Analisi del 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

Un “cable car” di San Francisco contiene 60 passeggeri. Questo blog è stato visto circa 2.700 volte nel 2014. Se fosse un cable car, ci vorrebbero circa 45 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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Visita guidata al Muve

Venerdì 30 Gennaio 2015, al Muve di Empoli si è svolta una visita guidata alla mostra che racconta le due vetrerie più importanti della nostra zona, la Taddei e l’Etrusca.

Silvia Ciappi e Stefania Viti, le curatrici della mostra, hanno illustrato nei dettagli le opere esposte, ripercorrendo le antiche vicende del vetro empolese nel corso degli anni…

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Ecco le foto dell’evento di Marcantonio Perugino:

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Luisa Bolleri, una lettura di “Empolesi brava gente” di Paolo Pianigiani

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EMPOLESI BRAVA GENTE – PAOLO PIANIGIANI – IBISKOS EDITRICE RISOLO

Un libro così mancava. Sì, perché una raccolta di storie, episodi e aneddoti su Empoli e alcuni suoi cittadini più illustri,ancora non c’era. E allora eccola, una silloge di racconti di memoria locale, che avrà certamente un seguito, e lo merita a pieno titolo, dato che di personaggi degni di essere ricordati Empoli ne ha avuti tanti nel corso della sua storia, e quando sembra conclusa la lista già compare un altro nome a reclamare degnamente il proprio posto di protagonista.

Un piacevole excursus, questo di Paolo Pianigiani con il suo “Empolesi brava gente” – edito da Ibiskos Editrice Risolo – nella storia di Empoli,a partire dal famoso Congresso di Empoli del 1260 in cui Farinata degli Uberti si oppose alla distruzione di Firenze, e poi giù fino ai giorni nostri. Un pescare un po’ casuale tra i tanti rivoli della memoria vicina e lontana, ma sempre lavorando con metodo e passione, inseguendo sempre la verità,dentro archivi rari, alla minuziosa ricerca di carte e documenti storici adatti al caso nostro. Raccontarci poi quelle storie, trasformate dal tempo e dalla sapienza popolare in aneddoti o leggende, farci conoscere alcuni personaggi ai quali sono intitolate piazze e vie – molti conosciuti agli empolesi di oggi solo per il nome – e soprattutto riuscire a farlo non in modo freddo e accademico, da “studioso di storia con la barba” (…); trascrivere per noi, con entusiasmo e premuroso interessamento, quegli stessi avvenimenti tramandati dai nostri nonni o dai loro avi, come se il filo conduttore della storia comune non potesse mai spezzarsi e riuscisse a tenerci tutti uniti, custode di un qualcosa di prezioso che non ci farà mai perdere la nostra tipica essenza e unicità.

Paolo Pianigiani ci narra, in una chiave diversa, storie della nostra Empoli, di cui già sapevamo che si è sviluppata in una piana lungo l’Arno, con il tempo crocevia di viaggi e di soste, attraversata dalla via Francigena verso Roma e la Francia, dalla via Salaiola (strada del sale) verso Volterra, importante bacino fluviale e poi ferroviario, e che è stata sottomessa sì, ma mai si è arresa… Questo libro migliora le nostre conoscenze di storia locale, ci fa far pace con chi eravamo, con i nostri difetti lievi e meno lievi, e con le nostre peculiarità.

Il narratore elogia il nostro senso di appartenenza a una cittadina, fortunatamente rimasta ancora oggi a misura d’uomo, senza però voler esasperare il campanilismo che ci ha storicamente contrapposto ai comuni vicini (vedasi S.Miniato, Fucecchio, etc.). Ci assolve alla fine, noi empolesi, dandoci del “brava gente”, perché in fondo lui, da bravo storico, non vuole giudicare nessuno, ma soltanto raccontare la verità, incuriosirci e trasmetterci semmai quelle preziose emozioni che per lui,avvezzo alla curiosità e alla scoperta, sono cosa di tutti i giorni.

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Sabato 24 Gennaio, ore 9,30: Santa Maria a Ripa e la sua gente

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Video con le opere d’arte

Una visita al Convento e alla Chiesa

Sull’ardimentoso mare di facebook, dove succede il di tutto e il di più, a volte vengono fuori gruppi di persone che voglio condividere antichi ricordi, storie e storielle, alla ricerca dell’origine comune: vie e strade riprendono vita, personaggi, la varia umanità di questo mondo disperso si ritrova. Il “ma ti ricordi di…” dà la stura a un mondo condiviso che non è solo chiacchiere, ma diventa base per ritrovare unità di intenti e di pensiero. Quello che poi si chiama identità, e che fa angolo con l’amicizia, l’antipatia, la discussione e il racconto.

A Santa Maria a Ripa (indispensabile tenere insieme questi vocaboli legati dalla preposizione “a”) è stato facile ritrovare questo percorso comune: l’unità della frazione è fortissima, e in poche vie e piazze si concentrano i ricordi, come in un libro aperto che si sfoglia. Continua a leggere