Il restauro della Madonna del Bigallo

Oratorio del Bigallo, Madonna della Misericordia

La restauratrice Lidia Cinelli e la Madonna del Bigallo a Firenze…

 

LA MADONNA DELLA MISERICORDIA

Al MUSEO del BIGALLO

 

A cura di Paolo Pianigiani

 

 Pubblicato su Reality

Siamo nella sala dell’ “Udienza Vecchia” o “Sala dei Capitani” all’interno dell’odierno Museo del Bigallo, in piazza San Giovanni a Firenze. Il restauro, eseguito da Lidia Cinelli, ha ridato nuova leggibilità e l’antico splendore a questa antica immagine che rappresenta la Madonna che domina Firenze. L’autore è ignoto, ma fu eseguita da un pittore della cerchia di Bernardo Daddi.

L’affresco reca la data del 1342 ( in un’iscrizione posta in basso e nei secoli ripetutamente ritoccata) e può essere descritto riferendo le parole dell’abate Giuseppe Richa: “una antichissima pittura a fresco ed una figura gigantesca della Misericordia espressa in una persona ammantata di piviale  con mitra tonda in capo e stolone fino ai piedi, nella quale stola veggonsi alcuni ovati in cui sono effigiate le Opere della Misericordia con lettere longobarde. Questa figura sta in aria con atto maestoso di padrona, sopra a Firenze dipintale sotto col popolo inginocchioni”.

Sono tre le parti principali dell’affresco:

1) La Madonna frontale e ieratica abbigliata curiosamente con un copricapo a forma di mitra segnato dal Tau (simbolo di redenzione) e con un ampio manto su cui si susseguono undici tondi con iscrizioni e con le raffigurazioni di opere di Misericordia e di carità cristiana.

2) La straordinaria veduta della città di Firenze erta di torri e campanili, chiusa entro una cerchia di mura (la seconda cerchia ci dice il Richa) e raccolta intorno al poliedro marmoreo del Battistero di San Giovanni con accanto la facciata del Duomo e la torre di Giotto entrambe ancora in costruzione. Entro la cerchia di mura (con in primo piano quella che dovrebbe essere Porta San Gallo) circondate da un fossato, si distinguono chiaramente i principali edifici cittadini: il Battistero, il Duomo ed il suo campanile entrambi ancora in costruzione, Palazzo Vecchio, le chiese di Santa Maria Novella e Santa Croce, Il Bargello e la Badia Fiorentina. Grazie al restauro si possono ora notare una quantità di particolari prima di incerta lettura, quali ad esempio le acque del fiume Arno che attraversa la città.

3) La piccola folla di uomini e donne, suddivisi scrupolosamente sulla base del sesso, descritti minuziosamente nelle fisionomie, negli abiti, nei copricapi e nelle acconciature. Tra gli uomini si potrà così distinguere l’aristocratico, il commerciante, il notaio e, tra le donne, le più giovani ed eleganti e le più attempate e timorate, ciascuna individuata singolarmente negli ornamenti e nei modi vezzosi o semplici di portare veli, trecce e ornamenti per capelli.

La descrizione di Firenze è la più antica che si conosca e insieme alla rappresentazione della sua popolazione di allora, catturano l’occhio e lo stupore di chi guarda e ci offre un brano davvero unico della Firenze della metà del Trecento.

Il Progetto, vincitore del primo concorso al Salone del Restauro di Firenze nel novembre 2012, è stato finanziato da Friends of  Florence.

La direzione tecnico scientifica è stata seguita dalla Dott.ssa Maria Matilde Simari, della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Polo Museale  del quartiere di S. Giovanni della città di Firenze e direttrice della Villa Medicea di Poggio a Caiano.

 

Foto di Antonio Quattrone


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