iscrizione nella Compagnia di S. Luca nel 1387 col nome di Gherardo di jacopo dipintore, giacché dubbiose sono le date della nascita e della morte 1354 e 1408. Manca una base certa di confronto per stabilire se realmente siano sue le storie di S. Antonio abate e di S. Niccolò vescovo nella cappella Castellani in S. Croce a Firenze attribuitegli dal Vasari e conquistategli dalla moderna critica.starnina1

Irreparabilmente perdute sono le pitture della cappella di S. Girolamo al Carmine, così pure il S, Dionigi e la città di Pisa frescate sulla facciata del palazzo di parte Guelfa, che, ricordate dallo scrittore aretino, furono viste ai tempi del Baldinucci e del Richa. Poco o nulla di positivo sappiamo sui lavori da lui eseguiti in Spagna, e il Cavalcaselle1 gli nega una Adorazione dei Magi esistente in un camerino dell’Escuriale.

Sono lieto di presentare un documento che, pur riferendosi ad affreschi scomparsi, prova come non solo lo Starnina ricevesse l’allogazione per una cappella nella chiesa di S. Stefano d’Empoli, ma l’avesse già cominciata a dipingere il 6 di febbraio 1408. Chi commise il lavoro fu la compagnia della Nunziata della veste nera fondata nel 1354 e soppressa nel 1785: la loro cappella ora sede della Misericordia detta anche di fuora, perché sporgente dal corpo della chiesa, fu restaurata, ingrandita nel 1501 e danneggiata da un incendio l’8 aprile 1642.  Prima dunque di questa data si presentava nella sua integrità l’opera dello Starnina, che Bernardo Rossellino vide come decorazione del suo gruppo marmoreo della Annunciazione, scolpito nel 1447. Ora apparentemente non esiste più nulla, però siccome le notizie che abbiamo non accennano ad una distruzione completa, mi pare si possa ancora sperare che qualche frammento dell’antica pittura sia restato sotto l’intonaco: e credo che l’ufficio regionale farà opera veramente meritoria iniziando una serie di assaggi a questo scopo.


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