Altare e il suo vetro

Si può pensare a un incontro ideale, fra Altare (Artâ in ligure), un comune di 2.118 abitanti della provincia di Savona in Liguria, e la nostra Empoli. Ci accomuna l’amore per il vetro. Verde il nostro e bianco il loro, con le infinite varianti e possibilità. Molto attivo e battagliero, il Museo del Vetro di Altare ha saputo raccogliere una tradizione antichissima locale e conservare e mantenere viva fino ai nostri giorni tutta la potenzialità artistica ed evocativa che il vetro racchiude nelle proprie componenti minerali e umane.

Abbiamo chiesto a Giulia Musso, Conservatore del Museo dell’Arte Vetraria di Altare, di pubblicare sul nostro sito l’ultimissimo numero della rivista on line Vitrie, che ospita fra l’altro anche un articolo di Stefania Terreni, responsabile del nostro Archivio Storico e Coordinatrice del Museo dedicato al Vetro, il Muve. Eccola qua, la potete scaricare anche voi: Alte Vitrie N. 5.

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Paolo Pianigiani: Stemmi e blasoni, alla ricerca del tempo perduto.

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Nei tempi ormai andati, le famiglie che raggiungevano un qualche ruolo importante, si facevano disegnare il proprio stemma, che veniva realizzato su uno scudo, e che poi veniva installato sui palazzi e sulle proprietà, nonché sulle carte intestate e sui viglietti da visita. Continua a leggere

Paolo Pianigiani: Madonne di dentro e madonne di fuori

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 Già una ventina di anni fa questa curiosa incisione a stampa fu pubblicata in copertina de “Il Segno di Empoli” (n. 15, Ottobre 1991), essendo stata ritrovata presso un antiquario, estratta, com’era negli usi per ricavarne maggior prezzo, da un libro del primo ottocento.

Abbiamo avuto la ventura di metter le mani sul libro intero, e quindi poter completare le informazioni sull’autore di questa bella immagine della nostra chiesina di fuori le mura, che ha nome Madonna del Pozzo, situata dirimpetto al Campaccio, oggi piazza della Vittoria. Continua a leggere

Da Olinto Pogni: I Pievani e i Proposti di Empoli

Da: Olinto Pogni, Le iscrizioni di Empoli, Tipografia Arcivescovile, Firenze 1910. I numeri sono quelli riportati in ordine progressivo in testa alle iscrizioni.

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Le foto degli stemmi presenti sopra le colonne del Chiostro della Propositura di Empoli sono di Alena Fialova’.

261.

PETRVS RICCI PLEB. 1389-1401

POST.  EPVS.  ARET.

Questa e le seguenti iscrizioni sono stampate in nero sotto i relativi stemmi dei vari Pievani e Proposti d’Empoli, dipinti nel cortile della propositura. Piero di Ugucciozzo de’ Ricci fiorentino dovette senza dubbio curare la fon­dazione nella sua Chiesa della Compagnia del SS. Crocifisso delle Grazie l’anno stesso in cui, secondo la tradizione, sarebbe accaduto il famoso mira­colo del mandorlo secco rinverdito e fiorito, che fu appunto quel nefasto della peste del 1399; e solo due anni dopo ebbe a comporre una lite insorta tra le due Compagnie del Crocifisso e di S. Andrea, perché prete Simone di Michele, Zanobi di Baldo di Rustico, Bino di Stefano Bini e Filippo di Bartolommeo, capitani della prima Compagnia, volevano impedire ai fratelli della seconda, cui apparteneva il Crocifisso miracoloso, che lo togliessero dall’altare della loro cappella per portarlo secondo il costume, in processione, la seconda domenica di quaresima; lite che fu risoluta presto e vantaggiosamente per la Compagnia di S. Andrea, la quale coll’accordare che poc’anzi aveva fatto ai fratelli della nuova istituzione, facoltà di collocare il proprio Crocifisso nella cappella di recente costruita in pieve, non aveva inteso di fargliene una vera e propria donazione. Continua a leggere

Guido Engels: Aspetti della Riforma Tridentina nella Collegiata di Sant’Andrea a Empoli

La redazione ringrazia l’Autore dell’articolo per averci permesso la pubblicazione di questo importante testo su alcuni aspetti sconosciuti della storia della nostra Collegiata.

Da: Sant’Andrea a Empoli, la chiesa del Pievano Rolando.

Giunti, Firenze, 1994

(Il volume è dedicato alla memoria di Piero Tinagli)


  1. Il ruolo della Collegiata nelle riforme precedenti

 La riforma della Chiesa è un’idea costante nella storia ecclesiale, che si fa particolarmente viva nel Medioevo e giunge al suo culmine con la Riforma protestante e la Riforma tridentina nel XVI secolo, tanto che la forma strutturale e spirituale che impresse alla Chiesa cattolica la accompagnerà fino al nostro secolo pur con numerosi ‘ag­giornamenti’.

La collegiata ha vissuto tutti i tentativi di riforma eccle­siale, lasciandone una documentazione più o meno ampia, che ci consente di individuare un ruolo di promozione e guida che ebbe sul suo plebato e anche oltre. Continua a leggere

L’organo di Santagostino e il maestro Alessandro Pelagatti

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Il bellissimo organo risale al 1756, come ci dice la scritta di un cartiglio, ricorda il donatore che pagò l’esecuzione, certo Giuseppe Sardelli; che era un religioso agostiniano di questo convento, evidentemente ben fornito di denari propri. In precedenza, nel 1558, l’organo stava nel transetto a destra, sopra la lunetta ad affresco di Masolino da Panicale. Fu spostato sul fondo di chiesa circa 100 anni dopo e rinnovato nelle sue parti lignee nel 1756. Nel 1771 fu chiamato il maestro d’organi Antonio Tronci da Pistoia, che provvide a ricostruire la cassa armonica, che nel frattempo si era deteriorata.

Il maestro Alessandro Pelagatti ha eseguito, nell’ambito del concerto tenuto dal Coro di Santa Cecilia di Firenze nella chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani, famigliarmente detta Santagostino dagli empolesi, il 13 Dicembre 2014, un brano composto dal Maestro Alessandro Benassai, intitolato “Veni Creator”.

Paolo Pianigiani: Il perché di un libro su Empoli

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Presentazione autocomposta e ciclostilata in proprio, del mio libro appena uscito per le feste di Natale, per i tipi della Ibiskos Editrice Risolo: Empolesi brava gente

Non è un libro di storia, almeno non lo è nel senso che di solito si dà a questa parola. E’ un libro che racconta la storia di una comunità di persone che ha nome Empoli, posto sul fiume Arno nel centro di Toscana, al confluire di un quadrivio che porta ai quattro angoli del mondo allora conosciuto: Firenze, Siena, Pisa e Lucca. E noi nel mezzo, centrifughi, a giocarci i nostri dadi il giovedì, giorno del mercato più importante che ci sia mai stato nel dominio della Dominante, la nobile città di Fiorenza.

E’ nel modo di raccontare che sta la differenza. Ho rimesso insieme tanti racconti, che nel corso dei trentanni ultimi ho seminato su pubblicazioni e riviste, ritoccando qua e là i contenuti, al fine di ottenere quel poco di unità compositiva cara e indispensabile a chi legge. Sono tasselli che si collocano e si cercano, con i rimandi necessari. Da Farinata degli Uberti che trovò la maniera e i modi di salvare Firenze e le sue case che vi stavano proprio al centro, dove ora c’è Palazzo Vecchio,

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a Ferruccio Benvenuto Busoni, nato per caso sul Campaccio e subito fuggito al seguito dei genitori musicisti vaganti e stravaganti, per diventare il primo compositore ed esecutore di pianoforte al mondo.

Ventidue personaggi, ventidue storie che ricreano tempi e atmosfere: un sguardo a ritroso, o in avanti, nel tempo. Con qualche sorriso, come quando compare sul canto di piazza dei Leoni Ricciotto, tornato a farsi vivo per una intervista immaginata quanto immaginaria. Continua a leggere

Paolo Pianigiani: Concerto del Coro Santa Cecilia di Firenze a Santagostino

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Diciamolo subito: è stato un grande successo. La chiesa conventuale di Santo Stefano degli Agostiniani era piena al limite delle sue pur grandi possibilità. Non c’era un posto a sedere a pagarlo oro e anche quelli in piedi latitavano. Le cappelle laterali erano stipate di ascoltatori, letteralmente rapiti dal concerto che si è tenuto il 13 Dicembre, giorno di Santa Lucia.

Già alle 21 la chiesa era piena, mezz’ora buona prima dell’inizio del concerto. Gli stessi componenti del Coro mi hanno detto che non si aspettavano una accoglienza così importante. Eppure sono abituati ai successi, che vanno a raccogliere in tutta Europa. L’ultimo a Siena, dove si sono esibiti a novembre di quest’anno.

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Un fuori programma d’eccezione è stato dedicato al nostro Organo, realizzato nella sua struttura attuale nel 1771, dal noto maestro d’organi Antonio Tronci da Pistoia: il Maestro Alessandro Pelagatti ha eseguito il brano musicale “Veni Creator”, composto dal Maestro Alessandro Benassai, direttore del Coro Santa Cecilia di Firenze.

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La violinista Farfurì Nuredini si è esibita in un “a solo” di particolare intensità e bellezza, che ha trasmesso al pubblico emozioni profonde e indimenticabili.

Come indimenticabile resterà la scenografia d’insieme, con le splendide Coriste simili a vestali nel loro completo verde pastello, e con i Coristi elegantissimi nel completo di scena. Il Maestro Alessandro Benassai ha diretto ogni momento del concerto, con gesti misurati, padrone assoluto dei suoni e dei canti che hanno raggiunto l’infinito cielo, nella splendida armonia acustica e scenografica di Santagostino. Che ritrova ogni volta la propria antica dignità di luogo di preghiera e di accoglienza, con le sue antiche mura e le sue opere d’arte, volute dai nostri antichi concittadini.

Empoli ha bisogno di eventi musicali di questa qualità e intensità d’emozioni, che vanno ben al di là dei tanti e pur belli spettacoli natalizi, ma toccano e stringono con forza, coinvolgendola fino in fondo, l’essenza più vera della nostra Cultura.

Un grazie sicuramente va agli amici (da oggi in poi, carissimi e da seguire anche nei loro prossimi concerti) del Coro Santa Cecilia di Firenze, che sono venuti qui da noi a titolo completamente gratuito (mi pare giusto dirlo), e alla nostra Misericordia, che ha curato da par suo e con la consueta bravura l’organizzazione dell’evento.

Le foto di Marcantonio Perugino

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La presentazione del libro di Paolo Pianigiani alla Misericordia di Empoli

Paolo Pianigiani, Antonietta Risolo, Pier Luigi Ciari e Silvano SalvadoriPaolo Pianigiani, Antonietta Risolo, Pier Luigi Ciari e Silvano Salvadori

Venerdì 5 Dicembre 2014 si è tenuta presso la Sala Grande della Misericordia di Empoli la presentazione del libro di Paolo

Pianigiani “Empolesi brava gente”, di Ibiskos Editrice Risolo.

Ecco il resoconto filmato integrale, suddiviso in 5 parti più un epilogo, nel quale si presenta un vero e proprio scoop.

E’ il regalo di Natale che l’autore ha voluto presentare ai suoi concittadini.

  1. Parte prima: Introduzione del Governatore della Misericordia di Empoli, Pier Luigi Ciari e di Antonietta Risolo; lettura da parte di Silvano Salvadori del testo di Sonia Balsamello, che ha curato l’edizione del libro.
  2. Parte seconda: Pietro Domenico Bartoloni, avvocato e poeta: ma sopratutto un gran rompiscatole…
  3. Parte terza: Pietro Domenico a Praga, maestro di casa di Giangastone dei Medici.
  4. Parte quarta: Luigi Boni.
  5. Parte quinta: La Cinquantaccia e le puttane nel Castello.
  6. Conclusione e gran regalo di Natale 2014: Porta Fiorentina come nessuno ha mai visto, ai primi del ‘500.